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sabato 23 maggio 2020

Toyah, ecco il 'live in salotto' durante il coronavirus

Uno dei momenti del concerto 'casalingo' di Toyah
Mattinata trascorsa ad ascoltare, in parte, il concerto casalingo di Toyah, al secolo Toyah Willcox (Toyah è veramente il suo nome... di battesimo, se mai questo ci sia stato). che, in questi tempi di coronavirus, la cantante inglese ha offerto a tutti i propri fan con un 'live' molto particolare: "Live in Your Living Room" è stato infatti il titolo del collegamento avvenuto sui social, con i vari componenti della band che, ognuno da casa propria, hanno costruito un concerto in cui la cantante ha raggruppato alcune delle sue storiche hit, colonna sonora (forse di nicchia) di alcuni dei momenti più belli del post-punk e della new-wave nei primi anni '80.
Fra una canzone e l'altra, domande e risposte, sempre sui social, con gli ascoltatori e gli altri membri della band.
Ormai splendida donna di 62 anni compiuti la settimana scorsa, la Willcox non si è risparmiata, come del resto ha sempre fatto nella sua stravagante carriera di icona estetica e variopinta, punto di riferimento per gli amanti dell'alternativo a ogni costo, senza però dimenticare la qualità della musica e la bellezza di una fra le voci più caratterizzanti dell'ultimo mezzo secolo.
Leggi anche: Esecuzione 'da casa' per il Coro di Petrozavodsk

La 'locandina' del concerto e, sotto, alcune foto di Toyah in versione punk


venerdì 25 settembre 2009

Aggiornamento 'live' da Amsterdam...

Le incredibili possibilità della tecnica, ma soprattutto della tecnologia, mi consentono questo up-to-date, che mai prima d'ora ho fatto in maniera così tempestiva.
Mentre scrivo sono le 10.53 del mattino, mi trovo ad Amsterdam, atterrato in anticipo da Milano con destinazione Toronto.
Questo aggiornamento è reeso possibile dalla mia (non facile) comprensione su come ci si 'attacchi' a una rete wi-fi... beh, ragazzi, ho pur sempre la mia età...
Ne approfitto per salutare tutti, questo potrebbe essere davvero lo strumento che ci tiene ancorati l'un l'altro visti i costi del telefono. Unisco all'articolo un paio di foto, una relativa a due hostess tipicamente (più o meno) olandesi, e una invece che riprende la vetrata alla mia destra.

Se mi reggo in piedi, e soprattutto se regge la rete, ci si becca stasera dalle parti di Toronto, Beaconsfield Avenue... come dove? Avete presente il Drake Hotel? No? Beh, allora fatemi pensare a qualcos'altro...

PS: un pensiero speciale per una persona che mi ha appena 'spedito' tanti baci...