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sabato 22 novembre 2025

Nordafricani violenti, l'ennesima rissa, stavolta a Ostia

(foto Unsplash / Scott Rodgerson)
Secondo un vecchio adagio, la speranza è sempre quella che, almeno, "si ammazzino fra di loro".
Ma, purtroppo, anche stavolta è andata male. Una rissa tra nordafricani, presso la stazione di Ostia Lido, ha infatti portato 'semplicemente' a due accoltellati, entrambi portati in ospedale (comunque in codice rosso), mentre un terzo uomo ha riportato una ferita lacero-contusa alla testa.
La rissa è avvenuta nel parcheggio davanti alla 'metromare', nel piazzale della stazione.
Indagini e rilievi in corso da parte dei carabinieri di Ostia. (fonte: ANSA)

sabato 7 giugno 2025

Referendum, non regalare agli stranieri violenti una comoda cittadinanza italiana

Cittadinanza facile: lo squallore che ci aspetta
Un'Europa sempre meno europea e sempre più preda della sostituzione etnica costruita con popolazioni provenienti da retaggi quanto meno discutibili, realtà arretrate e culture legate al mesozoico. E' già successo in Gran Bretagna e Francia, sta succedendo in Germania, succederà in Italia.
La Sinistra, sempre più 'strumento' dei poteri che hanno interesse nel distruggere l'intelligenza della forza lavoro qualificata 'bianca', cerca nuova linfa e nuovi voti attraverso il 'regalo' della cittadinanza a una vera e propria 'mandria' di immigrati senza né arte né parte, il cui tasso di criminalità è altissimo e che, negli ultimi ha contribuito in maniera importante alla propria ghettizzazione, dapprima nelle periferie delle città e poi, come un cancro, estendendosi sempre più ridosso a quel Centro che, finora, era sempre più riuscito a mantenersi 'pulito' della loro presenza.
Non andare a votare ai referendum (in particolare a quello sulla cittadinanza) significa dire un chiaro 'NO' alle violenze e ai soprusi continui perpetrati da quella che, da minoranza, sta sempre più maggioranza anche grazie all'inettitudine degli europei prima e degli italiani poi, che consentono a questa gente di mantenere intatti i propri usi e costumi inadatti a sopravvivere in una società civile.

mercoledì 26 febbraio 2025

I clandestini negli Stati Uniti saranno schedati, previste pene severe

L'amministrazione del neopresidente Donald Trump chiederà agli stranieri che si trovano illegalmente negli Stati Uniti di iscriversi a un registro e fornire le loro impronte digitali: sanzioni pesanti per chi non si adeguerà. In pratica dovranno essere schedati.
Una decisione logica ma che, sicuramente, alle permissive latitudini italiche farà storcere qualche naso imbronciato della Sinistra 'buonista'.
L'annuncio, del dipartimento degli Interni, mostra come 'The Donald' continui a voler mantenere la promessa di combattere l'immigrazione clandestina.
Dovranno iscriversi al registro tutti i cosiddetti 'migranti' senza documenti dai 14 anni in su.
"Il presidente Trump e il ministro degli Interni, Kristi Noem, hanno un messaggio chiaro per coloro che si trovano nel Paese illegalmente: andate via - afferma Tricia McLaughlin, portavoce del dipartimento degli Interni -. Dobbiamo sapere chi è nel nostro Paese per la sicurezza degli americani". Una lezione anche per l'Italia e l'Europa. (fonte: ANSA)

domenica 30 luglio 2023

L'assassino di Sofia è di origine marocchina, ma per La Repubblica non fa nulla

La pagina online de La Repubblica con la notizia: dov'è la notizia?
L'ennesimo femminicidio fa poca notizia, soprattutto se a compierlo è il solito straniero o figlio di stranieri.
Perché per qualcuno (come il giornale della Sinistra "La Repubblica"), non è deontologico, non è da buon giornalista, segnalare l'origine dell'assassino.
Difficile dare ragione a questa scelta, se poi la stragrande maggioranza di questi delitti viene compiuta da stranieri o figli di stranieri. Perché poi anche questa diventa notizia nella notizia. Oppure, si perdoni il gioco di parole, anche questo non fa più notizia.
E' un 'italiano di origine marocchina' l'assassino di Sofia Castelli, l'ennesimo crimine sulla persona, dai semplici furti agli omicidi o, meglio, femminicidi. Sarebbe bastato leggere il nome del reo confesso: Zakaria Atqaoui.
L'Italia e l'italiano medio ormai fanno spallucce di fronte alle centinaia di stranieri, in gran parte africani e asiatici, che quotidianamente la stanno invadendo. Questi sono però i risultati, la cosa deve essere chiara a tutti.

giovedì 1 settembre 2022

Giovani 'risorse' scatenate, Modena in balia degli stranieri

La prima pagina de "La Gazzetta di Modena" del 31 agosto
Sono per la maggior parte stranieri, o figli di stranieri, i protagonisti delle cosiddette 'baby-gang'
, in realtà veri e propri delinquenti seriali, che hanno preso di mira Modena, splendida città della tradizione provinciale italiana, quella nella quale ti immagini che il principale problema sia come far coesistere tortellini, ragù e il parmigiano reggiano mal digerito nel nome di due eterne rivali provinciali.
Invece perdura e aumenta la violenza, come al solito per mano delle tanto amate 'risorse' cui le nostre coste continuano a spalancare le cosce italiche senza colpo ferire, accogliendo accoglienti, senza porre rimedio drastico alcuno che, parliamoci chiaro, potrebbe solo passare o dal respingimento 'in toto' degli stranieri che cerchino di arrivare sulla nostra terra, su un attento filtraggio degli stessi (via chi non si presenti con fedine penali immacolate, indipendentemente che possa dimostrare il ruolo d'origine, pena la permanenza eterna su un gommone in alto mare), fino alla prevenzione futura, possibile solo con una eventuale castrazione chimica degli stranieri, in modo da impedire una loro proliferazione smodata, la distruzione del tessuto etnico italico, e il crearsi di quella delinquenza ineluttabilmente legata alla presenza di questi personaggi che, indirettamente, infettano anche la buona creanza dei giovani italiani.
Delle 21 persone al centro dell'inchiesta (che poi cosa significa? Cosa riserverà lo Stato a questa feccia? Immaginiamo il nulla più totale) 14 sono straniere e sette italiane (che poi sarebbe da vedere nome, cognome e origine), tutti fra i 14 e 17 anni (e quindi praticamente impunibili), 34 le denunce.
Due le cosiddette bande coinvolte, dai nomi che nulla sanno di italiano: "Daisan 216" e "Sooz", con quest'ultima che tanto vorrei fosse un derivato di "Socc'mel", tipica espressione emiliana, ma della quale dubito l'apparentamento semantico.
La storia di Modena è la storia della maggioranza delle città italiane. Ormai non è più necessario guardare ai ghetti creatisi nelle metropoli, ovviamente abitati dalle 'risorse', è sufficiente andare nelle ridenti campagne del Belpaese, da Merano in giù, senza tema di smentita.
Servono provvedimenti drastici? Certamente. Quelli proposti in questo post lo sono troppo? Forse. Ma non siamo noi a doverci scusare di un presunto razzismo, sono loro che devono imparare a vivere in una nazione civile.
LEGGI ANCHE:
Nordafricani, arabi, neri: senza fine la violenza straniera in Italia
Capodanno violento in Duomo, la vergogna degli arabi di Milano

sabato 27 agosto 2022

Ebba Busch, il volto della Svezia che dice stop all'immigrazione

Ebba Busch (foto Wikipedia)
Ebba Busch
è uno dei volti nuovi del centrodestra europeo, sebbene nella sua terra, la Svezia, sia nota già da tempo come membro di spicco del partito Democratico Cristiano (Kristdemokraterna).
E' la sua voce a ergersi imponente dopo l'ennesimo episodio di violenza andato in scena in terra svedese, a Eskilstuna, dove una donna e un bambino sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. La sparatoria sarebbe avvenuta in un parco giochi e la polizia sta indagando per tentato omicidio. Le vittime sono state portate in ospedale e le loro condizioni sarebbero stabili.
Immediate le reazioni dei politici di tutti i principali partiti svedesi. Ma se la prima ministra socialdemocratica, Magdalena Andersson, ha dichiarato che "sparare contro un bambino non è mai un fatto individuale, ma un attacco a tutta la società", Ebba ha criticato l'operato del governo nel ridurre la violenza: "Dobbiamo riportare il senso di sicurezza: la Svezia ha bisogno di un nuovo inizio", ha scritto u Twitter.
La Svezia andrà al voto l'11 settembre e la campagna elettorale continua. I temi della violenza e della lotta alla criminalità sono tra i più caldi nel dibattito politico del Paese scandinavo. (fonte ANSA)
Un problema presente nelle società scandinave da anni, complici l'enorme afflusso di immigrati afromediorientali: nel 2015 i 163.000 richiedenti asilo ricevuti nel 2015 dal Paese (la cifra più alta pro capite dell'Unione europea) avevano messo in ginocchio il sistema di accoglienza svedese (fonte AGI).
E, nel cercare di reprimere la montante violenza, la Destra (subito definita 'razzista' e 'xenofoba' dai benpensanti della Sinistra 'buonista'), secondo il sito transform-italia.it imperverserebbe 'la retorica “legge e ordine”: la ricetta consiste nell’aumentare personale e dotazioni delle forze dell’ordine e nell’inasprire le pene; qualcuno (la leader del Cristianodemocratici, Ebba Busch) si spinge fino a chiedersi perché la polizia non abbia usato il pugno di ferro (leggi: aprire il fuoco) per reprimere i violenti'. (fonte transform-italia.it)
Già. Spesso ce lo si chiede anche in Italia: perché, invece di importare criminalità, non si operi con le cesoie in anticipo, rispedendo al mittente i carichi umani scaricati sulle nostre coste quotidianamente a bella posta per inquinare il tessuto etnico-sociale europeo.

Ebba, lo splendido volto della Destra rampante europea

venerdì 11 febbraio 2022

Immigrati di seconda generazione, il virus colpisce anche Merano

La pagina dell'"Alto Adige" dedicata ai pestaggi di Merano
Ormai è un virus inarrestabile: quello degli immigrati, in particolare i cosiddetti 'immigrati di seconda generazione', quelli che all'anagrafe compaiono in maniera quasi comica sotto la voce di 'italiani' quando di 'italiano' non hanno nulla, né le fattezze fisiognomiche, né la cultura sociale e storica legata al nostro Paese (o tanto meno all'Europa), degradati in un contesto umano che li vede autoghettizzarsi in una società che ha preteso, nel nome di una finta globalizzazione, di accoglierli, per poi ritrovarsi nella totale incapacità di educarli, per via culturale o legale.
Non è necessario, purtroppo, restare nel fango delle metropoli (vedi, fra tutti, i fatti di Capodanno a Milano, vero e proprio vaso di Pandora dopo il quale il bubbone è scoppiato) per trovare questa umanità senza né arte né parte, cellula cancerosa che ha ormai infettato anche i paesini e le valli delle regioni in cui mai penseresti di ritrovarteli di fronte e, nei quali, magari, desidereresti trovare persone ancora legate al mondo legato alle origini del nostro passato, arcaico, contadino e dialettale, quella campagna che dovrebbe rappresentare un porto sicuro, il centro delle tradizioni dei nostri padri, anch'essa caduta nelle mani di questa 'pastura' di presunti italioti.
E mentre c'è chi blatera, al solito, di 'disagio giovanile', ecco che l'ultimo esempio arriva da Merano (vedi foto tratta da una pagina interna del quotidiano "Alto Adige"), città di stirpe germanica, anch'essa invasa da questi stranieri assimilati. Ma recentemente era successo a Padova, altro feudo che, nella mia mente, dovrebbe essere roccia e garanzia del mio passato familiare, stravolto da un pericoloso futuro di assimilazioni imposte dal degrado di un mondo moderno che annulla le differenze e le particolarità dei popoli, nel nome di una inconcepibile eguaglianza.

sabato 22 gennaio 2022

Stranieri violenti: maghrebino arrestato per stupro a Milano

'Risorse' ancora protagoniste nel nostro Paese: questa volta di scena un extracomunitario di origine magrebina, senza fissa dimora e con precedenti di polizia, ritenuto responsabile di violenza sessuale e rapina aggravata commessi lo scorso 21 dicembre a Segrate, ai danni di una 40enne del luogo.
L'indagine è scaturita dalla segnalazione della donna che quella sera, intorno alle 23.30, stava rientrando presso la propria abitazione di Segrate quando a un tratto, dopo avere parcheggiato l'auto in garage, è stata avvicinata, nell'ascensore del suo condominio, dallo straniero che, dopo averla percossa e minacciata di morte, l'aveva costretta a subire un rapporto sessuale orale e completo. Nella circostanza l'uomo le aveva anche rapinato il cellulare e la somma di 30 euro.
La vittima, in stato di shock, riusciva successivamente a rientrare a casa e a chiamare i Carabinieri i quali sono subito accorsi per raccogliere il suo racconto attivando le indagini, partite dalla descrizione fornita dalla persona offesa e dall'analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona.
L'uomo, Ayoub Gerrad, 27 anni, era sbarcato a Lampedusa nel 2016, uno dei tanti accolti a braccia aperte dai 'buonisti' di casa nostra, cui ora potrà rivolgersi la donna di Segrate per 'ringraziarli' della violenza subita. Gerrad nel 2018 aveva già subito una condanna a tre anni e quattro mesi a Brescia. Poi arresti e denunce per violenza, minacce, resistenza, oltraggio e danneggiamento. L’8 settembre 2021 l’ultimo ordine di allontanamento, ovviamente mai eseguito, in quanto il Marocco ha bloccato i voli di rimpatrio. E una serie di rapine erano state effettuate fra Monza, Sesto San Giovanni e Milano anche dopo la violenza sessuale.

mercoledì 19 gennaio 2022

Salvadoregno abusa della figlia 15enne, arrestato a Milano

Una 15enne latina festeggia la 'Quinceañera'
Non si fermano i casi di violenza collegati agli stranieri residenti a Milano. In questo caso protagonista un quarantaduenne salvadoregno finito in carcere su ordine del gip Alessandro Di Fazio per abusi sessuali alla figlia quindicenne.
Un'accusa terribile, documentata attraverso l’audizione protetta della minore, che ha testimoniato come l'uomo, dall'estate 2019 sino allo scorso mese di novembre, si sarebbe reso autore di frequenti condotte violente nei confronti della giovane, nonché di ripetuti atti sessuali culminati in condotte di auto ed eteroerotismo e palpeggiamenti, il tutto approfittando dei momenti di assenza della madre.
Le indagini dei Carabinieri della compagnia Duomo erano scattate lo scorso 31 dicembre, quando la quindicenne aveva chiesto alla datrice di lavoro della madre dove poter denunciare il padre che "le faceva delle cose brutte come un fidanzato brutto di notte". Poi lo scorso 12 gennaio è scattato il fermo quando il quarantaduenne aveva acquistato un volo aereo di solo andata per El Salvador.
Da parte sua, l'uomo ha tentato di difendersi: "Mia figlia si è inventata tutto solo perché delle volte le ho tolto il cellulare". Una versione ritenuta non credibile dal giudice. "Non sussistono ragioni - si legge nell'ordinanza di convalida del fermo emesso dal pm Alessandro Gobbis - per dubitare della veridicità delle dichiarazioni rese dalla vittima, alla luce della coerenza e della spontaneità che le ha caratterizzate e dall'assenza, dall'altra parte, di riscontri da quanto riferito dal padre".

lunedì 10 gennaio 2022

Silvia Roggiani, prima i commenti deliranti, poi il vittimismo

Silvia Roggiani (foto profilo Facebook)
Non sarebbero nemmeno da commentare le parole di Silvia Roggiani, ennesima piddina 'buonista' abile solo nel parlare a vanvera guidata da confuse prese di posizione demagogiche o dalla malafede di una cecità politica a caccia del voto di turno.
Allucinante e vergognosa la sua intervista rilasciata alla sezione milanese del quotidiano "La Repubblica" (e chi altri, se no?), in cui definiva le violenze subite da diverse ragazze nel centro di Milano la notte di Capodanno "figlie di una cultura troppo patriarcale della nostra società".
Insomma, in pratica la colpa sarebbe nostra, dei nostri genitori e dei nostri nonni, di coloro che, forse la signora Roggiani, in preda ad acuto delirio non lo sa, ci hanno invece insegnato il valore del rispetto e della democrazia. Quella stessa democrazia che, a furia di 'accoglienza indiscriminata', sta cadendo maciullata sotto i piedi di chi, invasore, non ne conosce né il valore né il significato.
Più che giustificata e logica la reazione del 'leghista' Alessandro Morelli che, sui'social' aveva così commentato: "Fanno arrivare qui decine di migliaia di persone senza alcun controllo né preoccupazioni su come possano integrarsi, poi però se succede qualcosa è colpa della 'nostra società' (?) e del 'patriarcato'. Ma per favore!". Normali schermaglie politiche, ma parole inappuntabili.
Nasce da questo innocuo post il piagnisteo della Roggiani che lamenta insulti e minacce sui propri 'social', lamentazioni ovviamente riprese dalla stampa compiacente, la medesima che si diverte, al contrario, nel fare gara all'insulto, ignorandone le conseguenze, contro 'donne di Destra' come Silvia Sardone e Susanna Ceccardi, contro cui le minacce di stupro si trasformano spesso in auguri di morte.
L'importante è sapere con chi si ha abbia a che fare. Da quelle parti usa così. Ogni mezzo è buono per colpire l'avversario. Ma, anche stavolta, ed è l'ennesima, si è abbondantemente pisciato fuori della tazza. Non facile per una donna.

sabato 25 settembre 2021

L'inutile lezioncina della Lamorgese: mentre stranieri e rave devastano il Paese, si tappa la bocca agli italiani

Luciana Lamorgese (foto Il Fatto Quotidiano)
Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, prosegue con le sue inutili 'lezioncine' fondate sulla sabbia.
Mentre l'Italia viene percorsa da extracomunitari e stranieri in genere che rubano, stuprano e violentano, per non parlare degli italiani che scorrazzano a suon di rave party e spaccio di droga, tipo quelli dei centri sociali (collegati alla parte 'sinistra' del governo cui la Lamorgese è attaccata mani e piedi), la 'ministra' si mette a puntare il ditino sul cosiddetto 'fenomeno dell'incitamento all'odio', ovvero il mondo social, quello in cui si trova veramente di tutto, compresi ovviamente gli insulti smodati che naturalmente sgorgano in un ambiente dove la scrittura libera lascia democraticamente spazio al pensiero di tutti.
Ma per la Lamorgese, invece di affrontare i reali problemi del Paese, è più facile condannare le inezie che, peraltro, sono comunque irrisolvibili, a meno che non si voglia limitare anche le libertà di pensiero e di insultare, che devono essere sempre tutelate, anche se non ci piacciono alcune delle idee che dal web nascono e prosperano.
"Negli ultimi anni il fenomeno dell'incitamento all'odio per motivi di discriminazione è diventato un fenomeno sempre più invadente e corrosivo - dice la Lamorgese -. A favorirlo l'accessibilità delle tecnologie della comunicazione e l'anonimato che la rete offre". Parole vuote, ma che paventano il rischio, in un momento in cui la libertà di circolazione e di scelta sono già pesantemente limitate, di una ulteriore stretta al mondo del web e della libertà di espressione. Un atteggiamento di intolleranza assolutamente intollerabile. 
Personalmente sono favorevole a uno stato di polizia, certamente, ma verso chi delinque e non nei confronti di chi pensa con la propria testa. Si utilizzi pure il manganello contro chi occupa le case e chi danneggia la proprietà privata, non certo contro quei privati che esercitano, pagando le tasse, il proprio diritto a pensare, a disprezzare e perfino a odiare chi li rappresenti, evidentemente, molto ma molto male.

giovedì 25 marzo 2021

Marta, il tentato omicidio e le curiose omissioni dei giornali

Marta Novello, il titolo del "Corriere del Veneto"
Come ti giro una notizia, omettendo quello che può essere irritante ai fini di una narrazione 'mainstream' che piaccia all'italiano multiculturale del giorno d'oggi.
Il tentato omicidio di Marta Novello, giovane di Mogliano Veneto, avvenuto nei giorni scorsi, secondo la prima 'uscita' sui telegiornali, era avvenuto per mano di un minorenne italiano. Nulla di che, si sarà pensato. Così almeno i leghisti la pianteranno di dire che sono gli stranieri a delinquere. In particolare in quella campagna veneta, così lavoratrice, onesta e vittima di aggressioni oltre misura da parte di zingari e stranieri di varia provenienza.
Invece non pare sia proprio così. L'aggressore di Marta, un 16enne residente in Veneto, è in effetti di cittadinanza italiana. Le sue origini però, sono tutt'altro che italiane, e si rifanno, guarda caso, a quell'Africa che nel nostro Paese sta scaricando tonnellate di merce umana cui partiti a caccia di voti come il PD vogliono dare 'dignità di cittadinanza' per il solo fatto che mettano piede su suolo italico.
Resta un fatto che, figli di prima e seconda generazione di queste etnie, che faticano a integrarsi con i luoghi, le persone e la società circostante, rappresentano il bubbone cancerogeno della nostra società occidentale. Nessuno però ha il coraggio di dirlo. "Il Gazzettino", giornale monopolista dell'informazione locale, dopo tre giorni dal fatto criminoso, non ha ancora avuto la voglia e l'onestà intellettuale di svelare l'identità etnica dell'omicida 'in pectore'.
Il fatto che il giovane che ha colpito Marta con circa 20 coltellate, non proprio un caso, uno scatto d'ira o la risposta a una provocazione, sia di madre italiana e di padre di origini africane, è apparso su "Il Corriere del Veneto", notizia poi ripresa da "La Verità". "Il Messaggero" ha accuratamente occultato la notizia, forse temendo che il fatto, peraltro in maniera corretta, potesse venire inquadrato in un contesto di 'disagio sociale'. E non è un caso se sarebbero stati gli stessi inquirenti a valutare come plausibile una possibile conoscenza tra vittima e aggressore risalendo al lavoro svolto da Marta, ovvero quello di 'mediatrice culturale'.
Un bullo, viene dipinto questo italoafricano, un violento, sebbene poi, nelle parole degli amici più stretti (forse con i medesimi 'geni' etnici) e della madre si trasformi nel classico 'angioletto'.
Ovviamente sono già arrivati i primi segni di comodo pentimento. Vorrei vedere gli stessi segni di pentimento anche nei giornalisti di quel 'foglio' che, finora, hanno seguito l'evento, raccontando una verità di comodo in salsa 'buonista' che tace l'amara realtà di una provincia veneta stravolta da un'invasione etnica senza controllo e incapace di seguire le regole del vivere civile, come da secoli e millenni hanno saputo fare le genti venete che abitano quelle terre.

L'articolo pubblicato da "La Verità"

venerdì 12 marzo 2021

I figli dello 'ius soli', tra furti e violenza

L'articolo di Borgonovo pubblicato da "La Verità"
Come quasi tutta la sua produzione, anche questo articolo di Francesco Borgonovo, giornalista de "La Verità", traccia un quadro impeccabile dei tanti disastri prodotti dall'immigrazione incontrollata, in particolare quella nordafricana, frutto di una cultura e di una umanità di difficile integrazione e portata 'naturalmente' a essere 'contro' un mondo occidentale che ritiene essere terra di conquista. L'articolo è stato pubblicato questo giovedì 11 marzo, e su questo blog ne pubblico solo alcuni importanti stralci.

I 'figli dello ius soli' all’assalto della città sconfessano ancora l’ideologia migratoria
Le bande della periferia subalpina sono il frutto di una società che fatica a imporre il rispetto della comunità e della nazione
di Francesco Borgonovo (tratto da "La Verità" dell'11 marzo 2021)

Si sono infiltrati fra i commercianti e i ristoratori che protestavano sfibrati dalle chiusure. Sono calati sul centro di Torino dai quartieri di periferia, con un obiettivo preciso: saccheggiare e distruggere. Il 26 ottobre scorso hanno assaltato una quarantina di negozi, concentrandosi in particolare su quelli di Gucci e di Louis Vuitton, marchi amati da rapper e trapper. Hanno rubato vestiti, borse, zainetti per circa 200.000 euro. Poi se ne sono vantati sui social, mostrando alla tribù i trofei recuperati sul campo. "Si sono appropriati di ogni capo di abbigliamento in maniera animalesca. È stata una pagina nera nella storia di Torino", dice il questore Giuseppe De Matteis...
Non si sono fermati lì, in ogni caso. Mentre i lavoratori in strada gridavano per la disperazione, loro - decine di ragazzetti tra i 15 e i 24 anni - si abbandonavano all’estasi della devastazione, "con assoluto disprezzo dell’ordine costituito e con la chiara volontà di creare disordine". Secondo la Procura, hanno manifestato "un comportamento di violenza, di aggressione e di palese sfida nei confronti delle forze dell’ordine". Il tutto aggravato dalla sensazione di invincibilità "derivante dall’appartenenza al branco".
Hanno spaccato vetrine, hanno rubato e si sono scontrati con la polizia, lanciando bombe carta. Poi si sono dati alla fuga: com’erano arrivati sono spariti, di nuovo inghiottiti dalla periferia. Li hanno riconosciuti, a mesi di distanza, soprattutto grazie alle vanterie sui 'social'...
La polizia ha arrestato 37 persone: tutti ragazzi, 13 addirittura minorenni. Per la maggior parte si tratta di immigrati di seconda generazione, figli di marocchini e di egiziani. Pochi studiano, nessuno lavora, tanti hanno già reati alle spalle. Alcuni dei fermati più avanti con gli anni erano presenti in piazza San Carlo quattro anni fa. Ricordate? C’era la finale di Champions League fra Juve e Real Madrid. Una banda di maghrebini si mise a rubare collanine e altro usando lo spray urticante, si scatenò la follia, ci scapparono due morti e troppi feriti...
"Il saccheggio delle vetrine in centro a Torino solleva il velo politicamente corretto dalla realtà delle periferie cittadine, ormai terra di nessuno ostaggio degli immigrati clandestini", dice Maurizio Marrone, assessore regionale piemontese di Fratelli d’Italia. "Molti dei giovani arrestati provengono dal quartiere Barriera, dove le mafie africane hanno colonizzato le strade con lo spaccio di droga e oscurano di notte con la vernice le telecamere della sezione di Fratelli d’Italia per non essere identificati; dove l’esercito deve schierare presidi fissi per limitare le continue aggressioni ai poliziotti; dove i ras delle soffitte speculano indisturbati trasformando le borgate in ghetto"...
C’è stato, in queste ore, chi ha parlato di 'disagio sociale' da affrontare; chi ha tirato fuori la solita solfa delle periferie che non vanno abbandonate, come se qualche politico che va in gita nei 'quartieri difficili' quasi fosse allo zoo bastasse a risolvere il problema. La retorica, qui, serve davvero a poco. "Il fatto che le famiglie dei saccheggiatori percepiscano in larga parte il reddito di cittadinanza comprova l’assoluta inconsistenza delle tesi assistenzialiste e buoniste che giustificano i saccheggi con il disagio sociale", dice Marrone. "In verità i razziatori osano perché la certezza della pena per i reati di strada in Italia è una chimera, soprattutto a Torino dove le correnti di Sinistra della magistratura criticano la Questura per i troppi arresti".
C’è, poi, un’altra questione da considerare. Gli autori dei saccheggi, dicevamo, sono ragazzi tra i 15 e i 24 anni. Tanti sono nati in Italia da genitori stranieri. Sono la 'generazione ius soli', quella parte di popolazione a cui la Sinistra vorrebbe concedere la cittadinanza facile, presentandola come un diritto che non si può più negare. Ancora oggi il tema viene tirato fuori in continuazione. Allora, forse, bisogna domandarsi se il nodo su cui lavorare non sia proprio questo, cioè l’ideologia migratoria. Le bande torinesi sono il frutto dell’immigrazione incontrollata e di una società, quella italiana, che fatica a imporre il rispetto della comunità e della nazione.
Da anni ci sentiamo dipingere le seconde e terze generazioni di stranieri soltanto come una ricchezza di cui abbiamo assoluta necessità e che dobbiamo coltivare garantendo rapidamente la cittadinanza. Sui problemi di questi ragazzi, però, si è sempre sorvolato. Sul dramma dell’integrazione impossibile non si ragiona praticamente mai, nonostante gli esempi che ci arrivano dall’estero (dalla Francia in particolare, radicalismo islamico compreso)...
Per evitare il disagio, occorre limitare l’immigrazione di massa. Il guaio è che, probabilmente, è già troppo tardi.

mercoledì 22 gennaio 2020

Premio Risorsa 22-01-20: sconosciuto straniero lanciatore di acido

L'articolo de "Il Gazzettino" sulla pagina di Padova
Inauguriamo con un 'milite ignoto' la prima edizione del Premio Risorsa, un virtuale riconoscimento che va a esaltare le gesta dei tanti 'disperati' che la nazione italiana accoglie all'interno dei suoi confini e che, secondo gli esaltatori dell'accoglienza, saranno coloro cui dovremo rivolgere un sentito 'grazie' se un giorno avremo una sia pur pallida parvenza di pensione minima.
Giusto ringraziare costoro e le gesta che, quotidianamente, compiono nei confronti di cittadini italiani, con o senza pensione, o stranieri come loro.
Questa prima edizione va, appunto, a un 'ignoto' ma, come sottolinea Il Gazzettino, quotidiano del Nordest scevro da simpatie leghiste, sicuramente 'straniero'.
Il gesto che idealmente esaltiamo è l'aver gettato dell'acido addosso al titolare di una gioielleria di Padova. Un gesto coraggioso, un passo in avanti nella strategia degli Arsenio Lupin della rapina, un colpo davvero in guanti bianchi, non a caso avvenuto in una zona, guarda caso, presidiata da spacciatori, quegli stessi cui si è rivolto fra schiamazzi e tanto sdegno, Matteo Salvini nel quartiere del Pilastro a Bologna.
Per questo l'edizione di oggi del premio va a: sconosciuto, straniero.