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sabato 23 maggio 2026

Raise the Colours, la Gran Bretagna rialza la testa contro l'Islam ma nessuno ne parla

Un momento della manifestazione di Londra
L’Europa vive una fase di tensione crescente, segnata da un’immigrazione percepita come fuori controllo e da governi incapaci di dare risposte credibili. Arriva proprio dalla Gran Bretagna, una delle nazioni più tragicamente colpite dall'immigrazione di massa, una delle risposte più chiare, ma anche più censurate, di quersti mesi: si tratta dell'operazione "Raise the Colours", segnata dalle imponenti manifestazioni di Londra e Manchester, durante le quali centinaia di migliaia di persone (secondo le stime aeree) hanno sfilato sventolando la Union Jack o la bandiera con la Saint George's Cross (la Croce di San Giorgio) inglese, mostrando un malessere profondo: cittadini esasperati da episodi di violenza, degrado urbano e trasformazioni sociali che sentono imposte dall’alto. Il messaggio rivolto a Starmer e al sindaco Khan (un nome un programma) è stato inequivocabile: basta minimizzare, basta ignorare le paure reali della popolazione, provocate in gran parte da uno strato sociale che di britannico non ha quasi più nulla.
In questo clima si inserisce la preoccupazione per una progressiva islamizzazione di parti del continente, alimentata anche da attacchi terroristici sempre più frequenti. Il caso di Modena, con l’auto lanciata sulla folla e la volontà dichiarata di colpire italiani cristiani, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione di individui radicalizzati già presenti sul territorio europeo.
Molti osservatori denunciano una politica “progressista” che, nel tentativo di evitare tensioni sociali, finisce per non punire con sufficiente fermezza comportamenti criminali, generando la percezione di una sorta di impunità. L’Europa appare così intrappolata in una “anarchia controllata”, dove l’ordine pubblico si regge più sull’inerzia che su una reale strategia.
Il risultato è un contraccolpo politico evidente: dal 'movimento delle bandiere' in Gran Bretagna alla crescita dell’AfD in Germania, le prime risposte arrivano proprio dalle popolazioni autoctone, che chiedono di recuperare sovranità, identità e sicurezza. È il segnale di un continente che non vuole più essere spettatore passivo del proprio destino.

venerdì 17 aprile 2026

Germania, AfD in testa nei sondaggi: pronto uno storico sorpasso

Il leader di AfD, Alice Weidel (foto da Facebook)
Destra e partiti 'sovranisti' in crisi? In Germania non sembra proprio. Per la prima volta dalla sua introduzione, il Politbarometer del canale pubblico tedesco ZDF registra l’AfD come primo partito nazionale. Lo riporta "Der Spiegel", citando i nuovi dati diffusi dalla Forschungsgruppe Wahlen. Secondo l’indagine, se si votasse domenica la CDU/CSU scenderebbe al 25% (–1 punto), mentre l’AfD resterebbe stabile al 26%, conquistando così la leadership nelle intenzioni di voto. La SPD toccherebbe il suo minimo storico al 12% (–1), mentre i Verdi scenderebbero al 14% (–1). La Linke salirebbe all’11% (+1) e la FDP si fermerebbe al 3%. Il sondaggio è stato condotto fra il 14 e il 16 aprile su un campione di 1.355 elettori.
Secondo "Der Spiegel", non si tratta di un caso isolato: anche YouGov, Insa e Forsa registrano l’AfD come prima forza politica, con un vantaggio particolarmente marcato nel sondaggio YouGov, che assegna al partito il 27% (+1) contro il 23% della CDU/CSU (–3).
Gli istituti demoscopici ricordano che i sondaggi fotografano un momento e non rappresentano previsioni elettorali, soprattutto in un contesto di crescente volatilità dell’elettorato e decisioni di voto sempre più tardive.
Parallelamente, la soddisfazione per il governo federale guidato da Friedrich Merz tocca un nuovo minimo. Nel Politbarometer solo il 27% degli intervistati si dice soddisfatto dell’esecutivo, mentre il 63% esprime un giudizio negativo. Anche la percezione della cooperazione interna alla coalizione è ai minimi: appena il 18% la considera buona, contro il 73% che la giudica negativa.
Il quadro che emerge, osserva "Der Spiegel", è quello di un governo in difficoltà e di un’opposizione radicale che continua a crescere nei consensi, alimentando un dibattito politico sempre più teso.

lunedì 24 febbraio 2025

Elezioni tedesche: AfD trionfa fra i giovani e in Germania Est, i complimenti americani

Immagine tratta dal quotidiano "Libero"
La Destra tedesca, o Estrema Destra, di Alternative für Deutschland, come la dipingono i giornalucoli italiani e quelli legati a doppio filo alla 'demagocrazia' occidentale (praticamente il 95% del totale) trionfa in Germania, raddoppiando i propri volti, e l'Europa si rannicchia impaurita.
Tant'è, Alice Weidel e i suoi eletti tirano dritto, ricevendo innanzitutto i complimenti del presidente americano, Donald Trump e, successivamente, quelli del 'delfino', Elon Musk. Lo ha dichiarato la stessa Weidel nella conferenza stampa tenuta insieme al co-leader del partito Tino Chrupalla: "Appena sveglia, acceso il telefono, ho visto di aver ricevuto chiamate e messaggi dagli Stati Uniti, fra cui anche da Elon Musk, il quale si è congratulato per il fantastico risultato". La Weidel ha poi aggiunto che risponderà immediatamente, e sempre per telefono, a Musk.
Sempre la leader di AfD, fra l'altro lesbica riconosciuta e convivente con una extracomunitaria (alla faccia del presunto razzismo...), ha parlato del grande successo colto soprattutto nei Länder dell'ex Germania Est, dove ha ottenuto il doppio dei voti rispetto alla CDU, assicurandosi 45 dei 48 seggi disponibili.
"Siamo ormai una potenza riconosciuta a livello internazionale, e siamo in contatto con tutti, compresa l'amministrazione Trump" ha aggiunto con entsiasmo la Weidel.
Nel dettaglio, i risultati di AfD nelle regioni orientali della Germania sono un successo ovunque, con un vantaggio più che solido sugli avversari. In Brandeburgo con il 32,5%, seconda forza politica è la Cdu con il 18,1. In Mecklenburg-Vorpommern Afd ottiene il 35%, seconda la Cdu al 17,8%. In Sassonia Afd arriva al 37,3%, seconda sempre la Cdu con il 19,7. In Sachsen-Anhalt il partito di Weidel arriva al 37,1%, con la Cdu che si ferma al 19,2%. In Turingia il miglior risultato con il 38,6%, seconda la Cdu con 18,6%.
Chrupalla è poi intervenuto per sottolineare che anche lui ha ricevuto un gran numero di messaggi di congratulazioni, anche da "due giocatori della nazionale tedesca, specificando che si tratta di due ex giocatori del Bayern Monaco". Chi esattamente, non lo ha detto, ma ora inizierà sicuramente la caccia per identificarli.
Infine, le statistiche sul profilo dei votanti: perché se è vero che l'estrema sinistra della Linke ha visto dalla sua parte il 25% dei giovani under 24, Afd non è assolutamente preferita dai più anziani, come qualcuno preferirebbe far credere. Anzi, a votare per il partito di Alice Weidel è stato addirittura il 20% degli under 24, mentre è stato scelto appena dal 10% degli ultrasettantenni.

mercoledì 31 gennaio 2024

Il delirio immigrazionista di Olaf Scholz spezza il cuore dell'Europa

Olaf Scholz sulla prima pagina della "Bild"
La Germania, sorpresa dall'aumento dei voti della Destra, rischia di spegnere il proprio ultimo anelito di dignità nazionale nella delirante politica di assorbimento immigrazionista del suo cancelliere Olaf Scholz che, tutto preso dal proprio impeto antitedesco, è riuscito a far passare in Parlamento una legge che sveltisce la concessione della cittadinanza agli extracomunitari e consente anche a loro l'ottenimento del doppio passaporto.
In una nazione il cui ceppo etnico è già stato minato alle fondamenta da pesanti migrazioni turche, italiane, arabe e mediorientali, gli 'ultimi arrivati' acquisterebbero gli stessi diritti di chi è tedesco da generazioni, potendo ottenere la nazionalità tedesca in cinque anni, più rapidamente rispetto agli otto attuali, e addirittura in soli tre in presenza di particolari 'meriti scolastici, lavorativi o di impegno civile'. Se non è 'sostituzione etnica' questa...
La Germania, vanto e riferimento del mondo caucasico fino a pochi anni orsono, è ormai ridotta a una scialuppa derelitta di un miscuglio meticciato e informe di popolazioni senza patria, rabbiose, distruttive e senza speranza. Una mescola di sottoculture costrette ad assimilarsi controvoglia, e inevitabilmente destinata a creare attriti insanabili di odio e guerre razziali.
Il tutto, ovviamente, mascherato dalla 'necessità' di disporre di un più ampio numero di lavoratori 'qualificati' (si può immaginare quanto possano essere 'qualificati' i mendicanti in arrivo da Paesi ad alto sviluppo come Marocco o Afghanistan).
L'obiettivo è, invece, chiaro: più ancora dell'inevitabile 'sostituzione etnica' (fine ultimo delle classi dominanti del turbocapitalismo occidentale), c'è la volontà di ampliare la propria base voto, in modo da controbilanciare quella legittima dei tedeschi 'veri' che, ovviamente, si stanno spostando in massa verso posizioni di Destra e antimmigrazioniste. Che, va sottolineato, non sono proprie solo di AfD (Alternative für Deutschland, il partito al momento più a Destra fra quelli del panorama germanico), ma anche della ben più moderata opposizione cristiano-democratica della Cdu-Csu.
Insomma, ancora una volta viene dimostrato come il 'popolo' della Vecchia Europa sia sempre più preda e vittima di squallidi politicanti e 'generali' d'industria, assassini della storia e autori della più grande deportazione (e sostituzione) di massa che la storia stessa ricordi.

domenica 26 febbraio 2023

Guerra in Ucraina: Sinistra e Destra a Berlino unite per chiedere la Pace

Su certi argomenti base non ci dovrebbero essere discussioni di sorta. Pace e guerra, vita e morte, lo sguardo di un bambino, la menzogna di un politico. Cose che non hanno colore, che non possono essere di Sinistra e di Destra.
E, infatti, in migliaia sono scesi in piazza a Berlino per chiedere la Pace, quella con la P maiuscola, fra Mosca e Kiev.
Davanti alla Porta di Brandeburgo a prendere la parola fra gli applausi sono state le due promotrici di una "mobilitazione per la pace": Sara Wagenknecht, notissima esponente della Linke, il partito della Sinistra, e dell'attivista per i diritti delle donne, Alice Schwarzer. E se nel bilancio della polizia a sfilare ci sarebbero state 13mila persone, per le organizzatrici a favore di un negoziato fra le parti in conflitto oggi nella capitale tedesca erano almeno in 50mila.
"Con ogni arma che consegniamo cresce il pericolo di una guerra mondiale!", ha detto la Wagenknecht, prendendo la parola e citando in modo esplicito il rischio che la NATO arrivi a inviare i caccia chiesti da Kiev. "E non è propaganda per Putin questa!", ha aggiunto replicando alle critiche del dibattito aperto da molti mesi nella repubblica tedesca. "Come si può chiudere gli occhi fino a questo punto? Come si può essere così ubriachi di guerra da non vedere il pericolo? Abbiamo bisogno di una disponibilità al compromesso da entrambe le parti", la chiosa.
"Non è il popolo a sbagliare, ma chi lo rappresenta - ha affermato la Schwarzer prendendo la parola - Spero che presto saremo un milione! Ed è meraviglioso che voi tutti siate qui e che vi solleviate per la pace. Quello che viviamo oggi è l'inizio di un movimento civico di cui c'è amaramente bisogno".
Il manifesto per la pace lanciato dalle due donne nelle scorse settimane in vista dell'evento di oggi, a un anno dall'invasione russa dell'Ucraina, ha sollevato critiche e polemiche nel paese di Olaf Scholz ed è stato firmato da 645mila persone.
Lo stesso cancelliere è indirettamente intervenuto, ripetendo nei giorni scorsi il consueto 'mantra' dell'Occidente servile nei confronti degli Stati Uniti: non sarebbe la consegna delle armi a prolungare la guerra, ma "è vero il contrario: quanto prima Putin capirà di non poter raggiungere i suoi obiettivi imperialistici, tanto più velocemente finirà la guerra". Come se il 'conducator' russo potesse spaventarsi per qualche drone o missile in più garantito al regime ucraino, nel momento in cui, fra l'altro, abbia minimamente intaccato il proprio arsenale.
Alla manifestazione berlinese hanno preso parte anche esponenti dell'ultradestra di AfD (Alternative für Deutschland), su posizioni assai vicine alla Sinistra oltranzista, ma Schwarzer e Wagenknecht avevano esplicitamente chiesto di rinunciare a ogni vessillo di partito, nell'intento di promuovere una manifestazione della gente. E così è stato.
(NB: parte della notizia, esclusi i commenti a titolo personale, tratta da servizio ANSA)

sabato 2 ottobre 2021

Elezioni Germania 2021, la Destra tiene e gode all'Est

L'apertura del sito ufficiale di AfD
Sono pochi i giornali ad analizzare il risultato di Alternative für Deutschland alle ultime elezioni tedesche. Un risultato scomodo, sbrigativamente definito 'negativo', a fronte di una perdita di lettori in percentuale abbastanza risibile. Analizzando però alcune fonti, assolutamente non espressione di movimenti conservatori, si vede come il partito che rappresenta la Destra (anche quella estrema) tedesca non solo abbia tenuto, ma si sia anche rinforzato in alcune aree, in particolare della ex Germania Est, a dispetto di quella pandemia che avrebbe dovuto fare recedere i movimenti cosiddetti 'populisti', propugnatori, in Germania, di quella he è stata definita come la 'Dexit', ovvero l'uscita dall'Unione Europea del gigante germanico.
L'"Huffington Post", un sito che certamente di Destra non è, sottolinea: con il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) le urne sono state tutto sommato gentili. AfD, infatti, riesce a restare sopra l′11%: meno del 12,6% con cui quattro anni fa diventò terzo partito, ma un risultato che comunque conferma l’esistenza di uno zoccolo duro paragonabile ai numeri raggiunti dai liberali. Non a caso, i suoi leader sono stati i primi a parlare, subito dopo la diffusione degli exit poll. Il fatto di non essere desiderati in nessuna possibile alleanza di governo li ha sollevati dal dover misurare le parole per provare a corteggiare i conservatori. Secondo "AskaNews", addirittura, l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) ha ottenuto un nuovo risultato storico...: ha estromesso la CDU per la prima volta dal posto di primo partito in Turingia. Un risultato, invece, che è una conferma in Sassonia, dove l’AfD ha ripetuto il successo del 2017. Secondo i risultati ufficiali preliminari, l’AfD ha ottenuto il 24% in Turingia...
Infine "Il Fatto Quotidiano" è diretto nell'analisi del voto: il voto di domenica le ha garantito (ad AfD, ndr) 11 seggi in meno, ma anche 16 mandati diretti nei soli Länder Sassonia, Turingia e Sassonia-Anhalt. Il partito è in grado di intercettare il malessere della Germania orientale rispetto a migranti e UE, ma più in generale verso la riunificazione. E non disdegna legami con movimenti ancora più radicali. A Görlitz il co-leader Tino Chrupalla ha ottenuto il 35,8%: visto il successo alle urne, l'ala destra dell'AfD (ufficialmente sciolta) rischia di diventare sempre più influente.

Un video promozionale di AfD in vista delle elezioni del 2017