martedì 12 maggio 2026

NHL playoff: Colorado espugna Minnesota, la serie va sul 3-1

Il sito degli Avalanche segna i numeri della sconfitta
Una sola partita nella notte dei playoff NHL e vittoria dei Colorado Avalanche, che espugnano Saint Paul per 5-2 (0-1, 1-0, 4-1) e si portano 3-1 nella serie contro i Minnesota Wild, confermando una superiorità resa dai numeri dei tiro (34-21), degli ingaggi vinti (56%) e delle 'hits' (30-28).
Il primo periodo vede prevalere gli ospiti dal punto di vista dei tiri (appena tre contro 10), ma a essere letali sono i Wild, che insaccano il gol del vantaggio in power-play, con la prima rete della 'post-season' di Danila Yurov, che chiude sotto rete un'azione Brock Faber-Vladimir Tarasenko, conclusa con un forte shot dalla blù.
Nel periodo centrale la pressione di Colorado si fa asfissiante. Minnesota colleziona due penalità e, nella seconda, Nazem Kadri, servito da Martin Necas, riprende un proprio tiro ribattuto per infilare la gabbia difesa da Jesper Wallstedt, in ogni caso fra i migliori della serata sul ghiaccio. La disparità nelle conclusioni continua e si estende a favore degli Avalanche (al 29' sono 20-4, gol compresi). Una penalità per 'too many men' contro gli ospiti vede ancora una potente conclusione di Yurov ben bloccata da Mackenzie Blackwood, ma nulla più. Negli ultimi cinque minuti del terzo centrale aumenta la pressione di Minnesota, una mischia davanti alla porta degli ospiti fa sperare i tifosi di casa e vale tre tiri in pochi secondi, quindi è Parker Kelly a guadagnare una nuova penalità contro gli ospiti per un inutile 'cross-checking' nei confronti di Kirill Kaprizov (e la porta del 'box' sbattuta con violenza da parte di Kelly spiega molte cose) ma, anche in questo caso, la superiorità si chiude senza esito. A un minuto dalla fine del secondo periodo un puck vagante colpiva il volto di Nathan MacKinnon, che si portava le mani al naso e si accasciava sul ghiaccio, perdendo copiosamente sangue e subito soccorso, si riprendeva senza mostrare particolare sofferenza (il pensiero corre immediatamente ai 'campioni' del calcio).
Nel terzo periodo Colorado passa due volte per fissare il risultato in proprio: dapprima è Ross Colton a portare avanti gli Avalanche quindi, dopo il temporaneo pareggio di Nico Sturm, è Kelly a insaccare la terza rete al 51'32": tutto nel giro di 4'36". A 1'20" dalla fine i Wild tolgono Wallstedt dai pali, inevitabile il 'timeout' dopo la liberazione vietata successiva e Hartman-Landdeskog a giocarsi il disco nell'ingaggio, con la vittoria di quest'ultimo. I Wild hanno anche il disco buono con Quinn Hughes, ma il suo tiro termina a lato. Disco sbagliato, disco recuperato dagli ospiti, che insaccano con MacKinnon la classica rete 'a porta vuota'. Resta il tempo per una mischia selvaggia presso la gabbia di Blackwood e per la quinta rete ospite, ancora in 'empty-net', siglata con un tiro lento ma inesorabile, dalla grande distanza, di Brock Nelson.
Giovedì si torna a Denver per gara-5, dove gli Avalanche potrebbero già chiudere la serie per qualificarsi alla finale della Western Conference. 

Tumore al polmone: rimborsata combinazione chemio free per i pazienti con mutazioni EGFR

Alessandra Baldini (foto Bordignon)
La rimborsabilità anche in Italia in prima linea della combinazione amivantamab (in formulazione sottocutanea) e lazertinib segna un passaggio cruciale nella cura del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato con mutazioni comuni dell’EGFR. Una svolta che interessa un tumore che colpisce oltre 45mila persone l’anno nella Penisola e che, nella sua forma NSCLC, rappresenta l’85% delle nuove diagnosi. In un paziente su cinque è presente una mutazione dell’EGFR, spesso associata a risposte meno durature alle terapie mirate tradizionali.
Silvia Novello, professore di oncologia medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e Responsabile della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Oncologia Medica all’AOU “San Luigi Gonzaga” di Orbassano, sottolinea la complessità del quadro clinico: «Il tasso di sopravvivenza a cinque anni per le forme EGFR è ancora inferiore al 20 per cento» e i pazienti con mutazioni L858R o delezione dell’esone 19 «tendono ad avere risposte meno durature agli inibitori tirosin‑chinasici». Per questo, aggiunge, «siamo in una fase in cui la chemioterapia non è più l’unica opzione» e la combinazione amivantamab‑lazertinib, somministrabile per via sottocutanea, «risulta migliorare l’esperienza del paziente».
La terapia unisce un anticorpo bispecifico diretto contro EGFR e MET a un inibitore tirosin‑chinasico di terza generazione, colpendo il tumore su due fronti e contrastando i meccanismi di resistenza. I risultati dello studio MARIPOSA confermano un beneficio significativo: riduzione del 30% del rischio di progressione o morte e segnali positivi anche sulla sopravvivenza globale. Antonio Passaro, direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, evidenzia come la combinazione «possa estendere significativamente la vita dei pazienti» e rappresenti «un passo avanti cruciale», offrendo un trattamento chemio‑free più gestibile e con impatto positivo sulla qualità di vita.
Accanto all’innovazione clinica, resta centrale il supporto ai pazienti.
Bruno Aratri, presidente di IPOP - Insieme per i Pazienti di Oncologia Polmonare, ricorda che la nuova terapia «riaccende una speranza importante» e che è fondamentale «una presa in carico globale della persona», garantendo accesso equo e una relazione solida tra medici e pazienti.
Per l’industria, questa approvazione conferma la direzione della ricerca. «La medicina di precisione per noi ha un enorme valore», afferma Alessandra Baldini, direttrice medica, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia, spiegando l’impegno dell'azienda nello sviluppo di terapie personalizzate e sempre più efficaci.

Altre immagini della conferenza stampa (foto Bordignon):

Italia, laboratorio del nuovo lusso: il food & beverage ridisegna l’hotellerie

Foto Bordignon
L’hotellerie di alta gamma sta vivendo una trasformazione profonda: l’Italia, indicata da sei investitori su 10 come mercato più attrattivo d’Europa, diventa il terreno privilegiato per un riposizionamento che passa da food & beverage e sostenibilità.
Alla Galleria Deloitte di Milano, l’evento Luxury Hospitality Reloaded ha riunito investitori, gruppi alberghieri e istituti finanziari per discutere le nuove direttrici del settore.
Angela D’Amico e Fabio Giuffrida hanno aperto i lavori, seguiti da due tavole rotonde dedicate rispettivamente al riposizionamento degli asset e ai criteri ESG, con interventi di Marcello Mangia, Mario Ferraro, Massimo Baldo, Aldo Melpignano e Vittoria Ferragamo.
Secondo Deloitte, la domanda crescente di ospitalità di fascia alta e rendimenti superiori rispetto ad altri segmenti spingono verso investimenti mirati. Il food & beverage, in particolare, diventa un elemento distintivo: oltre il 70% degli operatori prevede investimenti dedicati, sfruttando la forza della cucina italiana come asset identitario e competitivo. Partnership con chef, nuovi spazi e format innovativi diventano strumenti per rafforzare il posizionamento.
Parallelamente, la sostenibilità evolve da scelta valoriale a requisito strategico. Più del 21% delle CapEx nei progetti luxury è destinato a iniziative green: riduzione dei consumi, energie rinnovabili, gestione idrica e rifiuti in ottica circolare. Le strutture che investono in retrofitting energetico registrano un incremento del valore immobiliare tra il 6 e il 10%, mitigando l’incertezza dei mercati energetici. Le certificazioni ESG, cresciute del 22% tra 2024 e 2025, diventano un vero “passaporto di credibilità”.
Il nuovo viaggiatore luxury cerca esperienze tailor‑made, autentiche e con un impatto positivo sul territorio. L’hotel non è più solo luogo di soggiorno, ma piattaforma culturale, sociale e ambientale. Un cambio di paradigma che conferma l’Italia come laboratorio ideale per il futuro del lusso.

lunedì 11 maggio 2026

NHL playoff: Montreal mette la freccia, Anaheim trova il pari nella serie

La 'home' NHL dedicata a Jakub Dobeš 
La serata di playoff NHL ha visto in scena una gara-3 e una gara-4, una sfida che vede una delle due contendenti fareun passo in avanti e un'altra che vede invece l'impatto della serie.
Al Bell Centre, i Montreal Canadiens dominano Gara‑3 contro i Buffalo Sabres con un 6-2 che sposta la serie sul 2-1 e certifica il momento di forma della squadra di Martin St.Louis. Eppure erano gli ospiti a partire in maniera perfetta: meno di un minuto e Tage Thompson era bravo a sfruttare un rimbalzo del disco sulla balaustra, riprenderlo e insaccare nella porta praticamente sguarnita. I Canadiens ribaltano tutto però già nel primo periodo: Alex Newhook firma l’1-1 e Cole Caufield colpisce in power play per il sorpasso. Nel secondo tempo i padroni di casa dilagano: Bolduc trova il 3-1 sfruttando un errore in uscita dei Sabres, poi Slafkovský devia il 4-1 ancora in superiorità numerica. Dahlin prova a riaprire la gara, ma nel terzo periodo Dach allunga e Newhook chiude con l’'empty-net' del 6-2. Jakub Dobeš è solido con 26 parate, mentre Buffalo paga le transizioni concesse e l'eccessiva fragilità in difesa.
Nel prosieguo della notte gli Anaheim Ducks pareggiano la serie sul 2-2 battendo i Vegas Golden Knights con il punteggio di 4-3 in una gara giocata con aggressività e disciplina. Cutter Gauthier trascina i Ducks con tre assist, mentre Sennecke e Killorn sbloccano finalmente il 'power-play' dopo uno 0/11 nelle prime tre partite. Granlund e Moore completano il tabellino dei californiani, che sfruttano al meglio i momenti chiave. Vegas resta in partita grazie alle giocate di Marner — tre assist — e ai gol di Dorofeyev, Howden ed Hertl, ma l’assenza di Mark Stone (infortunato) pesa nella gestione della partita. Nel finale Hertl accorcia con l’uomo in più, senza però riuscire a forzare l’overtime.


L'Italia dell'hockey ghiaccio supera la Gran Bretagna in amichevole

Un momento della partita (foto Bordignon)
L’Italia dell'hockey ghiaccio vince la prima delle due amichevoli previste a Varese contro la Gran Bretagna per 2-0, ultime sfide lungo il percorso verso i Mondiali svizzeri: per il Blue Team una partita solida, intensa ma soprattutto utile per misurare la condizione del gruppo, in una partita nella quale, sebbene il risultato contasse relativamente, si è confermata una difesa compatta e una serata eccezionale di Davide Fadani, autore di uno 'shutout' da 25 parate, molte delle quali difficili e che hanno visto il 'goalie' azzurro opporsi a tiri con l'avversario solo davanti al portiere.
L’avvio era comunque equilibrato: gli ospiti sfioravano il vantaggio con Waller e Betteridge, ma l’Italia rispondeva con Zanetti e Bradley, trovando poi l’1-0 al 16’28" grazie ad Alessandro Segafredo, preciso a insaccare con un forte tiro proprio allo scadere di un 'power-play' infruttuoso per l'Italia.
Nel secondo periodo la Gran Bretagna aumentava la pressione, ma il portiere azzurro era impeccabile sulle conclusioni in serie di Waller, Harewood e Neilson. L’Italia soffriva ma restava ordinata, aspettando il momento giusto per colpire. Il raddoppio arrivava infatti all'inizio del terzo tempo: Daniel Mantenuto entrava deciso nello slot e batteva Bowns per il 2-0 al 42’37".
Gli ultimi minuti vedevano gli ospiti tentare il tutto per tutto, con Perlini e Lachowicz vicini al gol, ma ancora Fadani chiudeva ogni spiraglio, firmando una prestazione da protagonista. Per gli Azzurri un segnale incoraggiante in vista di una manifestazione iridata che li rivedrà nel gruppo dei migliori dopo troppi anni di assenza. Martedì, sempre a Varese e ancora contro la Gran Bretagna, l’ultimo test della serie offrirà ulteriori indicazioni prima del debutto mondiale.


Altre quattro immagini della gara, o meglio, tre della gara e una del 'pubblico'...
(foto Bordignon):