venerdì 8 maggio 2026

NHL playoff: Carolina, nessuna pietà per i Flyers

La foto del sito NHL dedicata a Jordan Staal dopo il gol
I Carolina Hurricanes fanno propria gara-3 della sfida contro i Philadelphia Flyers, valida per il secondo turno dei playoff NHL e pongono così un piede nella finale della Eastern Conference, guidando la serie per 3-0 e mantenendo il ruolo di grandi favoriti per arrivare alla finale di Stanley Cup.
In casa dei Flyers finisce 4-1 (1-0, 1-1, 2-0) al termine di una partita sempre controllata da Carolina, solida e spietata e che, ormai, nella post-season, ha infilato la sua settima vittoria consecutiva, senza mai segnare troppo (finora 21 gol in sette gare disputate), ma in compenso subendo pochissimo (appena otto reti).
La differenza l'anno fatta gli 'special teams', con i Canes a realizzare due reti in superiorità numerica e una in inferiorità, mentre i Flyers hanno preso troppe penalità per una sfida da playoff e non hanno mai capitalizzato i propri 'power-play' (0-5), compreso un 5 contro 3 che grida vendetta.
Era Jordan Staal a portare avanti Carolina al 17'27" con l'uomo in più sul ghiaccio, un vantaggio meritato in un primo periodo gestito facilmente dagli ospiti. Nel terzo centrale i padroni di casa trovavano il pareggio con la seconda rete della post-season di Trevor Zegras al 22'31". Era però una penalità a decidere la gara: Taylor Hall caricava violentemente Travis Sanheim al plexiglass, un'azione già vista (e criticata) nella serie contro gli Ottawa Senators. Il coach di Phila, Rick Tocchet, e il pubblico chiedevano un 2+2 ma, alla fine, il 'boarding' costava a Hall solo due minuti di panca, durante i quali un contropiede di Jalen Chatfield risultava letale. Da un possibile vantaggio a un incredibile ko per i Flyers, l'inerzia della partita, già inclinata verso Carolina, ora era tutta in discesa. Bisognava però attendere il terzo periodo per la chiusura in cassaforte del match per gli uomini di Rod Brind'Amour: merito ancora di un 'special team', quello che, in superiorità (4x3) portava Andrei Svechnikov (primo gol in questi playoff per lui) a piegare il guanto di Daniel Vladař al 43'52". Era la fine. Ma, se non bastasse, il poker era servito poco dopo, con un 'breakaway' di Nikolaj Ehlers al 47'08": l'attaccante danese riceveva il disco poco oltre la line aid metà pista e si involava verso Vladař, che freddava con un tiro a mezza altezza.
Nel finale, come spesso capita in questi casi, il gioco ha lasciato spazio alla frustrazione degli sconfitti, con qualche scazzottata di troppo e promesse di 'regolamenti di conti' in vista di gara-4 che, viste le forze sul ghiaccio, potrebbe già risultare decisiva.


Sempre dal sito NHL, le pagine di Carolina e Philadelphia:

Buttafuoco apre la Biennale: "Non barattiamo 130 anni di storia per un quieto vivere politicante"

Pietrangelo Buttafuoco
Nel suo intervento da presidente della Biennale di Venezia alla conferenza stampa di presentazione, Pietrangelo Buttafuoco ha scelto una linea chiara: difendere la libertà dell’arte e respingere ogni tentazione di trasformare la cultura in un tribunale ideologico. Un messaggio netto, pronunciato davanti alle istituzioni e al mondo culturale internazionale, che ha segnato l’avvio ufficiale della 60ª edizione della Biennale artistica.
Il cuore del suo discorso è stato un richiamo alla natura stessa della Biennale, che non deve diventare luogo di scomuniche preventive o di esclusioni politiche. “La Biennale non è un tribunale”, ha affermato, sottolineando come l’arte debba restare uno spazio aperto, capace di accogliere complessità e contraddizioni. Da qui il rifiuto di ogni forma di censura preventiva: “No all’esclusione preventiva, non barattiamo 130 anni di storia”. Evidente il riferimento alla contestata presenza dei padiglioni di Russia e Israele, che hanno visto la bocciatura dello stesso ministro della Cultura, Alessandro Giuli e la protesta di tutto il mondo politico occidentale, Unione Europea in testa.
Buttafuoco ha insistito sulla necessità di preservare la missione originaria dell’istituzione: essere un ponte, non un muro. Ha ricordato che la Biennale è nata per mettere in dialogo culture diverse, non per giudicarle. E ha invitato a non piegare l’arte alle logiche del presente, spesso polarizzate, rivendicando il ruolo dell’immaginazione come spazio di libertà.
Il presidente ha poi richiamato il valore della responsabilità culturale: “La Biennale non può essere ridotta a un campo di battaglia”, ha detto, chiedendo di proteggere l’autonomia dell’istituzione e la dignità degli artisti. Un messaggio rivolto tanto alla politica quanto al pubblico, in un momento in cui il dibattito culturale tende spesso a irrigidirsi.
Il suo intervento ha mostrato la cifra di Buttafuoco: un intellettuale che proviene dalla Destra culturale, ma che non si chiude al mondo. La sua visione, radicata ma non ideologica, rivendica un’idea di cultura come spazio plurale, dove la tradizione convive con la ricerca e dove il confronto non diventa scontro.
In un tempo in cui la cultura rischia di essere usata come arma identitaria, il suo discorso ha riportato l’attenzione sull’essenziale: la Biennale come luogo di libertà, di ascolto e di incontro. Un messaggio che, al di là delle appartenenze, parla a chiunque creda nel valore dell’arte come bene comune.

Blake Lively e Justin Baldoni, niente processo e un accordo a denti stretti

Blake Lively
La disputa legale tra Blake Lively e Justin Baldoni si chiude senza processo, evitando a Hollywood un nuovo caso mediatico. La Lively, star di film e serie di successo come "Gossip Girl", e Baldoni, attore e regista noto per "Jane the Virgin" e per aver diretto "It Ends With Us", hanno raggiunto un accordo extragiudiziale dopo mesi di accuse reciproche.
La causa era nata dalle denunce private della Lively, in cui l'attrice californiana sosteneva di essere stata molestata da Baldoni durante le riprese del film girato nel 2024, oltre a essere stata vittima di una campagna diffamatoria. Baldoni ha sempre respinto ogni accusa, sostenendo che l’attrice avesse inventato tutto per ottenere un maggiore controllo creativo sul progetto.
Negli ultimi mesi, parte delle accuse era già stata archiviata. Il giudice Lewis J. Liman aveva respinto le denunce di molestie perché la Lively, come collaboratrice indipendente, non poteva procedere secondo la normativa federale. In precedenza era stata eliminata anche la causa per diffamazione intentata da Baldoni contro la Lively e suo marito Ryan Reynolds.
Il processo avrebbe dovuto concentrarsi sull’ultima accusa rimasta: la presunta ritorsione nei confronti dell’attrice attraverso la diffusione di contenuti screditanti sui social e presso alcuni media. La Lively sosteneva che l’obiettivo fosse “danneggiare la sua immagine e colpire la sua famiglia”, mentre Baldoni ribatteva che fosse lei a manipolare la propria reputazione pubblica.
Con l’accordo, entrambi evitano un dibattimento che avrebbe potuto creare a entrambi problemi di immagine. In una nota congiunta hanno espresso la volontà di chiudere la vicenda, lasciando però aperta una riflessione sulla tensione crescente che si respira sui set del mondo del cinema americano.

giovedì 7 maggio 2026

NHL playoff: Buffalo parte con il piede giusto, Anaheim pareggia la serie

Il sito NHL esalta la vittoria dei Buffalo Sabres
La notte dei playoff NHL è cominciata con la sfida tra i due 'underdog' rimasti in lizza nella Eastern Conference. I Buffalo Sabres hanno aperto il secondo turno con un successo convincente sui Montreal Canadiens, imponendosi per 4-2 (2-1, 2-1, 0-0) mostrando una struttura di gioco molto solida.
A Buffalo, l’avvio dei Sabres è stato travolgente: Josh Doan ha sbloccato il punteggio dopo poco più di quattro minuti, finalizzando un 2‑contro‑1 nato da un errore di Lane Hutson nella zona neutra. Poco dopo, Ryan McLeod ha raddoppiato in power-play su assist di Zach Benson, protagonista di una serata da due punti. Montreal ha accorciato con Nick Suzuki, ma nel secondo periodo Buffalo ha allungato ancora con Jordan Greenway e con la rete in superiorità di Bowen Byram, autore del poker e già a quota quattro gol nella post-season. Il tentativo di rimonta dei Canadiens si è fermato al gol di Kirby Dach, mentre Alex Lyon ha chiuso con 26 parate, confermando la solidità dei Sabres in difesa, che stanno disputando il secondo turneo dei playoff per la prima volta dal 2007.
Gli Anaheim Ducks hanno invece pareggiato la propria serie superando a casa loro in gara-2 i Vegas Golden Knights con il punteggio di 3-1.
I californiani hanno costruito la loro vittoria con disciplina e un’ottima prova difensiva. Dopo un primo periodo senza reti, Beckett Sennecke ha portato avanti Anaheim a metà del secondo, deviando il passaggio di Jeffrey Viel davanti alla gabbia difesa da Carter Hart. Nel terzo periodo Leo Carlsson ha firmato il 2-0 con un tocco sotto misura, prima che Jansen Harkins chiudesse i conti a porta vuota per il tris. Solo a cinque secondi dalla fine Mark Stone ha trovato il gol della bandiera in power-play, negando a Lukas Dostal un 'quasi shutout' dopo una prestazione condita da 21 'saves'. Per i Ducks una vittoria fondamentale che però ha palesato una certa debolezza negli 'special team', con un pesante 0-5 in superiorità, di cui un 5x3 per 1'37" nel primo periodo, per un totale di 0-9 nella serie.

mercoledì 6 maggio 2026

Biotech, un motore che spinge la Lombardia: investire in salute genera valore, innovazione e lavoro

Un momento della conferenza (foto Bordignon)
Il biotech non è solo un settore industriale: è un’infrastruttura strategica che sostiene crescita economica, occupazione qualificata e competitività territoriale. La Lombardia, che da anni rappresenta il cuore italiano delle scienze della vita, ne offre una dimostrazione concreta. Lo conferma il primo studio dedicato all’impatto del comparto sul territorio regionale, che evidenzia come gli investimenti in salute attivino filiere produttive, generino valore diffuso e contribuiscano alla resilienza del sistema economico, presentato a Monza presso il Campus Roche.
L’analisi mostra come l’attività di un grande player biotech generi un impatto complessivo pari a 467 milioni di euro sul PIL lombardo, con un effetto moltiplicatore di 1,8 euro per ogni euro di valore aggiunto diretto. Un risultato che coinvolge 46 branche economiche, in larga parte piccole e medie imprese, confermando la capacità del settore di irradiare benefici ben oltre i confini dell’industria farmaceutica.
L’impatto riguarda anche il lavoro: per ogni occupato diretto se ne attivano altri due lungo la filiera, per un totale di oltre 1.500 lavoratori equivalenti. Si tratta di occupazione altamente qualificata, con il 75% di laureati e una forte presenza femminile. Un ecosistema che attrae talenti, contrasta la fuga di cervelli e valorizza competenze trasversali, dalle scienze alla tecnologia, fino alla ricerca clinica.
“La nostra presenza sul territorio agisce non solo come promotore di salute, ma anche come un moltiplicatore di valore, capace di generare innovazione e occupazione altamente qualificata lungo tutta la filiera regionale”, osserva Stefanos Tsamousis, general manager di Roche SpA. Un messaggio chiaro: investire in salute significa investire nello sviluppo.
Il settore diagnostico-farmaceutico, sottolinea Burçak Çelik, general manager Roche Diagnostics SpA, è oggi un acceleratore di trasformazione verso un modello sanitario più predittivo, personalizzato e sostenibile. “Riconoscere il valore generato dalle imprese del settore e il ruolo che possiamo svolgere per evolvere da un modello reattivo a uno proattivo è il primo passo per accelerare questa trasformazione”.
Il tema centrale emerso durante l’evento “Investire in salute” è la necessità di un patto tra istituzioni, industria, ricerca e professionisti. Un’alleanza per rimuovere ostacoli strutturali, snellire i processi, favorire l’adozione dell’innovazione e attrarre nuovi investimenti.
Come ha ricordato Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia, “investire nella salute significa generare effetti positivi non solo sanitari e sociali, ma anche economici, a beneficio del territorio e della Regione Lombardia”. Un principio che va oltre il singolo brand: riguarda la capacità del biotech di essere un motore di sviluppo duraturo, inclusivo e orientato al benessere collettivo.

Altre immagini della giornata di Monza (foto Bordignon):