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venerdì 3 luglio 2026

Venezuela, stop totale all’alcol: una misura eccezionale durante il terremoto

L'articolo pubblicato dal quotidiano "El Nacional"
Il governo del Venezuela ha annunciato una decisione drastica: la proibizione della vendita e distribuzione di bevande alcoliche su tutto il territorio nazionale, una misura che entra in vigore immediatamente e che resterà attiva per diversi giorni. L’annuncio arriva in un contesto di forte tensione politica e sociale, con il Paese devastato dal terremoto e in attesa di eventi pubblici e mobilitazioni che potrebbero generare situazioni di rischio. Il divieto, spiegano le autorità, mira a garantire ordine pubblico, sicurezza e controllo in un momento considerato particolarmente sensibile.
La risoluzione, firmata dal Ministero degli Interni e della Giustizia, stabilisce che nessun esercizio commerciale, supermercato, locale notturno, ristorante o punto vendita potrà distribuire alcol, né sarà consentito il trasporto di bevande alcoliche su strade e autostrade. Le forze dell’ordine sono state incaricate di vigilare sul rispetto della norma, con possibilità di sequestri e sanzioni immediate per chi non si adegua. La misura riguarda anche eventi privati e feste, che dovranno svolgersi senza consumo di alcol.
Il provvedimento non è comunque nuovo nella storia recente del Paese: in occasione di elezioni, festività nazionali o momenti di particolare tensione, il governo ha spesso imposto restrizioni simili. Ma questa volta il divieto assume un peso diverso. Le autorità insistono sul fatto che la misura sia preventiva e necessaria per evitare incidenti, violenze o situazioni ingestibili.
La decisione ha generato reazioni contrastanti. Alcuni settori della popolazione la considerano una scelta prudente, utile a mantenere la calma in questi giorni delicati. Altri, invece, la interpretano come un segnale di nervosismo istituzionale, un tentativo di esercitare maggiore controllo sulla vita quotidiana dei cittadini, e gli imprenditori del settore alimentare e della ristorazione lamentano perdite economiche significative, soprattutto in un Paese già colpito da una crisi profonda.

Colombia calda più dell'Italia, superati i 44 gradi

Foto di Jeferson Gomes per Unsplash
Non solo l’Italia, e l’Europa, sono preda della morsa del caldo. Anche la Colombia sta vivendo settimane di temperature eccezionali, tali da riscrivere i record storici registrati dall’Ideam, l’istituto meteorologico nazionale. Il Paese, tradizionalmente caratterizzato da climi diversificati e da una relativa stabilità termica, si ritrova ora a fronteggiare picchi che sorprendono gli stessi esperti, segno evidente di un cambiamento climatico sempre più aggressivo e imprevedibile.
Secondo i dati ufficiali, tre municipi hanno superato livelli mai registrati prima. Il caso più emblematico è quello di Tamalameque, nel dipartimento di Cesar, dove la colonnina di mercurio ha raggiunto 44,2 gradi, un valore che non solo infrange il record locale, ma si avvicina ai limiti fisiologici di sopportazione umana. A seguire La Paz, sempre nel Cesar, con 42,6 gradi, e Barrancabermeja, città già nota per il suo clima torrido, che ha toccato 41,8 gradi, superando le medie storiche e confermando una tendenza preoccupante.
L’Ideam spiega che questi picchi non sono episodi isolati, ma parte di un quadro più ampio: l’intensificazione del fenomeno di El Niño, la riduzione delle precipitazioni, l’aumento della radiazione solare e la crescente vulnerabilità dei territori più esposti. A farne le spese sono soprattutto le comunità rurali, dove l’accesso all’acqua è già limitato e dove il caldo estremo mette a rischio coltivazioni, allevamenti e salute pubblica.
Il governo colombiano ha invitato la popolazione a seguire misure di autoprotezione, mentre gli esperti sottolineano la necessità di politiche strutturali: gestione delle risorse idriche, monitoraggio costante, piani di adattamento climatico e interventi urgenti nelle aree più colpite. Perché questi record, avverte l’Ideam, potrebbero non essere gli ultimi.
La Colombia scopre così, in modo drammatico, che il caldo estremo non è più un fenomeno lontano o sporadico. È una realtà che avanza, che modifica territori e abitudini, e che richiede risposte immediate. Una realtà che, come in Europa, sta ridisegnando il rapporto tra clima e vita quotidiana.

giovedì 2 luglio 2026

La Milano rossonera dell'hockey è pronta al grande ritrovo di sabato 4 luglio

La locandina dell'evento e, a fianco, una foto della curva rossonera
Ormai è tutto pronto. Al Ritrovo Devils 2026 mancano poche ore. Sono anni che l'anima rossonera di Milano non riscopriva le proprie antiche passioni hockeistiche. E, paradossalmente, lo stimolo è arrivato da quello spirito olimpico che ha risvegliato la passione per il disco su ghiaccio all'ombra della Madonnina, portando alla creazione del Milano HC, che parteciperà alla prossima Ice Hockey League, pur con colori diversi da quelli tanto amati dai tifosi dei 'Diavoli', che dominarono il movimento italiano all'inizio degli anni '90: tre scudetti, un'Alpenliga, il Torneo Crotti-Federici, il Trofeo Città di Milano, la Coppa Bossi per il 50° dell'Ambrì Piotta, due quarti posti in Coppa dei Campioni. Il palmarès dei Devils rossoneri è lunghissimo seppur maturato in pochi anni di vita, tra la fine degli anni '80 e la metà dei '90.
Fissato per le ore 12 di sabato 4 luglio presso il locale Celtic Soul (di Massimiliano Durante, ex giocatore degli stessi Devils, in via Isonso 16, Quinto de Stampi, Rozzano), l'evento sarà una totale esperienza immersiva nel mondo dell'hockey ghiaccio, cui prenderanno parte alcuni illustri nomi del mondo del 'puck' rossonero e nazionale: gli italo-canadesi Roberto Romano (storico 'goalie') e Mario Brian Chitarroni (attaccante con centinaia di punti, e minuti di penalità, sulle spalle), con trascorsi importanti in maglia azzurra, gli italiani Paolo Casciaro e Maurizio 'Niki' Scudier, per anni grandi protagonisti sul ghiaccio del PalaCandy (che poi diventò Agorà e ora in totale e colpevole stato di abbandono), altri protagonisti del disco su ghiaccio milanese come Riki Tessari, Gianni Spoletti e Gianluca Ghedini, oltre allo storico fisioterapista Roberto Morosi, diventato poi punta di diamante del reparto medico della sezione calcistica del Milan. Durante l'evento saranno consegnate targhe e premi per i giocatori, con possibilità di autografi e foto per tutti i presenti.
In sala un grande telone vedrà proiettate le immagini degli storici trionfi dei Devils, tra cui l'indimenticabile vittoria nella finale del derby-scudetto contro la Saima, mentre verrà allestito un 'mercatino' dell'hockey con libri, sciarpe, maglie, cards e altri gadget, non solamente legati al mondo Devils, ma a tutto il movimento italiano, europeo ed NHL.
Notizia nella notizia, verrà ufficialmente annunciata la creazione dell'Associazione Rossonera Hockey Ghiaccio, creata per mantenere vivi colori, storie e passioni che, prima ancora dei Devils, si espressero fra gli anni '30 e '50 nei leggendari Diavoli Rossoneri, anch'essi diretta emanazione e costola, come furono poi i 'berlusconiani' Devils, della società calcistica Milan. Una lunga fila di trionfi in Italia e all'estero, su cui si inserì poi in perfetta sintonia il mito dei nuovi 'diavoli' del PalaCandy.