giovedì 21 maggio 2026

NHL playoff: Vegas espugna Denver, Golden Knights avanti a ovest

L'apertura del sito NHL
Va ai Vegas Golden Knights gara-1 della finale della Western Conference contro i Colorado Avalanche. Una vittoria in trasferta e un po' a sorpresa, non tanto perché fosse ritenuta impossibile, ma per il modo e l'autorità con cui la squadra di Joe Tortorella l'ha ottenuta. Finisce 4-2 (0-0, 2-0, 2-2), con gli ospiti che si portano fino al triplo vantaggio per poi contenere il furioso ritorno dei padroni di casa e piazzare la rete a finale a porta sguarnita.
Colorado spinge subito e lo fa con due conclusioni ravvicinate di Brock Nelson e Nazem Kadri, poi in contropiede Keegan Kolesar fa venire i brividi a Scott Wedgewood. Ancora gli ospiti pericolosi con un classico 3-contro-2 concluso sotto rete da Tomas Hertl, ma è ancora attento Wedgewood a deviare. Gli Avalanche, privi di Cale Makar, sostituito da Jack Ahcan, replicano con una bella conclusione di Nelson trattenuta da Carter Hart. A metà del periodo arriva la prima penalità, con Brent Burns in panca puniti puniti per 'hooking' nei confronti di Brandon Saad. La superiorità degli ospiti però non sortisce nulla, Colorado si difende bene e subisce un solo tiro durante il 'penalty killing', peraltro non pericoloso. I 'cavalieri dorati' sembrano decisi a voler dimostrare di non essere le vittime designate dal pronostico e, a cinque minuti dalla prima sirena, doppiano gli avversari nel computo dei tiri (8-4). Nel finale di primo tempo la penalità tocca agli ospiti, a causa di una trattenuta di Ivan Barbashev ai danni di Sam Malinski. Gli Avalanche perdono tempo prezioso nel far girare il disco e solo alla fine ci prova Kadri, ma Hart blocca con sicurezza.
Nel secondo periodo è Noah Hanifin ad avere la buona occasione per portare avanti gli ospiti, ma ancora una volta Wedgewood si fa trovare pronto. Al 32'29" passano i Golden Knights: realizza Dylan Coghlan (prima rete per lui nella post-season), che finalizza da poco oltre la linea blù, in posizione centrale, un'azione impostata da Brandon Saad e Colton Sissons. Gli Avalanche accusano il colpo, Ross Colton raccoglie una penalità per eccessiva durezza su Rasmus Andersson e il raddoppio è servito poco dopo (35'02"), con Pavel Dorofeyev (10.a rete per lui nei playoff) che insacca dalla breve distanza un assist al bacio dalla destra di Mitch Marner, bravo a tagliare la difesa di casa dopo essersi allungato un disco che pareva perso. Colorado preme, cerca di concludere, ma Nathan MacKinnon non sembra in serata e, come il primo periodo, anche il secondo si chiude con una penalità per gli ospiti (Ben Hutton) e un mischione sotto la gabbia di Hart.
Nel periodo conclusivo, appena terminata la penalità di Hutton, arriva il tris ospite, con Brett Howden che, in backhand, infila Wedgewood dopo un tiro dello stesso Hutton appena rientrato, deviato dal 'goalie' di casa, ma non quanto basta per evitare la correzione sotto rete di Howden. Fra gli ospiti brutto colpo per lo stesso Howden, scivolato lungo sulla balaustra, mentre arriva anche il primo gol per Colorado, al 45'53", con Valeri Nichushkin a infilare Hart con una magia fra i gambali sotto rete dopo un passaggio di Colton. Da una magia all'altra, arriva finalmente quella di MacKinnon, che a poco più di due minuti dalla fine decide di seminare gli avversari come birilli e servire Gabriel Landeskog per la rete che vale il 2-3 e la riapertura completa del match. Gli ultimi due minuti sono in 'empty-net', MacKinnon saetta un disco che ballonzola davanti alla gabbia avversaria, ma che Hart riesce a fare suo. Jared Bednar chiama il 'timeout' per l'ultimo assalto, ma su una respinta è Nic Dowd a infilare la 'liberazione' di Jack Eichel dopo che il puck era rimbalzato sulla balaustra.
La partita termina qui, anche se Colorado prosegue senza portiere e puntando tutto su gara-2, che si giocherà ancora a Denver sabato 23 maggio.

martedì 19 maggio 2026

NHL playoff: Montreal segna, soffre, poi passa il turno all'overtime

La vittoria di Montreal dal sito NHL
I Montreal Canadiens conquistano la finale della Eastern Conference battendo i Buffalo Sabres con il punteggio di 3-2 all’overtime in una gara‑7 tesa, fisica e decisa dal guizzo di Alex Newhook dopo 11'22" del primo supplementare. Il suo tiro di polsino dal cerchio sinistro, su assist di Alexandre Carrier, supera il guanto di Ukko-Pekka Luukkonen e chiude una serie combattuta fino all’ultimo cambio.
I canadesi partono meglio e indirizzano il match già nel primo periodo. Phillip Danault apre il punteggio al 4'30", deviando di pattino il passaggio di Kaiden Guhle dopo una battaglia vinta da Josh Anderson dietro la porta. Il raddoppio arriva in power play: Nick Suzuki inventa un assist in 'backhand' dalla linea di fondo e Zachary Bolduc fulmina Luukkonen con una conclusione violenta dal basso verso l'alto.
Buffalo però non crolla. Nel secondo periodo Jordan Greenway riapre la partita deviando il tiro di Mattias Samuelsson davanti a Jakub Dobeš, autore di una prestazione da 37 parate. La rimonta si completa nel terzo periodo con il 2-2 firmato da Rasmus Dahlin: scambio rapido con Owen Power e conclusione secca sul lato corto. I padroni di casa segnano ancora, ma la rete viene annullata.
L’equilibrio regge così fino all’overtime, dove ogni possesso conta. I Sabres spingono, ma Dobeš tiene in piedi Montreal con interventi decisivi. Alla prima vera occasione pulita, i Canadiens colpiscono: Carrier trova Newhook libero sul lato sinistro, gran tiro dalla distanza e disco alle spalle di Ukko-Pekka Luukkonen.
Montreal vola così alla finale di Conference, dove incontrerà, ancora una volta senza partire con i favori del pronostico, i Carolina Hurricanes. Gara‑1 è in programma giovedì a Raleigh. Buffalo, invece, chiude una stagione comunque da grande protagonista.

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domenica 17 maggio 2026

NHL playoff: Buffalo espugna il Bell Centre e porta Montreal a gara-7

Il sito NHL presenta la vittoria di Buffalo
I Buffalo Sabres ricambiano la vittoria subita a domicilio dai Montreal Canadiens e vanno a imporsi al Bell Centre per 8-3 pareggiando la serie del secondo turno della Eastern Conference, ora sul 3-3. Tutto si deciderà quindi nella fatidica 'gara-7', di scena lunedì notte a Buffalo.
E' stata una partita quasi fotocopia di gara-5, ma al contrario, con un risultato a rincorrersi nel primo periodo, e poi gli americani bravi a prendere il largo con ben sette 'unanswered goals'.
Prima della partita è il leggendario Larry Robinson a portare la torcia che 'accende' il Bell centre.
Passano 32 secondi, Montreal non riesce a liberare, i Sabres con una manovra avvolgente da sinistra arrivano sotto la gabbia di Jakub Dobeš e con un tocco di Rasmus Dahlin (1+4 in partita) passano in vantaggio. Come in gara-5, passano pochi secondi, 68 per la precisione, e arriva subito il pareggio: è il primo gol di Arber Xhekaj nei playoff a esaltare la folla del Bell Centre, un forte tiro poco doltre la blù dopo un ingaggio vinto che Alex Lyon tocca ma non trattiene. E' di Josh Norris l'occasione migliore dei Sabres per tornare in vantaggio, ma è bravo Dobeš a bloccare il tiro dalla breve distanza. La prima penalità, per 'roughing' arriva per gli ospiti al 7'43", con Peyton Krebs che paga uno scambio di colpi che vede perdente (anche di casco) Alex Newhook: due minuti pesanti, perché portano i Canadiens al vantaggio (8'12"), grazie a un tiro secco di Ivan Demidov dal cerchio dell'ingaggio di destra. Subito dopo tocca a Phillip Danault sedersi sulla panca puniti, i Sabres sfiorano il vantaggio quindi Dobeš e Dahlin si colpiscono a bastonate e si beccano entrambi due minuti per 'slashing', lasciando inalterati i numeri dei contendenti sul ghiaccio. Ed è mentre Montreal è ancora in inferiorità numerica che i Canadiens trovano il tris, con un contropiede 'shorthanded' 2-contro-1 che vede Jake Evans infilare l'angolino alla destra di Lyon, subito sostituito da coach Lindy Ruff con Ukko-Pekka Luukkonen per scuotere i suoi prima che sia troppo tardi. All'11'47" Mike Matheson viene punito con un 2+2 che potrebbe riaprire la partita, e stavolta Buffalo non si fa sfuggire l'occasione, con Jason Zucker che, è il 13'56", smarcato davanti alla gabbia da Norris infila tra i gambali un incolpevole Dobeš. Montreal replica con un'azione tambureggiante che la vede al tiro più volte, la più clamorosa con Zachary Bolduc che sbaglia il bersaglio a gabbia sguarnita.
Il secondo periodo si apre con una fuga di Zach Benson, che però perde il disco nel momento decisivo. Poco male, perché pochi secondi dopo è lo stesso Benson a riprendere il disco rimbalzato dietro alla gabbia di Dobeš per beffarlo alle spalle. Conor Timmins, poco dopo, potrebbe addirittura firmare il poker. E' il momento di maggior pressione degli americani (18 tiri a 7 quando scossa il 25'), ma Montreal replica con una splendida conclusione di Josh Anderson deviata da Luukkonen. I Sabres vengono 'pescati' con l'uomo in più sul ghiaccio, con conseguente penalità. A metà del secondo periodo è però Alexandre Carrier a doversi sedere tra i 'cattivi' e Buffalo ne approfitta con un gran tiro dalla distanza di Jack Quinn che riporta avanti i suoi. Passano poco più di due minuti e Konsta Helenius firma la quinta rete di Buffalo, frutto di un 2-contro-1 in contropiede da parte degli ospiti. A due minuti dalla fine del periodo, nel più classico contropiede da rientro da una penalità, Alex Tuch sfiora il sesto gol per gli ospiti, con Dobeš ad aprire il guantone per deviare lo snap-shot.
Il terzo periodo scorre veloce senza che la pressione di Montreal trovi sbocchi adeguati. Anderson spreca un 2-contro-1 che grida vendetta, Buffalo controlla e sta attenta a non prendere le troppe penalità prese nei primi due periodi. Ma sono ancora i Sabres a farsi pericolosi: nel giro di pochi secondi, poco prima del 48', prima ancora Tuch impegna Dobeš, quindi Ryan McLeod colpisce la traversa. E' poi Anderson a guadagnarsi due minuti di penalità mentre cerca di ostacolare Benson al tiro. Nella superiorità che ne segue gli ospiti piazzano la sesta rete con Quinn (49'58"), grazie a un violento slap dalla sinistra che lascia impietrito il 'goalie' ceco dei Canadiens. Lo stesso Dobeš, nell'occasione, viene sostituito da Jacob Fowler. Una mossa che non paga, così come non paga togliere Fowler dalla gabbia per l'attaccante in più: Montreal viene subito punita da Tage Thompson (1+3 stanotte per lui), che sigla la settima rete per la formazione di Ruff. Nel finale i soliti 'conti' da regolare (penalità partita  per Xhekaj, Carrier, Evans, Dach, Benson e Krebs) regalano ai Sabres un power-play che Zach Metsa sfrutta per siglare la propria prima rete dei playoff  e l'ottava della partita per Buffalo. 


La partita di stanotte attraverso le foto del sito NHL:

sabato 16 maggio 2026

NHL playoff: la profondità ha fatto la differenza, così Colorado ha piegato Minnesota

Il sito di Colorado riassume la serie contro Minnesota
I Colorado Avalanche hanno vinto il secondo turno della Western Conference contro i Minnesota Wild non solo grazie alle stelle, ma soprattutto per merito della profondità. È questa la chiave che emerge dal percorso con cui la squadra di Denver ha chiuso la serie di playoff NHL, imponendosi grazie a un contributo corale che le ha permesso di reggere l’urto fisico e tattico di una tra le avversarie più ostiche della 'postseason'.
Colorado ha costruito il successo distribuendo minuti, responsabilità e produzione offensiva lungo tutto il 'roster'. Non è un dettaglio: contro Minnesota, capace di logorare gli avversari, gli Avalanche hanno risposto con linee capaci di incidere in ogni momento della partita. Il risultato è stato un equilibrio che ha obbligato i Wild a inseguire un avversario sempre fresco e sempre pericoloso.
Il 'coaching staff' ha sottolineato come le terze e quarte linee abbiano avuto un impatto determinante, sia nel limitare i punti di forza di Minnesota sia nel generare occasioni nei momenti chiave. Colorado ha trovato gol pesanti da elementi non sempre al centro dei riflettori, confermando una struttura che va oltre i suoi nomi più noti.
La serie ha mostrato anche la solidità difensiva del gruppo: cambi rapidi, coperture puntuali e un lavoro collettivo che ha permesso di proteggere il proprio slot e ridurre la qualità dei tiri concessi. Quando Minnesota ha provato ad alzare il ritmo, Colorado ha risposto con disciplina e gestione del disco, evitando quelle fasi di caos in cui i Wild solitamente prosperano.
Il risultato finale non è solo una vittoria, ma la conferma di un’identità: gli Avalanche non dipendono da un singolo uomo, ma da un sistema che valorizza ogni pedina. Ed è proprio questa profondità, più ancora del talento individuale, a proiettarli verso il prossimo turno con la consapevolezza di essere una squadra completa, matura e difficile da scardinare, forse la migliore candidata alla vittoria della Stanley Cup.


La classifica marcatori dei playoff aggiornata (fonte ESPN)

Lettonia, il governo cade… ma non per colpa dei 'soliti' russi

Il premier lettone annuncia le dimissioni (foto profilo Facebook) 
In politica, come nella vita, il destino ama l’ironia. E quello della premier della Lettonia, Evika Siliņa, sembra scritto da un autore con un debole per le trame paradossali. Per mesi il governo di Riga aveva scandito conferenze stampa, piani d’emergenza e dichiarazioni solenni sul rischio di un possibile attacco proveniente dalla Russia, dipinto come lo spettro onnipresente dietro ogni minaccia. Il principale timore, in particolare, veniva dipinto dal lancio di possibili droni targati Mosca. Poi, quando il colpo è arrivato davvero, non è arrivato da est, ma da sud-est. Precisamente dall’Ucraina.
Tre droni, tre soli droni, hanno attraversato il confine lettone come turisti distratti che sbagliano uscita dell’autostrada. Nessun danno grave, nessuna vittima, solo un gigantesco imbarazzo politico. Perché, mentre il governo conservatore filo-ucraino (la Silina è forse il premier europeo più antirusso che ci sia) continuava a ripetere che la minaccia era “una e una sola”, la realtà ha deciso di fare un cameo imprevisto.
La Siliņa, travolta dalle polemiche e da una maggioranza che si è sciolta più in fretta della neve baltica a marzo, ha rassegnato le dimissioni. Non per un attacco russo, non per un complotto del Cremlino, non per un’escalation militare. No: per tre droni ucraini finiti fuori rotta. Una sorta di “plot twist” geopolitico che nemmeno nelle serie TV più fantasiose.
Il governo cade, il Parlamento si agita, i commentatori si accapigliano. E intanto, a Kiev, si parla di errore tecnico. E non è la prima volta. Basterebbe ricordarsi dei droni finiti in Polonia: anche allora la Russia finì sul banco degli accusati di comodo, salvo poi le ammissioni, condite da scuse, arrivate dallo stesso governo di Kiev. Così la Lettonia si ritrova senza premier, con una crisi politica aperta e con la consapevolezza di aver fatto l'ennesimo assist a una Russia che, in questo 2026, pare guadagnare consensi e vittorie strategiche, oltre che sul campo di battaglia.