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venerdì 4 marzo 2022

L'Islam torna a colpire, 56 morti in Pakistan

Una drammatica immagine dell'attentato
Mentre l'Europa si lecca le ferite mortali di una guerra fratricida, i combattenti dell'Islam hanno messo a segno una nuova strage.
Sono ben 56, per ora, i morti accertati dell'attacco suicida rivendicato dall'ISIS contro una moschea a Peshawar, nel Pakistan.
Lo ha annunciato l'agenzia 'di propaganda' Amaq dell'organizzazione jihadista.
"Un combattente suicida dello Stato islamico è riuscito a entrare oggi in una moschea sciita a Peshawar, dopo aver sparato a due poliziotti pakistani che la sorvegliavano, uccidendone uno e ferendo il secondo", si legge in un comunicato dell'agenzia trasmessa sui social network. Ha poi "fatto esplodere una cintura esplosiva in mezzo agli sciiti", conclude il comunicato. (fonte: ANSA-AFP)

giovedì 20 gennaio 2022

L'Islam colpisce ancora: 26.enne condannata a morte per avere condiviso immagini 'sacre'

Religione islamica, ancora follia (foto Yahoo Sports)
L'Islam colpisce ancora una vittima innocente: una giovane 26enne musulmana è infatti stata condannata a morte per impiccagione da un tribunale di Rawalpindi, in Pakistan, che l'ha dichiarata colpevole di blasfemia.
Secondo i giudici, Aneeqa Ateeq, avrebbe commesso il reato di condividere su Whatsapp e Facebook immagini ritenute 'offensive' del profeta Maometto e di altre figure sacre, tra cui una delle sue mogli.
"Ha deliberatamente e intenzionalmente contaminato personalità sacre e rette, insultando le credenze religiose dei musulmani", sono state le deliranti frasi vergate dai giudici islamici, riferendosi all'invio di materiale considerato blasfemo ad altri account 'social'.
L'imputata ha respinto le accuse raccontando di essere stata trascinata nella discussione religiosa da un suo coetaneo pachistano, incontrato 'online' nel 2019 tramite un'app di 'gaming'. Successivamente sarebbe stato proprio questo personaggio a denunciarla alle autorità, ma per Ateeq si sarebbe trattato di una vendetta perché aveva declinato la richiesta di "essere più gentile" con il ragazzo.
"Non posso commentare il giudizio in quanto la questione è molto delicata" ha dichiarato il suo avvocato, Syeda Rashida Zainab.
La speranza è che, come accaduto già in passato, la pena venga commutata in vent'anni di carcere. Il tutto per la pubblicazione di un'immagine sacra. Questo è lo stesso Islam che sta invadendo l'Europa. (fonte della notizia: AGI)
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lunedì 29 novembre 2021

Follia islamica, tentano di linciare persona accusata di avere bruciato copia del Corano

Studentesse pakistane obbligate a indossare il burqa integrale
L'ennesima dimostrazione di quanto possa essere violenta la religione islamica arriva dal Pakistan, dove una folla inferocita di persone 'comuni', non militanti o 'deviazionisti', ha dato alle fiamme una stazione di polizia nella provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, dopo che gli agenti avevano rifiutato di consegnare un uomo accusato di avere 'dissacrato' il Corano.
Un ufficiale ha affermato che la polizia aveva arrestato una persona, forse mentalmente instabile, con l'accusa di avere bruciato una copia del libro 'sacro' per i musulmani.
Numerosi abitanti della zona si sono quindi radunati davanti alla stazione di polizia dove l'uomo era stato portato, chiedendo che fosse consegnato loro per 'punirlo'. "Quando la polizia ha rifiutato - ha spiegato l'ufficiale - la folla ha attaccato la stazione. L'arrestato è stato portato al sicuro, ma non è stato possibile impedire agli assalitori di dare fuoco all'edificio".
Nel novembre del 2014 nella provincia orientale del Punjab una coppia di cristiani era stata bruciata viva da una folla che li accusava di avere 'dissacrato' il Corano.
E' gente come questa che noi andiamo a 'salvare' in mare, a persone come queste consentiamo di entrare nel nostro Paese. Esiste un altro virus che, come il Covid, è composto di cinque lettere: si chiama Islam.

sabato 17 luglio 2021

Pakistan, figlia dell'ambasciatore afghano rapita e torturata

Nella foto, l'influencer afghana Ayeda Shadab
Il governo dell'Afghanistan ha riferito che la figlia dell'ambasciatore afghano in Pakistan venerdì è stata "rapita per diverse ore e gravemente torturata da individui sconosciuti" a Islamabad.
Secondo una dichiarazione ufficiale, Silsila Alikhil, la figlia dell'ambasciatore Najibullah Alikhil, è stata rapita mentre tornava a casa. "Dopo essere stata rilasciata dalla prigionia dei rapitori, Alikhil è sotto cure mediche in ospedale", riferisce una nota del ministero degli Esteri afghano. Il governo dell'Afghanistan ha anche sollecitato Islamabad a portare avanti indagini e a proteggere i diplomatici afghani.
Da parte sua, il ministero degli Esteri pakistano ha dichiarato che Alikhil è stata aggredita mentre "guidava un veicolo a noleggio a Islamabad". A seguito dell'incidente, la sicurezza dell'ambasciatore e della sua famiglia è stata rafforzata, le forze dell'ordine stanno cercando di rintracciare e arrestare i colpevoli per assicurarli alla giustizia.
Il ministro federale pakistano, Sheikh Rashid Ahmad, ha affermato che saranno utilizzate tutte le risorse per arrestare le persone coinvolte "nel rapimento della figlia dell'ambasciatore afghano" e ha aggiunto che la polizia di Islamabad è in costante contatto con la ragazza e la famiglia del diplomatico. (fonte: ANSA)

domenica 4 luglio 2021

Pakistan, poliziotto uccide uomo assolto da blasfemia contro Maometto

La notizia pubblicata dalla Reuters
Arriva dal Pakistan, lo stesso Paese di cui era originaria Saman Abbas, la giovane uccisa dai genitori in Emilia, un'altra efferata notizia legata al fanatico mondo islamico, quello stesso mondo che tenta pateticamente di nascondere i suoi intrighi e i suoi estremismi nelle trasmissioni televisive italiane in cui alcuni suoi rappresentanti sono indebitamente invitati: un poliziotto ha ucciso con un coltello da macellaio un uomo assolto cinque anni fa da un tribunale con l'accusa di, udite bene, blasfemia, dove per 'blasfemia' si intendeva una frase scritta sul social Facebook nella quale si recava offesa al profeta Maometto. Sì, nel libero mondo islamico, si può finire processo per blasfemia. Ma si può anche essere assolti. Il che però indigna i tantissimi credenti in Allah, Maometto e chi più ne ha più ne metta. E così, Waqas Ahmed, il 'bestemmiatore' che, nel lontano 2016, era riuscito a evitare la galera, non ha potuto però evitare, ben cinque anni dopo, un altro tipo di giustizia. Non quella tremebonda divina musulmana, ma quella di un poliziotto che, da ben cinque anni, tramava la 'vendetta', perché un vero islamico non poteva certo lasciare libero un peccatore simile.
Abdul Qadir, questo il nome del poliziotto, della stessa tribù e villaggio di Ahmed, lo ha aggredito in un villaggio del Punjab, ferendo, durante la colluttazione, anche il fratello della vittima. Subito dopo si è consegnato alla polizia. D'altra parte, si sarà detto, se un omicidio è fatto nel nome di Allah, chi potrà mai criticarmi?