sabato 18 luglio 2026

E' uscito "Isola 4.20", il nuovo romanzo di Rino Ceci

Nel suo nuovo libro "Isola 4.20", Rino Ceci costruisce un thriller mediterraneo che intreccia la luce di Peschici con le ombre della criminalità organizzata. Al centro della storia c’è Francesca, giovane ricercatrice pugliese che ha lasciato la sua terra per inseguire un futuro lontano, portando con sé ambizioni, sacrifici e un legame familiare che non l’ha mai abbandonata.
Quando una tragedia improvvisa spezza quell’equilibrio fragile, Francesca è costretta a tornare a casa. Il dolore non ha spiegazioni, e proprio l’assenza di risposte diventa la scintilla che la spinge a indagare. La sua ricerca della verità la trascina in un mondo dove la bellezza del mare e delle isole convive con un degrado morale feroce, fatto di traffici, silenzi e vite sacrificate al profitto. Ogni passo rivela un nuovo inganno, ogni incontro apre una crepa nella realtà che credeva di conoscere.
Ceci, autore nato a Gravina in Puglia e da anni attivo nel mondo del teatro, dove ha collaborato con personaggi come Enrico Beruschi e Roberto Brivio, costruisce un romanzo che unisce suspense, sentimento e crescita personale. La sua esperienza di scrittura teatrale emerge nella capacità di dare ritmo alle scene e profondità ai personaggi, mentre l’ambientazione mediterranea diventa un vero protagonista: un luogo che cura e ferisce, che accoglie e tradisce.
"Isola 4.20" è un giallo che parla di perdita, ossessione e rinascita. Un viaggio emotivo e investigativo che mostra come, quando tutto ciò che ami viene distrutto, la verità possa diventare l’unico approdo possibile.
Un libro che merita attenzione e che promette compagnia e una lettura intelligente in queste afose giornate estive.

Mario Roggero, nascono ovunque le petizioni per concedergli la grazia

Mario Roggero nella foto tratta da "La Verità"
Sono oltre 200mila le firme raccolte su Change per chiedere la 'grazia' per Mario Roggero, l'uomo condannato a 14 anni e nove mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo. Una condanna di una durezza assurda, insensata, specie per una persona che ha 72 anni e che pertanto suona come un ergastolo sotto falso nome.
La solidarietà della stragrande maggioranza degli italiani è scattata immediata, a parte i soliti 'troll' che affollano i 'social', sguinzagliati dai movimenti della 'finta Sinistra' che si finge moralmente indignata, mentre ovviamente continua i propri sonni profondi sui continui omicidi, stupri e violenze commessi da maghrebini, africani e immigrati d'ogni razza e specie.
Una raccolta di firme è stata raccolta dal quotidiano "Il Giornale", ma almeno sei sono state lanciate sul sito "Change.org", la più numerosa delle quali sta toccando quota 200mila sottoscrizioni.
La prima parte della petizione più seguita spiega tutto l'accaduto: "Un giorno come tanti altri, la vita di Mario Roggero è stata sconvolta per sempre. Mario, un uomo di oltre 70 anni, si è trovato faccia a faccia con l'incubo che tutti temiamo: una rapina violenta nel suo negozio. Tre uomini, a volto coperto con calze, irrompono all'improvviso. Durante quei momenti terribili, sua figlia è stata legata con delle fascette e minacciata con una pistola. Sua moglie, in condizioni altrettanto drammatiche, ha subito la minaccia di un coltello alla gola. Un sentimento primordiale di terrore e rabbia si impossessa di Mario, e quando i banditi fuggono dal negozio, decide di agire. Impugnando un'arma, Mario insegue i rapinatori. È un uomo mosso non dalla violenza, ma dalla disperazione e dalla paura per la propria famiglia e per quanto accaduto nella SUA proprietà. Tuttavia, la corte d'appello lo ha condannato a 14 anni di reclusione per eccesso di legittima difesa. Una pena severa per qualcuno che ha agito in un momento di infinita pressione e pericolo. Chiediamo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di concedere la grazia a Mario Roggero. La grazia non giustifica la violenza, ma riconosce la situazione estrema e il contesto in cui le azioni sono state prese".
Il presidente di 'tutti gli italiani', che però, evidentemente, preferisce Nicole Minetti o uno scafista qualsiasi a un padre di famiglia, fa spallucce e stoppa la richiesta di grazia sollevata dal Governo.
I media sono quasi all'unanimità schierati, come nel caso del Covid e come in quello della guerra russo-ucraina, da una sola parte, pretendendo di comminare agli italiani storielle di una supposta attinenza a forme giuridiche. La realtà la condanna di Roggero è l'ennesima dimostrazione di una cultura della giustizia drogata e resa arrogante dall'incredibile referendum che, invece di colpire la magistratura, le ha dato ancora più potere.
E, a pagare, alla fine, siamo ancora e sempre noi, i Mario Roggero che ogni giorno devono subire i soprusi di un 'mondo al contrario' destinato inevitabilmente allo sfacelo.

lunedì 13 luglio 2026

Ritrovo Devils, Scudier: "Ci vorranno anni per tornare a vedere l'hockey dei miei tempi"

Maurizio 'Niki' Scudier
Fra i grandi protagonisti del Ritrovo Devils 2026 al Celtic Soul di Rozzano, la grande festa dei Devils Milano, la squadra che, nei primi degli anni '90 del secolo scorso, dominò il mondo dell'hockey ghiaccio italiano, anche Maurizio 'Niki' Scudier, bolzanino doc ma milanese e lombardo trapiantato. Proprio vestendo le maglie dei Devils, ma anche del Varese e dei Milano Vipers, Scudier è diventato milanese d'adozione, ricevendo anch'egli una targa ricordo dai tifosi rossoneri dei Diavoli.
Un evento che forse non ti aspettavi...
"Assolutamente no, è stata una cosa inaspettata, superbellissima, complimenti ai ragazzi che hanno organizzato tutto, verranno fuori ricordi incredibili".
Com'è stata quest'esperienza in rossonero?
"Indimenticabile. Poi, oltre alla bravura dei ragazzi, c'era dietro, lo sanno tutti, la Mediolanum Sport, quindi super super professionali. Probabilmente penso che sarà difficile o ci vorranno anni per vedere i livelli di quei tempi, e quindi sono emozionato, è stato un onore e un piacere lasciare qualche ricordino diciamo indelebile in questa storia.
La domanda classica che si fa in questi casi è quale sia il giocatore con cui ti sia trovato meglio in linea e quello dal quale hai 'rubato' qualcosa...
"L'elenco è lungo. Logicamente sono passato da Jari Kurri, Mark Napier, Morrison, Craig Leavie, Murray Eaves, ma anche a Bolzano ho giocato con Pavelich, Nilsson. Ho avuto la fortuna di nascere in un periodo dove l'hockey era veramente come il calcio in queste zone. Sicuramente mi dimentico altri trenta, quaranta ragazzi, però... e da tutti cerchi di prendere qualcosina per migliorarti ogni anno, ogni mese. Logicamente poi l'altezza è quella e quindi si fa quello che si può...".
Ci 'ascoltano' anche da Bolzano, che è la tua città natale. Cosa vuoi dire agli amici di Bolzano?
"Io sono nato e cresciuto lì. Ho tantissimi amici, una squadra per dieci anni incredibile. Anche a Bolzano ragazzi storici. Non cambierei nulla di tutto quello che ho fatto da quando ero bambino ad adesso. Pensavo di vedere qualcuno anche di loro, ci saranno altre occasioni. Sono stati degli anni e un passaggio fondamentale per arrivare ad oggi".
Nasce un nuovo Milano dell'hockey adesso che parteciperà all'Ice Hockey League. Pensi che siano maturi i tempi per un ritorno dell'hockey ad alti livelli a Milano?
"Io mi auguro di sì con tutto il cuore. Il problema è sempre il settore giovanile che, purtroppo, mancando quello, manca il futuro delle società. Speriamo che con un progetto a lungo lungo termine, che nel giro di 10, 15 anni si riescano a vedere i livelli di una volta".

domenica 12 luglio 2026

WhatsApp Business Summit: a Milano l’IA al centro della nuova relazione tra aziende e clienti

Foto di Andrea Piacquadio per Pexels
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione del rapporto tra aziende e clienti è stato al centro del WhatsApp Business Summit di Milano, primo evento italiano dedicato alle evoluzioni di WhatsApp Business e alle opportunità del business messaging.
L’incontro, organizzato da Meta con la partecipazione di partner tecnologici, esperti e imprese, ha offerto una panoramica sulle nuove modalità con cui le aziende possono costruire interazioni più immediate, personalizzate e scalabili.
Luca Colombo, Country Director di Meta per l’Italia, ha sottolineato come la messaggistica stia vivendo una fase di profonda ridefinizione: "L'intelligenza artificiale sta ridefinendo il modo in cui le aziende costruiscono la relazione con i propri clienti, e la messaggistica è l'ambito in cui questo cambiamento si manifesta con maggiore evidenza: si sta trasformando da semplice canale di comunicazione a strumento per instaurare relazioni significative con i clienti su larga scala." Colombo ha ricordato che "ogni giorno, gli utenti intrattengono oltre un miliardo di conversazioni attive con le aziende sulle nostre piattaforme di messaggistica. Con il business messaging basato sull'intelligenza artificiale su WhatsApp, imprese di ogni dimensione possono offrire un servizio sempre attivo e personalizzato, gestendo volumi di interazione che fino a poco tempo fa richiedevano strutture e risorse proprie delle grandi organizzazioni."
Al Summit è stato approfondito il recente lancio di Meta Business Agent, l’agente IA progettato per supportare le imprese in ogni fase dell’interazione con i clienti, garantendo risposte rapide, pertinenti e coerenti con il tono del brand. Oltre un milione di aziende utilizza già questo strumento su WhatsApp e Messenger, confermandone il ruolo crescente nella gestione delle conversazioni e nella qualificazione dei contatti.
Meta Business Agent permette alle imprese di essere operative 24 ore su 24, offrendo assistenza nella gestione delle richieste, nella raccomandazione di prodotti, nella prenotazione di appuntamenti e nella creazione di esperienze personalizzate. Configurabile in pochi minuti, contribuisce a liberare tempo e risorse interne, rendendo la messaggistica un canale sempre più strategico. L’accesso iniziale è gratuito, mentre nei prossimi mesi saranno disponibili abbonamenti dedicati alle diverse tipologie di aziende.
Meta ha inoltre annunciato nuove funzionalità per facilitare la scoperta delle aziende direttamente su WhatsApp: gli utenti potranno trovarle digitando il nome nella barra di ricerca o condividendone il contatto nelle conversazioni. Un passo che punta a rendere la piattaforma un ambiente ancora più integrato tra persone e brand.
Per le organizzazioni più strutturate, Meta ha presentato la Meta Business Agent Platform, infrastruttura pensata per creare e implementare agenti IA su larga scala, collegandoli ai sistemi aziendali esistenti e garantendo controlli avanzati, misurazioni e personalizzazioni. La piattaforma è integrata con WhatsApp, Messenger e Instagram, offrendo alle aziende un ecosistema completo per gestire interazioni ad alto volume.
Il Summit ha confermato come l’intelligenza artificiale e la messaggistica stiano diventando elementi centrali nella strategia delle imprese: strumenti capaci di rendere la relazione con i clienti più fluida, immediata e rilevante, aprendo la strada a un nuovo paradigma di comunicazione digitale.

giovedì 9 luglio 2026

“Cringe”, “prime” e il nuovo dizionario dei giovani cileni

L'articolo di "La Tercera"
Il linguaggio giovanile cileno sta cambiando rapidamente, sospinto dalla forza dei social e da una globalizzazione culturale che non conosce confini. Termini storicamente radicati nel vocabolario locale – da “bacán” a “qué plancha” – stanno lasciando spazio a un nuovo repertorio di parole ibride, spesso importate dall’inglese e rese virali da TikTok, Instagram, YouTube, serie e videogiochi. È un fenomeno che, come sottolinea il quotidiano "La Tercera" in un articolo di Antonio Albuquerque, non riguarda solo la comunicazione: racconta un modo diverso di percepire il mondo e di relazionarsi.
Espressioni come “qué cringe”, “estoy en mi prime”, “slay”, “random” o “period” sono ormai parte del linguaggio quotidiano di adolescenti e giovani. La miscela tra spagnolo e inglese è naturale, fluida, e riflette – spiega la specialista Michelle Varela Soza – come “oggi l’inglese non si percepisca più come qualcosa di lontano o esclusivo, ma come parte dell’ambiente digitale e dell’identità culturale dei ragazzi”. Un cambiamento che attraversa classi sociali e contesti diversi, unificando riferimenti e codici.
Secondo la Varela, questa evoluzione non è una semplice moda linguistica, ma un segnale della trasformazione profonda portata dalle piattaforme digitali. Comprendere questi modismi, aggiunge, può diventare un ponte generazionale: “Molti genitori ascoltano queste parole senza capirle. Conoscerle può essere un’opportunità per avvicinarsi ai figli, per comprendere meglio le loro conversazioni”. Il linguaggio, insomma, come strumento di connessione.
Il giornale elenca anche alcune equivalenze che mostrano la portata del cambiamento: “qué plancha” diventa “qué cringe”, “estoy en mi mejor momento” si trasforma in “estoy en mi prime”, mentre “se pasó” o “la rompió” cedono il passo a “slay”. E ancora: “de la nada” → “random”, “punto final” → “period”, “ánimo” → “mood”, “un poquito” → “lowkey”, “buenas vibras” → “good vibes”. La Varela aggiunge come imparare l’inglese non sia più solo una competenza accademica o professionale: “Permette di partecipare attivamente alla cultura digitale che oggi influenza gran parte delle relazioni sociali”.