![]() |
| Minnesota fa festa, l'immagine dal sito NHL |
La partita si accende nel primo periodo, quando Kirill Kaprizov sblocca il risultato in situazione di 4‑contro‑4, finalizzando un’azione costruita con Faber e Hughes. Proprio Quinn Hughes firma il raddoppio meno di due minuti dopo, sfruttando un 'power-play' ben orchestrato e uno Scott Wedgewood in difficoltà. Per il 'goalie' di Colorado è l’inizio di una serata complicata: tre gol subiti su 12 tiri lo costringono alla panchina dopo 24 minuti, appena dopo la terza rete subita, sostituito da Mackenzie Blackwood.
Minnesota continua a colpire con disciplina e aggressività. Ryan Hartman trova il 3-0 ancora in superiorità numerica, deviando un tiro di Zuccarello davanti alla porta. Colorado prova a reagire con Nathan MacKinnon, che accorcia le distanze in power-play, ma l’illusione dura appena 20 secondi: Brock Faber, tra i migliori in pista, ristabilisce il triplo vantaggio con una deviazione che sorprende Blackwood. Nel finale, Matt Boldy chiude i conti a porta vuota.
La chiave della serata è stata la ritrovata struttura dei Wild che, dopo due gare confuse, hanno imposto un ritmo più controllato e vinto nettamente la battaglia degli 'special team'. Wallstedt, reduce dalla gragnuola di reti incassata in Gara-1, ha risposto con 35 parate in gran sicurezza, mentre Kaprizov e Faber hanno guidato l’attacco con tre punti a testa.
Colorado, che arrivava da un percorso immacolato (6-0 tra vittorie e sconfitte), incassa la prima battuta d’arresto della post-season e vede ridursi il margine nella serie, ora sul 2-1. Bednar ha parlato di “mancanza di energia e dettagli”, sottolineando come Minnesota abbia imposto ritmo e intensità sin dal primo ingaggio. Gara 4, ancora in Minnesota, diventa così un crocevia fondamentale: i Wild hanno ritrovato il loro gioco, gli Avalanche devono dimostrare di saper reagire.

















