domenica 24 maggio 2026

Open House Milano: Lucia Mannella "Osservare la città da una prospettiva diversa"

Lucia Mannella... dall'alto (foto Bordignon)
E' andata in scena questo weekend l'11.a edizione di Open House Milano, una lodevole iniziativa che consente a chiunque di poter visitare luoghi e ambienti altrimenti ai più sconosciuti, ma che rappresentano il 'cuore pulsante' di una città che nei suoi aspetti più semplici sa rivelarsi incredibilmente complessa e ricca di quelle 'nervature' che la rendono unica, almeno in Italia.
Chi scrive ha avuto l'occasione di visitare tre ambienti tutti diversi fra loro e ognuno particolare nella sua unicità, ma ha anche avuto l'occasione di 'sfiorare' la condirettrice della manifestazione, Lucia Mannella, cui per pigrizia, non ha voluto comunque chiedere maggiori informazioni, svelate invece da un breve ma completo servizio di RaiTre, che per l'occasione si trovava nei paraggi con l'inviata Laura Preite. "Il tema scelto per l'undicesima edizione è Milano dall'alto - racconta la Mannella -, che è un invito a osservare la città da una prospettiva completamente diversa. Quindi una visione d'insieme, una vertigine che non disorienta, in un'alternanza di scale progettuali che rendono la complessità della nostra città".
Una vera e propria supercazzola, ma non lontana, pur attraverso questo rigoglioso vocabolario, dalla realtà di un evento singolare e che vale la pena sfruttare nella sua interezza.

Tennis: per la prima volta una cinese vince il Trofeo Bonfiglio

Xinram Sun (foto Bordignon)
Il Trofeo Bonfiglio 2026 in campo femminile va per la prima volta a una tennista cinese, Xinram Sun, classe 2010, numero 10 delle classifiche Junior ITF, che ha superato in due set, 6-2, 7-5, la russa Maria Makarova, pure del 2010 e numero 15 delle classifiche.
E' stato un incontro bello e intenso, vinto con merito dalla tennista cinese, più precisa e costante, mentre l'avversaria ha alternato conclusioni potenti ad altre dove la foga le ha giocato grutti scherzi.
Con la vittoria milanse, la giovane cinese, nativa di Shenzhen ma allenata a Belgrado da Goran Zivotic, ha centrato il suo terzo titolo su quattro tornei giocati nel 2026 nel circuito Under 18.
Il Trofeo Bonfiglio, noto anche come Internazionali d'Italia Juniores, è uno dei tornei di tennis giovanile Under 18 più prestigiosi al mondo. Equiparabile per importanza alle prove del Grande Slam, si svolge ogni anno sui campi in terra rossa del Tennis Club Milano Alberto Bonacossa.
I più grandi nomi del tennis mondiale hanno disputato e vinto il torneo in almeno una occasione: in campo femminile si segnalano le vittorie, fra le altre, di Gabriela Sabatini (1984), Silvia Farina (1990), Anna Kournikova (1995), Adriana Serra Zanetti (1998) ed Elena Rybakina (2017).

Altre due immagini della finale femminile (foto Bordignon)

NHL playoff: gara-2, Ehlers trascina Carolina alla vittoria in overtime a est

Il sito NHL con la foto di Ehlers dopo il gol decisivo
I Carolina Hurricanes lottano, dominano, soffrono, ma alla fine vincono 3-2 all'overtime gara-2 della finale di Eastern Conference contro i Montreal Canadiens, siglando il primo risultato secondo pronostico di queste finali di conference. Il protagonista della serata è senza dubbio Nikolaj Ehlers, autore di una doppietta e della rete decisiva nel prolungamento. Danese, classe 1996, Ehlers è figlio d'arte, con il padre giramondo (con tappe a Klagenfurt, Biel e Berlino versione Capitals) e il figlio cresciuto proprio nelle fila del Biel/Bienne dove, nella stagione del 'lockout' (2012-13), ebbe la discreta fortuna di giocare con Patrick Kane e Tyler Seguin come compagni di linea.
Carolina parte subito forte, un disco sfiorato davanti alla porta dopo pochi secondi e, al primo tiro in porta della gara, passa: merito di Eric Robinson, secondo gol dei playoff per lui, che tocca davanti alla gabbia dei Canadiens un tiro scagliato da William Carrier. Una rete che è il segno di come gli Hurricanes intendano fare pressione sui canadesi, costretti nel proprio terzo a difesa della gabbia a reggere l'urto dei Canes, e alla vana ricerca di quei contropiedi che avevano segnato la prima sfida. Il primo segnale di vita gli ospiti lo danno ottenendo una penalità a favore per un colpo di bastone di Logan Stankoven su Kaiden Guhle, ma il power-play si chiude senza esito. Nel mezzo del nulla Montreal trova il pareggio, anche in questo caso al suo primo tiro in porta (fino a quel momento 5-0 per i padroni di casa): a segnare è Josh Anderson, bravo a deviare sotto la gabbia un passaggio dalla sinistra di Phillip Danault. Poco dopo Carolina sfiora il bis con un palo colpito da Jordan Staal. Il primo periodo si chiude con un nuovo power-play per i Canadiens, che però, anche in questo caso, termina con un nulla di fatto. Sono anzi gli Hurricanes a liberare in maniera pericolosa e a sfiorare la marcatura con un contropiede 2-contro-1 dopo un clamoroso errore di Juraj Slafkovský, che consegna il disco a Sebastian Aho che, a sua volta, libera Seth Jarvis per la più facile delle conclusioni, che però termina a lato. Zero tiri in porta in due superiorità per Montreal ma, soprattutto, 7-2 nel computo dei tiri in porta per Carolina, a sottolineare una partita dominata dai padroni di casa.
L'inizio del secondo periodo chiude senza esito anche la seconda superiorità dei Canadiens, mentre un curioso infortunio occorre al 'goalie' ospite, Jakub Dobeš, con il bastone del Carrier di Carolina che gli si infila tra i pattini impedendone i movimenti per qualche secondo. La gara prosegue comunque senza eccessivi scossoni, con le due squadre guardinghe e attente a non compiere errori: morale, il primo tiro in porta arriva dopo quattro minuti e mezzo (per Montreal). La buona occasione per gli ospiti arriva a metà partita esatta, ma il tiro di Alexandre Texier viene deviato da Frederik Andersen. Al 31'08" arriva anche una penalità per il 'goalie' ospite: Dobeš si prende due minuti per 'interference' verso Mark Jankowski, e in panca ci va Zachary Bolduc. Arriva così il il momento di Ehlers: prima un suo ingresso centrale costringe la difesa di Montreal a ripiegare in affanno, poi si trasforma in uomo della provvidenza andando a siglare il gol del nuovo vantaggio dei padroni di casa, grazie a una rete assolutamente spettacolare: al 37'03" il danese parte dal centro, protegge il disco tra Cole Caufield e Lane Hutson e infila Dobeš con un movimento fulmineo, riportando avanti Carolina. Gli Hurricanes sembrano poter controllare il finale di periodo, ma l'inerzia resta fragile: Montreal, pur limitata a pochi tiri, dà la sensazione di poter colpire in qualsiasi momento.
Il terzo periodo si apre infatti con un cambio di ritmo dei Canadiens che, a furia di spingere, trovano il nuovo pareggio al 52'51", ancora grazie ad Anderson, doppietta per lui e quinto gol dei playoff, lesto a ribadire in rete un rimbalzo davanti ad Andersen dopo una mischia furibonda nel traffico dell'area piccola. Carolina accusa il colpo, arretra per qualche minuto, poi torna a spingere con decisione, sfiorando il nuovo vantaggio con un'incursione di Jarvis e un diagonale di Aho respinto da Dobeš. Il computo dei tiri in porta parla però chiaro: 24-12 al 60'.
Si arriva così all'overtime, dove la partita si decide su un dettaglio e in maniera abbastanza veloce: un disco lavorato da Jalen Chatfield in uscita, un tocco rapido di Jankowski e l’accelerazione di Ehlers, che entra nel terzo offensivo a tutta velocità e batte Dobeš con un tiro secco dal centro dello slot dopo appena 3'29" del supplementare, completando la sua serata da protagonista assoluto e fissando il 3-2 finale. Carolina pareggia così la serie e ritrova certezze in attesa di gara-3 (martedì notte), mentre Montreal torna a casa con la consapevolezza di aver sfiorato un colpo che poteva essere letale, ma anche con la necessità di dover ritrovare maggiore continuità offensiva.

sabato 23 maggio 2026

Raise the Colours, la Gran Bretagna rialza la testa contro l'Islam ma nessuno ne parla

Un momento della manifestazione di Londra
L’Europa vive una fase di tensione crescente, segnata da un’immigrazione percepita come fuori controllo e da governi incapaci di dare risposte credibili. Arriva proprio dalla Gran Bretagna, una delle nazioni più tragicamente colpite dall'immigrazione di massa, una delle risposte più chiare, ma anche più censurate, di quersti mesi: si tratta dell'operazione "Raise the Colours", segnata dalle imponenti manifestazioni di Londra e Manchester, durante le quali centinaia di migliaia di persone (secondo le stime aeree) hanno sfilato sventolando la Union Jack o la bandiera con la Saint George's Cross (la Croce di San Giorgio) inglese, mostrando un malessere profondo: cittadini esasperati da episodi di violenza, degrado urbano e trasformazioni sociali che sentono imposte dall’alto. Il messaggio rivolto a Starmer e al sindaco Khan (un nome un programma) è stato inequivocabile: basta minimizzare, basta ignorare le paure reali della popolazione, provocate in gran parte da uno strato sociale che di britannico non ha quasi più nulla.
In questo clima si inserisce la preoccupazione per una progressiva islamizzazione di parti del continente, alimentata anche da attacchi terroristici sempre più frequenti. Il caso di Modena, con l’auto lanciata sulla folla e la volontà dichiarata di colpire italiani cristiani, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione di individui radicalizzati già presenti sul territorio europeo.
Molti osservatori denunciano una politica “progressista” che, nel tentativo di evitare tensioni sociali, finisce per non punire con sufficiente fermezza comportamenti criminali, generando la percezione di una sorta di impunità. L’Europa appare così intrappolata in una “anarchia controllata”, dove l’ordine pubblico si regge più sull’inerzia che su una reale strategia.
Il risultato è un contraccolpo politico evidente: dal 'movimento delle bandiere' in Gran Bretagna alla crescita dell’AfD in Germania, le prime risposte arrivano proprio dalle popolazioni autoctone, che chiedono di recuperare sovranità, identità e sicurezza. È il segnale di un continente che non vuole più essere spettatore passivo del proprio destino.

NHL playoff: Vegas concede il bis, Colorado ko a domicilio anche in gara-2

Il sito NHL festeggia i Golden Knights
I Vegas Golden Knights replicano la sorpresa di gara-1 e vanno a imporsi per 3-1 anche nella seconda sfida della finale della Western Conference in casa dei Colorado Avalanche. Un risultato che ribalta i favori del pronostico in attesa della terza sfida della serie, che andrà in scena lunedì notte a Las Vegas.
Gli ospiti non si fanno intimidire ed è Brandon Saad a concludere impensierendo Scott Wedgewood. Mitch Marner ancora protagonista dispensa assist ai compagni e la 'crease' dei padroni di casa viene spesso riempita dagli avanti dei Golden Knights. A metà del primo periodo si fa vedere anche Nathan MacKinnon, la cui conclusione dalla blù viene deviata da Carter Hart. Marner lanciato a rete trova sulla sua strada Wedgewood a negargli la gioia della rete, ma Vegas è viva ed è avanti nei tiri (al 15' sono 12-7). Al 16'59" passa Colorado: azione manovrata degli ospiti, gran tiro dalla linea di Brent Burns, Hart respinge e la replica immediata di Ross Colton si infila alle sue spalle (seconda rete della 'post-season' per lui). Pavel Dorofeyev ha la grande occasione per pareggiare i conti, ma Wedgewood devia con sicurezza il puck tirato dalla breve distanza ,a i secondi finali sono ancora di Colorado, alla ricerca del raddoppio.
Il periodo centrale non cambia l'inerzia della partita, Valeri Nichushkin ha sulla stecca il disco del raddoppio, ma a bloccarne l'esultanza ci pensa ancora Hart. La partita si fa dura e le penalità fioccano, fra cui un contestato 2+2 per Martin Necas che fa infuriare il pubblico di casa. Colorado regge però bene gli assalti avversari e, anzi, guadagna a sua volta una penalità a favore (Jack Eichel in panca puniti). Nazem Kadri ha l'occasione del secondo gol ma spara addosso ad Hart. Gli Avalanche entrano così nel terzo periodo in vantaggio, una situazione che finora gli era valso un 45-0-0, di cui 41-0-0 nella 'regular-season' e 4-0 nei playoff.
Succede poco fino alla rete del pareggio, firmata da Jack Eichel, un gran diagonale che sorprende Wedgewood, la sua prima rete in 11 partite e seconda dei playoff. Passano due minuti e arriva anche il raddoppio di Ivan Barbashev, tiro centrale dal basso verso l'alto. Gli Avalanche si trovano completamente spiazzati, non riescono a replicare e così, nel finale, sono obbligati alla classica scelta di togliere il 'goalie': cambio che serve a poco, perché è ancora Barbashev a infilare la rete sguarnita, firmare la propria doppietta e siglare il successo che porta i Golden Knights sul 2-0. Ora, con il doppio vantaggio nella serie, Vegas potrà godere anche del fattore campo per porre la propria candidatura alla finale di Stanley Cup.