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mercoledì 22 aprile 2020

Galliani: "Ritornare a giocare? I tempi li darà il virus"

Adriano Galliani
Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, ma storico dirigente del Milan che dominò il calcio italiano fra il 1990 e il 2010, ha parlato a Telelombardia, intervistato da Fabio Ravezzani, direttore della rete.
Sulla ripresa della Serie A di calcio: "I tempi li può dare solo il virus. Bisogna capire cosa succede con questa curva, i contagi in Lombardia aumentano e l'Italia è molto diversa da regione a regione. Il 4 maggio molte persone si potranno muovere, ma con accorgimenti tali che non c'entrano nulla con il mondo del calcio. E quando si comincerà a toccare un pallone - ha proseguito Galliani -, come dice il mio amico Max Allegri, da lì in poi ci vorranno almeno quattro settimane, perché altrimenti i giocatori si infortunano. Comincerà un vero e proprio nuovo campionato, e siamo fermi da tre mesi".
Sul futuro incerto delle squadre di calcio di Serie B e C: "Strasalteranno per aria. Con l'indebitamento che già hanno i club e la perdita dei ricavi delle televisioni, la situazione diventerà drammatica. Mancano ancora molte partite e i soldi delle coppe europee sono ancora da distribuire. Se alcuni 'top club' non finiscono i campionati rischiano davvero la bancarotta, perché non hanno più ricavi". Galliani fa due esempi: "Il solo negozio del Barcellona fattura più di 50 milioni euro all'anno, il museo del Camp Nou è il secondo museo di Spagna". E ancora: "Le squadre di Serie B e C non hanno assolutamente le risorse per ricominciare il campionato, se non quando la situazione si sarà normalizzata, perché non possono seguire protocolli che sono costosissimi. Per la Serie A, visti i ricavi elevati, ci sono dei costi che si possono affrontare, in C non ci sono ricavi, in B ce ne sono pochissimi".
Ecco la soluzione sul futuro prospettata da Galliani: "Non vogliamo (parla del Monza in riferimento alla promozione in Serie B, ndr) nessuna vittoria a tavolino. Un bel giorno si ricomincerà a giocare e bisognerà ripartire da dove ci siamo fermati".
Galliani ha poi risposto a una serie di domande legate alla sua ultradecennale esperienza al Milan: "Con tutti gli allenatori ho avuto un ottimo rapporto, li ho sempre difesi". Quindi due stoccate alla Juventus. La prima: "Nel 1990 avevo preso Baggio. Poi cosa è successo? E' successo che è andato alla Juventus". La seconda ala domanda se ritenesse la Juventus veramente favorita dagli arbitri: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere". Nessun dubbio su quale sia stato il più forte giocatore che abbia vestito la maglia del Milan: "Non ho dubbi. E' stato Marco Van Basten". E nemmeno su quale sia stata la decisione più contrastata fra lui e l'allora presidente rossonero Silvio Berlusconi: "Convincerlo a non prendere Borghi e a prendere Rijkaard".

venerdì 18 giugno 2010

Fumata bianca in via Turati...

E' arrivò il grande giorno. Proprio mentre stavamo per intonare il 'de profundis' dell'ennesima stagione mal preparata dal Milan, ecco che, meglio tardi che mai, arriva la notizia dell'accordo raggiunto fra la società rossonera e Massimiliano Allegri. Comincia così il dopo-Leonardo, tecnico gentile e anche parecchio bravo che ha tenuto il Milan in piedi per un anno dopo l'addio a Carlo Ancelotti, andato a mietere trionfi in terra d'Albione
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giovedì 17 giugno 2010

Caro Milan, c'è poco da stare... Allegri!

Quando l'importante è la pianificazione. Il Milan di questi tempi vive una situazione di pieno caos. Massimiliano Allegri, da tutti dato come prossimo tecnico rossonero, potrebbe non arrivare più. Se ne era già parlato, si erano sentite le prime voci, ora potrebbe arrivare l'amara realtà. Non una bocciatura della società milanista, sia chiaro, ma la scelta, opinabilissima, del Cagliari. Decisivo a questo punto sarà un incontro fra Adriano Galliani e
Massimo Cellino
, atteso a Milano nei prossimi giorni. I due hanno ottimi rapporti, ma in via Turati genera qualche nervosismo l'atteggiamento del presidente del Cagliari che, allontanato Allegri nel finale di stagione per qualche screzio, ora temporeggia e non lo libera in una sorta di rivalsa.
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sabato 27 giugno 2009

Dopo il 'presidente operaio', finalmente ritorna anche il 'Milan operaio'... ma a me piace così...

Adriano Galliani a valanga, come sempre. Tanto bistrattato, lo ‘Zio Fester’ è davvero molto meglio di come molti lo vogliono dipingere. Lavoratore infaticabile, simpatico, cordiale, e sincero oltre la media di quei personaggi che infestano il mondo del pallone. Il suo (e di Berlusconi) è un Milan che riparte dal basso, anche se c’è ancora troppo che non mi convince.

Però, almeno per quanto riguarda il discorso legato alle comproprietà, non si può dire male della squadra rossonera: riscattato alle buste il cartellino del centrocampista Davide Di Gennaro, rientrato Ignazio Abate, e soprattutto preso a titolo definitivo Gianmarco Zigoni, figlio di quel ‘Zigo Zago’ che condannò il Milan nel 1973 nella storica ‘fatal Verona’...
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giovedì 14 maggio 2009

Berlusconi smentisce "La Repubblica",
Galliani (più o meno) conferma Ancelotti

La vicenda legata alla presunta partenza di Carlo Ancelotti dal Milan rischia di diventare (quasi) appassionante, coinvolgendo, oltre che diversi tecnici di grande valore e società di lato lignaggio, perfino uomini politici di primo livello, come ad esempio Silvio Berlusconi. Il Premier infatti, ha decisamente smentito le frasi attribuitegli dal quotidiano ‘La Repubblica’, secondo cui Berlusconi avrebbe attaccato Ancelotti per la mancata vittoria dello scudetto. “Sento che mi attribuiscono dichiarazioni a destra e sinistra, ma casco dalle nuvole. Ancelotti al Chelsea? Non me ne sono mai interessato".

Più o meno una smentita identica a quella anticipata dall'amministratore delegato della società rossonera Adriano Galliani, sebbene per la stessa stampa inglese Ancelotti avrebbe un precontratto con il Chelsea basato su un rapporto di durata triennale... Continua a leggere su Milano 2.0

mercoledì 13 maggio 2009

Caso Berlusconi-Ancelotti, Galliani smentisce tutto, Gattuso e Kakà si schierano a fianco del tecnico

Adriano Galliani ci ha pensato, ha ragionato bene, e alla fine ha deciso (immagino di comune accordo con Silvio Berlusconi) di smentire le frasi relative a Carlo Ancelotti attribuite allo stesso Berlusconi. "L’ho appena sentito al telefono ed è caduto dalle nuvole" ha detto l’amministratore delegato del Milan riferendosi al Premier, a cui il giornale “La Repubblica” aveva attribuito parole di fuoco nei confronti del tecnico, per alcuni ancora sospeso fra un presente rossonero e un futuro tutto londinese al Chelsea. A Tirana, dove i rossoneri hanno pareggiato 3-3 (per poi vincere ai rigori) l’amichevole con l’Albania, Galliani ha in pratica ‘tappato la bocca’ al tecnico, strappandogli il microfono di mano a precisa domanda.

Intanto la squadra si schiera compatta a fianco dell’allenatore: a sottolinearlo due giocatori simbolo del Milan, Rino Gattuso, tornato in campo proprio a Tirana, e Kakà. "Ho sentito un po' di mal di pancia per l'emozione... Continua a leggere su Milano 2.0

martedì 12 maggio 2009

Berlusconi boom! Siluro alla panchina di Ancelotti

Non c’è pace nel calcio milanese e, tutto sommato, c’è pure una certa carenza di classe. Dopo avere ‘fustigato’ alcune scelte fatte in ‘casa Inter’ sulla difesa a oltranza di quei giocatori che, oltre che giocare (bene) al pallone si dilettano nell’alzare dita e braccia verso i tifosi (propri e altrui) non posso esimermi dal varcare il Naviglio per terminare in quell’autentico ‘cimitero delle buone intenzioni’ che è l’attuale Milan.

La notizia è di stamani e come fonte ha il giornale “La Repubblica” (quindi mi chiedo: sarà attendibile?), però non è poi così improbabile: il Premier Silvio Berlusconi, in visita in Egitto, avrebbe attaccato senza mezze misure l’allenatore rossonero Carlo Ancelotti, mettendo così fine al suo lungo regno di guida milanista: “E’ colpa di Ancelotti se abbiamo perso lo scudetto" avrebbe detto il ‘numero uno’ milanista a un gruppo di turisti che lo avrebbe interpellato al riguardo. E ancora: “Potevamo tenere testa benissimo all'Inter. Molte volte abbiamo davvero sbagliato la tattica. Noi abbiamo tanti calciatori bravissimi nel palleggio e avremmo dovuto puntare su quello, invece abbiamo fatto il contrario".

Mi chiedo: ma ci sarà stato casualmente un giornalista fra i turisti presenti, pronto a sfoderare il bloc-notes? Ma non è finita. Il Berlusconi-pensiero prosegue: "Troppe volte abbiamo preso gol nella parte finale della partita"... Continua a leggere su Milano 2.0

domenica 3 maggio 2009

La 'babbata del giorno' va ad Adriano Galliani: "Senza il ko di Kakà saremmo primi". Ma va là...

La magia del derby di Genova, con il successo del Genoa sulla Sampdoria con il punteggio di 3-1, oscura tutto il resto della giornata calcistica sabato-domenicale. E così si perdono nel nulla le varie amenità rossonerazzurre, con le squadre milanesi entrambi a imporsi per 2-0 sulle rispettive avversarie. Detto dell’Inter, ora passiamo al Milan. Temevo di non avere niente da dire della vittoria della squadra meneghina in quel di Catania, con reti di Inzaghi e Kakà (ma i gol di differenza sarebbero potuti essere molti di più).

Poi per fortuna mi è arrivato in soccorso l’amministratore delegato Adriano Galliani, che ha riempito il pomeriggio con la ‘babbata del giorno’, un premio che andrebbe istituito e che forse istituirò, ma che per oggi, in questa sua prima edizione, si dividono l’antennista di Monza e il marito di Afef (M.T.P.).

Che ha detto di così 'brillante' il buon Galliani? Beh, per lui se i rossoneri sono fuori dai giochi per lo scudetto è tutta colpa degli infortuni: “Il Milan sarebbe primo in campionato se avesse giocato sempre con Kakà... Continua a leggere su Milano 2.0

Il secondo gol del Milan a Catania in versione... inglese

(foto di Massimiliano Bordignon)

giovedì 23 aprile 2009

Il canto del cigno di Sheva nel 5-2 di Budapest

Nel Ferenc Puskas Stadium risuona (inconcepibilmente) la canzoncina ‘Milan, Milan’. Venghino signori, ecchive il Milan giramondo che porta a grandi e piccini la magia del calcio… peccato che in Italia sia fuori dai giochi dello scudetto da mesi. Insomma, cosa non si fa per la pagnotta… I rossoneri si sono imposti mercoledì sera in amichevole (ormai restano solo quelle, sigh) con il punteggio di 5-2 con una Selezione del campionato ungherese denominata Hungarian League Team. E se ‘dalla sud... s’alzeran le bandiere’, Andryi Shevchenko è finalmente tornato al gol realizzando una doppietta. In rete anche Kakà, che ha festeggiato così il suo 27° compleanno, Clarence Seedorf e il giovane uruguayano Tabarè Viudez, un gol per fare capire che in questa stagione rossonera è esistito anche lui. In panchina, a fianco di Carlo Ancelotti, in una inusitata veste di accompagnatore, anche Adriano Galliani.

Ovviamente il test serve anche per fare qualche prova e vedere il futuro (più o meno) rossonero in campo: e così, salutato per sempre il ‘puma’ Emerson (eh, eh), Ancelotti schiera Kalac in porta, mentre in di
fesa spazio a Mattioni e Jankulovski sulle fasce, con Senderos e Thiago Silva centrali. Centrocampo a tre con Beckham, Ambrosini e Seedorf; infine Kakà e Ronaldinho giostrano alle spalle di Shevchenko. A disposizione del tecnico rossonero: Perucchini, Darmian, Flamini, Cardacio, Viudez, Strasser, Furlan, Pasini e Osuji. Nella ripresa entrano Darmian al posto di Senderos e Flamini per Ambrosini. Per qanto riguarda i migliori, da segnalare la bella prova (ma soprattutto generosa) di Shevchenko, bravo anche a destreggiarsi nelle vesti di assistman oltre che di cannoniere. La speranza è che Ancelotti sfrutti anche in campionato il momento magico dell’ucraino, che davvero merita di più da questa stagione. Nel prosieguo di gara altri cambi, con Kakà rilevato da Pasini e Beckham da Cardacio, quindi Kalac lascia spazio a Perucchini, mentre pure Viudez e Strasser prendono il posto di Jankulovski e Seedorf, ed è Sheva a trasformasi in ‘capitano’ per gli ultimi dieci minuti di gioco, un lasso di tempo in cui Ronaldinho riesce a sbagliare un rigore colpendo la traversa e Viudez insacca la cinquina.

Il dopo-gara è tutto un profluvio di complimenti per Shevchenko, come sottolineato da Galliani: “Sono stato contento di rivedere Shevchenko tornare al gol con una doppietta e vederlo segnare indossando la fascia da capitano. Qui in Ungheria abbiamo ricevuto una bella accoglienza, a testimonianza del fatto che il nostro brand cresce in continuazione, non solo in Italia ma anche nel mondo”. Te pareva se non tirava fuori la storia del ‘brand’... diabolico Galliani. E poi arriva un’altra ferale notizia: “E’ possibile che si giochi un’altra amichevole nella settimana in cui si giocherà la finale di Coppa Italia in programma il 14 maggio”. Ecco, vabbeh, andiamo avanti con la mania dei Globetrotters. Però quelli sono veramente i più forti del mondo... Salto Ancelotti che dice normali ovvietà (“Un buon test”...), mentre chiudo con Sheva, ormai autocondannatosi al ruolo di ‘Calimero’ di turno, ovvero il bomber sfigato che nessuno si fila né si filerà mai... “Nonostante questi due gol non credo di mettere in difficoltà il mister. Comunque è sempre una bella emozione tornare al gol, tanto più poterlo fare indossando la fascia da capitano”. Nota finale da parte del cuore d’oro ucraino: “Non reputo questa stagione fallimentare perché mi ha permesso di tornare a essere un calciatore, e quello che accadrà alla fine dell’anno lo deciderà la società, io ho già espresso il mio desiderio: è quello di rimanere al Milan”. Impagabile Sheva, You’ll Never Walk Alone...

IL TABELLINO
Hungarian League Team-Milan 2-5

Marcatori: 7' Rajczi (H), 37' Kakà (M), 47' Shevchenko (M), 57' Tokoli (H), 62' Shevchenko (M), 73' Seedorf (M), 85' Viudez (M).

L'ingresso in campo del Milan a Budapest 'filmato' da un reporter amatoriale

mercoledì 22 aprile 2009

Galliani si arrende e consegna lo 'scudo' all'Inter

Il Milan gioca a Budapest, ma scordatevi la grande Ujpest o il famoso Ferencvaros, che dagli anni ’30 agli anni ’50 fecero tremare il mondo. Si tratta solo di una amichevole con una selezione della ungherese (da tremare i polsi!), ma l’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, che ribadisco, mi pare persona molto più onesta e a modo rispetto alle troppe critiche che gli piovono addosso, ha ammesso e ribadito (ma non ci voleva un genio) che questo Milan non potrà assolutamente impensierire l’Inter nella caccia allo scudetto. Perché, anche in caso di sconfitta dei nerazzurri a Napoli e di vittoria del Milan “i punti di distacco sarebbero sempre sette, ovvero irrecuperabili. Non parliamo di cose che non sono possibili”.
Rimane sempre valida, per Galliani, la ‘scusante infortuni’: “Resta la convinzione che questa squadra senza infortuni avrebbe lottato per lo scudetto, ma gli infortuni ci sono stati, sono stati tanti, quindi vediamo di chiudere al meglio la stagione”.
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venerdì 17 aprile 2009

Galliani 'il brasileiro' chiede più rispetto per Pato, non risponde a Kakà e ignora Adriano

Sono in molti a non amare Adriano Galliani, ma la maggior parte lo fa per moda o per partito preso, tratto in inganno dal ‘physique du role’ dell'amministratore delegato milanista, spesso (giustamente) paragonato ironicamente allo ‘Zio Fester’ della Famiglia Addams, ma ancor più spesso (ingiustamente) incolpato di nefandezze calcistiche difficilmente compiute e soprattutto nemmeno lontanamente provate.

Detto questo, anche oggi mi trovo completamente d’accordo con il dirigente rossonero, che ha lanciato un chiaro ‘J’accuse’ contro il movimento arbitrale italiano, ‘reo’ di lasciar troppo correre i falli commessi su Pato, fatto questo sotto gli occhi di tutti coloro che vedono le partite del Milan... Continua a leggere su Milano 2.0