martedì 28 aprile 2026

NHL playoff: Pittsburgh 'vede' Philadelphia, Vegas spegne la rimonta di Utah

La 'home page' di NHL.com
Signori, abbiamo una serie! E' quello che, quasi certamente, hanno detto i vari commentatori nordamericani al termine di gara-5 della Battle of Pennsylvania, vinta sul filo del rasoio dai Pittsburgh Penguins per 3-2 contro i rivali storici dei Philadelphia Flyers che, a loro volta, conducono la sfida per 3-2 e che dovranno tornare sul proprio ghiaccio a giocarsi la qualificazione in gara-6.
Pittsburgh può così ancora sperare nel miracolo, condotta per mano dal suo capitano, il numero 87 per antonomasia, Sidney Crosby (due assist per lui), che con stanotte ha raggiunto la vittoria numero 100 in post-season.
L'ha decisa il secondo 'game-winning-goal' dei playoff di Kris Letang, primo difensore dei Pens a riuscire nell'imnpresa, dopo che Elmer Soderblom all'inizio del primo periodo e Connor Dewar all'inizio del secondo avevano portato i nero-oro sul 2-0. La reazione di Phila non si faceva attendere, e arrivava con la rete di Alex Bump (appena 12 secondi dopo il secondo gol dei Penguins), cui faceva seguito il pari di Travis Sanheim, con il secondo assist della serata di Rasmus Ristolainen. Nel finale di periodo la rete di Letang.
Nel terzo periodo vani gli assalti dei Flyers, compreso quello con l'uomo in più: i Penguins coglievano due pali a porta vuota e, alla sirena finale, classica 'fasolada' con colpi proibiti per ricordare che gara-6 avrà giusto quel 'filo' di tensione...
Ha dell'incredibile la sfida andata in scena a Salt Lake City, dove i Vegas Golden Knights hanno impattato la serie 2-2 contro gli Utah Mammoth imponendosi 5-4 all'overtime.
Una gara folle, con gli ospiti avanti fino a tre reti di vantaggio, siglate da Pavel Dorofeyev e Brett Howden (in inferiorità) nel primo periodo e da Cole Smith all'inizio del secondo, ma con i padroni di casa bravissimi nel rimontare con Nick Schmaltz e Ian Cole nel drittel centrale, mentre Michael Carcone e Clayton Keller addirittura ribaltavano la situazione nell'ultimo periodo, prima del pareggio conclusivo di Brett Howden. All'overtime era poi Shea Theodore a regalare a Vegas la vittoria dopo 19'08" di gioco.


Il professor Danilov critica la Polonia e l'invenzione della 'minaccia russa'

Secondo Dmitry Danilov, docente del MGIMO (Istituto statale di Mosca per le relazioni internazionali) e responsabile del Dipartimento di Sicurezza Europea dell’Istituto d’Europa dell’Accademia Russa delle Scienze, il governo della Polonia starebbe alimentando deliberatamente la narrativa di un imminente “attacco” russo per ragioni politiche interne. In un’intervista a Ukraina.ru, l’analista russo sostiene che i leader polacchi avrebbero bisogno di mostrare all’opinione pubblica di essere arrivati “al limite”, rafforzando così la percezione di una minaccia esterna capace di compattare la società attorno alle élite al governo.
Le dichiarazioni del premier Donald Tusk — secondo cui la Russia potrebbe colpire un Paese NATO “entro pochi mesi” — si inseriscono in questo quadro. Parallelamente, Polonia e Francia stanno preparando esercitazioni congiunte sul Mar Baltico, con caccia Rafale e scenari che includono la simulazione di un attacco nucleare contro obiettivi russi. Un contesto che, per Danilov, contribuisce ad amplificare la tensione.
Interrogato sulla possibilità che tali affermazioni possano preludere a un attacco preventivo europeo, l’esperto non esclude scenari estremi, ma invita a guardare alle motivazioni politiche: la “minaccia russa”, afferma, è un argomento che in Polonia ha perso efficacia e necessita quindi di essere rilanciato. Da qui la costruzione di un quadro emergenziale che suggerisce un’aggressione imminente.
Il professor Danilov collega inoltre questa strategia alla situazione internazionale: la guerra in Medio Oriente avrebbe destabilizzato le relazioni transatlantiche, rendendo conveniente per Varsavia spostare l’attenzione dell’elettorato su un fronte maggiormente conosciuto. In questo senso, la retorica sulla cosiddetta “aggressione russa” diventerebbe uno strumento per ricompattare il consenso interno.

Stati Uniti: i democratici alzano i toni, dito puntato contro la portavoce di Trump

Karoline Leavitt in una foto tratta da Fox News
Hakeem Jeffries
ha scelto di non arretrare di un millimetro. Durante una conferenza stampa particolarmente tesa, il leader democratico alla Camera degli Stati Uniti ha ribadito la propria intenzione di portare avanti quella che ha definito “maximum warfare” contro le strategie di ridisegno dei collegi elettorali dei repubblicani. Alle critiche, Jeffries ha risposto senza esitazioni: “Non me ne importa nulla”, un messaggio diretto tanto ai suoi avversari quanto ai commentatori che lo accusano di alimentare un clima politico già incandescente.
Le sue parole arrivano all’indomani del terzo presunto tentativo di attentato contro il presidente Donald Trump, episodio che ha riacceso il dibattito sull'uso della retorica in politica e sui suoi effetti. Jeffries ha però respinto ogni collegamento, ricordando che l’espressione “maximum warfare everywhere, all the time” era stata utilizzata in passato da una fonte anonima della Casa Bianca, e accusando i repubblicani di ipocrisia.
Il leader democratico ha poi attaccato duramente la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, definendola una “disgrazia” e una “bugiarda”, dopo che quest’ultima aveva imputato ai democratici un linguaggio ostile che, a suo dire, avrebbe contribuito a legittimare l'attentato contro il presidente Trump. La Leavitt ha insistito sul fatto che anni di retorica aggressiva avrebbero alimentato comportamenti estremi da parte di individui mentalmente instabili.
Anche il National Republican Congressional Committee è intervenuto, accusando Jeffries di “scherzare col fuoco” e di non voler riconoscere i rischi di un’escalation verbale.

lunedì 27 aprile 2026

NHL playoff: Colorado completa lo 'sweep' mentre le canadesi piangono

Da una parte una vittoria netta, che sancisce lo 'sweep' con cui i Colorado Avalanche hanno spazzato i Los Angeles Kings ribadendo così il proprio ruolo di 'contender' per la Stanley Cup, dall'altra due vittorie in rimonta, ottenute sul filo del rasoio, ai danni di due formazioni canadesi. Si riassume così l'ultima notte dei playoff NHL.
I Colorado Avalanche hanno quindi completato lo 'sweep' sui Los Angeles Kings con un netto 5-1, confermando la propria superiorità lungo tutta la serie. Nathan MacKinnon, rimasto relativamente silente nelle prime tre gare, ha firmato due gol e un assist, guidando gli Avalanche a un successo mai in discussione. Le reti di Makar, Roy e Toews hanno costruito un margine solido, mentre Wedgewood ha risposto presente con 24 parate. Per Los Angeles, l’unica nota emotiva è stata l’ultima partita in carriera di Anze Kopitar, salutato da una standing ovation del pubblico della Crypto.com Arena.
La serie fra Montreal Canadiens e Tampa Bay Lightning ha vissuto invece un ribaltamento clamoroso: Tampa Bay ha rimontato da 0-2 e si è imposta 3-2, pareggiando il confronto sul 2-2. Protagonista assoluto Brandon Hagel, autore di una doppietta nel terzo periodo, compreso il gol decisivo a meno di cinque minuti dalla sirena. Guentzel ha riaperto la gara nel finale del secondo periodo, mentre Kucherov e Moser hanno firmato due assist a testa. Montréal, avanti grazie alle reti di Bolduc e Caufield, ha pagato caro un terzo periodo troppo falloso e l’incapacità di contenere la pressione offensiva dei Bolts.
Ribaltone anche in California, dove gli Anaheim Ducks hanno superato gli Edmonton Oilers, partiti fortissimo, all'overtime per 4-3, ipotecando così la serie, ora sul 3-1. I canadesi, pieni di 'stelle', avevano chiuso il primo periodo avanti di due reti, realizzate da Kasperi Kapanen e Ryan Nugent-Hopkins (in power-play), ma nel terzo centrale due superiorità di Cutter Gauthier e Mikael Granlund riequilibravano la situazione. Nell'ultimo periodo Evan Bouchard (ancora in power-play) per gli Oilers e Jeffrey Viel per i Ducks portavano il match all'overtime dove, dopo due minuti e mezzo, era Ryan Poehling, con il suo terzo gol della serie, a decidere il match.

domenica 26 aprile 2026

NHL playoff: Carolina completa lo 'sweep', Minnesota fa 2-2, Pittsburgh tenta l'impresa

L'apertura del sito dei Carolina Hurricanes
Mai come nell'ultima notte dei playoff NHL si è messo in luce tutto l'ambiente che di cui è ricca ogni partita della postseason: scontri duri, a volte oltre il limite della correttezza, infortuni senza sceneggiate, ma con giocatori realmente portati fuori a braccia, confronti a mani nude e entrate cattive, con la volontà di colpire l'avversario. E, alla fine, stretta di mano e pacca sulle spalle. Un qualcosa che parrebbe avere dell'incredibile, se non fosse che lo si è visto durante la quarta (e ultima) sfida tra Ottawa Senators e Carolina Hurricanes. Alla fine hanno vinto gli ospiti per 4-2, con relativa serie e 'sweep' (ovvero serie vinta per 4-0 e avversario... spazzato). Una partita a ritmi folli che ha visto Carolina superiore dal punto di vista del gioco ma che Ottawa ha cercato di riequilibrare mettendo sul ghiaccio tutta la propria fisicità. Due esempi? La terribile carica di Tyler Kleven ad Alexander Nikishin, con quest'ultim orimasto quasi esanime sul ghiaccio e costretto a lasciare la partita quasi privo di senso, o la 'caccia all'uomo' dei Canes verso il già infortunato Thomas Chabot. Taylor Hall apriva le danze per gli ospiti verso la fine del periodo centrale, raggiunto quasi subito dalla terza rete nei playoff realizzata da Drake Batherson, concretizzando una fra le tantissime superiorità ottenute dai Sens, ma mai sfruttate (compresi due 5-contro-3). Nel terzo periodo prima Stankoven e poi Aho chiudevano i conti, Cozens tenatava di riaprirli (Ottawa con un uomo in più sul ghiaccio) e ancora Aho (ancora in empty-net) fissava il risultato finale. A Ottawa il rimpianto di una post-season in cui le sue bocche da fuoco, in particolare Brady Tkachuk e Tim Stützle, hanno decisamente tradito le attese e in cui la difesa ha dovuto quasi subito fare a meno di due infortunati importanti come Sanderson e Zub.
Un'altra gara sul filo del rasoio è stata quella che ha visto i Minnesota Wild imporsi all'overtime sui Dallas Stars con il punteggio di 3-2. Serie impattata sul 2-2 grazie alla rete di Matt Boldy al 19'31" del prolungamento, dopo che i texani erano passati per primi nel primo periodo con la quarta rete nei playoff di Jason Robertson, temporaneo pari di Brock Faber, nuovo vantaggio ospite firmato da Miro Heiskanen e nuovo pareggio di marcus Foligno a cinque minuti dalla fine della gara.
I Pittsburgh Penguins hanno infine riaperto (forse) la Battle of Pennsylvania andando a espugnare per 4-2 il ghiaccio dei Philadelphia Flyers, finora dominanti nella serie. Stavolta a essere sempre avanti sono stati gli ospiti, con l'equilibrio spezzato dalla prima rete nella postseason di Sidney Crosby, con 'Sid the Kid' a realizzare in power-play. di Rakell, Letang e Dewar (in empty-net) le altre reti dei Pens, contro cui nulla hanno potuto le marcature di Barkey e Konecny. Serie comunque ancora sul 3-1 per i Flyers, ora si ritorna sul ghiaccio di Pittsburgh, con i Pens a cercare l'impresa disperata di ribaltare una serie che pareva segnata.