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martedì 23 agosto 2022

Fetty Wap si dichiara colpevole per traffico di droga

Fetty Wap
, noto rapper americano, si è dichiarato colpevole davanti alla corte federale degli Stati Uniti di favoreggiamento di traffico di droga e rimane così in custodia in attesa della sua condanna al carcere.
L'artista 31 enne, il cui vero nome è William Junior Maxwell II, conosciuto in tutto il mondo dopo suo successo del 2015 "Trap Queen", era stato citato in giudizio vicino a New York alla fine di ottobre per la sua presunta partecipazione a un vasto traffico di droga a Long Island.
Il rapper si è dichiarato colpevole di favoreggiamento nella distribuzione e possesso di cocaina presso il tribunale federale di Central Islip, nel centro dell'isola di Long Island, a est di New York City.
Secondo la procedura penale americana, il 30enne è stato incriminato da un gran giurì (che partecipa alle indagini e all'atto d'accusa) e poi dichiarato colpevole per evitare un processo. (fonte: AGI/AFP)

domenica 31 ottobre 2021

Colombia, sequestrate due tonnellate di cocaina a Cartagena

Il titolo del quotidiano "El Tiempo"
Maxisequestro di droga da parte della Polizia della Colombia nel porto caraibico di Cartagena de las Indias.
Le forze dell'ordine del Paese sudamericano hanno infatti recuperato ben 2.279 chili di cocaina, secondo quanto riporta il il quotidiano El Tiempo di Bogotà.
L'ingente quantitativo di stupefacente, aggiunge il giornale, si trovava all'interno di un container pieno di merce da esportazione ed era destinato alla città di Rotterdam (Olanda).
Gli agenti di polizia, allertati da alcuni movimenti sospetti, hanno deciso di far passare il contenitore attraverso uno scanner, avendo così conferma dell'esistenza di possibili irregolarità.
A questo punto è stata disposto un controllo fisico della merce stivata nel container che ha permesso, ha dichiarato ai media un portavoce della polizia, "il rinvenimento di 29 casse con all'interno 2.279 pacchetti rettangolari di diversi colori".
Secondo gli esperti, la cocaina sequestrata una volta arrivata sul territorio europeo, avrebbe raggiunto un valore di circa 100 milioni di dollari. (fonte: ANSA)

sabato 25 settembre 2021

L'inutile lezioncina della Lamorgese: mentre stranieri e rave devastano il Paese, si tappa la bocca agli italiani

Luciana Lamorgese (foto Il Fatto Quotidiano)
Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, prosegue con le sue inutili 'lezioncine' fondate sulla sabbia.
Mentre l'Italia viene percorsa da extracomunitari e stranieri in genere che rubano, stuprano e violentano, per non parlare degli italiani che scorrazzano a suon di rave party e spaccio di droga, tipo quelli dei centri sociali (collegati alla parte 'sinistra' del governo cui la Lamorgese è attaccata mani e piedi), la 'ministra' si mette a puntare il ditino sul cosiddetto 'fenomeno dell'incitamento all'odio', ovvero il mondo social, quello in cui si trova veramente di tutto, compresi ovviamente gli insulti smodati che naturalmente sgorgano in un ambiente dove la scrittura libera lascia democraticamente spazio al pensiero di tutti.
Ma per la Lamorgese, invece di affrontare i reali problemi del Paese, è più facile condannare le inezie che, peraltro, sono comunque irrisolvibili, a meno che non si voglia limitare anche le libertà di pensiero e di insultare, che devono essere sempre tutelate, anche se non ci piacciono alcune delle idee che dal web nascono e prosperano.
"Negli ultimi anni il fenomeno dell'incitamento all'odio per motivi di discriminazione è diventato un fenomeno sempre più invadente e corrosivo - dice la Lamorgese -. A favorirlo l'accessibilità delle tecnologie della comunicazione e l'anonimato che la rete offre". Parole vuote, ma che paventano il rischio, in un momento in cui la libertà di circolazione e di scelta sono già pesantemente limitate, di una ulteriore stretta al mondo del web e della libertà di espressione. Un atteggiamento di intolleranza assolutamente intollerabile. 
Personalmente sono favorevole a uno stato di polizia, certamente, ma verso chi delinque e non nei confronti di chi pensa con la propria testa. Si utilizzi pure il manganello contro chi occupa le case e chi danneggia la proprietà privata, non certo contro quei privati che esercitano, pagando le tasse, il proprio diritto a pensare, a disprezzare e perfino a odiare chi li rappresenti, evidentemente, molto ma molto male.

mercoledì 30 giugno 2010

Jennifer Capriati, una vita finita dritta nel buco

A volte vivere e sper vivere è più difficile che morire. Prendete Jennifer Capriati, ormai 'bollata' come drogata e costretta a pagare un 'portavoce della famiglia Capriati' per giustificare un ricovero ospedaliero che, saranno comunque stracazzi suoi, potrebbe essere frutto di una bella e malsana overdose. Non male per un personaggio chiave del mondo dello sport degli anni '80. Se poi pensiamo che questo sport è il tennis, e non il 'favelarissimo' calcio, ecco che la situazione in cui si è gettata la bella, brava e ricca Jennifer è ancora più paradossale.
Newsnotizie racconta: Lacey Wickline, nominato portavoce ufficiale dalla famiglia Capriati, avrebbe smentito l’inquietante notizia rimbalzata per tutta la giornata sui media, riguardante il ricovero dell’ex stella del tennis Jennifer Capriati per overdose. Più volte infatti, la bambina prodigio, nella sua vita, ha avuto a che fare con gli stupefacenti, rimanendone vittima. La notizia di un suo ricovero in ospedale ha immediatamente fatto pensare ad una nuova ricaduta della bambina prodigio del tennis di qualche anno fa nel tunnel della droga - e poi ancora - Tra i tornei in cui ha trionfato anche tre prove del Grande Slam: due volte agli Australian Open e una volta Al Roland Garros di Parigi, su un terreno insidioso come quello della terra rossa. La Capriati conquistò anche un oro olimpico, precisamente a Barcellona 92 e lascio il segno, con il suo incredibile talento e la sua altrettanto sviluppata sregolatezza, in un’epoca tennistica sicuramente molto ricca quanto competitiva.