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lunedì 4 maggio 2009

Inzaghi: "Ancelotti qui è amato, rimarrà"

Filippo Inzaghi sostiene Carlo Ancelotti, sebbene il tecnico del Milan, a cui vuole molto bene, quest’inverno non lo abbia fatto giocare. E' questo il succo dell’intervista rilasciata da SuperPippo a Sky nel pomeriggio di oggi, una serie di parole spesso scontate e banali, ma che anche lasciano capire il sentimento, forse noto da tutti gli addetti ai lavori, che la squadra rossonera prova nei confronti del proprio allenatore. E così Inzaghi comincia con cose note: “Il fatto di giocare in una grande squadra mi agevola, poi sono contento perché mantenere queste medie a 36 anni per me è una grande soddisfazione”.

Quindi la tirata d’orecchi al mister: “D’inverno ho giocato in Coppa Uefa, mentre in campionato non giocavo. Il mister del resto fa delle scelte e io cercavo di sfruttare ogni momento disponibile. Io al Milan ho sempre giocato tanto, non ho mai avuto di questi problemi, poi è giusto che con gli anni che passano si facciano delle scelte. Ho avuto troppe soddisfazioni con questa squadra per pensare di lasciarla. Io qui mi trovo benissimo”.
Un pensiero al nuovo arrivato David Beckham... Continua a leggere su Milano 2.0

domenica 26 aprile 2009

Ancelotti parole d'oro, ecco perché deve restare

Il buon vecchio Milan adesso gonfia il petto, estraendo la cristalleria quando le luci si sono spente e gli invitati se ne sono andati. Ora qualche foglio compiacente lancia pure titoli che fanno sorridere (io mi sento anche un pochino offeso nella mia misera intelligenza da quello pubblicato dalla ‘rosea’: “Pazza idea”. Ma chi volete prendere in giro?). Tant’è, in un campionato di morti anche questo Milan fa la sua porca figura, supera la Juventus in classifica e tritura il Palermo per 3-0, non senza prima avere ricevuto un consistente aiuto dall’arbitro Rizzoli (nome tipicamente milanese, sarà un caso?), che nella ‘piscina’ di San Siro vede un tuffo di Ambrosini e lo giudica vittima di un fallo crudele. Si sblocca così il risultato di una gara che comunque la squadra rossonera conduce con sicurezza, e il cui pnteggio rimpingua, dopo il penalty trasformato da Kakà, grazie al ‘solito’ gol di un Inzaghi lasciato in colpevole solitudine da una difesa palermitana in vacanza, e al secondo rigore, ancora realizzato da Kakà, questa volta però più evidente rispetto al precedente, sebbene il brasiliano si lasci cadere fulminato in uno di quegli atteggiamenti abbastanza fastidiosi così tipici del calcio degli ultimi 30 anni o giù di lì (non c’ero prima ma pare queste cose non capitassero o succedessero di meno). Nella ripresa il Palermo deve anche fare a meno di Bovo espulso per doppia ammonizione.
Ancelotti in campo deve rinunciare all’infortunato Pato, ripropone Flamini in difesa con Kakà e Seedorf alle spalle di Inzaghi. Niente da fare, invece, per Ronaldinho che è ancora costretto ad accomodarsi in panchina, ma entrerà nella ripresa assieme a Shevchenko e Cardacio (udite udite!).

A fine gara tanti applausi per tutti e per un secondo posto che garantisce più tranquillità in vista del futuro. E Carlo Ancelotti si gode un Kakà rientrato a ottimi livelli: “Questo dimostra quanto lui sia importante" dice il Carletto e gli crediamo, soprattutto perché il mister rossonero rimane il più realista della vasta gamma di cicisbei che giocano a rinfocolare ardori privi di spessore: “Se puntiamo l’Inter? Sinceramente no: cerchiamo di tenere lontani i quarti, da cui abbiamo 9 punti di vantaggio. Nelle ultime due giornate abbiamo guadagnato molti punti e questo rimane il nostro pensiero”. Un pensiero anche a chi non ne meriterebbe: “Ronaldinho? E’ stato giusto acquistarlo, ha fatto molto bene nel girone d’andata e poi ha avuto una flessione, legata più che altro all’infortunio e al fatto che non ha giocato con continuità. Poi è chiaro che io devo fare delle scelte, quando decido gli undici migliori da mandare in campo domenica dopo domenica”. Basterebbero queste frasi, che non sono dette a caso e non sono il frutto di semplice banalità, a fare capire perché Carlo Ancelotti debba rimanere a guidare il Milan almeno anche nella prossima stagione. Perché lui conosce l'ambiente rossonero, perché lui 'è' l'ambiente rossonero, perché lui è più di un allenatore per una squadra come quella di via Turati. Trovarne, di personaggi così...

Il video con gli highlits della partita, purtroppo il commento è da 'confessionale in chiesa'...

lunedì 20 aprile 2009

La cinquina del Milan al Torino forse entusiasmerà qualcuno, ma io continuo ad avere forti dubbi...

Ci si può entusiasmare per le 5 reti con cui il Milan ha travolto il Torino nel posticipo giocato domenica sera (5-1 il finale)? Io direi proprio di no, vista la pochezza messa in campo dalla squadra granata, vittima sacrificale dei ragazzi di Carlo Ancelotti. Si può invece applaudire Pippo Inzaghi, autore di tre reti che hanno spianato la strada e hanno consentito la goleada.

Nel dopopartita Ancelotti ha gonfiato il petto: “Questa squadra ha ancora molto da dare, anche se in questa stagione è stata discontinua, alternando ottime prestazioni a gare sotto tono. Oggi finalmente abbiamo conciliato il bel gioco con il risultato roboante”. E ha persino parlato dell’ultima campagna acquisti estiva (assolvendola), alzando al cielo lui stesso, dopo i ripetuti tentativi operati da Adriano Galliani, quello che aspettavamo, ovvero la scusa ufficiale per cui il Milan a metà stagione era già staccato di qualche universo nei confronti dell’Inter: gli infortuni... Continua a leggere su Milano 2.0

Questo è il video con gli highlits della serata di San Siro: