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giovedì 21 aprile 2022

Giuseppe Selvaggi, speciale riconoscimento dalla città di Sesto San Giovanni

Un 'collage' di immagini della giornata
Fari puntati su Giuseppe Selvaggi, uomo di saggezza e cultura che mi onoro di avere come amico e che, proprio pochi giorni fa, ha ricevuto con pieno merito l'Attestato di Merito Civico dalla città di Sesto San Giovanni direttamente dalle mani del sindaco, Roberto Di Stefano, per, come cita la motivazione, "la sua attività di scrittore e di divulgatore del sapere e per l’impegno di studioso di tradizioni popolari".
Personalità poliedrica quella di Selvaggi, che si è scoperto scrittore di rara sensibilità nell'età matura dopo essersi impegnato con successo nella Milano del sociale senza mai dimenticare la sua grande passione per lo studio della cultura popolare.
Biscegliese di nascita e milanese d’adozione, Selvaggi è capace di regalare, attraverso le proprie parole, siano esse sulla carta o declamate, sensazioni ed emozioni intense e appassionate, figlie di un uomo schivo e profondo, in grado di usare la penna, come ha scritto un critico dei suoi libri, "come pennello quasi a voler dipingere sensazioni e personaggi".
Pochi giorni dopo aver calcato il palcoscenico del Palazzo delle Stelline, dove è intervenuto in qualità di ospite a un evento dedicato al mondo dell'olio d'oliva, ecco che Selvaggi ha così conquistato anche Sesto San Giovanni, che ha deciso di istituire questa serie di 'benemerenze' per dare un riconoscimento a persone o enti che si siano distinti nel conferire particolare prestigio alla città.

martedì 8 marzo 2022

Triennale di Milano: bilancio di un quadriennio, un'offerta culturale di alta qualità

La Triennale di Milano
Si è concluso il mandato del Consiglio di Amministrazione della Fondazione La Triennale di Milano per il quadriennio 2018-2022, presieduto da Stefano Boeri.
Quattro anni in cui l'attività ha avuto tre principali obiettivi: la costruzione di un progetto identitario e di grande spessore culturale, il rilancio dell’immagine dell’istituzione a livello internazionale e il riequilibrio degli aspetti gestionali e amministrativi.
Nonostante la complessità del periodo e le chiusure dovute alla pandemia, la Fondazione ha sviluppato un’offerta culturale di alta qualità senza rinunciare a rivolgersi a pubblici differenziati, nella convinzione che la cultura debba indirizzarsi a tutti ed essere sempre più accessibile e inclusiva.
Nel corso del mandato, la Fondazione ha portato avanti una gestione che si è dimostrata efficace, arrivando a risanare la difficile situazione economica precedente al 2018.
Sono stati inoltre avviati importanti interventi strutturali sul Palazzo dell’Arte, che proseguiranno nei prossimi anni, finalizzati alla rifunzionalizzazione dell’edificio in coerenza con il progetto originario di Giovanni Muzio e all’efficientamento energetico.
Grande attenzione è stata dedicata anche agli aspetti di comunicazione, con un 'rebranding' che ha portato all’adozione di una nuova identità visiva nell’ottica di un riposizionamento internazionale, e allo sviluppo di una serie di strumenti di mediazione per i visitatori e gli spettatori. Boeri sottolinea: “Desidero ringraziare i miei colleghi nel CdA, i direttori Carlo Morfini e Carla Morogallo, il Comitato Scientifico e – uno per uno – i giovani dipendenti e collaboratori della Fondazione La Triennale di Milano per la qualità e la generosità del loro impegno, che è stato sempre superiore a ogni mia più ambiziosa aspettativa. Grazie a tutti loro, Triennale può oggi aprire un quadriennio di progetti ed eventi con la sicurezza di essere tornata a essere uno degli epicentri nel mondo delle discipline artistiche e della cultura del progetto”.

giovedì 3 marzo 2022

Il 'caso Dostoevskij' e l'ennesima brutta figura di Milano

La copertina del libro di Paolo Nori su Dostoevskij
Dopo la vicenda che ha visto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, pretendere dal direttore d'orchestra Valerij Gergiev una netta presa di posizione nei confronti di Vladimir Putin e della guerra in Ucraina (richiesta non soddisfatta e che ha visto, come conseguenza, la perdita del lavoro per l'artista russo), con il successivo addio di Anna Netrebko alla Scala, un fatto ancora più grave ha scosso il mondo della cultura milanese, anche perché ha coinvolto non una persona in carne e ossa ma un grandissimo artista patrimonio dell'umanità, Fëdor Dostoevskij.
La cancellazione di un corso universitario sul grande scrittore moscovita, che doveva tenersi all'Università Milano Bicocca per opera di Paolo Nori, ha suscitato sconcerto e, almeno da parte mia, una certa nausea 'intellettuale', anche perché ho avuto il piacere di conoscere il rettore dell'ateneo, Giovanna Iannantuoni, e la giudico persona intelligente e non gretta. Immagino che l''ordine' in questione, poi fortunatamente rientrato, sia arrivato dal cosiddetto 'alto'.
La reazione è stata di sdegno immediato: "Se confermata sarebbe una decisione non solo sbagliata ma pericolosa: in un momento come questo occorre dare al contrario la massima visibilità a tutte le forme intellettuali che contestano le radici della guerra. E i grandi scrittori russi hanno scritto su questo pagine illuminanti", parole di Danilo De Biasio, già collega e maestro di giornalismo nei miei esitanti esordi a Radio Popolare, oggi direttore del Festival dei Diritti Umani.
Durissima anche la reazione dello scrittore italo-russo, Nicolai Lilin: "Siamo di fronte a un dilagare di russofobia veramente pericoloso", ha detto durante uno dei suoi collegamenti videotrasmessi sul proprio profilo Facebook.
Inevitabile, ma piuttosto tardivo e balbettante, il dietrofront dell'università, attraverso le parole dello stesso rettore Iannantuoni: "Nessuna censura, il corso si terrà come previsto. Ho invitato Nori per un caffè in rettorato e lui ha accettato. C'è stato un malinteso in un momento di grande tensione. Dall'idea di questa università non c'è niente di più lontano della censura". Poi la nota ufficiale: "Il nostro ateneo è aperto al dialogo e all'ascolto (ndr: una lezione, peraltro dovuta, su uno scrittore patrimonio dell'umanità significherebbe essere 'aperti al dialogo'?) anche in questo periodo molto difficile che ci vede sgomenti di fronte all'escalation del conflitto". Il corso si terrà negli orari stabiliti in precedenza e tratterà "i contenuti già concordati con lo scrittore. Inoltre, la rettrice incontrerà Paolo Nori la prossima settimana per un momento di riflessione".
Sembrerebbe finita qui, ma non è così. Scopro, leggendo "Il Primato Nazionale", che non se ne farà nulla. Riporto: "Infine si scopre che il corso, per una sorta di grottesca par condicio culturale, verrà integrato con lezioni su alcuni autori ucraini. Dopo le quote rosa, dunque, arrivano quelle di Kiev. Lasciando passare così il messaggio che Dostoevskij, in quanto russo, risulta in questo momento «culturalmente problematico», e la sua divulgazione può essere legittimata solo dalla presenza di un contraltare ucraino".
E' lo stesso Nori a raccontare sul proprio profilo Facebook le ultime evoluzioni: "Il prorettore di Bicocca Casiraghi racconta i motivi per cui hanno sospeso il mio corso. Per «ristrutturare il corso e ampliare il messaggio per aprire la mente degli studenti. Aggiungendo a Dostoevskij alcuni autori ucraini». Non condivido questa idea che se parli di un autore russo devi parlare anche di un autore ucraino, ma ognuno ha le proprie idee. Se la pensano così, fanno bene. Io purtroppo non conosco autori ucraini, per cui li libero dall'impegno che hanno preso e il corso che avrei dovuto fare in Bicocca lo farò altrove (ringrazio tutti quelli che si sono offerti, rispondo nel giro di pochi giorni)".
Fra coloro che hanno espresso la propria solidarietà a Nori anche Giulio Cavalli, artista politicamente schierato a Sinistra, le cui idee spesso ho trovato in contrasto con le mie ma che, in questo caso, non posso che condividere e riportare: "La pericolosa abitudine di confondere i popoli con i loro governi è utile per infiammare il tifo ma diseduca alla complessità. Lo scrittore Paolo Nori racconta del suo corso su Dostoevskij cancellato dall'Universita Bicocca per “evitare polemiche”. Eppure sarebbe proprio compito dell’Università affrontare le polemiche e scioglierle con lo studio e il sapere. Solidarietà a Paolo Nori (e a Dostoevskij)".

sabato 15 gennaio 2022

Milano Moda Uomo: due eventi per Giovanni Gastel

La mostra dedicata a Gastel (foto Gianluca Di Ioia - ufficio stampa)
Ha preso il via la Milano Fashion Week versione Uomo, con 46 eventi fisici (tra cui 16 sfilate), nel rispetto delle regole anti contagio.
Fra gli appuntamenti più interessanti quello della Triennale diMilano dedicato al grande fotografo Giovanni Gastel, venuto a mancare il 13 marzo 2021.
"Era l'anima della moda": così lo ha ricordato il presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa. E due sono gli eventi che ricordano Gastel: "The People I Like", a cura di Uberto Frigerio con allestimento di Lissoni Associati, presenta oltre 200 ritratti che sono la testimonianza dell'immensa varietà d'incontri che ha caratterizzato la lunga carriera di Gastel.
In parallelo, la mostra "I gioielli della fantasia" presenta uno dei primi lavori di successo internazionale di Gastel: 20 immagini parte di un più ampio progetto commissionato all'autore da Daniel Swarowsky Corporation nel 1991 per l'omonimo libro e la mostra di gioielli del XX° secolo, entrambi curati da Deanna Farneti Cera. (fonte: ANSA)

martedì 11 gennaio 2022

La Libreria dello Sport dice stop, addio a un altro pezzo di Milano

La 'home page' del sito della Libreria dello Sport 
Chiude a Milano, dopo quasi quarant'anni di attività, la Libreria dello Sport di via Carducci. Un doloroso saluto che cancellerà un altro punto storico di riferimento della città a partire dalla fine di questo gennaio. Una bottega 'storica' ma evidentemente non troppo, se il Comune ha deciso di lasciarla morire così, senza proferire verbo, forse perché per molti sport e cultura parrebbero antitetici.
Nata nel 1982 per merito di Paolo Frascolla, per poi essere presa per mano dal figlio, la scoprii a metà degli anni '80, quando ansimante e voglioso di notizie calcistiche d'oltremanica, mi 'lanciavo' nell'acquisto di introvabili numeri di "Shoot", rivista settimanale inglese, la sola (insieme a un'altra di cui mi sfugge il nome) a regalare, oltre al nostrano Guerin Sportivo, risultati e tabellini del campionato inglese e, manco a dirlo, di quello a me tanto a caro, il campionato scozzese.
E sempre legato al calcio britannico era l'almanacco Rothmans, 'summa' incredibile e meravigliosa dove si potevano scoprire tutte le statistiche dell'anno precedente legate al mondo albionico, FA Cup compresa, quella dei primi turni fra scapoli e ammogliati, quelle fra, cito partita a caso, Barrow e Crook Town (1° turno edizione 1982-83).
La stessa che mi fornì i DVD sulla Stanley Cup, la finale dell'NHL, quando mi appassionai all'hockey ghiaccio, la stessa dove trovai la 'cassetta' VHS dedicata allo scudetto della Saima Milano. La stessa libreria, con la cui collaborazione, demmo alle stampe Hockey Mag, splendida rivista durata troppo poco.
E sempre presso la libreria di via Carducci si radunavano talvolta alcuni adepti durante singole e uniche conferenze stampa di presentazione di libri assolutamente introvabili altrove, ora dedicati all'atletica, ora al ciclismo, ora all'alpinismo.
Le saracinesche del negozio rimarranno aperte sino alla fine del mese, con sconti succulenti per gli appassionati e libri svenduti fino al 75%. Un'occasione unica per portarsi a casa un pezzo di storia, come fosse l'ultimo mattone di San Siro.

sabato 18 dicembre 2021

Natale davanti alla tv, fra arte e cultura

Mariah Carey, fra i protagonisti di "Tape"
Un Natale davanti alla televisione cercando di migliorare il proprio QI, trasformandosi da recettori passivi a collettori attivi di informazioni.
E' quello che propone Arte.tv, con sette titoli da guardare — gratuitamente con sottotitoli in italiano sul sito arte.tv/it o sulle app ARTE per smart TV, Fire TV, Apple TV e dispositivi mobili. Una selezione fra documentari, spettacoli e docu-serie per accontentare tutti: dagli appassionati di viaggi o di cucina fino ai più piccoli, passando per gli amanti della musica, dell’arte e della montagna.
Per gli appassionati di viaggi: "Misteri d’Arabia - Tra tradizione e modernità". Dal regno del Bahrain a Dubai, passando per il sultanato dell'Oman, nella penisola arabica culture e tradizioni ancestrali. Un racconto in quattro episodi attraverso un vero e proprio viaggio da Mille e Una Notte, ma nel XXI secolo.
Per gli appassionati di montagna e alpinismo: "Alpinismo sulle Dolomiti - Tra le aquile di San Martino". In questo reportage a raccontare questa realtà è Rocco, il più esperto di una squadra partita per una spedizione, assieme a Livio, aspirante giovane 'aquila'.
Per gli amanti dell’arte e dei musei: "C’era una volta il Louvre". Il museo del Louvre, a Parigi, racchiude la più grande esposizione aperta al pubblico di opere d'arte (35mila pezzi), alcune delle quali dei veri e propri simboli del Genio dell'Umanità. Frédéric Wilner racconta un museo leggendario attraverso i suoi personaggi-chiave e le sue iconiche collezioni.
Per gli appassionati di musica: "TAPE - Riavvolgi il nastro della storia musicale". Una serie che racconta la storia della musica in appena tre minuti. Da Mariah Carey e la sua iconica "All I want for Christmas is you" fino a Freddy Mercury, passando per gli ABBA, i Deep Purple ed Eminem, la docu-serie racconta ai neofiti gli aneddoti degli specialisti condividendo informazioni che permettono di brillare nello small talk musicale senza dover leggere per intero il dizionario del rock.
Per gli appassionati di lirica: "Il barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini, dalla Staatsoper di Vienna. Una delle opere più popolari del repertorio lirico. Per la sua produzione, il regista-attore e media-artist Herbert Fritsch ha riunito un cast stellare, e il risultato è uno spettacolo vibrante e variopinto, con elementi di pantomima e riferimenti alla Commedia dell'arte.
Per gli appassionati di cucina: "L’Europa a tavola". La serie è un viaggio nel gusto alla scoperta delle abitudini culinarie delle regioni d'Europa (e non solo): dalla cucina natalizia della Svezia alla tavola tipica della regione polacca della Casciubia, passando per il dipartimento francese dell’Essonne e il Länder tedesco di Saarland.
Per i più piccoli: "Parchi nazionali… animati". Dalle condizioni climatiche estreme nelle quali si trovano a vivere la fauna e la flora del parco Dovrefjell-Sunndalsfjella, in Norvegia, fino alle acque del parco di Arrábida, a sud di Lisbona, la serie racconta alcuni dei più bei parchi europei con la complicità degli insetti protagonisti del film d’animazione “Minuscule”.

martedì 30 novembre 2021

Carmela Comes ha presentato a Milano la sua collezione wedding

Una modella veste un abito di Carmela Comes durante la serata
Salento
protagonista della sesta edizione del Photo Vogue Festival di Milano, manifestazione internazionale dedicata alla 'fashion photography' che, presso l'Istituto Italiano di Fotografia ha visto andare in scena Set Mediterraneo, evento che ha saputo unire alla perfezione fotografia, alta moda wedding e arte, in collaborazione con Urban Events e i comuni di Grottaglie e San Michele Salentino, con quest'ultimo paese rappresentato dal sindaco, Giovanni Allegrini.
Durante la serata non è mancata una esibizione di pizzica, affiancata dalle ceramiche di Marcello Fasano e da alcuni pezzi provenienti dal Museo della Ceramica di Grottaglie. A condire l'evento una serie di 'shooting' fotografici con gli abiti della collezione Hera Luxury Wedding 2022 firmata da Carmela Comes, con proposte sartoriali rigorosamente realizzate a mano, frutto di una costante ricerca fra tradizione e modernità e di cura per i dettagli.
Quella milanese è stata una giornata dedicata alla bellezza in una edizione, quella del 2021, che si caratterizza anche per essere una sorta di 'ritorno alla vita', dopo oltre un anno molto difficile per diversi settori tra cui, senza ombra di dubbio, quello del 'wedding'.

giovedì 25 novembre 2021

Mishima, 51 anni fa il suicidio dell'ultimo eroe del mondo contemporaneo

Yukio Mishima (foto tratta da Destra.it)
Oggi, 25 novembre, ma nel 1970, moriva Yukio Mishima, uno degli ultimi 'eroi' del mondo contemporaneo.
Lo scrittore, attore, poeta (e tanto altro) giapponese decise di suicidarsi secondo l'antico metodo dei samurai, il seppuku, dopo avere occupato, assieme a quattro fidati paramilitari da lui guidati (i Tate no Kai o Shield Society, milizia da lui stesso fondata che aveva il culto dell'Imperatore e degli antichi valori tradizionali), il Ministero della Difesa.
Un suicidio senza ripensamenti, preceduto da una diretta televisiva 'forzata', secondo il più antico ordine marziale: tranciarsi il ventre con la katana, la classica spada del samurai, per poi avere la certezza della morte con la decapitazione, cui provvede un aiutante, in questo caso uno dei paramilitari già addestrati nello storico assalto, avvenuto proprio il 25 novembre di 51 anni fa.
Non conosco molto la figura e le opere di Mishima (che poi trattasi di 'alias'), se non per aver letto il solo "La via del samurai", che poi basterebbe e avanzerebbe, libro maestoso che traccia una via da percorrere per chi non voglia adeguarsi alla mediocrità dell'imperante secolo delle 'democrazie del McDonald's'.
Vivi la tua vita come se fosse un continuo 'ultimo giorno' e preparati ad essere accolto degnamente dalla morte. Fu questo il senso che percepii quando, ancora liceale, fra un brano dei Japan e uno di Riuichi Sakamoto, lessi quel libro, dedicato a una strada quanto mai impervia da percorrere di questi tempi, una vita di consapevolezza e del mai adagiarsi alle soluzioni di comodo, alle ipocrisie e alle speculazioni di una società troppo corrotta per essere rispettata.
Adorato da una buona parte della politica di Destra più illuminata e meno incline al compromesso, la figura di Mishima è stata frettolosamente accantonata dai contemporanei perché troppo scomoda ma, inevitabilmente, il suo gesto fu troppo clamoroso per restare dimenticato e, a cadenza annuale il suo rispuntare torna a essere un monito affascinante e un punto di riferimento per chi non si accontenti di essere guidato da un Mario Draghi o un Matteo Renzi qualsiasi, o veda come missione della propria vita la creazione di una 'fabbrichetta' da dirigere comodamente seduto in poltrona in giacca e cravatta per poi approdare ogni 12 mesi nella personale fiera di interesse.
Amato da David Bowie (altro personaggio leggendario che, sempre a Destra, piaccia o meno, ha trovato la sua migliore collocazione), musicato da un altro genio delle 'sette note' come Philip Glass, Mishima immola se stesso nel nome di un imperatore morto e di un ordine militare scomparso, simboli di una civiltà spazzata via dal mostro capitalista con due bombe atomiche.
Se non vi basta questo per amarlo, allora siete abbastanza degni di ascoltare un disco di musica 'trap'...
Leggi anche: L’immortalità della bellezza. Yukio Mishima tra l’Oriente e il Mediterraneo

Triennale, al via la mostra "Il mestiere di grafico - oggi"

Uno dei progetti presentati (foto Ufficio Stampa)
Prende il via in Triennale, a Milano, da questo 26 novembre e fino al 23 gennaio 2022, la mostra "Il mestiere di grafico - oggi", in collaborazione con AIAP (Associazione italiana design della comunicazione visiva), a cura di Marco Tortoioli Ricci.
Si tratta di un evento quanto mai interessante, che intende indagare la natura del mestiere del grafico in chiave contemporanea.
Il progetto nasce dal ciclo di 'talk' tenuti da luglio a settembre 2021 nell'ambito di Triennale Estate.
Gli incontri, concepiti come un laboratorio di preparazione, sono serviti a introdurre una serie di tematiche – Formazione e Progetto, Impresa e Progetto, La grafica artigiana, La grafica programmata – attraverso esempi pratici e militanti offerti dai relatori coinvolti.
Il titolo, della mostra e degli incontri, riprende un volume di Albe Steiner per rendere chiaro che, riferendosi a quella radice culturale, il progetto espositivo vuole indagare quanto dell'impegno e della tensione civile di quella stagione si possa ancora rintracciare nella produzione dei giovanissimi di oggi.
Attraverso circa 90 progetti, l'obiettivo della mostra è indagare la contemporaneità del mestiere di grafico in Italia per far emergere non solo i contenuti e il linguaggio visuale che caratterizza la produzione grafica di giovani di talento, ma anche le difficoltà amministrative e fiscali nell’organizzarsi per sostenersi e continuare a fare sperimentazione, la volontà attraverso il proprio lavoro di ristabilire un contatto con la comunità in cui si risiede, indagare l'effettiva necessità del progetto nel dare risposta a molte delle istanze che caratterizzano il nostro tempo.


martedì 23 novembre 2021

ArteKino Festival, tutto pronto per la sesta edizione

Una immagine da "Sami, Joe und Ich" (foto ufficio stampa)
E' tutto pronto per la 6.a edizione di ArteKino Festival, festival cinematografico digitale che celebra il giovane cinema europeo, presentato attraverso il canale culturale Arte.tv.
A inaugurare l’evento, interamente gratuito, sarà la proiezione del film svizzero in concorso "Sami, Joe und Ich", martedì 30 novembre all’Institut français - Centre Saint-Louis di Roma. E protagonisti, assieme ai film, saranno anche gli spettatori, che con il loro voto potranno provare a vincere uno dei tre premi messi in palio dal festival.
La manifestazione prenderà il via ufficialmente il 1° dicembre, per chiudersi con l'ultimo giorno del 2021.
Il festival nasce nel 2016 per promuovere la ricchezza e le bellezze del cinema d’autore continentale e condividerle con un pubblico il più vasto possibile, utilizzando il digitale e le nuove tecnologie, ed è pensato in particolare per permettere a tutti gli europei di avere accesso a lungometraggi che, altrimenti, potrebbero difficilmente trovare nelle sale cinematografiche dei propri Paesi, nonostante il successo di critica e l’inclusione in numerosi concorsi internazionali.
I film in concorso, che saranno disponibili in 32 paesi europei e in sei versioni linguistiche (francese, tedesco, inglese, spagnolo, italiano e polacco) su Arte.tv e sul canale YouTube ARTE Cinéma, saranno 12, con l'intento di rendere omaggio alla diversità culturale e linguistica europea.
Oltre al film elvetico che aprirà la manifestazione, in concorso ci saranno anche le pellicole tedesche "Jiyan, LOMO: The Language of many Others", "The Last to see Them" e "Wood and Water"; le ucraine "Inner Wars" e "When The Trees Fall"; il film polacco "Call me Marianna"; il belga "Petit Samedi"; il rumeno "Uppercase Print"; il serbo "Oasis" e il britannico "Nocturnal".

Ecco, di seguito, altre immagini legate ai film in concorso fornite dall'ufficio stampa
"Press Play - Comunicazione e Pubbliche Relazioni".


venerdì 12 novembre 2021

Famiglie e bambini coraggiosi, una mostra fotografica per guardare al futuro

Una delle foto della mostra: "Curiosità"
Si chiama "I coraggiosi di domani", ed è la mostra fotografica realizzata da Plasmon, con 60 scatti inediti che raccontano la quotidianità della vita delle famiglie d’Italia, fra le gioie e le difficoltà del crescere le generazioni future. Con coraggio, appunto.
L’esposizione, promossa insieme ad Afineb (Associazione Fotografia Italiana Neonati e Bambini), si terrà dal 13 al 23 novembre presso lo Scalo Lambrate di Milano.
Il progetto è stato ideato da Erika Citriniti e Sabrina Losso, entrambe fotografe, e coinvolge venti famiglie di altrettante regioni italiane che si sono prestate nell'essere catturate durante la propria quotidianità, al di fuori di pose innaturali e preconfezionate.
Le due fotografe hanno passato 24 ore con ogni famiglia per riprendere tutti gli istanti spontanei e reali: i giochi sulle giostre al parco, le capriole a testa in giù, le corse nel corridoio di casa e i baci agli amici a quattro zampe.
Di futuro e di coraggio parlano i dati della ricerca "Il futuro e i genitori di oggi", realizzata da Nomisma per Plasmon, che evidenziano come i genitori di bambini al di sotto dei sei anni si senaono felici nel loro ruolo e l'85% di essi ritenga che lo stile educativo e il modo in cui il proprio figlio viene cresciuto abbiano un impatto sul futuro del Paese e del pianeta nel complesso.
La ricerca indaga inoltre a cosa viene associato il termine 'coraggio': al primo posto si posiziona la curiosità, seguita da tenacia e creatività.
Infine, nel valutare i cambiamenti desiderati rispetto all'esperienza maturata, il 47% dei genitori vorrebbero che il proprio figlio in futuro fosse più indipendente di loro e un genitore su due desidera che il proprio bambino riesca a essere più coraggioso di quanto lo siano stati loro stessi.
Il percorso espositivo della mostra inizia con una lettera "Ai genitori dei coraggiosi" e si articola in quattro sezioni. “Il coraggio è un tema molto ampio, e ha tante sfaccettature, abbiamo deciso di creare un percorso diviso in quattro macro-aree che racchiudano cosa significhi essere una famiglia al giorno d'oggi nel modo più vero e spontaneo possibile. – raccontano le due fotografe ideatrici della mostra - I primi coraggiosi sono i bambini e una delle più grandi forme di coraggio che ci hanno dimostrato è stata quella di mostrarsi con noi più pronti degli adulti ad aprire la loro casa e il loro cuore a un estraneo. Gli adulti in questo sono molto più restii e trattenuti, i bambini non hanno filtri e ti fanno sentire parte della famiglia sin da subito".

venerdì 29 ottobre 2021

Tatay, alla Triennale di Milano la videoinstallazione di Marina Ballo Charmet

"Tatay", papà in filippino
Va in scena, a partire da questo venerdì 29 ottobre e fino al 28 novembre presso la Triennale di Milano, "Tatay", videoinstallazione di Marina Ballo Charmet, realizzata con la collaborazione di Ludovico Einaudi.
La Ballo Charmet lavora con la fotografia e il video ormai dalla metà degli anni '80 e, parallelamente, opera anche come psicoterapeuta nei servizi territoriali pubblici di Milano.
Tatay – parola che significa 'papà' in filippino – è un ambiente sonoro in cui, nel buio, 12 voci si intrecciano e si susseguono a formarne una, che diventa ancestrale e primordiale. Sono le voci di padri di Paesi e lingue diversi che cantano una ninna nanna al loro bambino.
Completa l’installazione un video con l’immagine di un gesto che si ripete e si intravede: quello di un padre che culla il suo piccolo da sinistra a destra e viceversa. Secondo Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, "la videoinstallazione di Marina Ballo Charmet è una poetica e raffinata riflessione sul tema della paternità, in cui suono e immagine si intrecciano e si rafforzano a vicenda per riportare a voci e gesti privati, personali, afferenti alla sfera del quotidiano, ma al contempo universali e ancestrali".

domenica 26 settembre 2021

The Pillar, le foto di Stephen Gill negli spazi aperti di Milano

L'installazione milanese di "The Pillar"
Si chiama "The Pillar" ed è l'ultima tappa di FOM - Fotografia Open Milano, protagonista l'inglese Stephen Gill.
Si tratta di oltre quaranta fotografie di uccelli in volo in un allestimento all'aria aperta da BAM – Biblioteca degli Alberi, il cui significato è quello di mettere in evidenza l'incapacità di controllo dell'uomo sul mondo naturale.
Una mostra in mezzo a un parco, accessibile tutto il giorno e tutti i giorni, a cura di ArtsFor, in collaborazione con Images Vevey e Images Gibellina.
Nel gennaio del 2015 Gill decise di piantare un palo costantemente sorvegliato da una fotocamera con sensore di movimento per monitorare l’attività degli uccelli nella campagna di fronte a casa sua. Nasce così "The Pillar" (tradotto: il pilastro): fotografie di movimenti, a volte caotici e sfocati, a volte rassicuranti che sono un pretesto per parlare della condizione umana e del rapporto con la natura.
Nelle parole di Gill: "Mi ha colpito come la relativamente fissa inquadratura della macchina fotografica sia divenuta un promemoria delle infinite variazioni di una singola scena in un periodo di tempo, suggerendo che nulla accade due volte".
FOM – Fotografia Open Milano è il progetto itinerante e 'open air' che utilizza la fotografia d'autore come strumento e linguaggio per leggere, raccontare e comprendere la realtà.

sabato 25 settembre 2021

Amarena Fabbri, dodici foto d'arte per esaltarne la storia

L'opera di Piero Gemelli
Una mostra fotografica dedicata a uno fra gli storici marchi del 'made in Italy', fra arte e bontà. Si tratta di Amarena Fabbri, 'brand' protagonista della mostra fotografica “13 anni e un secolo”, curata da Nino Migliori e inaugurata nella prestigiosa sede del Circolo degli Esteri di Roma (Lungotevere dell’Acqua Acetosa, 42), alla presenza di alcuni fra gli artisti autori delle opere.
Del resto, il legame tra il marchio Fabbri e l'arte dura da oltre un secolo, quando il ceramista faentino Angelo Gatti realizzò il celebre vaso dagli arabeschi bianchi e blu ispirato ai manufatti provenienti dall’Oriente.
“E’ una mostra pronta a sorprendere e capace di far sognare – ha affermato al 'taglio del nastro' Nicola Fabbri, amministratore delegato dell’azienda - Il linguaggio della fotografia appare oggi ancora più 'universale' di quello, pur assoluto, dell’arte e gli autori, con le loro sensibilità, hanno colto visioni originali, diverse, sicuramente stimolanti che vogliamo far emergere e che arricchiscono anche la nostra impresa".
La mostra è composta da 12 lavori di ottima qualità e raccoglie l’interpretazione del mitico vaso di Amarena Fabbri da parte di altrettanti artisti, come ha spiegato lo stesso Migliori, anch'egli fotografo e artista a tutto tondo.
Di seguito i nomi dei dodici artisti coinvolti: Angelo Anzalone, Linda Bertazza, Silvio Canini, Alessia De Montis, Vincenza De Nigris, Giovanni Gastel, Pietro Gemelli, Joe Oppedisano, Gianni Pezzani, Stefano Scheda, Pio Tarantini e Wu Rui.
Leggi anche: Mad Mood, quando la moda diventa fotografia

domenica 15 agosto 2021

Liliana Cosi, icona della danza, compie 80 anni

Liliana Cosi (foto Campadidanza.it)
Liliana Cosi
ha compiuto 80 anni in questo giorno di Ferragosto. Icona della danza, milanese classe 1941, è lei a rappresentare l'immagine della danza dopo la morte di Carla Fracci.
"Gli auguri più sinceri a Liliana Cosi, vera e propria icona della danza internazionale e simbolo italiano della cultura". Così l'AGIS - Associazione Generale Italiana dello Spettacolo - in occasione degli ottanta anni compiuti dalla grande 'etoile'. "Dotata di un talento unico - continua l'AGIS - Liliana Cosi ha calcato per quasi quarant'anni i palchi più prestigiosi del mondo, dalla Scala di Milano - di cui è stata Prima Ballerina - passando, solo per citarne alcuni, per Mosca e gli Stati Uniti, sempre protagonista del repertorio più impegnativo della danza classica".
"Una carriera, la sua, sempre improntata da un amore viscerale per danza, come dimostra il suo ruolo, rivestito da anni, alla vicepresidenza dell'AIDAF, che in seno all'AGIS si occupa di tutelare e far riconoscere un percorso formativo a livello nazionale per gli insegnanti di danza". "L'AGIS - conclude la nota - unitamente alle associazioni ad essa aderenti, ringrazia dunque Liliana Cosi per quanto fatto nel corso della sua carriera e per il suo continuo impegno alla promozione di un'arte nobile e fondamentale per la cultura italiana come quella rappresentata dalla danza".

lunedì 10 maggio 2021

Roma Jewelry Week, al via il bando della prima edizione

Una creazione di Glauco Cambi
Apre ufficialmente il bando per la prima edizione di Roma Jewelry Week.
L’evento si propone di valorizzare il gioiello contemporaneo, d’autore, d’artista e realtà orafe storiche con l’intento di offrire al pubblico un alto valore culturale che esalti il grande patrimonio della città, mettendo in connessione le realtà più interessanti del settore. Protagonisti sono i 'jewelry designer' e l’eccellenza degli orafi romani, atelier del gioiello, gallerie, accademie e associazioni con sede a Roma.
L’esposizione è aperta, su selezione, anche a designer provenienti da altre città italiane e dall’estero.
La tre giorni romana è ideata dall’architetto Monica Cecchini, mentre la selezione delle realtà coinvolte si avvale della curatela dell’artista orafo Emanuele Leonardi e della storica e critica del gioiello Bianca Cappello.