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domenica 3 maggio 2026

L'Udinese e il terremoto del 1976, una commemorazione ben riuscita

Foto tratta da Facebook
Nel 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976, la giornata organizzata dall’Udinese ha mostrato quanto il calcio, quando vuole, sappia diventare memoria. La società bianconera ha costruito un evento sobrio, partecipato e profondamente rispettoso, capace di unire generazioni diverse nel ricordo dell’Orcolat (l''orco cattivo' delle leggende locali con cui, nell'immaginario collettivo, è stato denominato il sisma che sconvolse la regione).
La maglietta commemorativa, andata esaurita in poche ore, è diventata il simbolo di questa partecipazione, pur con qualche polemica sul prezzo (94 euro) e la mancata beneficenza: chi però in questi anni ha scritto libri o realizzato documentari sul terremoto non ha certo lavorato gratuitamente, e il gesto degli sponsor – che hanno lasciato spazio alla sola scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica” – parla da sé.
Tra i momenti più intensi, l’esecuzione dello storico "Stelutis Alpinis" (ripreso anche, in lingua italiana, da Francesco De Gregori) della Julia e il battimani ritmato dello stadio, così come la presenza di centinaia di volontari della Protezione civile, memoria vivente di un modello nato proprio in Friuli. La sfilata dei 45 sindaci dei Comuni colpiti ha ricordato l’estensione e la ferita profonda di quel 1976.
Il minuto di silenzio è stato qualcosa di unico: 25 mila persone immobili, un silenzio assoluto rotto solo da un paio di notifiche sui telefonini. E l’urlo “Grazie alpini” al termine ha chiuso un momento da brividi. Significativo anche il lavoro fatto con la squadra, preparata all’evento attraverso filmati e testimonianze per far comprendere ai giocatori cosa rappresenti quel terremoto per il Friuli.
La vittoria finale per 2-0 sul Torino (una squadra che, dopo la tragedia di Superga) vanta numerosi sostenitori in regione) ha trasformato la commemorazione in una festa completa, ma il senso della giornata andava oltre il risultato. Ancora una volta l’Udinese ha dimostrato di essere un simbolo autentico di questa terra: cambiano proprietà, categorie e giocatori, ma il legame tra i friulani e il bianconero resta immutabile.

lunedì 29 agosto 2022

Friuli, polemica sterile per il lago carinziano

Il lago di Zollner
In tempo di elezioni furoreggiano le polemiche montate sul nulla, per cercare di colpire l'avversario. Arriva così dal Friuli-Venezia Giulia quella legata alla foto, in gigantografia, di un lago della Carinzia (regione austriaca confinante con la Carnia friulana) utilizzata da Turismo FVG nell'ambito di una campagna promozionale.
La scelta di reclamizzare il lago austriaco di Zollner ha scatenato le critiche dopo che i poster erano stati presentati a San Daniele in occasione di "Aria di festa", quest'anno ribattezzata "Aria di FVG", storica manifestazione che da 35 anni celebra il prosciutto di San Daniele DOP nel suo luogo d'origine.
In tempo di campagna elettorale, è subito scattata la polemica politica: il capogruppo del Patto per l'Autonomia, Massimo Moretuzzo, ha preannunciato un'interrogazione per chiedere chi sia il geografo della Regione: "Amministrazione Fedriga bocciata in geografia", ha scritto in una nota in cui ha ironizzato: "Considerate le immagini riportate sulle gigantografie pagate dalla Regione magari il prossimo anno il nome della festa di San Daniele sarà Aria di Carinzia meridionale".
Subito è però arrivata la precisazione dell'assessorato al Turismo della Regione, che ha spiegato come si sia trattato di una scelta deliberata per promuovere il progetto tranfrontaliero italo-austriaco del Geoparco delle Alpi Carniche. "All'interno del geoparco", è stato ricordato, "il lago Zollner è raggiungibile con un percorso ad anello da Casera Ramaz, nel comune di Paularo, salendo verso il rifugio Fabiani. Il rifugio che si trova vicino al lago fa parte del circuito 'Made', al pari del rifugio Fabiani e di malga Pramosio. Made è un progetto partito nel 2017 e realizzato per sviluppare un sistema transfrontaliero di valorizzazione delle malghe del Friuli e della Carinzia. Alla luce di ciò, la scelta di realizzare una gigantografia del lago Zollner è rivolta prevalentemente al pubblico austriaco". (fonte: AGI)

sabato 12 giugno 2010

Depardieu, il Friuli e il frico

E' il piatto di cui mi parlava mia mamma quando ero piccolo, quello che lei mangiava da bambina nei famosi 'tempi di guerra', buonissimo anche se povero, quando il 'nonno lavorava nei campi' e la nonna 'faceva la fila per il pane'.
Insomma, tutta una serie di frasi anche un po' fatte che però corripondono alla fine a questa meravigliosa semplice ricetta, quella del frico, piatto tipico del Friuli, di cui sono felice che anche una persona che mi ha sempre 'intrigato' come Gerard Depardieu abbia saputo il vero valore intrinseco.
Leggi l'articolo del Corriere Canadese