lunedì 15 giugno 2026

Stanley Cup: shutout e vittoria, il trionfo dei Carolina Hurricanes

La Stanley Cup a Carolina (foto sito NHL)
I Carolina Hurricanes hanno vinto la loro seconda Stanley Cup imponendosi per 3-0 in una gara-6 senza storia contro i Vegas Golden Knights. Così, la serie che non doveva finire mai è terminata. E anche abbastanza in fretta. Dopo tre partite che hanno fatto la storia di questo sport, hanno fatto seguito altre tre, tutte con una inerzia chiaramente inclinata verso la squadra di coach Rod Brind'Amour, che con i Canes questa coppa l'aveva alzata da giocatore, nel 2006.
A Las Vegas non c’è stata partita, è mancato quel pizzico di follia che aveva reso indimenticabile l’inizio della serie. C’è stata solo una squadra che sapeva esattamente cosa fare, come farlo e quando chiudere la porta in faccia all’avversario. Carolina ha dominato ogni centimetro del ghiaccio, soffocando ogni tentativo di reazione dei Golden Knights e trasformando la sesta partita in una lunga, inevitabile marcia verso la coppa.
Il gol di Taylor Hall, dopo appena 3'47", ha dato subito il tono della serata: un taglio alle spalle della difesa, un passaggio millimetrico di Jaccob Slavin, un polsino secco che passa sotto il braccio di Carter Hart. Un lampo, e già si è capito che Vegas non avrebbe avuto la forza di ribaltare l’inerzia della gara. La squadra di John Tortorella ha trovato solo un muro, con un nome preciso, il 'goalie undrafted', Brandon Bussi: 22 parate, alcune semplici, altre decisive, tutte con la stessa freddezza di chi non sente il peso del momento. E' lui il simbolo della svolta della serie: entrato quasi per disperazione in gara-3, ha cambiato il modo in cui Carolina difendeva, ha dato sicurezza, ritmo e convinzione. E in gara-6 ha messo il sigillo con uno 'shutout', il primo in questa finale, che non lascia spazio a discussioni.
Il raddoppio, firmato Jackson Blake a metà del secondo periodo, è stato il manifesto della nuova Carolina: pressione alta, recupero del disco, passaggio immediato, conclusione pulita. Blake, che in questa post-season è cresciuto come pochi, ha chiuso la serie con una maturità che non appartiene ai suoi anni. E' stato lui, più di chiunque altro, a incarnare la profondità degli Hurricanes: non solo stelle, ma una struttura che funziona e non lascia buchi.
Vegas, invece, si è persa. Ha tirato poco, ha tirato male, ha tirato tardi. Ha avuto un’unica vera occasione con Brett Howden nel primo periodo, neutralizzata da Bussi con un intervento che ha spento l’arena. Poi il nulla. Diciotto minuti senza un tiro tra secondo e terzo periodo. Tortorella ha provato a cambiare qualcosa inserendo Reilly Smith, al rientro dopo più di un mese, ma non è bastato. Senza William Karlsson e, soprattutto, senza idee, Vegas è sembrata una squadra arrivata al capolinea.
Il 3-0 finale, firmato da Nikolaj Ehlers a porta vuota, è stato solo la conferma di una serata già scritta. Ma il vero sigillo è arrivato poco dopo, quando Jordan Staal ha sollevato il Conn Smythe Trophy. Sei gol in questa serie, uno in ognuna delle prime cinque partite, record e storia scritta a 37 anni. Il leader silenzioso, l’uomo che ha tenuto insieme la squadra nei momenti più difficili.
E allora sì, la serie che sembrava infinita è finita. E' finita perché Carolina ha trovato la sua identità nel momento più complicato. E' finita perché Vegas, dopo aver sfidato la logica per settimane, non aveva più benzina. E' finita perché i Canes hanno imposto un ritmo che nessuno poteva reggere. Vent’anni dopo, la Stanley Cup torna a Raleigh.

Leggi anche:

Gara-1: Carolina - Vegas 4-5  
Gara-2: Carolina - Vegas 4-3 OT
Gara-3: Vegas - Carolina 5-4 OT
Gara-4: Vegas - Carolina 3-5
Gara-5: Carolina - Vegas 4-2

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sabato 13 giugno 2026

Milan senza vergogna: dimenticato l'anniversario della morte di Berlusconi

La 'home page' del sito rossonero
Il Milan prosegue nella sua caduta verso il basso e, potendo, riesce ancora di più a scavare nel peggio. Tre anni fa se ne andava Silvio Berlusconi che, in ambito calcistico (ma anche sportivo più in generale), ha segnato la storia della società rossonera e del calcio.
Purtroppo l'attuale società milanista (di cui, francamente, si ignora la reale composizione, sia dei vertici che, a scendere, del resto della nomenclatura, non ha ritenuto necessario doverne ricordare l'anniversario. Una testimonianza in più, se fosse necessario, di quanto sia urgente cacciare i 'mercanti dal tempio rossonero' al più presto, di quanto sia importante la protesta dei tifosi, ma soprattutto una diserzione completa dallo stadio, il rifiuto di abbonarsi, esattamente come hanno fatto i tifosi della Lazio a Roma.

Sicurezza e sapori della montagna, a Cortina le idee che guardano al futuro

foto ufficio stampa
A Cortina d'Ampezzo si è svolta la settima edizione dei Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards, dedicata ai progetti più innovativi, sostenibili e inclusivi legati alla montagna. Anche quest’anno il premio ha raccolto candidature da parte di aziende, start-up, associazioni e realtà impegnate a sviluppare nuovi modelli per vivere e lavorare nelle terre alte, confermando il ruolo dell’esposizione come osservatorio sulle trasformazioni della montagna.
Nella categoria attrezzature e abbigliamento da montagna ha vinto Manifattura Diffusa di Elbec, progetto che unisce filiera corta, artigianalità e inclusione sociale. La giuria ha premiato la capacità di creare opportunità economiche e contrastare lo spopolamento, valorizzando competenze locali attraverso un modello produttivo sostenibile. Due menzioni speciali hanno riguardato la sicurezza: lo zaino Ortovox Avabag Litric Tour 30, dotato di airbag elettronico ricaricabile, e Ice-Key Tag, dispositivo che permette ai soccorritori di accedere rapidamente ai dati sanitari dell’utente.
Per la categoria progetti e servizi per la montagna il premio è andato a Foremyc – Radicati nel Futuro, start-up che ha sviluppato un sistema di monitoraggio forestale basato su un gemello digitale degli ecosistemi. Le menzioni speciali hanno riconosciuto il valore culturale di Arte Dolomiti, iniziativa del Cyprianerhof Dolomit Resort, e l’impatto sociale di Aut-Lab Scarpinocc Inclusivi e Solidali, laboratorio che offre opportunità lavorative a giovani con disabilità.
Nella categoria produzioni enogastronomiche e agricole ha vinto la Cooperativa Alpi dell’Adamello, che produce vini da vitigni PIWI, resistenti alle malattie fungine e adatti a un’agricoltura sostenibile. Le menzioni sono state assegnate al progetto di Federico Graziani sull’Etna e alla rete Delizie del Dahu, che riunisce tredici piccoli produttori delle Valli Chisone e Germanasca.
L’edizione 2026 ha introdotto anche il Premio Lagazuoi per il Giornalismo e la nuova sezione WIMA Angels, dedicata agli studenti universitari impegnati nello sviluppo di idee innovative per la montagna, valorizzando il contributo delle nuove generazioni ai temi della ricerca e della sostenibilità.

Epilessia, la mancanza di sonno può favorirne la comparsa

Foto Mart Production per Pexels
Il 49° Congresso Nazionale della LICE (Lega Italiana Contro l'Epilessia) andato in scena a Cagliari, ha riunito circa 800 specialisti in quello che è il principale appuntamento annuale per fare il punto sulla ricerca e sulle cure dell’epilessia in Italia.
«Il Congresso Nazionale – ha spiegato Carlo Andrea Galimberti, presidente della LICE – rappresenta un momento di riflessione e condivisione per capire lo stato della ricerca e dei trattamenti, in Italia e nel mondo». Fra i temi centrali ci sono il rapporto tra epilessia e sonno, i nuovi biomarcatori e i disturbi psichiatrici nelle persone affette da questa patologia, analizzati anche attraverso un’indagine condotta su 164 epilettologi. «LICE continua a essere in prima linea nella ricerca e rimane al fianco delle persone con epilessia nella lotta contro i pregiudizi», aggiunge Galimberti. Il presidente ricorda anche la missione storica della Lega: «Da oltre 50 anni LICE persegue gli obiettivi di migliorare diagnosi, terapia e assistenza, promuovendo ricerca, formazione e informazione scientifica». Un lavoro reso possibile dalle scuole epilettologiche italiane e dal confronto con società scientifiche internazionali.
Uno dei temi più discussi è il legame fra epilessia e sonno, affrontato in un workshop congiunto LICE–AIMS. In molte persone le crisi compaiono durante il riposo notturno, e la mancanza di sonno può favorirne la comparsa. Allo stesso tempo, le crisi e le anomalie epilettiformi possono frammentare il sonno, peggiorando memoria, apprendimento e qualità di vita. Si crea così un circolo vizioso: l’epilessia disturba il sonno e un sonno disturbato peggiora il controllo delle crisi.
Anche disturbi come apnee notturne o sindrome delle gambe senza riposo sono frequenti nelle persone con epilessia. Riconoscerli presto è fondamentale per migliorare il riposo e, indirettamente, la gestione delle crisi.
Le indagini polisonnografiche restano strumenti chiave per definire i diversi quadri clinici, insieme ai video e ai dati genetici. L’intelligenza artificiale sta aprendo nuove possibilità nell’identificazione di biomarcatori sempre più precisi, utili per personalizzare diagnosi e terapie.
«L’analisi della connettività cerebrale, durante la veglia e il sonno, sta emergendo come un biomarcatore promettente per la medicina personalizzata», ha sottolineato infine Monica Puligheddu, direttrice della Neurologia dell’AOU di Cagliari. Le moderne tecniche EEG permettono infatti di osservare come le aree cerebrali interagiscono e come questi schemi cambiano nelle diverse fasi del sonno. Informazioni preziose per prevedere l’andamento della malattia e la risposta ai trattamenti, aprendo la strada a terapie sempre più mirate.

venerdì 12 giugno 2026

Stanley Cup, gara-5: Staal mette ancora la firma, Carolina si prende due match-point

L'apertura del sito NHL dopo gara-6
I Carolina Hurricanes vincono gara-5 della finale di Stanley Cup per 4-2 sui Vegas Golden Knights, un risultato che li porta avanti nella serie per 3-2, regalando loro così ben due match-point, il primo dei quali, in trasferta, andrà in scena per gara-6 a Las Vegas, fissata per domenica notte. Si comincia dopo l'esecuzione di un famoso pezzo degli Scorpions, "Rock You Like A Hurricane" e, ovviamente, l'inno nazionale, alla presenza del bomber calcistico norvegese Erling Haaland (con maglietta d'ordinanza di Carolina). La partita si accende presto, perché sono gli ospiti a colpire per primi: Pavel Dorofeyev sfrutta il power-play dopo l’ingenuità di Nik Ehlers, che spedisce il puck oltre la balaustra. Dall'inizio della superiorità sono passati appena 30 secondi, sul giro‑disco Jack Eichel trova un corridoio perfetto dal lato destro, Dorofeyev si apre sul cerchio d'ingaggio e infila Brandon Bussi con una conclusione secca. La replica di Carolina non si fa attendere, la squadra di Rod Brind'Amour genera diverse buone occasioni ma fatica nelle conclusioni, tanto che il pubblico implora dalle tribune "shoot!", ovvero tira. La risposta dei Canes arriva dopo nemmeno cinque minuti, con Jordan Staal che continua la sua serie irreale. Carolina lavora bene il disco in zona offensiva, Ehlers si riscatta con un tiro teso dalla blu e lo stagionato capitano, piazzato davanti allo slot, devia con un tocco chirurgico che spiazza Carter Hart. E' il pareggio che fa esplodere il Lenovo Center e che permette a Staal di eguagliare il record di 5 gare consecutive a segno in una finale (con 6 gol realizzati finora).
Il sorpasso arriva nel secondo periodo, quando la pressione di Carolina diventa asfissiante. In superiorità numerica Andrei Svechnikov riceve sul lato sinistro, finta il passaggio centrale e sorprende Hart con un tiro rasoghiaccio che passa tra i gambali del portiere (31'58"). Un'esecuzione rapida, pulita, che premia un power-play finalmente incisivo e che porta i Canes avanti. Il colpo che indirizza la serata arriva però a due minuti dalla seconda sirena. Jordan Martinook ruba un disco sanguinoso a Shea Theodore dietro la porta, serve Sebastian Aho defilato sulla destra e il finlandese, quasi senza angolo, trova un varco impossibile sopra la spalla di Hart. Un gesto tecnico di pura classe che vale il 3‑1 e che chiude un periodo dominato in ogni zona del ghiaccio.
Il terzo periodo comincia nel segno della speranza per Vegas che, in questi playoff, è riuscita in ben 9 rimonte, di cui ben 4 nel terzo periodo. E dopo meno di due minuti Brett Howden ha il disco buono, su un rimbalzo sporco di Bussi, ma fallisce la conclusione. Ribaltamento di fronte ed è Hart a dover uscire alla disperata per sventare un attacco di Carolina. Jack Eichel prende una ingenua penalità per sgambetto: Hart è sotto pressione, ma riesce a frenare le due conclusioni dei padroni di casa. Sono però ancora gli Hurricanes a rendersi pericolosissimi con William Carrier, che coglie la traversa alle spalle di Hart. Il dominio dei padroni di casa è evidente, e si concretizza nella quarta rete, che cade ancora in power-play (Mark Stone in 'double minor' per bastone alto su Jalen Chatfield), con Andrei Svechnikov che firma la sua 6.a marcatura dei playoff, in questo caso 'servito' da Nikolaj Ehlers (10° assist in post-season) e Shayne Gostisbehere (9°). La partita sembra prendere una strada ben precisa e arriva così inatteso il secondo gol di Dorofeyev della serata (12 per lui nei playoff), una respinta corta di Bussi su una conclusione di Theodore. Gli ospiti prendono coraggio, una conclusione di Rasmus Andersson viene bloccata da Bussi. L'extra-attacker di Vegas entra con quasi tre minuti ancora da giocare e, 133 secondi dalla fine, Ehlers si prende una penalità per ritardo del gioco (disco lanciato fuori dalla balaustra): in 6-contro-4 i Golden Knights colgono un palo, rischiano di subire in contropiede il quinto gol, ma il risultato non cambia più.
Hart esce ancora con almeno 4 reti sul groppone subite in ognuna delle gare di finale di finale disputate, un record assoluto certo non invidiabile per una finale di Stanley Cup, ma soprattutto Vegas perde anche William Karlsson per infortunio. Per la prima volta gli Hurricanes si portano in vantaggio nella serie, mentre Vegas, due volte avanti nella sfida di finale, sarà ora obbligata a vincere le due partite rimanenti, infliggendo agli Hurricanes una doppia sconfitta che manca loro da metà gennaio in regular-season. Chi, dal 2000, ha vinto gara-5, si è imposto nel 75% dei casi, ovvero un 20 contro 7 che elegge Carolina come favorita per la vittoria finale.

Leggi anche:
Gara-1: Carolina - Vegas 4-5  
Gara-2: Carolina - Vegas 4-3 OT
Gara-3: Vegas - Carolina 5-4 OT
Gara-4: Vegas - Carolina 3-5

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