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martedì 28 marzo 2023

Un trans il massacratore della scuola di Nashville

Audrey Elizabeth Hale, il 'trans' assassino
E' stato identificato l'assassino che ha seminato morte e panico presso la Covenant Presbyterian Church School di Nashville, una scuola elementare del Tennessee.
Si tratta di un trans, un uomo diventato donna, il cui nome era Audrey Elizabeth Hale, in precedenza studente presso la stessa struttura scolastica.
Mentre FoxNews ha messo in evidenza il 'genere' della 'neo donna' nel titolo, CNN ha evitato accuratamente di darne notizia, almeno nell'apertura del proprio sito.
Il capo della polizia di Nashville, John Drake, ha affermato che la Dale avesse già organizzato in precedenza il delitto, scrivendo addirittura un 'manifesto' d'addio. Avrebbe inoltre espresso il proprio risentimento e odio per avere dovuto frequentare, in passato, proprio una scuola cristiana. 
Presso la sua abitazione sono state anche ritrovate almeno tre mappe con le descrizioni della sua scuola e della sorveglianza.
Il trans, che durante la sparatoria ha ucciso sei persone, tre ragazzini e tre adulti (fra cui il preside dell'istituto), aveva con sé due fucili a ripetizione e una pistola, e si è reso protagonista anche di un conflitto a fuoco con la polizia, prima di venire abbattuto.

sabato 24 settembre 2022

Teorie gender, dagli italiani un 'no' chiaro e forte

Essere 'trans', un'anomalia che il mondo moderno vuole normale
Un 'no' chiaro e forte alle cosiddette 'teorie gender'. E' quello che emerge da un sondaggio nazionale presentato in Senato e commissionato da Pro Vita & Famiglia.
Focus puntato su cosa pensino gli italiani dell'ideologia 'gender' e del suo impatto su società, scuola e minori.
Dal sondaggio emerge innanzitutto che appena il 32% degli italiani si dice d’accordo con le 'teorie gender'.
Il 60% ritiene che un uomo che si 'senta' donna non possa competere negli sport femminili, e il 51% che non possa usufruire di bagni, spogliatoi, docce e luoghi riservati alle donne.
Per quanto riguarda l’impatto della teoria gender in ambito scolastico, il 58% degli italiani considera sbagliato sostituire le parole padre e madre con genitore 1 e genitore 2 sui documenti. Ben il 79% degli italiani difende inoltre il diritto dei genitori di scegliere come educare i figli su temi inerenti sessualità e affettività. Addirittura l’81% ritiene che le scuole debbano preventivamente informare e coinvolgere le famiglie in caso di corsi o progetti su questi temi.
Rispetto alla cosiddetta 'carriera alias' (secondo cui la scuola tratta uno studente o una studentessa sulla base della cosiddetta identità di genere auto-percepita e non in base al sesso biologico), la conoscenza da parte degli italiani è ancora molto limitata (16%). Fra chi la conosca, tuttavia, il 44% si dichiara contrario e il 37% a favore (il 19% non sa).
Infine - dato importantissimo - la netta maggioranza di italiani (66%) si esprime contro la possibilità che un minore 'confuso' sulla propria identità sessuale possa iniziare terapie di transizione di genere (cioè di cambio di sesso) assumendo farmaci ormonali che interferiscano col suo naturale sviluppo sessuale o addirittura subendo interventi chirurgici che possano irreversibilmente menomare la sua integrità fisica. Anzi, il 75% ritiene che, in questi casi, il minore dovrebbe poter ricevere assistenza psicologica per riconciliarsi con il sesso biologico.
Dati fondamentali che fanno comprendere come, anche in questo caso, i centri del governo nazionale siano lontanissimi dal modo di essere e di pensare degli italiani, schiavi di quell'ideologia 'woke' che da fin troppo tempo sta devastando i Paesi anglosassoni.

mercoledì 28 ottobre 2009

Ma che se ne andassero un po' tutti affan' culo...

Tempo notturno, tempo di sproloqui, anche perché è da un po’ che non ne faccio, e questo Canada wasp e puritano rischia di ficcarmi in testa che bestemmie e cattivi pensieri non s’hanno da dire, fino alla realtà dello psicoreato. Che comunque, nell’Italia vaticana, è di moda da tempo. La Sinistra malsana si ricorda di vergarsi duramente solo su questioni di lana caprina, esponendo il suo Marrazzo al pubblico ludibrio per essersi sbattuto qualche trans con tanto di filmino. Posso rimproverare il ‘bigolauz’ solo per la scelta del trans, che giudico un po’ troppo ‘spettacolare’… dalle parti di casa mia, a Milano, in via Cenisio, ce ne sono alcuni veramente fantastici… con molto meno ci si potrebbe fare party luculliani e orge catulliane e pure qualcosa d’altro che finisca con la parola ‘ano’…

VOI DAVVERO PENSATE CHE LA GENTE CREDA ALLE DIMISSIONI DI MARRAZZO COME A QUALCOSA CHE SIA FIGLIO DELLA SUA MENZOGNA E DEL SUO PATETICO (CATTOCOMUNISTA) NEGARE TUTTO?
Cito Daniele Capezzone e un suo ‘status’ di Facebook (mi onoro della sua amicizia di vecchio radicale): “Daniele Capezzone ha mille motivi di dissenso da Marrazzo, e spera che la prossima primavera non sia più Governatore del Lazio. Ma oggi gli esprime solidarietà. La polemica va fatta sulla politica, non sui ricatti e sulla violazioni della privacy. Cosa che la sinistra dovrebbe ricordare sempre, non solo quando le fa comodo”.
A volte mi viene perfino la sensazione che a silurare il marito di Roberta Serdoz (che un po’ lo stile ‘cavallona’ del trans ce l’ha, prendetelo come un complimento), siano stati i suoi stessi compagnucci di partito, ansiosi di poterlo costringere alle dimissioni per creare “un’alternativa a sinistra” del puttanesimo e del lasciare ‘eroicamente’ il cadreghino. Come se gli eventi ‘privatissimi’ che si è concesso Silvio a casa sua fossero pane per la ‘monnezza televisivo-mediatica del ‘Grande Fratello’ rosso.

Tant’è, come per Silvio, anche di costui mi schiero al fianco. Però, cristo, non andare a Montecassino. Orsù, Piero Marrazzo, organizza un’altra festa e non vergognarti di volere ed esigere semplicemente di vivere! Saranno benvenuti trans, gay, lesbo, etero e animali di varia specie, in una grande arca del sesso, che tanto roderà e farà impallidire dal livore beghino i pretonzoli in stile Rosy Bindi. Comunque sia, in culo alla balena!... ops, si potrà ancora dire? ;-)))