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lunedì 4 maggio 2026

AHL: Mark Morrison garantisce, Brayden Yager protagonista con i Manitoba Moose

Il sito di Winnipeg e la notizia dedicata a Yager
Fuori dai playoff NHL, i Winnipeg Jets si concentrano sui propri consociati in American Hockey League (AHL), ovvero i Manitoba Moose, che pure giocano nella città canadese e si sono qualificati per il secondo turno della corsa che porta alla Calder Cup.
Fra i protagonisti del 'farm-team' dei Jets spicca Brayden Yager, protagonista di una stagione che lo ha visto crescere rapidamente. Il prospetto dei Winnipeg Jets, ora ai Moose, ha già affrontato contesti ad alta pressione: WHL, Memorial Cup, Mondiali junior e, da professionista, due gare a eliminazione diretta. Esperienze che, racconta, gli hanno insegnato a gestire i momenti decisivi senza farsi travolgere.
Il tecnico Mark Morrison (già grande protagonista a Milano da giocatore con i Devils) sottolinea i suoi progressi più evidenti: gestione del disco, pattinata, capacità di rimanere concentrato come richiede il gioco fra i 'pro'. Yager, aggiunge, ha imparato a essere efficace sia in difesa come in attacco, e a sfruttare meglio la zona neutra.
Determinante anche il recente assaggio di NHL: tre partite con i Jets ad aprile, minuti preziosi e persino un po' di tempo in 'penalty killing'. Tornare in AHL dopo aver toccato la velocità e la fisicità del massimo livello gli ha dato una spinta ulteriore: «Ti senti più rapido, hai più spazio», racconta.
Fondamentale, infine, il supporto dei veterani di Winnipeg: Scheifele, Morrissey e Toews lo hanno guidato dentro e fuori dal ghiaccio, rendendo più naturale il salto. Ora Yager vuole trasformare quella fiducia in un ruolo centrale nella corsa dei Moose a quel titolo dell'AHL che hanno solo sfiorato nel 2009, quando persero la finale contro gli Hershey Bears.

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lunedì 5 ottobre 2009

A Toronto è tempo di American Hockey League: tutti in piedi per la 'fight' Greenop-Neilson!

Oggi ancora un evento sportivo, prima della consueta cena al Drake Hotel (dove la cameriera della foto dell'altro articolo ha ora una meravigliosa pettinatura a caschetto): sono andato a vedere, al Ricoh Coliseum, nella zona dell'Exhibition Center (quella della fiera, per intenderci), la sfida di hockey ghiaccio fra Toronto Marlies e Hamilton Bulldogs, una 'battaglia dell'Ontario' in piccolo, relativa alla lega AHL (American Hockey League), la principale 'minor league' nordamericana, la prima affiliata all'NHL. Un paio di migliaia i presenti, per quella che era comunque la 'prima' stagionale per i Marlies, 'farm-team' dei Toronto Maple Leafs.
Gara bella e veloce, non mi l'aspettavo così qualitativa... alla fine, l'hanno spuntata i Marlies per 3-2 dopo gli shootout (4-2 il punteggio dei rigori), ma la vera 'chicca' è rappresentata da due eventi a cui ho assistito: una grande doppia parata del portiere di Toronto Joey MacDonald (prima a tu per tu con l'attaccante avversario, poi sulla ripresa di un secondo mettendo il bastone a mezza altezza sulla conclusione a botta sicura), quindi una 'fight' meravigliosa fra Richard Greenop (Marlies) ed Eric Neilson (Bulldogs), lunga, appassionante e senza esclusione di colpi. Per quasi un minuto i due se le sono suonate di santa ragione a pugni nudi poi, incredibilmente, una volta separati a stento dagli arbitri, si sono sorrisi e si sono reciprocamente dati un buffetto! Non avevo mai visto nula di simile su un campo da hockey... unico!

(foto di Massimiliano Bordignon)