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domenica 1 agosto 2021

Trofeo Berlusconi, l'ultimo sgarbo di Silvio al Milan

Paolo Berlusconi premia la Juventus (immagine Mediaset)
Chiamatelo l'ultimo insulto di Silvio Berlusconi al Milan. Dopo avere portato la squadra rossonera in cima al mondo, ma dopo anche averla disintegrata, parallelamente ai propri interessi personali, 'sua emittenza' ha deciso di riproporre, sei anni dopo l'ultima edizione, il Trofeo Berlusconi, che da sempre aveva il Milan come principale, e naturale, protagonista, essendo da sempre millantato come 'squadra del cuore' della famiglia brianzola più ricca d'Italia.
Così, quando si è fatta largo la notizia della riproposizione della splendida coppa dedicata al 'fu' papà di Silvio (Luigi, grande tifoso milanista, lui sì, almeno, dato per certo), tutti si erano attesi come partita naturale la sfida tra il presente e il passato della famiglia, ovvero Monza contro Milan, incontro peraltro spesso protagonista delle estati precampionato (si giocò anche l'anno scorso). Invece, complice la contemporanea amichevole del Milan a Nizza, ecco che il Monza, in questo caso organizzatore del trofeo, ha deciso di spodestare i rossoneri e invitare la loro più acerrima nemica, la Juventus. 
Per via dell'amicizia fra Adriano Galliani e Massimiliano Allegri, ha detto qualcuno. Ma un'amichevole tra due società che si allenano a pochi chilometri di distanza l'una dall'altra, la si poteva tranquillamente organizzare in altra data.
Un vero sgarbo. Una macchia, l'ennesima, che va a sporcare la lunga militanza milanista di Berlusconi e dei suoi accoliti, che hanno contribuito in maniera sostanziale alla dismissione della squadra che aveva dominato il calcio mondiale in tutto il primo decennio di questo secolo.

mercoledì 22 aprile 2020

Galliani: "Ritornare a giocare? I tempi li darà il virus"

Adriano Galliani
Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, ma storico dirigente del Milan che dominò il calcio italiano fra il 1990 e il 2010, ha parlato a Telelombardia, intervistato da Fabio Ravezzani, direttore della rete.
Sulla ripresa della Serie A di calcio: "I tempi li può dare solo il virus. Bisogna capire cosa succede con questa curva, i contagi in Lombardia aumentano e l'Italia è molto diversa da regione a regione. Il 4 maggio molte persone si potranno muovere, ma con accorgimenti tali che non c'entrano nulla con il mondo del calcio. E quando si comincerà a toccare un pallone - ha proseguito Galliani -, come dice il mio amico Max Allegri, da lì in poi ci vorranno almeno quattro settimane, perché altrimenti i giocatori si infortunano. Comincerà un vero e proprio nuovo campionato, e siamo fermi da tre mesi".
Sul futuro incerto delle squadre di calcio di Serie B e C: "Strasalteranno per aria. Con l'indebitamento che già hanno i club e la perdita dei ricavi delle televisioni, la situazione diventerà drammatica. Mancano ancora molte partite e i soldi delle coppe europee sono ancora da distribuire. Se alcuni 'top club' non finiscono i campionati rischiano davvero la bancarotta, perché non hanno più ricavi". Galliani fa due esempi: "Il solo negozio del Barcellona fattura più di 50 milioni euro all'anno, il museo del Camp Nou è il secondo museo di Spagna". E ancora: "Le squadre di Serie B e C non hanno assolutamente le risorse per ricominciare il campionato, se non quando la situazione si sarà normalizzata, perché non possono seguire protocolli che sono costosissimi. Per la Serie A, visti i ricavi elevati, ci sono dei costi che si possono affrontare, in C non ci sono ricavi, in B ce ne sono pochissimi".
Ecco la soluzione sul futuro prospettata da Galliani: "Non vogliamo (parla del Monza in riferimento alla promozione in Serie B, ndr) nessuna vittoria a tavolino. Un bel giorno si ricomincerà a giocare e bisognerà ripartire da dove ci siamo fermati".
Galliani ha poi risposto a una serie di domande legate alla sua ultradecennale esperienza al Milan: "Con tutti gli allenatori ho avuto un ottimo rapporto, li ho sempre difesi". Quindi due stoccate alla Juventus. La prima: "Nel 1990 avevo preso Baggio. Poi cosa è successo? E' successo che è andato alla Juventus". La seconda ala domanda se ritenesse la Juventus veramente favorita dagli arbitri: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere". Nessun dubbio su quale sia stato il più forte giocatore che abbia vestito la maglia del Milan: "Non ho dubbi. E' stato Marco Van Basten". E nemmeno su quale sia stata la decisione più contrastata fra lui e l'allora presidente rossonero Silvio Berlusconi: "Convincerlo a non prendere Borghi e a prendere Rijkaard".