martedì 26 maggio 2026

NHL playoff: Carolina sfrutta ancora l'overtime ed espugna 3-2 Montreal in gara-3

L'apertura del sito NHL
I Carolina Hurricanes vincono per 3-2 all'overtime anche gara-3 della loro sfida di finale della Eastern Conference contro i Montreal Canadiens, portandosi in vantaggio per 2-1 nella serie. Come gara-2, anche la terza partita, giocata al Bell Centre della metropoli francofona canadese, viene così decisa nei prolungamenti, frutto di una maggiore iniziativa e conduzione del gioco da parte della squadra di Rod Brind'Amour.
Pronti, via, e arriva all'8'24" il primo vantaggio degli ospiti: disco lavorato sulla destra della gabbia difesa da Jakub Dobeš, batti e ribatti, il disco arriva a Mark Jankowski che conclude, il 'goalie' di casa ribatte e allora riprende libero Shayne Gostisbehere, che con un gran tiro insacca la sua prima rete della 'post-season'. I Canadiens trovano il pareggio al 15'28" con Mike Matheson (secondo gol dei playoff per lui), un gran tiro centrale dopo un passaggio da dietro la gabbia di Ivan Demidov. L'equilibrio però dura meno di un minuto, quanto serve a Taylor Hall per riportare avanti i suoi con un tocco dalla breve distanza.
Il secondo periodo si apre con l’unica vera fiammata offensiva dei Canadiens dopo un primo tempo passato perlopiù a inseguire il ritmo di Carolina. La penalità fischiata a Jordan Martinook offre a Montreal un power-play prezioso, trasformato in rete da Lane Hutson: il giovane difensore riceve il passaggio di Cole Caufield e, con spazio sufficiente per avanzare, infila Frederik Andersen con un polsino preciso che vale il 2-2. Il gol ridà energia al Bell Centre, ma non cambia l’inerzia complessiva: i Canadiens faticano a costruire transizioni pulite, mentre gli Hurricanes continuano a mantenere il controllo territoriale e dei ritmi. Carolina, però, non riesce a capitalizzare il proprio volume di gioco, e il periodo scorre tra pochi varchi e molte battaglie lungo le balaustre.
La serata sembra prendere una piega favorevole ai padroni di casa quando Montreal trova quello che pare il gol del sorpasso. La conclusione di Noah Dobson sorprende Andersen e fa esplodere l’arena, ma la panchina di Carolina chiede immediatamente il 'challenge': questione di millimenti ma, dopo una rapida revisione, gli arbitri confermano l''offside', annullando la rete e riportando il punteggio sulla parità. Carolina continua così a dettare i ritmi nel terzo periodo, mentre i padroni di casa tentano di resistere. Nei primi dieci minuti gli Hurricanes concedono un solo tiro verso Andersen, costringendo i Canadiens a ripiegare continuamente. La squadra ospite costruisce due buone occasioni con Hall e Jarvis, entrambe respinte da un attento Jakub Dobeš, che tiene in vita i suoi. Intanto il distacco sui tiri aumenta (29-12 per gli ospiti al 54'. Ed è clamorosa l'occasione che capita sulla stecca di Sebastian Aho che, lanciato solo verso Dobeš, non scarica ma appoggia il disco, il 'goalie' di casa chiude i gambali e impedisce al puck di entrare per quella che sembrava una rete certa. Passano pochi secondi ed è Matheson a trovare il palo esterno respingere la sua conclusione. A due minuti dalla fine una tambureggiante azione degli ospiti trova Taylor Hall pronto alla conclusione, ma ancora una volta, prima Dobeš e poi Guhle bloccano dischi pericolosissimi. Si va all'overtime con gli Hurricanes avanti su tutto: tiri (32-13), hits (29-25) e ingaggi vinti (30-23).
Il supplementare comincia con due occasioni per gli Habs, ma Suzuki e Matheson sprecano il disco. L'inerzia però è tutta dalla parte degli ospiti, un tiro dalla distanza di Jaccob Slavin viene deviato con bravura da Dobeš, poi ci prova Hall e bisogna aspettare sette minuti per la prima conclusione dei padroni di casa (bel diagonale di Alex Newhook). Clamoroso il 3-contro-2 che porta Jalen Chatfield al 69'26" a concludere quasi a botta sicura, ma il tiro è troppo centrale per impensierire Dobeš. Il pubblico invoca una penalità per sgambetto verso Eric Robinson, ma poco dopo sono gli Hurricanes a chidere due minuti, che non saranno concessi, per 'troppi uomini sul ghiaccio' da parte dei Canadiens. Dopo minuti di pressione costante, Carolina trova finalmente il varco decisivo al 74'06": Andrei Svechnikov intercetta un tentativo di uscita di Hutson e mantiene il possesso lavorando il disco lungo le balaustre. Da lì costruisce la giocata che decide la partita: serve un passaggio trasversale verso Seth Jarvis a sinistra, il puck non resta sulla stecca del compagno, ma Jarvis riesce comunque a restituirglielo rapidamente. Svechnikov, in posizione più alta, carica un tiro secco e immediato che attraversa il traffico creato da Aho davanti alla porta e sorprende Dobeš, infilando il puck sotto la traversa per il 3-2 finale. La conclusione, resa letale dallo schermo di Aho, chiude una gara in cui gli Hurricanes avevano limitato Montreal a un solo tiro tra terzo periodo e overtime, confermando la loro impressionante solidità nei supplementari in questi playoff.

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lunedì 25 maggio 2026

NHL playoff: Vegas, leggendaria rimonta e finale in vista, 5-3 a Colorado

L'apertura del sito NHL
La notte della T-Mobile Arena racconta una rimonta storica, che potrebbe indirizzare l’intera finale della Western Conference, ora sul 3-0: i Vegas Golden Knights ribaltano uno 0-3 pesantissimo arrivato dopo i primi venti minuti di gioco, e superano 5-3 i Colorado Avalanche, portandosi sul triplo vantaggio nella serie. Una partita che sembrava già segnata dopo il primo periodo, ma che ha mostrato ancora una volta la resilienza del gruppo guidato da John Tortorella.
Gli Avalanche partono fortissimo. Al 3'21" Gabriel Landeskog apre le marcature raccogliendo il rimbalzo generato dalla discesa di Devon Toews, bravo a trasformare un recupero di Nathan MacKinnon in un’azione pericolosa. Poco dopo è Nazem Kadri a raddoppiare, finalizzando un’azione nata dal passaggio lungo di Josh Manson e rifinita dal tocco di Martin Necas. Il 3-0 arriva addirittura in inferiorità numerica: Jack Drury intercetta un disco vagante e batte Carter Hart in breakaway.
Vegas però non crolla. A 19 secondi dal via del secondo periodo Mark Stone riapre la gara deviando il passaggio di Mitch Marner sul power play. La spinta dei Golden Knights cresce e al 24'05" William Karlsson accorcia ancora, approfittando di un disco perso da Parker Kelly. Il pareggio arriva al 32'46" con Keegan Kolesar, rapido a ribadire in rete dopo la conclusione di Dylan Coghlan.
Il momento decisivo arriva nel terzo periodo: Tomas Hertl riceve un tocco intelligente di Stone, supera Sam Malinski e infila un elegante backhand sopra il guanto di Scott Wedgewood per il 4-3. Nel finale, con Colorado senza portiere, Brett Howden chiude i conti a porta vuota.
Per gli Avalanche, oltre ai gol, da segnalare il rientro di Cale Makar, in pista per oltre 27 minuti. La serata appartiene però a Vegas: Hertl, Stone, Karlsson e Marner hanno guidato una rimonta che vale un match-point pesantissimo. Gara-4 potrebbe ora già decidere tutto.

Il Milan subisce la migliore sconfitta della sua storia

Un'azione della partita (foto sito AC Milan)
Il Milan perde in maniera rocambolesca in casa 2-1 l'ultima partita della stagione contro il Cagliari. Una sconfitta che preclude ai rossoneri l'ingresso in una Champions League che sembrava cosa già fatta e che invece li fa rotolare nella polvere dell'Europa League.
Ma sarà vera catastrofe? Per i tifosi più improvvidi e creduloni certamente, per coloro invece che, da tempo, hanno cominciato a tifare 'contro', non la storia o il club Milan, ma questa sorta di fake' Milan costruito da una masnada di speculatori stranieri, il cui unico obiettivo è quello di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo, semplicemente no.
Speculatori per i quali il massimo risultato, non è quello di uno scudetto come quello riservato ai tifosi rossoneri dalla coppia Maldini-Massara, ma un semplice sbiadito ingresso in Champions League che faccia tutti contenti (secondo loro): i tifosi della curva ansiosi di farsi riprendere in televisione, i turisti con maglietta, sciarpa incorporata e famigliola al seguito, ma soprattutto gli esponenti di una dirigenza cancerosa, che avrebbero avuto così l'occasione di giustificare le proprie immonde campagne acquisti, gli investimenti a perdere, le vendite surreali dei giocatori migliori (immaginiamo lo 'stappo' in casa di Theo Hernandez) e i vari 'truschi' con il procuratore amico di turno.
La maggior parte dei tifosi 'da selfie' crede adesso troppo frettolosamente che, senza la Champions, la società si impegnerebbe di meno nella costruzione di una squadra vincente. Ma di quale impegno si parla? Da tre anni Gerry Cardinale e i suoi servi si sono messi d'impegno per smontare la squadra dell'ultimo scudetto, letteralmente inventata da Paolo Maldini e fra le più giovani d'Europa. Anzi, è probabile che, obbligati a risalire la china immediatamente, i dirigenti, o pseudo tali, quelli che arriveranno o che rimarranno, saranno obbligati a investire con maggiore oculatezza per fare arrivare giocatori utili a ritrovare l'agognata competizione, ma anche, come conseguenza, fare degli 'upgrade' necessari per riportare il Milan a lottare realmente per lo scudetto.
Milan fuori dal calcio che conta quindi, come è giusto che sia per ricominciare da zero. Il grande Milan, quello indimenticabile costruito da Silvio Berlusconi, partì dalla Serie B. La gioia del vero milanista di oggi è simile a quella di chi visse Milan-Cavese ieri.

domenica 24 maggio 2026

Open House Milano: Lucia Mannella "Osservare la città da una prospettiva diversa"

Lucia Mannella... dall'alto (foto Bordignon)
E' andata in scena questo weekend l'11.a edizione di Open House Milano, una lodevole iniziativa che consente a chiunque di poter visitare luoghi e ambienti altrimenti ai più sconosciuti, ma che rappresentano il 'cuore pulsante' di una città che nei suoi aspetti più semplici sa rivelarsi incredibilmente complessa e ricca di quelle 'nervature' che la rendono unica, almeno in Italia.
Chi scrive ha avuto l'occasione di visitare tre ambienti tutti diversi fra loro e ognuno particolare nella sua unicità, ma ha anche avuto l'occasione di 'sfiorare' la condirettrice della manifestazione, Lucia Mannella, cui per pigrizia, non ha voluto comunque chiedere maggiori informazioni, svelate invece da un breve ma completo servizio di RaiTre, che per l'occasione si trovava nei paraggi con l'inviata Laura Preite. "Il tema scelto per l'undicesima edizione è Milano dall'alto - racconta la Mannella -, che è un invito a osservare la città da una prospettiva completamente diversa. Quindi una visione d'insieme, una vertigine che non disorienta, in un'alternanza di scale progettuali che rendono la complessità della nostra città".
Una vera e propria supercazzola, ma non lontana, pur attraverso questo rigoglioso vocabolario, dalla realtà di un evento singolare e che vale la pena sfruttare nella sua interezza.

Tennis: per la prima volta una cinese vince il Trofeo Bonfiglio

Xinram Sun (foto Bordignon)
Il Trofeo Bonfiglio 2026 in campo femminile va per la prima volta a una tennista cinese, Xinram Sun, classe 2010, numero 10 delle classifiche Junior ITF, che ha superato in due set, 6-2, 7-5, la russa Maria Makarova, pure del 2010 e numero 15 delle classifiche.
E' stato un incontro bello e intenso, vinto con merito dalla tennista cinese, più precisa e costante, mentre l'avversaria ha alternato conclusioni potenti ad altre dove la foga le ha giocato grutti scherzi.
Con la vittoria milanse, la giovane cinese, nativa di Shenzhen ma allenata a Belgrado da Goran Zivotic, ha centrato il suo terzo titolo su quattro tornei giocati nel 2026 nel circuito Under 18.
Il Trofeo Bonfiglio, noto anche come Internazionali d'Italia Juniores, è uno dei tornei di tennis giovanile Under 18 più prestigiosi al mondo. Equiparabile per importanza alle prove del Grande Slam, si svolge ogni anno sui campi in terra rossa del Tennis Club Milano Alberto Bonacossa.
I più grandi nomi del tennis mondiale hanno disputato e vinto il torneo in almeno una occasione: in campo femminile si segnalano le vittorie, fra le altre, di Gabriela Sabatini (1984), Silvia Farina (1990), Anna Kournikova (1995), Adriana Serra Zanetti (1998) ed Elena Rybakina (2017).

Altre due immagini della finale femminile (foto Bordignon)