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mercoledì 5 gennaio 2022

Taiwan compra il rum della Lituania, la Cina s'infuria

E' il rum la nuova 'via della seta' che unisce il filo sottile che lega Taiwan alla Lituania, uno dei pochissimi Paesi a intrattenere relazioni con la nazione che rimane l'antitesi della Cina comunista.
Il governo di Taipei ha infatti acquistato 20.400 bottiglie di rum dalla Lituania, dopo il boicottaggio di fatto imposto dalla Cina alle aziende lituane nell'ambito di uno scontro diplomatico per l'uso del nome Taiwan nell'ufficio di rappresentanza aperto a novembre da Taipei a Vilnius, considerato di fatto la sua ambasciata.
Il carico, ha annunciato la compagnia statale di alcol e tabacchi di Taiwan (TTL), è stato ordinato dopo aver appreso che era stato bloccato da Pechino.
"La Lituania ci sostiene e noi sosteniamo la Lituania. TTL invita a brindare a questo", ha dichiarato la compagnia in una nota, citata dal South China Morning Post.
Da quando Vilnius ha annunciato di voler creare reciprocamente uffici diplomatici con Taiwan, Pechino ha lanciato una serie di rappresaglie commerciali. Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha tuttavia affermato che aver usato il nome Taiwan nella sede istituita a Vilnius è stato un "errore", sottolineando di non esserne stato informato. (fonte: ANSA)

giovedì 25 novembre 2021

Lituania, il piccolo stato conservatore che fa arrabbiare la Cina

Gabrielius Landsbergis con Svetlana Thykanovskaya (foto da Twitter)
Davide contro Golia, una volta di più. La piccola Lituania si schiera a fianco dell'altrettanto piccola Taiwan, di cui osa sostenere le ragioni contro la potente Cina, nei confronti della quale i 'nuovi' potenti Stati Uniti di Joe Biden, mai così deboli, hanno deciso di inchinarsi su quasi tutta la linea.
Il Paese baltico, infatti, dal 1990 nuovamente indipendente, ha di recente consentito alla Repubblica Democratica cinese (così si chiama ufficialmente, con magno disdoro di quella... Popolare) di aprire un ufficio di rappresentanza a proprio nome. Non solo, sempre il governo di Vilnius ha deciso di accogliere sul proprio territorio Svetlana Thykanovskaya, leader dell'opposizione bielorussa che aveva sfidato il dittatore Alexander Lukashenko alle contestate elezioni presidenziali dello scorso anno.
Giusto per fare incazzare, oltre ai cinesi, pure i russi, che di Lukashenko sono simpatici 'amici'.
Ed è lo stesso ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, a dichiarare come la Lituania stia mostrando al mondo un modo reale per resistere alla crescente pressione della Cina, diversificando le catene di approvvigionamento e lavorando a fianco delle altre democrazie.
Durante una visita a Washington, Landsbergis ha affermato di avere parlato con alti funzionari statunitensi degli sforzi della Lituania per ridurre la dipendenza dalla Cina per le forniture e ha chiesto sforzi a lungo termine per aiutare le altre nazioni ad affrontare simili pressioni.
"Penso che la più grande lezione della Lituania sia che la coercizione economica non significhi necessariamente che un Paese debba allontanarsi da decisioni di politica estera indipendenti", ha detto Landsbergis alla France Presse, "probabilmente sarai minacciato, verrai sgridato nei titoli dei media cinesi, ma ciò nonostante, puoi resistere". Mentre le nazioni autoritarie parlano del fallimento della democrazia, "devo dire che l'unica debolezza delle democrazie è non essere in grado di aiutarsi a vicenda", ha aggiunto il ministro lituano.
La Lituania, retta da un governo conservatore, come la maggioranza delle nazioni, riconosce solo la Cina e non Taiwan, una democrazia autogovernata che Pechino considera una provincia in attesa di riunificazione. Vilnius ha permesso però a Taiwan di aprire un ufficio nella capitale a proprio nome (oltre ad aver bandito Huawei dalla sua rete 5G), portando la Cina a declassare i legami sia diplomatici che commerciali con lo Stato baltico.
Una rappresaglia che rafforza la percezione che lo strumento principale della Cina "non è la diplomazia" ma "la posizione di potere e coercizione nei confronti delle nazioni", ha osservato Landsbergis. "I Paesi sentono che c'è questa spada invisibile di Damocle appesa sopra le loro teste" se contrariano la Cina, ha concluso il ministro. (fonte: AGI)
Leggi l'articolo de "Linkiesta": "La lezione della Lituania al resto del mondo su come si trattano i regimi"

venerdì 28 maggio 2010

Ecco che fine ha fatto Man-Lo del Grande Fratello

Chi conosce Man-Lo? Forza, fatevi avanti. Man-Lo, al secolo Man-Lo Zhang, è stata una concorrente cinese (l'unica cinese) del Grande Fratello italiano (il sesto). Ora, di quella trasmissione praticamente non so nulla, ma il fato ha fatto sì che 'rischiassi' di incrociare sui miei passi la bella (più o meno) cinesina. Sarebbe dovuta venire qui, a Toronto, per prender parte a uno spettacolo di tre serate organizzato dall'Associazione Giovani Italo-Canadese (Agic). "Animelle 1 euro per pound" il titolo della piece messa in piedi da Rocco Ricciardulli. Purtroppo però, per me e per la simpatica Man-Lo, la cinesina è stata costretta a rimanere in Italia da problemi di visto, e pertanto sostituita con una conturbante modella romagnola (così lei tiene a precisare) di origine taiwanese. Lo spettacolo non dovrebbe essere male: si parla di umanità sfruttata e disperata, oltre che di prostituzione. Temi forti, che qui, nella comunità italiana di Toronto, hanno fatto fatica a far vendere biglietti. Per cui, se vi capita di passare in Canada in questo week-end, venite pure a vederlo. E poi raccontatelo a Man-Lo.

Vedi: Debora Mancini, bellezza e comicità intelligente