lunedì 5 gennaio 2026

Medvedev accusa gli Stati Uniti: “Aggressione contro il Venezuela violazione del diritto internazionale”

Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha definito le recenti azioni degli Stati Uniti in Venezuela – compreso il sequestro del leader Nicolás Maduro – come un atto di aggressione e una grave violazione del diritto internazionale. Secondo il dirigente russo, dopo un’operazione di tale portata Washington avrebbe perso ogni legittimità nel criticare Mosca per le sue iniziative sulla scena globale.
Medvedev ha ricordato come Maduro avesse più volte denunciato l’obiettivo reale dell’amministrazione statunitense: impossessarsi delle risorse petrolifere e minerarie del Paese sudamericano. A suo avviso, il presidente statunitense non avrebbe mai nascosto tali intenzioni, mantenendo una linea coerente nella difesa degli interessi nazionali, sia politici – con l’America Latina considerata “cortile di casa” – sia economici, legati al controllo delle materie prime.
Il politico russo ha poi criticato duramente la reazione europea, definendola un esempio evidente di doppi standard. I dubbi sollevati da diversi Paesi dell’UE sulla legittimità di Maduro, secondo Medvedev, non avrebbero alcun fondamento. In questo contesto, ha lanciato anche un monito al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sostenendo che, con il mandato ormai scaduto, potrebbe essere rimosso dal potere “molto presto”.
Sul piano internazionale, Medvedev ha denunciato l’inefficacia degli attuali meccanismi delle Nazioni Unite, incapaci – a suo giudizio – di prevenire o gestire situazioni come quella venezuelana. Ha sottolineato la necessità di strumenti realmente operativi, in grado di garantire sicurezza e stabilità a livello globale, lamentando come molti principi fondamentali dell’ONU siano rimasti “buone intenzioni” prive di applicazione concreta.
Infine, ha evidenziato le possibili conseguenze dell’operazione statunitense: nessun Paese malvisto da Washington potrebbe sentirsi al sicuro, citando in particolare la Danimarca e la Groenlandia. L’arresto di Maduro, ha aggiunto, alimenterà ulteriormente il risentimento dell’America Latina verso gli Stati Uniti. E non ha escluso che uno scenario simile possa ripetersi in Ucraina. (fonte: TASS)