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mercoledì 18 gennaio 2023

Prima cena con Glovo, i miei ringraziamenti ad Ali

Il sacchetto con la mia cena, arrivato grazie ad Ali
Prima esperienza con Glovo, sostanzialmente positiva.
Non sono molto favorevole a questo sottoprodotto della 'consegna enogastronomica', spesso collegato alle 'catene' di ristoranti e fast-food, primi prodotti della Globalizzazione, e tendenti allo sfruttamento di manodopera sottopagata e, nella quasi totalità, straniera.
Fuori però, nella Milano di gennaio, faceva freddo, avevo voglia di un pasto caldo e così, in questo caso, mi sono piegato. Tre hamburger da McDonald's, trasportati in meno di venti minuti da Ali, che ha sfidato la temperatura glaciale per portarmi in orario i panini, ancora caldi sebbene, ma questa non è colpa certo di Ali, scarsi di salse, che ho provveduto personalmente a rimpinguare.
Al mio personale 'cameriere su due ruote' ho lasciato due euro di mancia, ringraziandolo con un bel sorriso e dandogli del 'lei'. Chissà perché, troppo spesso, decidiamo di dare del 'tu' agli extracomunitari, con un falso sentimento di amicizia, quasi un ammiccamento di confidenza che non esiste e non potrà mai esistere, perché troppo diverse sono le nostre vite. Il rispetto però, quello, non deve mai mancare, e sono lieto che Alì, con il suo sorriso e la sua 'professionalità', mi abbia ricacciato in gola alcune espressioni 'forti' che sono solito usare quando mi esprimo, a volte in maniera troppo frettolosa, sul mondo degli extracomunitari, clandestini o meno, arabi in particolare.
Al prossimo ordine, quindi. Per questa volta è stato un piacere.

sabato 23 ottobre 2021

Putin contro le teorie 'gender': "Sono pratiche mostruose"

Vladimir Putin (foto Kremlin.ru)
Va in scena in questi giorni, a Sochi, l’annuale meeting del Valdai Club, il più importante think tank politico russo. Ne parla "Il Primato Nazionale" in un bell'articolo di Lorenzo Berti, in cui vengono analizzati alcuni dei punti sottolineati dal presidente della Russia, Vladimir Putin, il cui discorso è stato il momento centrale della manifestazione.
Mai come in questo momento la repubblica russa sembra essere l'ultima ancora di salvataggio per quelli che sono i veri valori occidentali legati al concetto di libertà, contro ogni deriva legata al caos del multiculturalismo forzoso, facciata desiderata da tutti coloro che ambiscono a un'"Europa Senza Volto" e senza più punti di riferimento, vittima di una 'cancel culture' ancora più profonda di quella americana, perché minata dal cambiamento radicale della struttura etnica che ne costituisce l'ossatura.
"Gli sconvolgimenti socio-culturali che si verificano negli Stati Uniti e nell'Europa occidentale non sono affari nostri. Non ci immischiamo - dice Putin, nella tradizione del PN -. Qualcuno in Occidente è convinto che la cancellazione aggressiva di intere pagine della propria storia, la discriminazione della maggioranza nell'interesse delle minoranze o l’abbandono di concetti basilari come mamma, papà, famiglia e persino delle differenze di genere sono pietre miliari del cammino verso il rinnovamento sociale. Ancora una volta voglio sottolinearlo: questi sono affari loro, chiediamo soltanto di non venire con queste idee in casa nostra".
Scorrendo l'articolo del Primato, si incontra anche la posizione di Putin sull'argomento gender: "La pratica in alcuni Paesi occidentali di insegnare ai bambini che possano cambiare sesso, facendogli prendere decisioni che potrebbero rovinargli la vita, è mostruosa, un crimine contro l’umanità in nome del progresso".
Tanto basti per capire come, per l'ennesima volta, come sia necessario guardare a Est per ritrovare un autentico 'spirito europeo' (forse addirittura cristiano), evitando così di farsi trascinare nel 'buco nero' della globalizzazione forzata. 

martedì 23 febbraio 2021

Youtube censura Silvana De Mari, lei trasloca su Rumble

Il profilo di Silvana De Mari su Rumble
Con l'ennesimo atto di 'dittatura del pensiero unico' il social Youtube ha chiuso il canale di Silvana De Mari, ottima giornalista, medico e collaboratore del quotidiano "La Verità".
E' la stessa De Mari a segnalarlo sul proprio profilo Twitter: "Youtube ha definitivamente chiuso il mio canale". Aggiungendo, sempre sullo stesso profilo, dove poter trovare i propri video: "Da oggi i miei video saranno caricati su RUMBLE".
La ricerca di piattaforme alternative, nel nome della libertà di espressione, continua. L'invito è quindi quello di seguire coloro che abbiano il coraggio di 'pensare altrimenti', per citare il titolo di un libro del filosofo Diego Fusaro.

domenica 20 settembre 2020

Votare per contrastare il delirio dei presunti antifascisti

Il titolo del quotidiano "La Verità" di sabato
Un titolo illuminante quello scelto dal quotidiano "La Verità" di ieri: il voto che gli italiani produrranno nella giornata di oggi, a prescindere dal suo esito, sarà la testimonianza di come le persone possano tornare a essere 'popolo' invece di 'massa', gregge addomesticato dai media asserviti al potere, la grande stampa, le televisioni di Stato e parastatali, gli organi che diffondono il presunto 'rischio' di un cosiddetto fascismo del tutto inesistente, sfruttando l'ultimo morto, di qualsiasi colore (di pelle) esso sia, costruendo trasmissioni sul nulla, quando il vero pericolo, sottaciuto da anni, da sempre, è quello dell'invasione e della delinquenza provocata da quei clandestini, arma di distruzione di massa nelle mani dei grandi poteri occulti tesi alla globalizzazione e al dissolvimento culturale dell'antica cultura europea.
Riconoscere il vero pericolo, demistificare le accuse di una presunta Sinistra al guinzaglio di un governo a sua volta 'servo' di un'Europa 'normalizzata', questa è la missione di chi, davanti alla scheda elettorale, dovrà decidere cosa contrastare, quale tumore estirpare dal tessuto decadente di una democrazia sempre più a rischio.

domenica 3 marzo 2019

Tempo di Carnevale, 200mila in piazza pagliacci compresi

Il solito demagogico titolo de "La Repubblica"
Eccola l'Italia che crede ancora nelle prove di forza, quella che sogna ancora come contandosi nella piazza urlante sia possibile ribaltare il risultato delle libere elezioni, il voto che da diverso tempo ormai, condanna all'estinzione un'idea, quella della Sinistra, segnata dal tempo e dalla storia, e mai messa veramente in pratica, se non con eccidi e falsità (per maggiori informazioni chiedere agli ebrei massacrati da Stalin o agli italiani assassinati nelle foibe).
La delirante ricerca di una rinascita passa, del resto, attraverso le ultime infinitesimali resistenze che micragnose allignano negli spigoli di una società nuova, quella che vede una 'Nuova Destra' risorgere non solo nella Penisola, ma in tutta Europa, finalmente consapevole della propria forza ma, soprattutto, della storia di un continente da mezzo secolo umiliato prima dagli Americani, e poi consegnato nelle mani di una globalizzazione ben più disintegrante del cuore e dell'anima stessa di un'epopea millenaria. L'Europa, del resto, nel mondo occidentale, è l'ultimo bastione della consapevolezza di Popolo, che a certe regie occulte fa tanto sgarbo. Nel mondo globalizzato industriale moderno conta la Massa, facilmente gestibile, economicamente e mentalmente.
Da Ungheria, Austria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia e ora, finalmente, anche Italia e Francia, il cuore del Vecchio Continente, arriva un 'no' fiero e alto, simbolo della rivolta contro l'invasione, risposta al soggiogamento al mondo straniero e islamico, che ha già conquistato, in parte, Gran Bretagna e Francia, con effetti devastanti.
Fa pena ma anche compassione vedere gli ultimi epigoni dell'uguaglianza (che nulla ha a che vedere con la democrazia e che, anzi, ne è spesso l'antitesi) autocelebrarsi grazie alla connivenza di una stampa schierata da sempre, un po' come negli Stati Uniti è avvenuto con i movimenti anti-Trump. Non era poi così difficile radunare una ciurma di senzienti in piazza: organizzazione bulgara, demagogia mediatica, giornata di sole, ma anche un "ce famo du spaghi" e un "portiamo il bambino al parco", qualcuno in buona fede, altri perché nullafacenti. Chi la settimana lavora, italiano e no, al sabato e magari pure la domenica ha voglia e diritto di riposarsi. Aggiungiamo che Milano è piazza da sempre favorevole a certa Sinistra, ed è anche facilmente raggiungibile da chi ami un 'fuori porta' lastricato di buone intenzioni. Sarebbe un po' come se la Lega celebrasse una grande manifestazione in una qualsiasi città del Nordest.
A questo si aggiunga la più grande falsità: gli italiani non sono razzisti e non lo sono mai stati. In Italia lavorano e sono apprezzate decine di migliaia di stranieri, forse centinaia di migliaia. Il problema reale da parte di chi vota Lega o comunque Centrodestra, infatti, non è certo verso coloro che non sono italiani, ma verso il continuo sciamare di clandestini che approdano sulle nostre coste e oltre i nostri confini. Una normale questione di ordine pubblico che qualsiasi Stato degno di questo nome provvederebbe a risolvere con semplici azioni di repressione poliziesca. Quella repressione necessaria anche nei confronti di ladri, assassini, farabutti, spacciatori e clandestini vari che, proprio dalle fila di quegli stranieri e zingari tanto amati dalla Sinistra, trovano linfa e alimento nel nostro Paese.

domenica 25 novembre 2018

Violenza contro le donne, identificare i veri pericoli

Non è normale che sia normale. Giustissimo. Aderisco anche io alla giornata contro la violenza sulle donne. Come sempre, però, così come ogni Natale che passa non ci aiuta per nulla a diventare più buoni, ogni giornata di questo genere non diminuirà la violenza contro le donne, così come ogni evento contro la mafia non cambia, in sostanza, la presenza della mafia nel nostro Paese. Il problema, ovviamente, è molto più profondo, e riguarda aspetti profondamente culturali, e non solo legati alla violenza di genere, ma connessi alla violenza strictu sensu. Quella contro i vecchi e i bambini, la sopraffazione quotidiana del vicino, concetti di razzismo e di superiorità etnica, per rimarcare il pericolo dei quali non è certamente necessaria la solita patetica marcia delle vetero femministe e della sinistra pastrocchiata che, invece, perde di vista, il pericolo più incombente e legato ai temi moderni, che non quello, più immaginario che reale, di un presunto fascismo di ritorno, che peraltro nulla avrebbe a che vedere con un ruolo sottomesso della donna.
Avere una visione classica della famiglia, che qualcuno potrebbe accostare alle 'teorie' mussoliniane, piuttosto esalta il ruolo di moglie e madre, su cui poi si potrà discutere. Ma certo il 1939 non è il 2018, e certe idee del passato ormai saranno sempre improponibili. Di certo il tanto esaltato binomio di 'genitore 1' e 'genitore 2' non mi pare porti contributi alla causa. Anzi, è la distruzione capitalista e globalizzante della famiglia che annulla i valori e l'identità della donna. Chi la causa invece la mette certamente in pericolo è il proliferare dell'Islam, l'invasione dei clandestini e la veloce trasformazione di Europa in Eurabia. La trasformazione etnica in corso non è il solo aspetto del problema, ma di sicuro ne aggiunge altri. Sarebbe ora che le varie ciurme di femministe, ex-partigiani, punkabestia e affini se lo ficcassero in quel cervello che pretendono di possedere.

sabato 5 giugno 2010

Noi siamo i Celti, i Celti sono dentro di noi

Noi siamo i Celti. Ognuno di noi ha dentro qualcosa di celtico. E' l'anelito alla libertà, quel qualcosa che ci fa gridare da dentro l'anima, ci fa urlare contro qualsiasi forma di potere costituito, contro la legge, contro chi pretende di massificare, di omologare, di massifica, di globalizzare. Il celta è dentro di noi e urla la sua rabbia, con l'ascia bipenne in mano. Il guerriero che urla nella notte, che non ha bisogno di polizia, che non ha bisogno di tramiti, che non ha bisogno di altri, perché caccia da solo, colpisce da solo, conquista da solo.
E allora mi piace ascoltarli, i Celti, mi piace pensarli sfilare in gruppo, o mentre assaltano a mani nude degli uomini in divisa, sapendo che moriranno, ma che può essere bello morire per un ideale, in un mondo che non ne ha.


Impagabile questo video, con una ipotetica squadra scozzese (ma potrebbero essere anche irlandesi... diciamolo, sono Celti) che replica 'a modo suo' alla Haka aborigena neozelandese...


Ma se non bastasse questo a scaldare i vostri cuori, ecco il meraviglioso discorso di William Wallace/Mel Gibson tratto da "Braveheart". Ho messo il pezzo in italiano perché sia più comprensibile.