domenica 10 maggio 2026

NHL playoff: Minnesota dilaga, si riapre la serie con Colorado

Minnesota fa festa, l'immagine dal sito NHL
I Minnesota Wild riaprono la serie con una prestazione di forza e identità, travolgendo i Colorado Avalanche per 5-1 in gara-3 e infliggendo alla squadra di Jared Bednar la prima sconfitta di questi playoff. Dopo due partite dominate dall’attacco di Colorado, la sfida di Saint Paul ha raccontato una gara diversa, ma dove comunque i gol non sono mancati, per una serie che, finora, è stata la più prolifica della 'post-season': ritmo controllato, special team decisivi e un Jesper Wallstedt finalmente all’altezza della situazione.
La partita si accende nel primo periodo, quando Kirill Kaprizov sblocca il risultato in situazione di 4‑contro‑4, finalizzando un’azione costruita con Faber e Hughes. Proprio Quinn Hughes firma il raddoppio meno di due minuti dopo, sfruttando un 'power-play' ben orchestrato e uno Scott Wedgewood in difficoltà. Per il 'goalie' di Colorado è l’inizio di una serata complicata: tre gol subiti su 12 tiri lo costringono alla panchina dopo 24 minuti, appena dopo la terza rete subita, sostituito da Mackenzie Blackwood.
Minnesota continua a colpire con disciplina e aggressività. Ryan Hartman trova il 3-0 ancora in superiorità numerica, deviando un tiro di Zuccarello davanti alla porta. Colorado prova a reagire con Nathan MacKinnon, che accorcia le distanze in power-play, ma l’illusione dura appena 20 secondi: Brock Faber, tra i migliori in pista, ristabilisce il triplo vantaggio con una deviazione che sorprende Blackwood. Nel finale, Matt Boldy chiude i conti a porta vuota.
La chiave della serata è stata la ritrovata struttura dei Wild che, dopo due gare confuse, hanno imposto un ritmo più controllato e vinto nettamente la battaglia degli 'special team'. Wallstedt, reduce dalla gragnuola di reti incassata in Gara-1, ha risposto con 35 parate in gran sicurezza, mentre Kaprizov e Faber hanno guidato l’attacco con tre punti a testa.
Colorado, che arrivava da un percorso immacolato (6-0 tra vittorie e sconfitte), incassa la prima battuta d’arresto della post-season e vede ridursi il margine nella serie, ora sul 2-1. Bednar ha parlato di “mancanza di energia e dettagli”, sottolineando come Minnesota abbia imposto ritmo e intensità sin dal primo ingaggio. Gara 4, ancora in Minnesota, diventa così un crocevia fondamentale: i Wild hanno ritrovato il loro gioco, gli Avalanche devono dimostrare di saper reagire.


NHL playoff: Carolina realizza il secondo 'sweep', Philadelphia ancora ko

I Carolina Hurricanes staccano il biglietto per la finale della Eastern Conference dopo il secondo 'sweep' dei loro playoff. Al 4-0 rifilato agli Ottawa Senators nel primo turno, ha fatto l'identico 4-0 inflitto ai Philadelphia Flyers nel secondo.
Merito del 3-2 all'overtime ottenuto in gara-4 sul ghiaccio della Pennsylvania. Una vittoria alla fine meritata, in una partita più combattuta delle prime tre e che ha visto ancora una volta i Flyers frenati dal proprio tallone d'Achille: il power-play. Dopo lo 0-5 in gara-3, ecco uno 0-3 nella quarta partita e, anche in questo caso, oltre un minuto di 5x3 gettato al vento.
Eppure i Flyers erano partiti forte, con il gol di Tyson Foerster dopo 7'50" nel primo periodo. La squadra di casa pareva poter azzeccare la prima gara della serie, fino a quando, nel periodo centrale, era Jackson Blake (terzo gol nei playoff per lui) a realizzare il pareggio al 32'35". Passano pochi secondi e Mark Jankowski porta addirittura avanti gli ospiti, ma stavolta l'asso lo estrae Rick Tocchet, coach di Philadelphia, che chiede la 'coach's challenge' per una 'interference' nei confronti del portiere. La mossa azzardata paga, perché la rete viene annullata. Il vantaggio ospite però è solo rimandato, dopo un finale di 'drittel' centrale tumultuoso in cui entrambe le squadre avrebbero potuto segnare il sorpasso: il gol di Logan Stankoven, il settimo della post-season, al 44'13" sembra segnare la partita in favore degli ospiti, ma un minuto e mezzo più tardi Alex Bump riporta la parità. Si va così ai supplementari, decisi al 65'31" dall'ennesimo gol di Blake: conclusione forte, ma Daniel Vladař ci mette del suo, il disco gli sfugge dal guantone e, con una mezza piroetta, finisce alle sue spalle, vanificando ogni speranza residua di Philadelphia.
Passano così il turno gli Hurricanes, prima squadra a ottenere un doppio 'sweep' dall'istituzione dell'istituzione dei playoff in questo formato, ovvero dal lontano 1987.


Qui sotto le altre immagini del sito NHL dedicate al prima e dopo gara-4:

sabato 9 maggio 2026

Alysha Newman, dal salto in alto a OnlyFans

Alysha Newman nel servizio di imagesdazur.com
Alysha Newman
, una delle figure più note dell’atletica canadese, sta vivendo una fase di trasformazione radicale: mentre la sua carriera sportiva sembra avviarsi alla conclusione, si apre per lei un nuovo palcoscenico. La saltatrice con l’asta, bronzo olimpico e volto noto del movimento canadese, ha infatti annunciato di aver ricevuto un invito a un casting in presenza per il Victoria’s Secret Fashion Show, come mostrato in un video pubblicato su TikTok.
Nel filmato, la Newman condivide lo screenshot del messaggio ricevuto dal celebre brand e una parte della video‑audizione inviata, in cui racconta il trasferimento da Toronto a Los Angeles per inseguire un brillante futuro nella moda. Una scelta che non sorprende chi la segue da anni: l’atleta ha collaborato con grandi marchi come Nike e ha costruito un’immagine pubblica che unisce estetica e comunicazione digitale.
La sua popolarità è esplosa anche grazie alla piattaforma OnlyFans, dove conta oltre 25mila abbonati e pubblica contenuti che mescolano atletismo e sensualità. La Newman era già diventata virale ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 quando, dopo aver stabilito il record canadese con un salto da 4,85 metri, aveva festeggiato con un 'twerk' che aveva incendiato i social.
Sul fronte sportivo, però, il suo futuro appare segnato. L’Athletics Integrity Unit le ha inflitto una sospensione di 20 mesi per tre controlli antidoping mancati in un anno. L’AIU ha spiegato come la Newman non fosse reperibile per visite a sorpresa lungo tutto il 2025; lei ha parlato di un periodo “disorganizzato”, segnato da profondi cambiamenti personali e professionali. La squalifica è stata ridotta rispetto ai 24 mesi standard proprio perché l’atleta ha dichiarato l’intenzione di ritirarsi.
Il nuovo percorso, dunque, sembra già tracciato: la Newman lascia alle spalle la pedana per inseguire una carriera nel mondo della moda.

Lo stralcio della pagina dell'Ottawa Sun dedicato ad Alysha Newman

NHL playoff: Vegas esalta Marner, Montreal espugna Buffalo e impatta la serie

Vegas fa festa nella foto del sito NHL
La notte dei playoff NHL ha raccontato due storie opposte: da una parte la partita travolgente di Mitch Marner, dall’altra il momento complicato di Tage Thompson, ancora alla ricerca di sé in una post‑season che non decolla.
Ad Anaheim, i Vegas Golden Knights hanno travolto gli Anaheim Ducks con il punteggio di 6‑2, riprendendosi il vantaggio nella serie, ora sul 2-1, grazie a una prestazione scintillante di Mitch Marner, autore di una 'hat-trick' e di un assist. I Golden Knights hanno costruito il successo già nel primo periodo, chiuso sul 3‑0 grazie alle reti di Shea Theodore, Brayden McNabb (in 'shorthanded') e dello stesso Marner, che ha poi completato l’opera nel secondo tempo con altre due reti, portando il punteggio sul 5‑0. I californiani provavano a reagire nell'ultimo periodo, andando in rete con Beckett Sennecke e Chris Kreider, ma senza mai rientrare davvero in partita. A due minuti dalla fine arrivava anche il gol a porta vuota di Brett Howden, sesta rete per lui in post-season. Per i Ducks ha pesato anche la serata difficile di Lukas Dostal, sostituito dopo i primi tre gol subiti su otto tiri totali.
Mentre Vegas vola, a Est continua invece il momento buio di Tage Thompson, uno dei giocatori più attesi di questi playoff. L’attaccante dei Buffalo Sabres sta vivendo una post‑season complicata, segnata da poca incisività e una frustrazione crescente. Thompson ha ammesso di essere “in lotta con se stesso”, consapevole che la squadra ha bisogno della sua produzione offensiva per restare competitiva. Lo staff tecnico continua a dargli fiducia, ma la pressione aumenta: dopo una regular season da protagonista, il suo impatto nei playoff è stato finora minimo, e Buffalo fatica a trovare alternative valide quando il suo leader offensivo non incide.
I Montreal Canadiens hanno così pareggiato la serie contro i Buffalo Sabres, andando a espugnare il ghiaccio americano per 5-1 che conferma la solidità dei canadesi nei momenti chiave.
Montreal partiva fortissimo: dopo appena 96 secondi Alex Newhook deviava in rete il passaggio di Kaiden Guhle per l’1-0, poi Mike Matheson raddoppiava al 4'27" con una conclusione dalla blu che sorprendeva il 'goalie' di casa, Alex Lyon.
Nel secondo periodo Newhook firmava la propria doppietta in transizione, chiudendo un 2‑contro‑2 orchestrato da Jake Evans e portando i Canadiens sul triplo vantaggio. Buffalo provava a rientrare solo nel finale di frazione con Zach Benson, bravo a farsi trovare sul secondo palo per il 3-1.
La reazione dei Sabres però si spegneva presto: all'inizio del terzo periodo un errore di controllo di Tage Thompson, ancora lui, apriva il ghiaccio ad Alexandre Carrier, che trasformava l’azione in un 2‑contro‑1 vincente per il poker. Nel finale Nick Suzuki chiudeva i conti a porta vuota.
Ottima la prova del rookie Jakub Dobeš, autore di 27 parate e sempre più solido dopo un esordio complicato in gara-1. Per Buffalo, invece, pesa la serata difficile di Lyon e una gestione del disco imprecisa, come ammesso anche da coach Lindy Ruff. La serie ora torna a Montreal sull’1-1, con i Canadiens che ritrovano fiducia e ritmo.

 
Le partite della notte nelle 'home page' della NHL:

venerdì 8 maggio 2026

Milan, la petizione per cacciare Furlani oltre le 30mila firme

"Furlani Fuera", ecco la petizione da oltre 30mila firme
I tifosi del Milan hanno detto 'stop', con o senza l'aiuto di una 'curva' più spesso connivente che contestatrice della società, il cui appoggio quasi incondizionato al club è stato troppo spesso mascherato come 'aiuto' per la rincorsa alla qualificazione in Champions League della squadra, senza comprendere, o facendo finta di non capire, che l'ingresso nella manifestazione più importante servirà solo come ulteriore foraggiamento di una proprietà che non vuole il 'bene' del Milan, ma solo massimizzare i propri ingressi mantenendo gli investimenti al minimo.
Nasce così la petizione su Change e indirizzata contro, un po' inspiegabilmente, il solo Giorgio Furlani, 'braccio armato' della proprietà rappresentata da Gerry Cardinale. Ma tant'è, come si dice a Milano, "piutost che nient, l'è mej piutost".
Della petizione han dato notizia quasi tutti, un 'quasi' dovuto dall'assenza ingiustificata, oggi come durante la contestazione dei tifosi milanisti nella passata stagione all'ultima giornata, della "Gazzetta dello Sport". In tre giorni di vita ha abbondantemente superato le 30mila firme, unendo finalmente i milanisti più critici da sempre a quelli convertitisi all'ultimo momento, dopo avere funzionato come 'tromboni' del club.
L'incipit della petizione arriva subito al dunque partendo da "Il Problema": "La gestione di Giorgio Furlani nel ruolo di Amministratore Delegato dell’AC Milan rappresenta oggi uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo e identitario del club. L’impostazione adottata appare rigidamente orientata a logiche finanziarie, con una sistematica subordinazione dell’area sportiva alle esigenze di bilancio. Questo approccio, lungi dal garantire equilibrio, ha prodotto un progressivo impoverimento della visione competitiva, trasformando una società storicamente ambiziosa in una realtà percepita come priva di direzione sportiva chiara". Il tutto con una conclusione che appare inappellabile: "La combinazione di tecnocrazia gestionale, debolezza nella leadership sportiva e carenza di visione sta contribuendo a un progressivo ridimensionamento delle ambizioni del Milan, con il rischio concreto di compromettere competitività, identità e attrattività del club nel medio-lungo periodo. Alla luce di queste evidenze, la permanenza di Giorgio Furlani alla guida del club non appare più sostenibile. La sua gestione è oggi percepita come incompatibile con le esigenze di rilancio sportivo e con i valori storici dell’AC Milan. Per questo, si richiede con fermezza un immediato cambio ai vertici societari e le dimissioni dell’attuale Amministratore Delegato".