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giovedì 30 aprile 2026

Milano Design Week: Santambrogio, il vetro che 'te dominet Milan'

Una notte sui tetti... e il vetro (foto Bordignon)
Il Salone del Mobile non è soltanto la più grande vetrina internazionale del design: è il luogo in cui i brand costruiscono identità, visione e riconoscibilità. Per un marchio come Santambrogio|Milano, che ha fatto della trasparenza e della purezza del vetro il proprio linguaggio, presentarsi in una cornice milanese significa riaffermare un’appartenenza profonda alla città che ne ha visto nascere la filosofia progettuale. Esporre a Milano, nel cuore della capitale mondiale del design, non è un semplice appuntamento fieristico: è un gesto culturale, un dialogo con un pubblico che riconosce la qualità, la ricerca e l’innovazione come valori imprescindibili.
In questo contesto, al settimo piano (con tanto di terrazzo) di una storica abitazione nella zona di Brera, ha preso forma la nuova collezione di sedute in vetro disegnata da Ennio Arosio per la linea Simplicity, un progetto che prosegue la riflessione di Santambrogio|Milano sul rapporto tra materia, forma e percezione. Aperitivo al tramonto, fra le trasparenze dei vetri, osservare il Sole scivolare oltre le montagne e i grattacieli che circondano la città, una fortuna per pochi eletti. 
La poltrona, pensata come elemento singolo, si estende anche alla versione divano in diverse misure, adattandosi a contesti residenziali e contract.
Il vetro come linguaggio progettuale, capace di unire rigore e leggerezza, precisione e immaginazione.
Santambrogio|Milano definisce questo approccio come “il profumo del vetro”, un’essenza più che una firma formale.
Dal debutto al Salone del Mobile del 2003 con la prima cucina interamente in vetro, fino alla collezione Simplicity del 2004 e al progetto architettonico The Glass House, il brand ha costruito una linea visiva fondata su trasparenza, essenzialità e controllo dello spessore come segno identitario. Ogni lastra, ogni bordo, ogni giunto partecipa alla costruzione di un sistema rigoroso.
Un esempio della collezione che ha trovato spazio sui terrazzi di Milano, che la metropoli lombarda sta sempre più riscoprendo, e che anche in questa settimana del design milanese ha accolto visitatori da ogni parte del mondo, regalando scorci di una città che ha saputo regalarsi all'occhio di ama le linee del design, ma anche quelle di una 'skyline' che il mondo invidia.

Altre immagini della terrazza in zona Brera con i vetri Santambrogio (foto Bordignon):


martedì 28 aprile 2026

Milano Design Week: "Il Diavolo veste Prada 2" trasforma la Rinascente in un set

La Rinascente 'veste' Prada (Foto Bordignon)
Milano non è mai stata così cinematografica. Durante la Design Week 2026, la Rinascente ha scelto di trasformare il suo storico 'store' di Piazza Duomo in un omaggio monumentale a Il Diavolo veste Prada 2, attesissimo 'sequel' in arrivo nelle sale italiane questo 29 aprile. Un progetto che unisce moda, design e cultura pop, trasformando l’intero edificio in una vera estensione dell’universo Runway.
Dal 14 aprile al 4 maggio, le vetrine si accendono così di rosso e si popolano di scenografie ispirate al film, mentre due gigantesche décolleté rosse — quasi quattro metri d’altezza, firmate Stefano Seletti — dominano la piazza diventando uno dei simboli più fotografati del FuoriSalone.
Al piano -1, nell’area Air Snake, prende vita la redazione di Runway: l’ufficio di Miranda Priestly, il guardaroba, la passerella, fino a un set fotografico che permette ai visitatori di diventare, per un istante, la nuova copertina del magazine.
Il 23 aprile, Disney Italia e Rinascente hanno celebrato l’uscita del film con un evento di lancio che ha portato nel cuore di Milano oltre duemila ospiti, distribuiti in quattro cinema per l’anteprima italiana. La serata in Rinascente ha richiamato volti noti dello spettacolo, dello sport e del web: da Michelle Hunziker a Roberto Bolle, da Federica Panicucci a Simona Ventura, da Luca Zingaretti a Mara Maionchi, fino a Nina Zilli, Carla Gozzi, Benedetta Parodi e Fabio Caressa.
Il settimo piano dello store ha ospitato cocktail e 'after party', mentre la città si è animata con una speciale edicola pop‑up che distribuisce gratuitamente copie del Runaway Magazine.
Il film, girato anche a Milano, riunisce il cast originale — Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci — e introduce nuovi volti come Kenneth Branagh, Simone Ashley e Lucy Liu. La trama, ancora in parte top secret, segue il ritorno di Andrea Sachs a Runway e il tentativo di Miranda Priestly di reinventarsi nell’era dei social e del fast fashion. Tra le location milanesi scelte per il film spiccano l’Accademia di Brera, la Galleria Vittorio Emanuele II e Villa Arconati, trasformata in una piccola Versailles cinematografica.

Altre due foto Bordignon della Rinascente in versione... Prada:

martedì 28 gennaio 2020

Olio Officina Festival, la nona edizione fra cultura e arte

Luigi Caricato (foto Bordignon)
E' stata presentata a Milano la nona edizione di Olio Officina Festival, il grande evento dedicato all'oro giallo ideato da Luigi Caricato, oleologo salentino che ha eletto Milano come centro della propria attività.
"L'Olio dei Popoli" è il titolo dell'evento di quest'anno, a ingresso libero, degustazioni a parte, che si svolgerà lungo l'arco canonico di tre giorni, dal 6 all'8 febbraio, nella consueta sede del Palazzo delle Stelline. Nulla di più lontana da una fiera dell'olio, la manifestazione prevede assaggi di olio in purezza e in abbinamento, design e arte, gastronomia e rappresentazioni sceniche, senza dimenticare il mondo del marketing e della pubblicità, tutto con un denominatore comune: l'olio, di cui verranno premiate le migliori confezioni e le personalità che maggiormente hanno inciso nell'ambito culturale del mondo olivicolo.
E' lo stesso Caricato a sottolineare: "Il fatto di portare sulla scena non solo i protagonisti del mondo dell'olio, ma anche quelli che lo vivono indirettamente, fa sì che si riesca a creare un concetto importante, l'olio come marcatore culturale, che è alimento, ma anche qualcosa che incide sulla nostra cultura e sul nostro modo di vivere". (tutte le foto di Massimiliano Bordignon)



mercoledì 1 maggio 2019

Nord Light Fashion Show, una giornata che Petrozavodsk non scorderà

Una delle collezioni che hanno sfilato a Petrozavodsk
La favola di Petrozavodsk ha avuto il suo lieto fine. La prima edizione del Nord Light Fashion Show è terminata fra gli applausi, e al di là di ogni più rosea immaginazione. Svetlana Semenova, la mente ma anche il braccio di questo 'numero zero' di un progetto che ha nel mondo della moda il suo punto focale, a fine giornata era come intontita e stravolta dalla stanchezza, quasi incapace di cogliere la grandezza di un evento da lei creato dal nulla, a costo praticamente zero, e che ha portato negli spazi adiacenti all'Università di Petrozavodsk, dove le sfilate si sono svolte, 11 stilisti, 15 collezioni, 60 modelle e oltre 300 persone che si sono accalcate per celebrare quella che rimane una giornata unica e da ricordare per la capitale della Carelia, repubblica russa al confine con la Finlandia.
Alla fine tanta soddisfazione per tutti: per Svetlana, che lentamente ha preso coscienza, con il passare delle ore, dell'eccezionalità del proprio lavoro, dei vari designer, che hanno trovato dopo tanto tempo (per la prima volta, a dire la verità), una scusa e uno spazio per poter, nel vero senza della parola, finire sotto i riflettori, e per le giovani modelle che hanno preso parte alla due giorni (la prima giornata è stata dedicata alle prove). Tutte ragazze che nella vita fanno altro, studentesse, cameriere, segretarie, mamme e casalinghe, ma che per due giorni hanno vissuto la magia della fashion e del carpet, trasformando in realtà, per molte, il sogno di una vita.
A essere sinceri, forse non tutte le collezioni erano di prima qualità e il legame con la tradizione si è fatto anche troppo sentire, penalizzando le novità. La cosa importante, però, era cominciare, tracciare una linea fra ciò che non c'era mai stato in una città in cui esiste un enorme potenziale di giovani ma dove è necessario fare ancora passi avanti per uscire dal passato. Svetlana Semenova, e tutti coloro che hanno preso parte a questa giornata incredibile, lo hanno capito. (tutte le foto di Massimiliano Bordignon)





giovedì 13 luglio 2017

La treccia femminile torna a infiammare la moda

Lagertha e Aslaug, fiere e bellissime nemiche in "Vikings"
La treccia torna di moda fra le capigliature femminili, e io sono felice. L'ho notato già da un paio di anni, forse meno. Al bar, all'Esselunga, per strada, sui tram. Un modo di agghindare i propri capelli fra i più sensuali e parte della millenaria storia dell'uomo. Tanto più importante perché la treccia (o le trecce, senza la 'i', nel caso ce ne siano almeno due) fa scivolare la mente al passato medievale (o ancora più antico) in cui i popoli europei, in particolare quelli germanici, la utilizzavano, almeno secondo quanto possiamo vedere in alcuni film e telefilm, fra cui il favoloso "Vikings" e le due meravigliose Lagertha e Aslaug. Un passato di popoli fieri, capaci di conservare la propria identità.
Ecco, la treccia (da non confondersi con le riprovevoli treccine rasta che, ovviamente, nulla hanno a che vedere con la nostra cultura), di cui pure l'origine non è per niente europea (come leggerete più sotto) riporta alla mente il nostro comune retaggio.
Secondo Wikipedia "La treccia come capigliatura risale al periodo egizio fino al 4.000 a.C. Prima ancora fu sviluppata nell'Africa occidentale come status sociale nelle tribù. Dato il tempo per creare tali acconciature, si creava socialità tra le donne locali. L'arte la si apprendeva in giovinezza guardando le donne più anziane. L'etimologia della parola treccia non è chiara, potrebbe derivare dal greco tricha (in tre) o dal latino tricae (viluppo), trinus (di tre) o trix (capello)".
La cosa che però balza all'occhio più di tutto è il senso di ricerca e di stile, che prevale e ammalia in un mondo triste e sempre più uguale dove tutte le donne, così come gli uomini, tendono alla scelta più facile e accettata al pensiero dominante: svegliarsi al mattino e pettinarsi come capita. Ora però l'invito è: non fatevela tutte!

venerdì 30 giugno 2017

Wall of Dolls, perché le donne non sono bambole

Jo Squillo, ex cantante punk e ora energetica show woman nel campo della moda, e Giusy Versace, atleta paralimpica. Sono state loro a comporre l'energia totale e devastante di una giornata contro il femminicidio e la violenza, andata in scena a Milano in via De Amicis. Protagoniste molto curiose, bambole provenienti da ogni parte del mondo. "Wall of Dolls" il nome dell'iniziativa, protagonista il muro letteralmente coperto dalle bambole infilzate negli ultimi anni, ciascuna simbolo di una donna violata.
Ma tanti sono anche i modelli affissi all'interno della struttura, donati da grandi stilisti di moda come la griffe Costume national e poi Alberta Ferretti, Laura e Lavinia Biagiotti, Elena Mirò, Ermanno Scervino, Eva Cavalli, Fausto Puglisi, Salvatore Ferragamo, Carlo Pignatelli e Vivienne Westwood. E a corredare il tutto anche una installazione a base di specchi con un effetto ottico tutto particolare.
Alla giornata hanno preso parte varie associazioni cittadine e di difesa delle donne, artisti, musicisti e una dj di origine australiana. E alla fine, parlare con Valentina Pitzalis, il volto distrutto dal fuoco di un compagno 'arrabbiato' ma ancora intatta la voglia di non mollare. Una giornata da ripetere, o una prima volta obbligata per quelli che pensano che, in fin dei conti, le donne altro non sono se non... bambole. (foto Massimiliano Bordignon)



mercoledì 21 giugno 2017

ArchitectsParty 2017, l'aperitivo si fa in studio

Porte aperte da parte degli architetti, in una serie di incontri 'a  misura d'uomo': a Milano dal 21 al 23 giugno un gruppo di importanti studi di architettura consentiranno agli appassionati di settore e agli addetti ai lavori di poter fare ingresso all'interno dei propri spazi, location creative spesso accessibili a pochi: si tratta di ArchitectsParty 2017.
Se per i semplici appassionati sarà semplicemente una nuova e interessante occasione di nuove conoscenze, per gli architetti stessi sarà fondamentale aprirsi a nuove realtà industriali e nuovi possibili investitori. Proprio recentemente, durante l'ultimo Salone del Mobile, si è notato come, a fianco delle note archistar, i cui stand brulicavano di curiosi, ottimi designer restassero solitarie raminghi a osservare le proprie creazioni sconsolati. E tutto per quella mancanza di immagine e comunicazione, fondamentale in questo settore.
Infine, ai partecipanti verrà consentito di esprimere un voto sulla serata più divertente, per assegnare infine gli ArchitectsParty Awards.

domenica 28 giugno 2015

Art Design Box, tutto pronto alle porte di EXPO

Si chiama Art Design Box, e dal 1° luglio aprirà i battenti a Rho, proprio davanti all'ingresso dell'EXPO (per la precisione in via Achille Grandi 50, in corrispondenza dell'uscita della metropolitana).
Ci sarà insomma il mondo a passare e a fermarsi presso questo luogo innovativo ideale per aziende e tutti coloro che desiderano una 'location' a pochi metri dall'Esposizione Universale e dall'ingresso della Fiera, nata in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Brera assieme ad ADI, Scavolini e Faber.
Ma cos'è Art Design Box? Si tratta di uno spazio multimediale in grado di promuovere arte, design industriale e prodotti, con un focus fortemente orientato verso il 'food' lungo tutto il periodo di EXPO. Con tanto di eventi, team building, corsi di formazione, area espositiva temporary, spazi per riprese video e tv, con integrato un ampio teatro di posa.

Pronti via, si comincerà subito con una mostra fotografica, "Expose You, metti in mostra i volti del futuro", con protagonisti venti 'trend setter' metropolitani giovani, interessanti, multietnici e fortemente popolari sui social network. Stampe e quadri in un elegantissimo bianco e nero e in grande formato, per mettere in mostra la Milano (e l'Italia) del futuro attraverso le sue persone e i suoi futuri protagonisti.

Dall'arte alla cucina il passo è breve, e anzi le due cose si incroceranno proprio in Art Design Box, dove uno speciale calendario fatto di eventi artistici si integrerà a una scuola di cucina per scoprire tutti i segreti della gastronomia italiana, spaziando dai piatti tipici a quelli del benessere, dai dolci allo street food, per assaporare il vero gusto del Made in Italy grazie a una serie di appuntamenti golosi, per la precisione venti, fino a ottobre, con tanti showcooking che prenderanno vita nella cucina Motus di Scavolini, firmata da Vittore Niolu, uno spazio multitasking, ritrovo intimo per la famiglia e al contempo ambiente dedicato alle relazioni e alla convivialità.

In occasione della sua apertura, l'Art Design Box ospiterà il Lama Gang Chen Rimpoche, e a settembre la mostra delle reliquie del Buddha e l'Arte Sacra Tibetana.
Tutto il ricavato andrà ad Help in Action, per adozioni a distanza e aiuti a favore delle popolazioni nepalesi.