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domenica 16 giugno 2024

Il ritratto zoologico dell'elettore medio di Ilaria Salis

Ilaria Salis ora sbarca pure sui 'social': eccola su Instagram
Ilaria Salis torna in Italia
, la maestrina dai tratti criminali, con un casellario giudiziale che, per qualunque persona 'normale', sarebbe fonte di manette ai polsi invece che di catene ai piedi. Ma l''italiota sinistrato' è fatto così, gli piacciono pezzenti fino in fondo, un po' come quelli che "l'omo è omo e ha da puzzà". Così il marcio è tanto in chi viene votato, ma tanto anche in chi lo vota.
Fare un ritratto dell'elettore medio della Salis è piuttosto semplice: prendete il peggio di coloro che, nel corso di una giornata, incrociate per strada, un mix fra ubriachi, drogati e gente senza fissa dimora, sebbene spesso, ognuno di questi singoli personaggi abbia più dignità di quelli stessi elettori che, quasi certamente, la casa ce l'hanno e magari anche in qualche assolato loft del centro cittadino.
Si tratta normalmente di persone che poco fanno nella vita e che, ovviamente, quel poco lo fanno pure male.
Chi si alzi fra le 5 e le 8 del mattino per andare a lavorare certamente la Salis non la voterà mai.
Non potrà mai comprendere come possa esistere chi, invece di faticare sottopagato, abbia la voglia, il tempo e il denaro di 'invadere' un altro Paese, come l'Ungheria, dove ognuno di noi andrebbe per visitarne le meraviglie, per alzare mani (e qualcos'altro) per colpire volutamente colui che ritenga un 'avversario politico'.
Si tratta, insomma, di umanità della peggior specie (o etnia, fate voi...), quella dove il cervello è ridotto a poltiglia prima ancora di un possibile sviluppo, dove le parole lasciano il posto a muggiti, e le azioni, come conseguenza, lasciano il posto a gesti istintivi, immediati, spesso forieri di azioni violente. Incontrollabili.
Personaggi da 'rave party' terminato già da qualche ora e che continuano a ballare al suono di una musica che ormai rimane solamente nella loro testa, con l'ennesima bottiglia di alcol in una mano e le mutande nell'altra, inconsapevoli della propria nudità e della propria condizione.
L'elettore medio di Ilaria Salis va oltre il 'radical-chic': lo 'chic' non esiste più da tempo e, alla fine, non è più nemmeno 'radical': si tratta di persone con il cervello confuso, 'utili idioti' usati nel grande teatro della politica stracciaiola per fini che non potranno mai comprendere, prima di tornare nei propri letti sporchi di vomito, l'ultimo fiotto prima dell'estremo muggito notturno, già immersi in un sonno perenne.

giovedì 12 gennaio 2023

Frecciarossa verso Ascoli, un cioccolatino senza il piacere del 'cucco'...

Il mio Frecciarossa verso Ascoli: un viaggio scontato
In viaggio verso Ascoli, Frecciarossa classe Premium, un po' come i 'distinti' a San Siro prima del terzo nello, né carne né pesce, ma la soddisfazione del cioccolatino e del succo al mandarino portati da una ragazza tanto carina e ben vestita quanto poco sorridente. Meglio la 'controllora nerdy', con tanto di  occhialini, sorriso e (fascino della) divisa d'ordinanza.
Nel mio tavolo una bella coppia di signori, presumo pugliesi, con la signora che bella fu gentile e già smart sul proprio cellulare. Di fronte a me la copia perfetta dell'attore che in "Southland" impersonificava il poliziotto 'rookie'.
Anche stavolta niente 'cucco' sul treno, impossibile scegliere il tavolino con la bionda scosciata, sono ormai avventure di un tempo che fu, quando il 'provarci attaccando bottone' non era ancora considerato 'stalking'.
Verso Ascoli attraverso la Padania e un libro di Massimo Chiriatti ("Humanless") che legge il poliziotto di fronte a me, mentre negli auricolari sento la voce sensuale di Shenseea, cantante 'dancehall' featuring Calvin Harris.
Riosservo il culo della portavivande: pantaloni troppo poco attillati per comprendere, comunque migliorabile, puoi anche sorridere, almeno si potrà dire che sei simpatica.
Mi rendo conto di essere al primo post dell'anno e di avere scritto una marea di stronzate. Però almeno le ho scritte di mio pugno e non sotto dettatura, come capita ormai nel 90% dei presunti giornali dove leggo le firme di presunti giornalisti.
Meglio essere un cretino consapevole che sprizzare una finta intelligenza telecomandata da mano altrui. Buon viaggio a me.

mercoledì 21 settembre 2022

Paradossi dell'Occidente: referendum, democrazia e aborto

Uccidere un bambino, nel mondo occidentale, è un 'diritto'
Piccoli grandi paradossi notturni di un mondo occidentale rovesciato, dove quelli che, fino a pochi decenni orsono erano considerati diritti sacri dell'individuo e della società, ora vengono incredibilmente considerate espressioni di violenza e sopraffazione, solo grazie al lavoro costante di una informazione 'prostituita', come dirette José Mourinho, di cui esempi mirabili sono i principali telegiornali e alcuni 'residuati' di quotidiani o siti, fra i quali spiccano "La Repubblica", "La Stampa" e "Fanpage".
1) Notizia della notte. Parola di Mario Draghi: il referendum, massima espressione della libertà, se viene organizzato dalla Russia nei territori russofoni dell'Ucraina, lederebbe il 'diritto', sebbene di quale diritto venga leso non si sa. Basta esprimere il concetto, poi ci penseranno i giornali 'servi' ad applicarlo. "I referendum per l'indipendenza nel Donbass sono un'ulteriore violazione del diritto internazionale che condanniamo con fermezza" dice l'uomo che 'tutto il mondo ci invidia' (o forse solo una parte minima). Ignorando, si immagina volutamente e non con consapevole ignoranza, che la presenza russofona nel Donbass sia non forte, ma fortissima e costituisca la maggioranza.
2) Notizia di almeno un paio di giorni fa. Ci hanno detto, e tutti i giornali confermano, che all'improvviso, non si sa come, la Repubblica Popolare d'Ungheria è una 'democrazia illiberale'. Già. Ce lo dicono loro, perché loro lo sanno. Non ci dicono come e perché. Eppure sarebbe utile capire in che cosa consista questa 'antidemocraticità' magiara. Sarebbe interessante se qualcuno ci dicessero in che cosa Viktor Orban ci possa apparire meno democratico di un Sergio Mattarella che, ormai da anni, ignora i risultati elettorali assegnando la formazione di governi a presidenti del Consiglio che non sono l'espressione della volontà popolare.
3) Notizia di qualche giorno fa, effettivamente qualcosa ci è stato detto dell'Ungheria. Pare che facciano ascoltare il battito del cuore dei feti alle donne che intendano abortire. Medievale! Tuonano a Sinistra, ovviamente ripresi e megafonati a dovere dai giornali succubi. "La Stampa" titolava l'altro giorno "L'illiberale Ungheria". Anche in questo caso senza spiegare il perché. Ergo, è Medio Evo cercare di salvare un bambino nella pancia di una madre indegna, mentre è 'moderno' consentire a suddetta madre di ucciderlo. Interessante. Ma siamo proprio sicuri di vivere dalla parte giusta del mondo?

mercoledì 31 agosto 2022

Ecco chi patisce le sanzioni contro la Russia: gli italiani

"Brescia Oggi" preannuncia un inverno sotto al 'pleid'
Basta leggere il titolo di "Brescia Oggi", una delle classiche testate gestite dalla politica del centrosinistra, non certo espressione di Casapound, per capire chi siano le vere vittime della dissennata politica delle sanzioni contro la Russia: la gente comune, gli italiani, che si vedranno costretti a patire il freddo il prossimo inverno, incrociando le dita che non si tratti di una stagione troppo rigida.
E finché si tratterà di abbassare di un grado o due l'appartamento o l'ufficio di un quarantenne poco cambierà. ma cosa cambierà quando sarà un anziano a dover combattere con il freddo proprio quando, semmai, si richiede di solito all'amministratore di turno di accendere prima il riscaldamento o di tenere più alta la temperatura dei caloriferi? Sarà interessante capire se, dopo avere accompagnato alla tomba migliaia di persone per incapacità congenita nella gestione del Covid e dei presunti vaccini atti a combatterlo, ora sempre lo stesso 'governo' seppellirà nuovi gruppi di italiani inadatti a subire le aspre temperature invernali. D'altra parte sono vecchi, rappresentano un peso per le casse dello Stato. Abitano le case popolari, per calmare le proteste basterà mantenere il reddito di cittadinanza, magari strombazzando un aumento da cinque euro in busta 'non paga'.
Il 'popolo bue' a questo serve: usarlo in tempi di elezioni, raffreddarlo per gli scopi di una patetica 'campagna di Russia' in ossequio dei 'padroni' americani.

mercoledì 9 marzo 2022

Aborto: l'OMS chiede di poter uccidere liberamente i nascituri

L'aborto uccide i bambini: mai dimenticarlo
Quella che è ormai considerata un'associazione politica più che medica, ovvero l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha lanciato un 'appello' da brividi: ovvero facilitare il più possibile l'accesso delle donne all'interruzione volontaria di gravidanza, ovvero l'aborto, affermando che le restrizioni non riducono il numero di aborti ma ne aumentano i rischi.
Una presa di posizione 'assassina' nei confronti di essere umani che, seguendo questa logica criminale, non potranno mai vedere la luce per colpa di madri disattente o semplicemente svogliate o incapaci di comprendere il valore e l'importanza di una vita umana.
"Raccomandiamo che le donne e le ragazze possano accedere ai servizi di aborto e di pianificazione familiare quando ne hanno bisogno", ha dichiarato ieri sera Craig Lissner, funzionario dell'OMS. L'OMS raccomanda di "rimuovere le restrizioni mediche non necessarie", citando "criminalizzazione, tempi di attesa obbligatori, imposizione del consenso di altre persone - coniugi o familiari - o di istituzioni, divieto d'aborto oltre un certo stadio della gravidanza". (fonte: ANSA-AFP)
Insomma, invece di spiegare alle donne l'importanza della maternità, dell'essere portatrici di vita, del fondamento della famiglia e della crescita dei figli, si preferisce seguire alla lettera le indicazioni della società dei McDonald's, quella dei consumi, che getta nei bidoni della spazzatura avanzi di cibo, mobilia e televisori, pile e feti con il cordone ombelicale appena reciso.
E' il dramma di una società che pone gli egoismi al centro del proprio sviluppo al contrario, attraverso una decrescita infelice per compensare la quale non trova di meglio che chiamare a sé altre popolazioni inadatte alla convivenza civile, da usare come nuovi schiavi, creando ghetti, violenza e umanità sempre più disadattata, una melma senza dignità figlia della globalizzazione che esalterà un sempre più ristretto numero di ricchi a danno di una grande massa di poveri.
Un po' di numeri, tratti dal sito VitaVarese, relativi al 2019: solo relativamente agli Stati Uniti, sono morti 862.320 possibili nascituri a causa dell'aborto, in pratica quasi un milione di americani. Gli aborti al giorno sono stati circa 3.000, corrispondente al 22% delle gravidanze americane (si parla di aborto volontario). Infine, ogni 34 secondi un bambino americano viene ucciso con l’aborto. Nel mondo il numero diventa sconvolgente: le uccisioni tramite aborto nel 2019 sono state circa 42 milioni. In Italia nel 2019 sono stati 80.000 i nascituri uccisi tramite gli aborti 'legali', chirurgici e farmacologici, senza però includere gli aborti derivati dall’assunzione di pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo, potenzialmente abortive. (fonte: VitaVarese)

Aborto prima causa di morte nel 2019 negli Stati Uniti d'America

venerdì 21 gennaio 2022

Covid, psicoreati e quell'umanità che si sente migliore

Mascherine anche all'aperto, l'ultimo diktat del governo italiano
Da ieri sera sono diventato un 'paria' di questa società. Il mio Green Pass è infatti scaduto, pur essendomi io vaccinato non una ma ben due volte e avendo un numero di anticorpi adeguato nel mio sangue, come mostrato da prelievo sierologico.
Questo pomeriggio andrò a farmi la terza dose, cosiddetta 'booster'. Fino ad allora non potrei accedere al 90% del consesso della socialità umana, almeno in Italia sebbene, avendo ieri anche fatto un tampone, risultato negativo, associando il Green Pass 'arancione' al tampone si possa entrare in un ristorante. Ma, ogni volta, divamperebbe una discussione.
Oggi, per qualche ora, farò quindi parte di quella minoranza odiata e disprezzata dai più, quella che tanto bene fa sentire persone che, fino a due anni fa, erano semplici mediocrità, un moscerino perso nel nulla cosmico, ma che oggi gonfiano il petto, arrogandosi la facoltà di giudicarsi migliori di altri.
Cosa che, personalmente, mi riusciva difficile prima, durante e dopo il Covid. Intendiamoci, ci sono gruppi di persone che è più facile disprezzare: gli zingari innanzi tutto, ma anche i clandestini, tutta quell'umanità sbarcata sulla nostra terra patria, fatta di ladri, spacciatori, puttane e criminume vario.
Lo scorrere dell'odio verso chi 'pensa altrimenti' non è mai stato tanto forte come adesso, contemporaneamente all'allinearsi dei popoli europei, tradizionalmente quelli dotati di maggiore storia e personalità, ai diktat provenienti dall'alto.
Basti pensare all'Italia e a quanto si diceva del Governo fino a pochi anni fa, specie quando a guidarlo c'era Silvio Berlusconi. Da Male Assoluto oggi la cupola del potere è diventata il Bene. Mario Draghi si è trasformato da cinica espressione dei banchieri a santino benedicente, le mani rivolte a mo' di Padre Pio verso il popolo italiano, cui ogni suo pensiero è dedicato con amore. Gli scienziati, espressione della 'nomenklatura' farmaceutica, contestati senza remore perché allineati alla scienza dei potenti fino a poco tempo fa, trasformatisi in altrettanti salvatori e scudi umani dei rispettivi governi.
Qualsiasi editto arrivi da Palazzo Chigi viene accettato senza discussione dall'italiano medio, cosa che nemmeno il Cavalier Benito Mussolini avrebbe osato sperare ai tempi suoi. Perché perdersi nella minaccia della violenza fisica? Aver sparigliato tra la popolazione il demone del virus ha chetato gli animi più dei plotoni di esecuzione della polizia politica della dittatura nordcoreana.
Il concetto di umanità e di dignità umana in questo biennio è radicalmente cambiato. Basti che qualcuno emani un ordine, se suffragato da una qualsiasi scusa sanitaria, e se questo non verrà eseguito si sarà passibili di esclusione da... tutto. Oggi è il vaccino, oggi sono le mascherine (che io tengo, orrore, abbassate se cammino per strada, in quanto ritengo idiota tapparmi la bocca se mi trovo all'aria aperta), ma domani potrebbero essere i guanti, magari un burqa, una tuta gommata.
D'altra parte, se lo dice lo Stato, sarà giusto così. Punto. Pensare 'altrimenti' è e sarà sempre di più già di per se stesso un reato. Anzi, uno 'psicoreato'.

giovedì 6 gennaio 2022

Berlusconi al Quirinale pessima idea: la Destra proponga Marcello Pera

Marcello Pera
Quando ho ascoltato per la prima volta l'idea di candidare Silvio Berlusconi al Quirinale ho pensato fosse un titolo di "Lercio". Tanto inverosimile mi pareva la situazione, un personaggio che, oltre a rappresentare assai male la Destra, o ciò che chiunque voglia considerare come tale (sia a livello 'fascista' che dal punto di vista conservatore), non può che raccogliere la più assoluta contrarietà da parte della Sinistra.
Pare davvero incomprensibile come Matteo Salvini e Giorgia Meloni,che certo stupidi non sono, possano parlare di 'candidato condiviso' da tutte le parti per poi proporre quello che una volta, con un sortilegio comunicativo degno del migliore 'peronismo' si autodefinì "il presidente operaio", con tanto di elmetto da minatore in testa. L'unica risposta che sono riuscito a darmi è quella che i due si siano voluti togliere, a questo modo, l'ingombro di un alleato scomodo con una improbabile regalia che, una volta sgonfiatasi, ne segni pure la fine come 'animale politico'.
Se il Berlusconi di un tempo era comunque un imprenditore e un politico (a modo suo) moderno, innovatore e perfino ammirabile, sorvolando ovviamente sul suo egocentisimo iperafrodisiaco (ma a quale statista non si possono perdonare serate ludico-orgiastiche, espressione più vera e reale di quel potere che ai comuni mortali è negato?), al Cavaliere di oggi, 'pupazzo' connivente di una 'corte dei miracoli' che si regge e palleggia attorno al suo denaro, non può venire perdonato nemmeno il solo desiderio di arrivare allo scranno più alto della politica italica.
Non che Romano Prodi o Giuliano Amato, dall'altra parte della barricata, siano meno ripugnanti, o il lanciare a capocchia un nome femminile solo perché una differenza cromosomica debba per forza regalare una miglioria nella gestione, sia pur nominale, del Paese. Qualcuno ha pure risvegliato dalla bara Massimo D'Alema, ennesima coltellata alla credibilità di un corpo politico ormai canceroso oltre ogni limite.
Una delle poche risposte 'serie', se la Destra volesse davvero impegnarsi, e che persino la Sinistra potrebbe condividere, potrebbe essere quella legata al nome di Marcello Pera.
Filosofo, politico e accademico, nella sua storia vanta pure lui un cambio di campo (come praticamente tutti i politici) ma nemmeno troppo clamoroso, visto che, da membro del PSI e critico di Berlusconi, si trasferì armi e bagagli in Forza Italia. Presidente del Senato per un quinquennio (2001-2006) ha un curriculum di tutto rispetto, condivisibile da tutto l'arco parlamentare e degno di ammirazione per chi ne conosca le vicende personali e politiche.
La scelta di Berlusconi sarebbe un errore clamoroso, una caduta di stile peggiore delle tante viste sinora. Molto meglio Pera che, prima di cambiare schieramento, nel 1994, cito Wikipedia, di Sua Emittenza ebbe a dire: "Berlusconi è a metà strada tra un cabarettista azzimato e un venditore televisivo di stoviglie, una roba che avrebbe ispirato e angosciato il povero Fellini".

domenica 12 dicembre 2021

Il miracolo di Ibra salva il Milan contro un'Udinese da vergognarsi

La fantastica rete di Ibra al "Friuli" (foto sito Milan)
Udinese-Milan
termina 1-1, e per me, che sono mezzo friulano, dovrebbe essere il risultato perfetto.
Invece, se da una parte provo rabbia per i due punti persi dal 'mio' Milan, dall'altra, alla rete del pareggio dell'immenso Zlatan Ibrahimovic, mi sono portato davanti alla tv e, con ampio gesto del braccio sinistro, ho lanciato un meraviglioso "ciapél!" ai tifosi dell'Udinese, che si sono permessi di 'offenderci' durante la gara e che, soprattutto, tifano per un club ridicolo che, nella sua rosa, non vede nemmeno un giocatore che sia figlio di quella terra meravigliosa che è il Friuli.
Una volta il calcio italiano era l'espressione della 'Razza Piave', quel meraviglioso incrocio di geni che accorpava estro italico veneto-friulano, possanza atletica germanica e arguzia slava: oggi, grazie anche (si fa per dire) alla genuflessione al dio denaro da parte dei proprietari delle 'zebrette', devo vedere nella squadra tifata dai miei avi una mescolanza di meticciume afro-sudamericano, 'favelari' sparsi che manco sanno il significato di un 'mandi' o l'importanza di un 'taglio' nelle osterie 'furlane', gente che  prega Allah prima del fischio d'inizio o che, dopo il gol del vantaggio (vedi tale Beto), esulta con gesti scimmieschi battendosi il petto e alzando le ginocchia delle gambe in una patetica riedizione di "King Kong".
Di fronte a tanto sfacelo ci ha pensato 'Re Zlatan' a rimettere le cose a posto, esaltando i tanti tifosi milanisti presenti al "Friuli" ("Dacia Arena" no grazie).
A proposito di africani, uno dei nostri in campo, tale Tiémoué Bakayoko (vabbeh, sì, è nato a Parigi, ma non fatemi ridere...), è ormai sinonimo di 'schifo totale' ed è davvero incredibile come Stefano Pioli, il tecnico, non l'abbia ancora capito (a meno che non ci sia di mezzo il solito procuratore pretenzioso).
L'ammissione arriva alla fine del primo tempo, quando il nostro mister cambia tutta la mediana, ribaltando la squadra. L'iniziativa diventa finalmente rossonera, l'Udinese dei 'giargianesi' sbanda e finisce alle corde, ma per poco. I 'presunti friulani' riprendono in breve il comando delle operazioni, grazie all'ennesima 'genialata' del mister, che inserisce un Samu Castillejo rintronato ancora prima dell'ingresso. E' lui, con Brahim Diaz e Bakayoko, a raccogliere l'ideale sacco di letame che premia i peggiori in campo.
E' proprio mentre scorrono i titoli di coda che arriva il miracolo di Ibra, il mio gesto a ombrello verso la tivù, il "ciapél" liberatorio e un punto miserello che, seppure non appaghi una robusta cena sabbatica, potrebbe risultare salutare più avanti, magari in concomitanza di auspicabili sfighe altrui.

mercoledì 27 ottobre 2021

Maurizio Landini, la CGIL e gli sgherri con la stella rossa

Una 'stella rossa' aleggia sinistra alle spalle di Landini
Il vero volto della Sinistra 'barricadera' e violenta, quella che, al contrario di ciò che pretenda venga fatta da una minoranza della Destra, vive ancora, nella sua stragrande maggioranza, ben consapevole e fiera del proprio passato di sangue, arriva senza sconti da una foto pubblicata su diversi organi di stampa (in questo caso dal sito di Yahoo).
Vi si vede il segretario della CGIL, Maurizio Landini, arringare la folla da un palco attorniato da un gruppo di sgherri vestiti con maglietta rossa e cappellino militare con tanto di stella rossa.
Un abbigliamento, purtroppo già visto, non molto diverso da quello degli eserciti slavi che insanguinarono l'Europa e l'Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, in combutta con i partigiani titini, distruggendo paesi e infoibando decine di migliaia di italiani.
Un colore, il rosso, che in Europa, per chi ha vissuto il disastro di due guerre mondiali, rappresenta esso stesso sinonimo di violenza e sopraffazione, pogrom e stermini. E che pretende anche oggi, a settant'anni di distanza, la 'distruzione' del nemico a ogni costo, con la menzogna e la sopraffazione.

sabato 23 ottobre 2021

Occidente in decadenza, ridotto a scegliere fra un ristorante cinese e il McDonald's

Una donna araba di fronte alla Tube (foto Peter Dench)
Ci si potrebbe chiedere cosa sia la democrazia, o che cosa rimanga di essa e dei valori che questa dovrebbe rappresentare, in quella che viene definita Europa Occidentale, oggi un pezzo di mondo allo sbando, vittima di invasioni, genti predatorie e senza patria, oltre che di una denatalità a vantaggio di una Casbah di emigrati che ne stanno svuotando storia e cultura.
Interessanti quesiti legati al costante repentino cambiamento cominciano a porsi: viviamo davvero, nell'epoca della pandemia da Covid, in un mondo libero? Libertà è uguale a democrazia? Non sembrerebbe, visti gli esiti recenti. Le elezioni sono figlie inevitabili dell'istituto democratico? Anche questo non parrebbe, visto che la Repubblica Italiana continua imperterrita a viaggiare con le medesima maggioranza, ora sfiduciata dai voti ora meno, ma senza porsi minimamente il problema di quando convolare al giudizio delle urne, schiava di un sistema folle, in cui è il Presidente della Repubblica, eternamente scelto dal Centrosinistra, a creare a suo comodo governi e governicchi che, a prescindere da qualsiasi situazione circostante, rappresentino eternamente il medesimo gruppo di potere.
Chi può vantare la patente di democratico e chi no? Tutti? Nessuno? Cosa significa affibbiare l'etichetta di 'fascista' oggi, nel 2021, se non a terrorizzare qualche pia beghina di provincia, mistificando i resoconti della realtà attraverso il collaborazionismo servile dei media di potere?
In che cosa Donald Trump o Vladimir Putin, che pure rappresentano concetti opposti di potere, rappresenterebbero il 'male'? Da che punto di vista l'accoglienza dei cosiddetti 'migranti' rappresenterebbe il 'bene'?
In queste assurde tensioni paraideologiche si dibatte la società che un tempo si definiva 'illuminista' e 'avanzata',mentre oggi potremmo definire solamente 'avanzata', ma nel suo senso deteriore, ovvero di 'avanzo' di un regime un tempo più libertario che democratico, e oggi solamente uno specchietto per allodole supponenti e autoreferenziate, illuse di vivere nella libertà solo perché dotate del potere di scelta fra mangiare in un ristorante cinese o in un McDonald's.

mercoledì 20 ottobre 2021

Annalisa Cuzzocrea oltre il senso del ridicolo: non sono io che sbaglio, siete voi in malafede

Il profilo Twitter di Annalisa Cuzzocrea
Giornalisti, purtroppo, si diventa con una fantomatica tessera ricevuta attraverso un esame bizzarro in quel di Roma, di cui conservo ancora momenti di ampia ilarità. Eppure possedere la tessera dell'Ordine dei Giornalisti è bello e importante, qualcosa di cui essere orgogliosi.
Non mi piace criticare i colleghi, errori ne abbiamo fatti tutti, io per primo. E, aggiungo, ciò che si scrive sui 'social' dovrebbe essere 'ban free' e libero da qualsiasi ritorsione da parte di chi gestisca il mondo del web. E' anche vero però che, una volta scritta e lanciata un'opinione, la reazione debba essere attesa.
La vicenda legata ad Annalisa Cuzzocrea, giornalista de La Repubblica, una delle testate capofila del 'politicamente ipocrita', assume dei toni inattesi proprio da parte di quella casta di 'giornalisti illuminati', pronti a sbandierare la bandiera degli 'haters'. Loro, le povere vittime, che non certo odio hanno provocato, ma legittima indignazione sì, grazie ad articoli che troppo spesso fanno intravedere, o vedere benissimo, l'obiettivo finale delle loro cosiddette cronache.
Riassunto delle puntate precedenti. La 'Kuzzo' (questo il suo nome di battaglia su Twitter, si sa, ai 'kompagni' una kappa buttata lì in mezzo dà sempre un certo tono barricadero e descamisado) se ne esce con il seguente 'tweet' su Giorgia Meloni: "Giorgia Meloni, interamente vestita di nero, lascia platealmente l’aula non appena la ministra Lamorgese conclude il suo intervento #opencamera".
Un 'interamente vestita di nero' buttato lì, come una pera sugli spaghetti alla carbonara, assolutamente inutile ai fini della cronaca politica (che poi da più parti pare manco fosse nero, ma blù scuro, ma tant'è, per amor di falsità si fa questo e altro), semmai a voler aggiungere in maniera subdola una 'veste' precotta e sfornata al lettore di turno, le 'simple minds' degli italiani avidi compratori del foglio fondato da Eugenio Scalfari, fazzoletto rosso al collo e "Bella Ciao" ascoltata in loop lungo tutto l'arco della giornata.
Seconda puntata: la Meloni, anche giustamente, un po' si inkazza (anche qui con la 'K') e, visto che la 'querelle' era nata su Twitter, su Twitter la fa proseguire, pubblicando lo 'screenshot' dell'uscita della Cuzzocrea (questo lo riporto come letto 'online', ho cercato il 'tweet' senza recuperarlo).
Inevitabile, sul profilo della 'pericolosen Ciorcen neufascisten', si scateni la protesta dei 'fan' di Giorgia. Che, ovviamente, esattamente come i 'compagni' fanno con la Meloni (tipo metterne la foto dell'autobiografia al contrario con la testolina in giù, innocuo e inoffensivo riferimento, ma se fatto da quei lidi nessuno fiata) non si prodigano in complimenti verso la Cuzzocrea, eccedendo, come ormai capita SEMPRE sul web, anche nelle offese e pure in minacce nemmeno troppo velate, che vengono scelte accuratamente (fra le migliaia di commenti pervenuti) per essere esposte, ancora una volta su Twitter.
Apriti cielo! La 'povera vittima' diventa un novello Saviano, paladina dell'antifascismo da cioccolatino ripieno che riempie le redazioni dei giornali di regime, ovviamente 'sdraiate' e genuflesse verso la propria nuova eroina.
Per Il Riformista "I fan di Meloni scatenano una ‘shitstorm’ contro Annalisa Cuzzocrea", mentre Huffington Post titola "La giornalista Cuzzocrea finisce nella shitstorm dei fan della Meloni"; secondo NextQuotidiano "Annalisa Cuzzocrea vittima degli hater di Giorgia Meloni".
Nel totale delirio la Direzione e il Comitato di Redazione de La Repubblica emettono addirittura un doppio comunicato (o comunicato congiunto) su quella che definiscono "aggressione social ad Annalisa Cuzzocrea". Lascio il link per farsi quattro risate o, più tristemente, per comprendere fino a che punto il 'pensiero unico' orwelliano del mondo 'post covid' pretenda di fare presa sull'italiano medio, con frasi assurde del tipo "intimidazione" e "campagna di stampo fascista e squadrista".
A corredo conclusivo della vicenda, dopo aver compreso di aver calpestato la classica 'cacca', la risposta che la Cuzzocrea aveva pubblicato, sempre sul consueto Twitter, tentando una sorta di dietrofront: "Ragazzi, calma. Ho raccontato una cosa vista come faccio in ogni pezzo e anche qui. Descrivendo cravatte, vestiti, particolari. Non c’era niente sotto. Chi mi sta riempiendo di insulti su ogni muro è in malafede". Lei faceva 'cronaca', capito? Parlando dell'abito stile Darth Vader della Meloni lei si stava limitando a fare una normale, semplice, innocua descrizione, senza alcun secondo fine. Ed è chi, come il sottoscritto, ci ha visto un 'filino' di malafede, a essere lui, sì, invece, in chiara malafede, entrando di diritto nell'ormai aula magna degli odiatori di professione, dei fascisti rancorosi, dei prezzolati della violenza online. Pronto per essere nuovamente bannato dai social, di modo che, finalmente, nell'immensità del web, possa circolare solamente la meravigliosa 'produzione letteraria' di tutte le piccole e grandi giornaliste de "La Repubblica".

venerdì 15 ottobre 2021

Odio e cinismo, finisce la mia ennesima 'incarcerazione' su Facebook

L'ultimo 'ban' nasce da un semplice commento a un post
Ed eccomi qua, a scontare le mie ultime ore da 'carcerato' del 'social'. Come John Belushi in "The Blues Brothers" sto per uscire a rivedere la luce.
Già ergastolano del mondo Twitter (squalifica a vita, come nemmeno il peggiore dei terroristi islamici) per avere piazzato la bandiera del Congo belga sotto il faccione di Romelo Lukaku, sono arrivato alla seconda 'incarcerazione' di un mese su Facebook dopo  l'ennesima accusa (e condanna) di 'incitamento all'odio'.
Lo ammetto, io 'odio' un gran numero di persone, che ritengo effettivamente dei grandissimi stronzi, ma non ho torto mai il cosiddetto capello ad alcuno, sebbene se lo fosse meritato.
Diciamo piuttosto che il 'social' del 'giudeo' Mark Zuckerberg (ma si potrà scrivere 'giudeo'? L'ho scritto apposta per farvi spalancare gli occhioni... adesso penserete che mi sia iscritto ai Nazisti dell'Illinois...) predilige il 'pensiero unico', quello secondo il quale siamo un mondo di eguali e di persone con i medesimi diritti, zingari compresi.
Al di là di queste chiacchiere da bar, quello che mi colpisce è di come in nessuno dei miei commenti si sia potuto rilevare un qualsiasi commento veramente razzista o di odio.
Continuo a ritenere legittimo l'utilizzo della parola 'negro', che fa parte del vocabolario della lingua italiana, per definire quell'etnia (razza, gruppo, genere) dalla melanina scura, una parola che da sempre è stata utilizzata per definire i... negri, appunto, e vorrei che qualcuno mi spiegasse da quando questa sia stata messa fuorilegge e, soprattutto, con quale decreto.
Rivendico, su un 'social', la possibilità di 'mandare a quel paese' (qualsiasi) in un impeto di rabbia, intere categorie di persone: gli zingari e i rodigini, i piemontesi e i turchi, i francesi e i tirolesi, i terroni o i mongoli, sia quelli che lo sono di razza che quelli che lo divengano per malattia. Cattivo e crudele. A volte volgare. Perché no? Sui 'social' possiamo e dobbiamo poterci esprimere, nel bene e nel male, nel più assoluto cinismo, sprezzo e disprezzo del prossimo. Qualsiasi limitazione è volgare ipocrisia e limitazione del pensiero.
Negare questo e queste libertà è rinnegare l'utilizzo stesso di Facebook, che nasce come 'bacheca' personale e di colloquio con i propri amici, che bene sanno quali siano i modi di dire personali e di chi scrive. Solo loro potranno accettare o negare i nostri comportamenti mediatici, darci o toglierci l'amicizia come segno di stima o di rimprovero.
Nel momento in cui perderemo tutti i nostri amici 'online' forse allora potremmo porci qualche domanda sui nostri comportamenti 'social', non certo per qualche inconsapevole, mai o mal spiegato presunto sballato comportamento non consono a leggi non scritte di Facebook.
Io posso scrivere la parola 'negro' mille volte e uscire a mangiare a pranzo e cena con 'neri' (va meglio?) che stimi tantissimo, senza per questo dovermi accodare al belante gregge di chi subisce una neolingua imposta dall'alto, peraltro non ufficialmente ma attraverso lo strisciante concetto da ritenersi acquisito del 'non sta bene' o del 'non si fa'.
Purtroppo, invece, per il piacere di continuare a dialogare con tanti amici e postare le foto che mi diverto a scattare, fra poche ore, scontata la 'galera social', sarò costretto a postare immagini di gattini, parlare dei pericoli attuali che corre il clima e di come sia bello accogliere quei bipedi chiamati migranti.
Dovrò adeguarmi all'ipocrisia imperante di un mondo ripugnante e in sfacelo, ostaggio di pochi padroni della mente che usano come scudi umani queste genti che dal nulla arrivano e nulla portano con sé.
Così come nel caso del vaccino anti-Covid, chino ancora una volta la testa, consapevole di quanto questo Coronavirus del pensiero sia nato già parecchi anni fa, e che di certo non basteranno un paio di punture per debellarlo.

martedì 12 ottobre 2021

Forza Nuova e l'assalto alla CGIL, l'ennesima montatura di una Sinistra senza vergogna

Sui fatti di Roma la Sinistra ha costruito la consueta demagogia
Per l'ennesima volta, quando la Sinistra si vede in pericolo, o meglio vede in pericolo il proprio potere che deve rimanere indiscusso e privo di confronti democratici, decide di scendere in campo in pompa magna, muovendo tutte le proprie enormi forze, sia del gregge urlante che ne segue ogni dettame e dettato, sia soprattutto del giornalismo fatto scendere in campo per innescare nuovi 'diktat' e forme di pensiero.
La demonizzazione di Forza Nuova, primo passo verso l'attacco feudale a Fratelli d'Italia, simbolo dell'avanguardia di una Destra che finalmente è riuscita a trovare una sua dimensione forte, parlamentare e credibile, è talmente delirante e vergognosa che potrebbe facilmente essere paragonata all'incendio del Reichstag di hitleriana memoria, in cui una presunta azione compiuta dal nemico i turno viene sfruttata per instaurare un nuovo regime del pensiero, instillare l'idea dello psicoreato, già introdotta, del resto, dalle varie commissioni Segre di turno.
Ed è così che si ha gioco facile nel fare assurgere un atto peraltro squallido e squadrista come l'assalto alla sede romana della CGIL, dove peraltro non mi pare si siano registrati morti o feriti gravi, a male e supremo e vergogna da estirpare, mentre vengono sottaciute le continue violenze che, durante ogni manifestazione, vengono sdoganate quando vengano compiute dai facinorosi dei Centri Sociali, dalla anarco-insurrezionalisti fiancheggiatori delle varie LEU e degli altri gruppuscoli dell'avida partitocrazia comunista, ci si dimentica del terrore prodotto (non solo sulle cose, ma anche sulle persone) dai black-bloc di Genova, della violenza quasi quotidiana dei No Tav e di quel personaggio che li ispira, quell'Erri De Luca esaltato da una mandria di esaltati che, per quello che vaneggia, meriterebbe il palco di un carcere invece di quello di un teatro.
E mentre il ministro Lamorgese consente ad arabi e stranieri in genere di scorrazzare, rigorosamente in maniera clandestina, all'interno del nostro Paese, con valigie in cui le donne sono contenute a pezzi, e permette a punkabestia e altro bestiame di varia natura di organizzare rave party a base di droga, e la gente, che di tutto ciò si è ampiamente rotta i coglioni e decide inevitabilmente di votare un partito che prometta più giustizia e ordine, ecco che, all'improvviso, arriva questo curioso assalto a una sede della CGIL, peraltro abbastanza poco sorvegliata dalle forze dell'ordine. Il tutto, ovviamente, in vista dei ballottaggi delle elezioni comunali e in mezzo allo stracciarsi delle vesti del 90% dei media, servo sdraiato del Governo in carica (da sempre).
In tutto ciò rimane la certezza che schierarsi a fianco dei ragazzi della Destra 'movimentista' divenga sempre più un'impresa coraggiosa e temeraria. La presunta libertà in cui per anni eravamo convinti di vivere nella nostra Repubblica, è sul punto di estinguersi. Non fosse solo che per questo è necessario schierarsi a fianco di Forza Nuova, anche se ne venisse dimostrata l'effettiva colpevolezza.

Uno stralcio da "Il Giornale": quegli strani errori che fanno sorgere sospetti

Matteo Salvini, su "La Verità", punta il dito sull'inadeguatezza della Lamorgese 

sabato 9 ottobre 2021

L'Europa si sveglia: basta accoglienza, alzare muri e filo spinato

Il muro di Berlino: abbatterlo fu un bene, rialzarlo pure
Un deciso stop alla politica dell'accoglienza e un ritorno al passato, quello inevitabile del controllo attento del territorio, del filtro attraverso le frontiere, quelle esistenti fino a pochi anni fa, non secoli, dove l'autorità di una nazione si esprimeva attraverso la sorveglianza dello spazio interno ai propri confini.
E così non è stata la solita Ungheria definita 'razzista e fascista' di Viktor Orban a chiedere e pretendere dall'Europa la libertà di poter realizzare nuovi strumenti per contenere l'irrefrenabile invasione di massa che tanto gioco fa ai partiti della Sinistra demagogica, che farebbe (e fa) carte false per accogliere gente senza patria né nome, tutti genitori (attuali o futurì) di una nuova imminente classe proletaria, inesauribile serbatoio di voti (una concezione errata, a mio avviso, in quanto la maggior parte di questi 'migranti' sono islamici, laddove l'Islam supera di gran lunga e soppianta l'ideologia comunista).
I nuovi strumenti, nel concetto pratico dei Paesi richiedenti, non sono vuote leggi volte a rimanere sulla carta, mentre orde di clandestini continuano a macinare chilometri accatastandosi e superando i confini nazionali, ma solide e resistenti mura con filo spinato, unica protezione contro chi cerchi di invadere uno Stato sovrano.
Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia (nell'elenco figurano tutti i Paesi del Gruppo di Visegrad) hanno scritto una lettera in comune e l'hanno indirizzata alla Commissione europea e alla presidenza di turno del Consiglio UE, detenuta dalla Slovenia, che non ha voluto sbilanciarsi sui contenuti ma che, in sostanza, si è accodata alle richieste diventando, in pratica, il tredicesimo anello della compagnia.
E l'Unione Europea, decisamente spiazzata sia da questa richiesta che dalla contemporanea decisione della Corte di Varsavia di rendere il diritto polacco superiore a quello continentale, ha risposto debolmente, come suo costume, incapace di assumere posizioni decise. In Italia le risposte sono state, al solito, vuote e demagogiche. Basti ascoltare le parole del cosiddetto 'leader' dell'ormai semi scomparso Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte: "Bisogna intervenire con una gestione europea". Vorrei chiedere all'ex presidente Conte cosa cazzo voglia dire 'gestione europea' dei presunti 'migranti', se non accogliere altri islamici e sbandati vari entro i confini di un'Europea ormai etnicamente sconvolta e che, assolutamente sì, ormai è obbligata ad assumere una risposta militare verso l'invasione.
L'unico appunto, forse inevitabile, da parte dell'UE, la puntualizzazione che non si potranno usare fondi europei per la costruzione delle barriere di contenimento, come richiesto dai '12'. Ma già l'inevitabile abbassare la guardia e alzare le mani da parte di Bruxelles di fronte all'inevitabile rappresenta un grande successo per chi voglia fare tornare l'Europa un continente abitato da genti etnicamente legate a un concetto di cultura e democrazia univoco, senza inquinamenti di etnie abituate alla sopravvivenza tramite la violenza, lo stupro e il ladrocinio quotidiano.

mercoledì 6 ottobre 2021

Quella mascherina all'aperto segno di un'umanità idiota

Le vedo in giro, e sono tante, queste persone dotate di mascherina all'aperto. E mi chiedo quale sia il profondissimo motivo che le ottenebri a tal punto dal non capire che la mascherina, se cammini da solo per la strada, ma anche se lavori da solo in un ufficio, a meno che tu non disprezzi e sottostimi il tuo essere a tal punto da ritenerti un virus formato gigante, non serva fondamentalmente a un cazzo.
Non posso non citare la collega Chiara Del Fiacco che, in un articolo molto interessante pubblicato sul nuovo numero de "Il Primato Nazionale" (vedi rubrica "Nemef", pag.   62), sottolinea come numerosi studi dimostrino come il quoziente intellettivo medio della popolazione mondiale sia in caduta libera.
Un impoverimento del pensiero dovuto direttamente a un depauperamento del 'logos', ovvero a un linguaggio sempre più 'deverbalizzato' e declinato al tempo presente. Aggiungo però la personale opinione, alla corretta analisi della Del Fiacco, di come l'inizio di questo disastro lessicale, e quindi mentale, sia da ascriversi al primo periodo della televisione berlusconiana e a quel suo "Drive In" di basso boccaccesca memoria, un insieme di lazzi da bar di periferia utile nel cominciare ad appiattire lentamente le menti del pensiero. Non è un caso che programmi simili siano andati in onda in tutte le televisioni delle presunte democrazie occidentali, asservite a gruppi di potere raffigurati ora a partiti della Sinistra, altre volte, come nel caso di Silvio Berlusconi, di un finto conservatorismo di Destra, che mischiava le tette al vento alla Santa Messa della domenica, il puttanesimo da boudoir alla risata da camionista.
Si è arrivati ai tempi nostri, dove impera categorico, sotto qualsiasi latitudine politica, l'antico proverbio lombardo “Chi vüsa pusè la vaca l'è sua“ (tradotto “Chi grida di più si prende la vacca“). Una tecnica ormai imperante secondo la quale è sufficiente spararla grossa in prima pagina per distruggere l'avversario.
E, sempre ai tempi nostri, ecco la creazione di personaggi da fumetto, le varie Greta Thunberg, o di realtà parallese al limite e oltre il surreale, come il Black Lives Matter, con l'invenzione di realtà assurde e distopiche, dove si crea un 'nemico' da abbattere e contro cui qualsiasi operazione diventa lecita, nel nome di un copione scritto da attenti demagoghi della politica.
Il virus del Covid, probabilmente creato in laboratorio, è stato un coadiuvante perfetto in questo senso, levando dalla strada gli ultimi esseri 'pensanti' e 'senzienti', dotati di critica, coloro che esprimano dubbi e financo proteste. Chi 'pensa', chi si oppone, chi è contro, rappresenta il male: nella 'reductio ad hitlerum', per citare Diego Fusaro, ci sta dentro tutto. Se ritieni un idiota chi gira con la mascherina da solo per strada, probabilmente non ti sei nemmeno vaccinato, o comunque hai orrendamente pensato che sia sbagliato farlo (lo psicoreato di orwelliana memoria), in qualche momento della tua vita hai pensato che la terra sia piatta, che il dio cristiano abbia costruito il mondo in sette giorni; di più, in casa sei un violento, odi le donne e i 'diversi', forse sei stato anche predatore seriale di minorenni, nutri simpatie per il nazismo e distruggi quotidianamente un pezzetto di foresta amazzonica. E, ovviamente, è sufficiente cadere in uno di questi 'reati della mente' per essere accusato automaticamente di tutti gli altri.
Resto così, in piedi, a osservare il presunto imbecille con la mascherina, camminare in solitaria all'aperto. Poi gli concedo la possibilità, come del resto è capitato anche a me, che si sia semplicemente dimenticato di togliersela una volta uscito da un luogo di assembramento. E tutto questo discorso va automaticamente a farsi benedire. Non si sa mai, però, meglio portarsi avanti rispetto alla stupidaggine mondiale...

sabato 25 settembre 2021

L'inutile lezioncina della Lamorgese: mentre stranieri e rave devastano il Paese, si tappa la bocca agli italiani

Luciana Lamorgese (foto Il Fatto Quotidiano)
Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, prosegue con le sue inutili 'lezioncine' fondate sulla sabbia.
Mentre l'Italia viene percorsa da extracomunitari e stranieri in genere che rubano, stuprano e violentano, per non parlare degli italiani che scorrazzano a suon di rave party e spaccio di droga, tipo quelli dei centri sociali (collegati alla parte 'sinistra' del governo cui la Lamorgese è attaccata mani e piedi), la 'ministra' si mette a puntare il ditino sul cosiddetto 'fenomeno dell'incitamento all'odio', ovvero il mondo social, quello in cui si trova veramente di tutto, compresi ovviamente gli insulti smodati che naturalmente sgorgano in un ambiente dove la scrittura libera lascia democraticamente spazio al pensiero di tutti.
Ma per la Lamorgese, invece di affrontare i reali problemi del Paese, è più facile condannare le inezie che, peraltro, sono comunque irrisolvibili, a meno che non si voglia limitare anche le libertà di pensiero e di insultare, che devono essere sempre tutelate, anche se non ci piacciono alcune delle idee che dal web nascono e prosperano.
"Negli ultimi anni il fenomeno dell'incitamento all'odio per motivi di discriminazione è diventato un fenomeno sempre più invadente e corrosivo - dice la Lamorgese -. A favorirlo l'accessibilità delle tecnologie della comunicazione e l'anonimato che la rete offre". Parole vuote, ma che paventano il rischio, in un momento in cui la libertà di circolazione e di scelta sono già pesantemente limitate, di una ulteriore stretta al mondo del web e della libertà di espressione. Un atteggiamento di intolleranza assolutamente intollerabile. 
Personalmente sono favorevole a uno stato di polizia, certamente, ma verso chi delinque e non nei confronti di chi pensa con la propria testa. Si utilizzi pure il manganello contro chi occupa le case e chi danneggia la proprietà privata, non certo contro quei privati che esercitano, pagando le tasse, il proprio diritto a pensare, a disprezzare e perfino a odiare chi li rappresenti, evidentemente, molto ma molto male.

giovedì 2 settembre 2021

Luciana Lamorgese, il ministro fantasma reintroduce il reato di opinione

Una foto ANSA di Luciana Lamorgese dal quotidiano "La verità"
Fa piacere notare come finalmente, dopo mesi, ma forse anni, in cui le forze di polizia e di difesa italiane parevano relegate nella soffitta dei sogni dimenticati, siano finalmente tornate alla luce, prepotentemente impiegate nei confronti di quegli italiani, tutti pagatori di profumate tasse, che abbiano nella loro mente formulato uno psicoreato difficile da perdonare: ovvero il pensiero che, sulla questione Covid-19 ci sia qualcosa, e forse più di qualcosa, di assai poco chiaro.
Un qualcosa che riguarda la sua origine, che ci vorrebbero far credere proveniente da un orsetto lavatore dell'entroterra cinese, quando di lì a pochi metri opera indisturbato un laboratorio chimico militare che, guarda caso, proprio i coronavirus studia e produce.
Un qualcosa che riguarda la sua gestione, che ha gettato oltre il baratro economico e sociale milioni di cittadini nel mondo e in Italia certamente, in particolare quella piccola borghesia produttiva che, guarda caso (ci ripetiamo), vota nella sua gran parte orientandosi verso il Centro-Destra, lasciando praticamente intonse le condizioni di vita, se non migliorandole, dei cosiddetti impiegati pubblici e statali in genere, ovviamente fautori dello 'status quo'.
Un qualcosa che riguarda la sua cura, esercitata attraverso una serie di vaccini diversi tra loro, espressione di potenti case farmaceutiche, riconosciute a volte sì a volte no a seconda della provenienza geografico-politica della produzione, a volte mischiati senza coscienza fra prima e seconda iniezione, senza dimenticare che questi stessi vaccini non sono mai stati testati, al contrario di quelli classici che normalmente affrontiamo nel corso della nostra vita. E che, come conseguenza, vengono testati in questo stesso momento su di noi, lungo un corso temporale che riguarderà non solo quest'anno, ma anche i prossimi. Uno, due, tre, e forse di più. Al saldo del fatto che, se test su di noi vengono condotti, a questo punto è lecito intuire come su qualcuno di noi non venga iniettato alcun vaccino, ma il classico placebo che agli studiosi serve nel momento in cui si debbano tirare le somme conclusive su detti studi.
Ecco, a fronte di tutto ciò, chi osi esprimere un dubbio contrario viene sommariamente definito 'no vax', un po' come quando, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, bastava non essere stati comunisti per venire immediatamente bollati come 'fascisti' o comunque collaborazionisti della Repubblica di Salò e, come conseguenza, fucilati a un angolo di strada o, nel migliore dei casi, rapati a zero.
Escludendo e condannando, ovviamente, gli eccessi deliranti di alcuni dementi sobillati da alcune frange estreme di una certa presunta politica 'militante', su cui ovviamente alcuni media opportunamente 'teleguidati' hanno sguazzato come le cozze nella padella, abbiamo avuto la conferma dell'esistenza di Luciana Lamorgese, al secolo ministro dell'Interno confermato del Governo Draghi, detto anche 'il banchiere'.
Una vera e propria apparizione 'lourdiana', a lungo attesa ma mai concretizzatasi. Un miracolo degno dello scioglimento del sangue di San Gennaro e della scoperta dell'esistenza del Molise.
L'abbiamo attesa invano nella periferia di Milano ormai ridotta a una Casbah, attorno alla Stazione Centrale, dove maghrebini, africani e mediorientali in genere spacciano indisturbati e si prendono a bottigliate in testa un giorno sì e l'altro pure, nelle zone dimenticate dove trapper trasformati in improbabili musicisti 'convocano' le proprie truppe sballate per festini improvvisati a base di musica a tutto volume, ne abbiamo cercato invano le tracce durante i vari 'rave' organizzati lungo la penisola, in cui spaccio e distruzione regnavano indisturbati, ne abbiamo pregato la presenza mentre clandestini d'ogni dove, con la scusa di guerre strumentalizzate all'occorrenza, invadono sciamando per l'Italia e ancor di più ora, incapaci di distinguere tra un afghano, un pakistano e un marocchino, sempre più trasformandola in una succursale islamica.
Ad averlo saputo prima, sarebbe bastato gridare al 'no vax' molto tempo prima, una sorta di 'untore' manzoniano, per vedere spuntare vagonate di VoPos celeri, efficienti e spietati.
Ormai è questo il problema del mondo. Il No Vax. Lo si sostiene da sempre a Sinistra, pronta da tempo immemore a schierarsi sempre e solo con lo Stato e sempre e solo contro il Cittadino, ma ora lo si sostiene anche da una gran parte del cosiddetto CentroDestra, dalla pavida Forza Italia, impaurita dalle probabili accuse di sedizione, ma anche, orrore, dalla stessa Lega che, invece di abbattere la statua di sale della Lamorgese, ha deciso di chinarsi a una 'realpolitik' che l'allontana dalla propria base.
Per cui, ormai sempre di più, 'no vax' (dando per scontato che venga considerato tale chiunque osi sollevare la mano per porre un quesito o pretendere una spiegazione) uguali a Casapound, a quella Destra estrema che gira ancora con l'immaginetta del Duce nel borsellino, che si trova al 'campo' tal dei tali a braccio alzato urlando 'a noi' e che si iscrive al gruppo Facebook della 'X Mas' perché "quando c'era lui" era sicuramente meglio di "adesso che c'è lei".
Siamo ridotti a questo punto. A questo livello di caos, prima ancora mentale che istituzionale. Ma è difficile capire dove finisca il primo per far posto al secondo o se non siano invece entrambi intrinsecamente uniti in un abbraccio mortale.

mercoledì 18 agosto 2021

Covid nato per caso, cocktail di vaccini, BLM e dialogo con i talebani, la 'devoluzione' dell'uomo è completa

Booji Boy, il ragazzo 'idiota' protagonista dei video dei Devo
Il QI dell'umanità dev'essere paurosamente sceso in questi ultimi anni, e un extraterrestre sceso sulla Terra a distanza di mezzo secolo forse penserebbe di avere a che fare con una specie umana diversa, o addirittura con un animale incrociato con qualche bipede minore.
Quali storture devono essersi messe in moto nel cervello umano per convincerlo ad accettare l'inaccettabile?
Come può un'intera umanità essersi 'bevuta' la storiella, costruita a uso e consumo della Cina, che il Covid-19 sia 'casualmente' arrivato attraverso un orsetto della giungla dell'entroterra di Wuhan, quando in quella medesima area prospera un laboratorio chimico militare che opera sugli stessi virus?
Come può un'umanità che si dica tale avere subito impotente il tragico balletto dei vaccini e delle 'bufale' correlate al comportamento anti-Covid, dalle mascherine prima inutili e poi obbligatorie pena l'arresto, fino al leggendario 'cocktail dei vaccini', prima sbandierato come migliore soluzione per debellare l'infezione e poi resettato sotto al tappeto del silenzio per evitare guai peggiori?
Come può una consistente parte di mondo essersi indignata per la morte di un criminale di colore, ucciso sì in maniera violenta da un poliziotto americano, ma certamente non di più di migliaia di altri criminali di tutto il mondo, per cui, peraltro, la morte dovrebbe essere un 'rischio calcolato' del mestiere? Una morte da cui poi nascerà tutta la litania mediatica del Black Lives Matter...
Arriviamo allo zuccherino finale, quel dialogo auspicato con i talebani da parte dell'Occidente, una frase che già di per sé rappresenta un ossimoro, perché non è possibile 'dialogare' con gente che decapita i propri nemici, che lapida le donne in strada e che crede di essere attesa da decine di vergini in cielo se riuscirà a immolarsi nel nome del proprio dio.
Ecco. Pare così arrivare a conclusione, o comunque a un buon punto, quella 'devoluzione' di cui parlavano i Devo sul finire degli anni '70, in brani tanto acuti quanto graffianti, musica elettronica alterata da quella fine percezione che solo il movimento post-punk di quel periodo seppe cogliere. "Jocko Homo" e "Mongoloid" sono due canzoni che rappresentano appieno il traumatico momento vissuto da un'umanità ormai 'schiava' di un'informazione distorta e guidata dai grandi 'social' del momento. Non molto di cui vantarsi, semmai un passo ulteriore verso il baratro di una 'de-intelligenza' sempre più palpabile e sempre meno rilevata da una plebe di 'utili idioti'.

martedì 3 agosto 2021

Rosemary Fairweather, lo shoegaze e un viaggio accanto al 'paki'

Meraviglie della musica shoegaze e di una delle sue ultime epigoni, Rosemary Fairweather, giovane torontina dal nome melodico che, con voce angelica e sognante, ha accompagnto il mio ultimo viaggio in treno da Udine a Milano. E da lì, nell'affollata metrò cittadina, a dispetto del Covid, mentre seduto al mio fianco c'era il classico 'paki' d'ordinanza, che di questa musica e della sua bellezza non capirà mai un emerito cazzo.
"Chemicals" è sicuramente uno dei pezzi forti di Rosemary, assieme a "Feel Better", mentre io sì, 'feelio molto bettero' viaggiando sulle note di questo rock allegro, ma pungente, abile mix fra neopsichedelia e post-wave con una spruzzata di elettronica.
Viaggio finalmente 'on the moon', sopra la testa del cialtroname che mi circonda, e corro attraverso il tempo. Fino a quando un altro brano riparte, la voce suadente di Rosemary (grande fan degli XTC, e si sente, anche se io ci aggiungerei i Prefab Sprout) mi conduce per mano nello spazio, zigzagando come in una pista da sci fra i ricordi disseminati lungo l'arco degli anni, le facce conosciute e quelle baciate, mai dimenticate, piastrelle di un mosaico lunare che, passo dopo passo, ha visto snodarsi la mia vita in musica, fra labbra calde assaporate e quelle solo desiderate.
Mentre il 'paki' è ancora al mio fianco e mi osserva stranito con la coda dell'occhio muovere ritmicamente gambe e piedi come se stessi suonando la batteria. Ma è islamico, e che cazzo ne capisce dello 'shoegaze', lui.
Leggi anche: a Toronto, la notte in cui conobbi i We Are Enfant Terrible

sabato 22 febbraio 2020

Coronavirus Italia, forse era meglio chiudere i porti

Dalla Lega il primo allarme (Correre della Sera, 1 febbraio)
Il Coronavirus ci è scoppiato in mano. Fino a tre giorni fa tutti noi, me compreso, ci spendevamo in battute simpatiche e starnuti posticci. Ora in Italia ci sono due morti, decine di contagiati, centinaia in pectore (è proprio il triste caso di dirlo) e la prospettiva di una pandemia non controllabile.
Il Governo e Giuseppe Conte continuano con la litania da orchestrina del Titanic, dovunque, soprattutto a Sinistra, proseguono gli appelli a 'combattere la paura', fino ad arrivare a stupide quanto irriverenti cene di solidarietà in ristoranti cinesi.
Una nazione si basa su un requisito fondamentale: i confini che la definiscono. E, di conseguenza, il controllo di questi confini. Un controllo che doveva essere severo e non lo è stato, seguendo i consueti crismi del 'buonismo' accogliente cattocomunista.
Ormai è troppo tardi, come si dice in gergo 'i recinti sono aperti e i buoi sono scappati'. O meglio, sono entrati in Italia. Da troppo assistiamo allo scempio di un'accoglienza indiscriminata, con l'esaltazione assurda della Carola Rackete di turno e della continua prevaricazione della legge da parte di organizzazioni prezzolate.
Chi si oppone a questo sistema viene sbrigativamente definito 'razzista' e 'fascista'. Continuiamo pure a farci invadere da assassini, terroristi, stupratori e ora, anche portatori di virus.
L'Italia non è mai stata così incerta. L'unica cosa certa è l'arrivo, anche a casa nostra, del Covid-19.