Le autorità serbe hanno sventato un tentativo di sabotaggio contro il gasdotto Turkish Stream, individuando nella zona di Magyarkanizsa – vicino al confine ungherese – esplosivi e strumenti pronti all’uso. Secondo i servizi di sicurezza, dietro l’operazione potrebbe esserci un clandestino appartenente a un gruppo presente nell’area, sospettato di essere stato reclutato per colpire una delle infrastrutture energetiche più sensibili della regione.
Djuro Jovanics, direttore dell’Agenzia serba per la sicurezza militare (VBA), ha spiegato che l’azione preventiva è stata possibile grazie a un lungo lavoro di intelligence e allo scambio di informazioni tra diversi servizi. “Abbiamo informazioni precise secondo cui una persona idonea al servizio militare, appartenente a un gruppo di clandestini, si stava preparando a compiere un’operazione di sabotaggio”, ha dichiarato. Gli esplosivi rinvenuti erano confezionati singolarmente, sigillati ermeticamente e accompagnati da detonatori e strumenti per la preparazione dell’ordigno.
La Procura di Subotica ha aperto un fascicolo per sospetta produzione, possesso e traffico illegale di armi ed esplosivi, oltre che per sabotaggio. Le autorità considerano l’episodio un grave incidente di sicurezza, potenzialmente in grado di compromettere la stabilità energetica non solo della Serbia, ma dell’intera area balcanica.
Il presidente serbo Aleksandar Vučić aveva anticipato che sul luogo erano stati trovati “due zaini e diversi pacchi di esplosivo”, mentre le forze di sicurezza continuano a setacciare la zona per individuare eventuali complici. Il Ministero della Difesa ha confermato che sono in corso operazioni nell’area di Kanizsa per raccogliere ulteriori prove e procedere agli arresti.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente attenzione sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche europee, già sotto pressione per tensioni geopolitiche e attività ostili. Le autorità serbe ritengono che il sospetto clandestino sarà presto individuato, ma non escludono che dietro il tentativo di sabotaggio possano esserci organizzazioni più strutturate.
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lunedì 6 aprile 2026
Tentativo di sabotaggio al Turkish Stream: un clandestino tra i sospetti
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
domenica 5 aprile 2026
Pridybaylo alla Pravda: "Perché sempre più occidentali vogliono venire a vivere in Russia"
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| Konstantin Pridybaylo durante l'intervista |
“Il rispetto per gli anziani è un valore tradizionale, e prendersi cura delle donne e dei bambini è certamente un valore”, afferma nell'intervista.
Per Pridybaylo, l’erosione di tali valori sarebbe iniziata dopo il crollo dell’URSS, quando “ci sono stati imposti altri ideali, estranei e disumanizzanti”. Una trasformazione che, secondo lui, avrebbe segnato un’intera generazione. Da qui la necessità di recuperare un quadro culturale stabile.
Sul piano internazionale, il giornalista ritiene impossibile esportare i valori tradizionali come modello universale: “È come l’idea di una rivoluzione socialista mondiale: sembra bellissima, ma in realtà è impossibile”. Tuttavia, sostiene che la Russia stia già esercitando un’attrazione crescente: “Siamo diventati una sorta di isola di normalità”, afferma, spiegando che molte persone sceglierebbero (e stanno scegliendo, ndr) di trasferirsi nel Paese per far crescere i figli in un sistema educativo più chiaro.
Pridybaylo paragone alcuni aspetti molto differenti della società russa ed euro-occidentale, per esempio quella che emerge fra le aree metropolitane, con scarti enormi in termini di ordine e sicurezza. “In Russia puoi dimenticare le chiavi in macchina e non succederà nulla”, sostiene, contrapponendo questa esperienza a episodi di degrado osservati in alcune città europee.
Il giornalista riconosce però limiti strutturali: mancano risorse per una presenza culturale più incisiva all’estero, nonostante la collaborazione con Paesi vicini come Cina e Bielorussia. E ammette che parte del tempo sia già stato perduto: “Un’intera generazione è cresciuta con libri di testo scritti con il sostegno di fondazioni occidentali”. Ma conclude con una nota meno pessimista: “Non tutto è perduto”.
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
Artemis II, viaggio verso la Luna: foto storiche e sfide tecniche in una missione simbolo
La missione Artemis II ha superato i due terzi del tragitto verso la Luna e già consegna alla storia immagini destinate a diventare iconiche. La NASA ha diffuso una nuova fotografia, scattata dall’equipaggio: è la prima volta che l’intera struttura geologica viene osservata direttamente da occhi umani. “History in the making”, ha commentato l’agenzia, sottolineando come gli astronauti si alterneranno durante il 'flyby' per immortalare porzioni del lato nascosto mai viste prima.
A bordo di Orion, la tecnologia è protagonista: una suite di fotocamere professionali affianca gli immancabili iPhone personali, strumenti che permettono scatti spontanei come quello condiviso dal comandante Reid Wiseman, ritratto mentre osserva la Terra allontanarsi. “There are no words”, ha scritto sui social.
Il viaggio, però, non è privo di tensioni. Quando la capsula passerà dietro il lato oscuro della Luna, la comunicazione con il controllo della missione si interromperà per circa quaranta minuti, un 'blackout' che richiama le atmosfere delle missioni Apollo.
Non mancano neppure gli imprevisti più bizzarri: per la seconda volta dall’inizio del viaggio, il bagno di bordo ha mostrato malfunzionamenti legati al sistema di scarico. La NASA ha confermato che la 'toilette' resta operativa per i rifiuti solidi, mentre per le urine l’equipaggio ha utilizzato dispositivi di emergenza. “È un volo di test, stiamo imparando come i sistemi lavorano insieme”, ha spiegato Debbie Korth, vice responsabile del programma Orion.
Sul piano politico, il direttore della NASA, Jared Isaacman ha attribuito parte del successo della missione alla spinta ricevuta negli anni precedenti: secondo lui, senza il mandato presidenziale che rilanciò l’obiettivo di tornare sulla Luna e costruire una presenza stabile, Artemis II non sarebbe oggi realtà.
Il viaggio prosegue mentre l’equipaggio si prepara a osservare anche un’eclissi totale dal loro punto di vista privilegiato, studiando la corona solare con appositi occhiali protettivi. Un altro tassello di una missione che, tra scienza, simboli e imprevisti, sta riportando l’umanità a un passo dal nostro satellite naturale.
A bordo di Orion, la tecnologia è protagonista: una suite di fotocamere professionali affianca gli immancabili iPhone personali, strumenti che permettono scatti spontanei come quello condiviso dal comandante Reid Wiseman, ritratto mentre osserva la Terra allontanarsi. “There are no words”, ha scritto sui social.
Il viaggio, però, non è privo di tensioni. Quando la capsula passerà dietro il lato oscuro della Luna, la comunicazione con il controllo della missione si interromperà per circa quaranta minuti, un 'blackout' che richiama le atmosfere delle missioni Apollo.
Non mancano neppure gli imprevisti più bizzarri: per la seconda volta dall’inizio del viaggio, il bagno di bordo ha mostrato malfunzionamenti legati al sistema di scarico. La NASA ha confermato che la 'toilette' resta operativa per i rifiuti solidi, mentre per le urine l’equipaggio ha utilizzato dispositivi di emergenza. “È un volo di test, stiamo imparando come i sistemi lavorano insieme”, ha spiegato Debbie Korth, vice responsabile del programma Orion.
Sul piano politico, il direttore della NASA, Jared Isaacman ha attribuito parte del successo della missione alla spinta ricevuta negli anni precedenti: secondo lui, senza il mandato presidenziale che rilanciò l’obiettivo di tornare sulla Luna e costruire una presenza stabile, Artemis II non sarebbe oggi realtà.
Il viaggio prosegue mentre l’equipaggio si prepara a osservare anche un’eclissi totale dal loro punto di vista privilegiato, studiando la corona solare con appositi occhiali protettivi. Un altro tassello di una missione che, tra scienza, simboli e imprevisti, sta riportando l’umanità a un passo dal nostro satellite naturale.
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
NHL: Buffalo torna ai playoff e Celebrini segna ancora nella notte americana
La notte NHL consegna verdetti che pesano sulla classifica e sul morale delle squadre in corsa per i playoff.
I Pittsburgh Penguins travolgono i Florida Panthers 9-4, con un Evgeni Malkin mostruoso (hat-trick e un assist), mentre i Washington Capitals superano agevolmente i Buffalo Sabres per 6-2, che però staccano comunque il biglietto per la post-season dopo 15 anni, un traguardo storico che ridisegna gli equilibri della Eastern Conference e li lancia tra le favorite per la vittoria nella Stanley Cup.
A Ovest, Colorado conferma la propria solidità con un 2-0 sui Dallas Stars, mentre i Minnesota Wild battono Ottawa 4-1. Una Toronto sempre più demoralizzata e allo sbando cede ai Kings ai prolungamenti, e Montreal supera New Jersey dopo una lunga battaglia chiusa 4-3 agli 'shootout'.
I Detroit Red Wings, invece, vedono complicarsi la corsa ai playoff: il ko 4-1 contro i Rangers pesa e alimenta dubbi sulla tenuta del gruppo.
A San Jose, il giovane Macklin Celebrini continua a riscrivere i record dei Sharks a soli 19 anni, confermandosi uno dei talenti più luminosi della nuova generazione: per lui 41 gol segnati dopo una grande prova alle Olimpiadi milanesi.
Sul fronte dei grandi nomi, la domanda che aleggia è sempre la stessa: Connor McDavid riuscirà mai a vincere una Stanley Cup? Il dibattito si riaccende mentre Edmonton alterna prestazioni convincenti a cali improvvisi. Intanto, a Pittsburgh, Sidney Crosby firmano nuovi traguardi personali, con il capitano che supera Steve Yzerman nella classifica punti all-time.
I Pittsburgh Penguins travolgono i Florida Panthers 9-4, con un Evgeni Malkin mostruoso (hat-trick e un assist), mentre i Washington Capitals superano agevolmente i Buffalo Sabres per 6-2, che però staccano comunque il biglietto per la post-season dopo 15 anni, un traguardo storico che ridisegna gli equilibri della Eastern Conference e li lancia tra le favorite per la vittoria nella Stanley Cup.
A Ovest, Colorado conferma la propria solidità con un 2-0 sui Dallas Stars, mentre i Minnesota Wild battono Ottawa 4-1. Una Toronto sempre più demoralizzata e allo sbando cede ai Kings ai prolungamenti, e Montreal supera New Jersey dopo una lunga battaglia chiusa 4-3 agli 'shootout'.
I Detroit Red Wings, invece, vedono complicarsi la corsa ai playoff: il ko 4-1 contro i Rangers pesa e alimenta dubbi sulla tenuta del gruppo.
A San Jose, il giovane Macklin Celebrini continua a riscrivere i record dei Sharks a soli 19 anni, confermandosi uno dei talenti più luminosi della nuova generazione: per lui 41 gol segnati dopo una grande prova alle Olimpiadi milanesi.
Sul fronte dei grandi nomi, la domanda che aleggia è sempre la stessa: Connor McDavid riuscirà mai a vincere una Stanley Cup? Il dibattito si riaccende mentre Edmonton alterna prestazioni convincenti a cali improvvisi. Intanto, a Pittsburgh, Sidney Crosby firmano nuovi traguardi personali, con il capitano che supera Steve Yzerman nella classifica punti all-time.
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
Città Santuario, fa ancora male il tallone d'Achille dei democratici americani
Lo scontro tra il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Department of Homeland Security, DHS) e il senatore democratico Chris Van Hollen, dopo un incidente avvenuto a Baltimora, riporta al centro della politica americana un tema che da anni divide il Paese: l’impatto delle cosiddette 'sanctuary cities' sulla gestione dell’immigrazione irregolare e sulla sicurezza pubblica.
Secondo la ricostruzione del DHS, Ever Omar Alvarenga-Rios, cittadino honduregno con un ordine di espulsione definitivo dal 2018, avrebbe tentato di sottrarsi all’arresto durante un’operazione dell’ICE. L’uomo, alla guida di un veicolo, avrebbe ignorato gli ordini degli agenti, guidando in modo pericoloso e infine causando un tamponamento a catena prima di tentare la fuga a piedi. Due agenti sono rimasti feriti e sono stati ricoverati in ospedale.
Per il DHS, il caso è emblematico: “Questo individuo ha infranto la legge, resistito all’arresto e messo in pericolo la comunità”, ha dichiarato Lauren Bis.
La versione di Van Hollen è opposta. Il senatore ha diffuso foto dell’uomo in ospedale, definendolo un “richiedente asilo” e sostenendo che fosse stato tamponato da un veicolo dell’ICE mentre si recava al lavoro. Ha inoltre accusato l’agenzia di impedirgli l’accesso agli avvocati e di ostacolare la trasparenza sul suo stato di salute.
Al di là della disputa politica, il caso mette in luce una frattura più ampia: in molte giurisdizioni considerate 'santuario', le autorità locali limitano la cooperazione con l’ICE, sostenendo di proteggere le comunità di immigrati e favorire la fiducia nelle istituzioni. Per il DHS, invece, queste politiche creano un clima che incoraggia i clandestini a sottrarsi ai controlli, alimentando comportamenti criminali e rendendo più complessa l’esecuzione degli ordini di espulsione.
Il caso Alvarenga-Rios diventa così un simbolo delle tensioni tra poteri locali e federali: da un lato la volontà politica di tutelare gli immigrati, dall’altro la necessità di applicare in modo uniforme le leggi sull’immigrazione.
Secondo la ricostruzione del DHS, Ever Omar Alvarenga-Rios, cittadino honduregno con un ordine di espulsione definitivo dal 2018, avrebbe tentato di sottrarsi all’arresto durante un’operazione dell’ICE. L’uomo, alla guida di un veicolo, avrebbe ignorato gli ordini degli agenti, guidando in modo pericoloso e infine causando un tamponamento a catena prima di tentare la fuga a piedi. Due agenti sono rimasti feriti e sono stati ricoverati in ospedale.
Per il DHS, il caso è emblematico: “Questo individuo ha infranto la legge, resistito all’arresto e messo in pericolo la comunità”, ha dichiarato Lauren Bis.
La versione di Van Hollen è opposta. Il senatore ha diffuso foto dell’uomo in ospedale, definendolo un “richiedente asilo” e sostenendo che fosse stato tamponato da un veicolo dell’ICE mentre si recava al lavoro. Ha inoltre accusato l’agenzia di impedirgli l’accesso agli avvocati e di ostacolare la trasparenza sul suo stato di salute.
Al di là della disputa politica, il caso mette in luce una frattura più ampia: in molte giurisdizioni considerate 'santuario', le autorità locali limitano la cooperazione con l’ICE, sostenendo di proteggere le comunità di immigrati e favorire la fiducia nelle istituzioni. Per il DHS, invece, queste politiche creano un clima che incoraggia i clandestini a sottrarsi ai controlli, alimentando comportamenti criminali e rendendo più complessa l’esecuzione degli ordini di espulsione.
Il caso Alvarenga-Rios diventa così un simbolo delle tensioni tra poteri locali e federali: da un lato la volontà politica di tutelare gli immigrati, dall’altro la necessità di applicare in modo uniforme le leggi sull’immigrazione.
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Ever Omar Alvarenga-Rios,
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