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lunedì 10 giugno 2024

Finali NBA, le tifose di Boston che mi piacciono tanto

Il 'bello' dei Boston Celtics
Le 'bamboline' di gara-2 fra Boston Celtics e Dallas Mavericks, alcuni sguardi lanciati dalle telecamere che trasmetteranno la seconda sfida della finale NBA, trasmessa in Italia da Sky.
Tifose dei Celtics frizzanti, esaltate e pronte a spellarsi le mani, consapevoli che la banda di Jayson Tatum avrebbe vinto anche la seconda sfida di una serie che, almeno in questo momento, dopo il 105-98 di ieri sera, sembra in discesa per la formazione del Massachusets.
Un motivo in più per tifare Boston in questa serie di finale.



martedì 11 aprile 2023

Urania Milano, il basket a misura d'uomo

Un momento della sfida Urania-APU Udine (foto Bordignon)
Non è proprio l'"altra Milano", che per tutti gli appassionati di basket meneghini è e rimarrà comunque la Pallacanestro Milano 1958, ma è comunque una 'Milano da guardare con tanta simpatia' e, perché no?, persino tifare.
E' l'Urania Milano, club che affonda le proprie radici nel lontano 1952, figlio di un viaggio in America di quello che sarebbe poi stato il suo fondatore, colpito profondamente dai Kentucky Wildcats, squadra universitaria da cui mutuò il nome e ispirazione per il logo.
Nata nel 1952 nell’oratorio di Santa Maria del Suffragio, dopo avere disputato per anni campionati minori, ha ottenuto tre promozioni negli ultimi nove anni, dalla Serie C Silver alla A2, frutto di un’attenta programmazione finalizzata a una progressiva crescita.
Fin qui la storia: il resto lo fanno la gentilezza e l'estrema disponibilità di tutti coloro che lavorano in società, il meraviglioso palazzetto in cui disputa le gare interne (possiamo chiamarlo Palalido? Sì, chiamiamolo pure così) e un rapporto con la città e i tifosi da cui molti club, di questo e altri sport, dovrebbero imparare.
Si chiama cultura dello sport, magari anche senso civico, senza 'ultrà' scatenati intenti a offendere l'avversario e, anzi, nell'occasione in cui ho avuto il piacere di scoprire 'dal vivo' l'Urania, gli ospiti dell'APU Udine sono stati accolti fra gli applausi. Alla fine, pur con una partita da 40 minuti alle spalle, tutti i giocatori a firmare autografi e a tirare il classico 'cinque' al pubblico, fra sorrisi e auguri di buona Pasqua.

Qui sotto altre foto della partita fra Urania Milanoe APU Udine (foto Bordignon):














lunedì 22 agosto 2022

Dennis Rodman andrà a Mosca per aiutare Brittney Griner

Dennis Rodman
Dennis Rodman, l'ex star NBA coinvolto in rapporti diplomatici informali con la Corea del nord e la Russia, ha annunciato che andrà a Mosca per sollecitare il rilascio della star del basket femminile americano Brittney Griner, condannata a nove anni per detenzione di droga. Lo riferisce la rete televisiva NBC.
"Ho ottenuto il permesso di andare in Russia per per aiutare quella ragazza, sto provando ad andarci questa settimana", ha detto alla tv.
L'ex cestista, che ha vinto cinque volte il titolo NBA, definì il presidente russo Vladimir Putin 'cool' nel 2014 e, inoltre, ha visitato diverse volte la Corea del Nord del dittatore Kim Jong Un. (fonte: ANSA)

mercoledì 16 giugno 2021

NBA, Intesa Sanpaolo partner esclusivo per l'Italia

L'NBA seguita sul sito di ESPN
La National Basketball Association (NBA) e Intesa Sanpaolo hanno annunciato oggi che il gruppo bancario italiano sarà il partner bancario esclusivo di NBA per quanto riguarda proprio l'Italia. L’annuncio segue la notizia della recente acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo di UBI Banca, precedente partner della Lega.
Grazie a questa partnership, Intesa Sanpaolo potrà offrire ai propri clienti vantaggi ed esperienze esclusive legati al mondo NBA, i cui dettagli verranno resi noti prossimamente.
"Ci fa davvero piacere dare continuità alla partnership con NBA", ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. "Sarà un percorso molto coinvolgente per tutti i nostri clienti, all’insegna del divertimento e dei valori universali che lo sport rappresenta”.
A sua volta Nick Cowell, NBA EME Director, ha sottolineato: "Siamo lieti di dare il benvenuto a Intesa Sanpaolo come Official Partner di NBA in Italia e non vediamo l’ora di sviluppare ulteriormente questa nuova partnership, supportando il posizionamento del brand e gli obiettivi di marketing".

giovedì 27 agosto 2020

NBA gesto clamoroso: stop ai playoff per l'uccisione dell'ennesimo nero

Il comunicato dell'NBA
Un altro nero è stato ucciso dalla polizia americana, in questo caso a Kenosha, nel Wisconsin, e l'NBA, lega professionistica del basket in cui, secondo uno studio del 2015, i neri rappresentano il 74,4% dei giocatori, decide di fermarsi.
Va detto che, la scena, come nel caso di George Foyd, è stata piuttosto raccapricciante, con l'uomo, Jacob Blake, colpito più volte alle spalle da colpi di pistola sparati da un poliziotto, mentre entrava nel proprio SUV a prendere un coltello, auto in cui, peraltro, erano presenti i suoi tre figli.
Una scelta clamorosa, quella dell'NBA, sulla scia della demagogica campagna Black Lives Matter e che, ovviamente, nessuno si è peritato di bloccare, nel più che concreto timore di venire etichettato come 'razzista' per il solo motivo di non volere adeguarsi a quella che pare come una vera e propria sceneggiata. Anche perché mai, e si sottolinea MAI, i ricchissimi paperoni del basket USA, che si sono presentati con magliette inneggianti a BLM e a una sorta di 'suprematismo nero' ("Black All The Time", "Black Excellence" e frasi di Barack Obama stampate su sfondo nero) hanno emesso un suono di fronte ai continui atroci crimini commessi negli Stati Uniti, commessi per la maggior parte da persone di colore.
Cinque partite sono state rimandate anche nella MLB, la lega 'pro' del baseball, mentre l'NHL, la lega dell'hockey ghiaccio, ha giocato regolarmente, ma solo una delle partite previste era fissata dopo che è stata diffusa notizia del fatto.
Scelte di questo genere non possono fare altro che giustificare le violenze dei facinorosi che, tuttora, stanno imperversando sbandierando l'icona del movimento filomarxista Black Lives Matter, ovviamente sfruttato politicamente in chiave politica da Joe Biden, impegnato nella corsa alla Casa Bianca, opposto a Donald Trump.
Secondo Wikipedia, che cita, fra gli altri, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), nel 2017 la percentuale di arresti per omicidio ha coinvolto nel 53,5% neri e per il 20,8% ispanici.
La prima squadra a decidere di non scendere in campo è stata quella dei Milwaukee Bucks, rappresentativa di un centro distante circa 40 miglia da Kenosha, luogo del fatto. Poco dopo, anche la lega e i giocatori delle altre franchigie si sono adeguati.

L'immagine del campo dove si sarebbe dovuta giocare Milwaukee-Orlando

mercoledì 3 giugno 2020

Wes Unseld addio, mi hai fatto appassionare al basket

La morte di Unseld annunciata nell'articolo della Gazzetta
Un commosso saluto per Wes Unseld, uno dei 'big' che portarono i Washington Bullets a vincere il titolo NBA contro i Seattle Supersonics sul finire degli anni '70.
Fu attraverso quella finale, magistralmente raccontata da Dario Colombo sulle pagine de "I Giganti del Basket", che mi innamorai della pallacanestro e della sua meravigliosa arte.
La bellezza dei playoff americani, siano essi di basket o di hockey, attraverso gli alti e i bassi di una sfida che può prolungarsi fino alla settima partita, si esaltò lungo le pagine di quel racconto.
Mi è rimasta sempre impressa la frase del coach di Washington, Dick Motta, che, sotto nella serie, caricò i suoi con la frase: "L'opera non è finita finché il soprano non ha smesso di cantare". E,in effetti, fu proprio così.
Di quell'epica sfida, a occhio, per quanto riguarda i Bullets, oltre al coach mi ricordavo proprio il gigantesco Unseld, con quella capigliatura 'da nero' così tipica degli anni '70, ed Elvin Hayes, pezzo di marcantonio, e forse pivot della squadra. Dall'altra parte, per i Sonics, indimenticabile Lenny Wilkens, ala, e Jack Sikma, biondo cecchino.
Allora, in Italia, tifavo per la Xerox Milano, che sarebbe poi sprofondata nell'anonimato dopo l'abbinamento Amaro 18 Isolabella. Così, a parte qualche appassionante finale tra Boston Celtics e Los Angeles Lakers, dell'NBA seguii pochissimo.
Ed è per questo che la finale che vide Wes Unseld protagonista mi rimane ancora più impressa.

giovedì 2 luglio 2009

Presentato il libro "L'Altra Milano";
chiamatele, se volete, emozioni...

A volte basta poco per fare felice un uomo. Chiamale, se vuoi, emozioni... Metti un pomeriggio di pioggia a Milano, zona Sempione, via Procaccini angolo via Londonio, non sei lì per caso, anche se il “Four Four Two” sembra fatto apposta per dirti ‘entra, siediti e provami’. C’è dell’altro. E’ una di quelle cose che… non hanno prezzo.
Milano questo mercoledì ha celebrato sé stessa, ovvero una piccola parte di sé, ma una di quelle storie di vita che restano, ti si appiccicano addosso e non ti si levano più. Ed ecco che, grazie a Stefano Olivari e Giorgio Specchia vede la luce e viene presentato in questo pub che trasuda passione per lo sport da tutti i pori uno di quei libri che a loro volta grondano amore e passione: “L’Altra Milano – Dall’oratorio a Jura, la generazione della pallacanestro”, è più di un libro, è un’opera. 370 pagine che affascineranno chi ha vissuto l’epopea della ‘cosiddetta’ seconda squadra di Milano, ovvero la Pallacanestro Milano.

Vale la pena citare l’introduzione dei due autori per spiegare cosa sia questo libro, un vero ‘must’ per tutti gli appassionati (non solamente tifosi di questa curiosa e storica squadra): “…Una favola dove i protagonisti eravamo anche noi… senza rispettare la logica del più forte o del più famoso. Con queste premesse non si poteva che tifare per la Pallacanestro Milano nelle sue varie incarnazioni: All’Onestà, Mobilquattro, Xerox, Isolabella: dal 1964 al 1980 sedici anni nel massimo campionato italiano sempre all’insegna dell’entusiasmo e della precarietà, fino all’inevitabile fallimento con biglietto di sola andata per le serie minori… dall’oratorio alla zona scudetto in pochi anni, quando il diritto sportivo aveva un senso e l’identità non era commerciabile...”.

(foto di Massimiliano Bordignon)

mercoledì 17 giugno 2009

Pianigiani ordina il 'puntat' e il plotone d'esecuzione di Siena annienta Milano...

Arrivo di fronte al Forum di Assago (più qualche nome di sponsor che mi rifiuto di nominare) e penso a quella serata in cui Saima e Devils si affrontarono per la finale scudetto del campionato di hockey ghiaccio. 1992 o giù di lì, 10 mila persone presenti. Era la ‘Milano da bere’, quella che riempiva gli stadi anche se organizzavi un torneo di biglie, e poco importava se i biglietti erano gratis o perfino ti pagavano per andarci. La gente si muoveva, la gente era viva. La Milano del 2009 fa quasi fatica a svegliarsi dal torpore che l’ha avvolta, anche a livello sportivo.

Ci voleva una coraggiosa Armani Jeans e la passione di Giorgio Armani per svegliarla, quel tanto che basta. Gara-4 di finale, la sentenza è già stata pronunciata, il plotone di esecuzione è composto da dieci persone, più Simone Pianigiani, che di lato ordina il ‘puntat’. Un plotone che arriva tutto dalla Toscana (più o meno…). Non ho mai visto tanta differenza su un parquet di basket. Al Forum o come lo chiamano va in scena un’ecatombe, un massacro, una mattanza, una tracimazione, una tonnara, un pogrom, ho dimenticato qualcosa? Facciamo prima: una lezione di basket, con la Montepaschi che va a vincere gara-4 di finale per 82-47 e chiude la serie come non poteva essere altrimenti, ovvero un 4-0 che recita ‘sweep’, spazzando via le residue speranze di una Milano coraggiosa soprattutto nel presentarsi in campo, ormai svuotata di energie mentali e fisiche, contro una formazione di caratura nettamente superiore... Continua a leggere su Milano 2.0

(foto di Massimiliano Bordignon)

lunedì 11 maggio 2009

Addio alla leggenda Chuck Daly

Chuck Daly se ne è andato, sconfitto dal tumore al pancreas che se l'è portato via all'età di 78 anni. Nella sua vincente carriera di coach (che gli ha permesso di fare un ingresso trionfale nella Hall of Fame), può annoverare due titoli NBA con i Detroit Pistons e la medaglia d'oro conquistata alle Olimpiadi del 1992 con il Dream Team (primo tecnico a realizzare la storica accoppiata). Uomo di grande classe e acume tattico, a Daly è sempre stata riconosciuta la capacità di creare una grande armonia all'interno di qualsiasi spogliatoio, trasformando diverse personalità in gruppi compatti. Non a caso un giocatore difficile come Dennis Rodman ha riconosciuto in Daly una figura fondamentale per la sua carriera.

Votato nel 1996 fra i dieci migliori allenatori dei primi 50 anni di vita dell'NBA, vanta un record in regular-season di 638 vittorie e 437 sconfitte in 13 stagioni, mentre nei playoff, a cui condotto le sue squadre per 12 volte in 13 anni, ha pure un record positivo di 75-51. Nato il 20 luglio 1930 a St. Marys, Pa., Charles Jerome Daly (questo il suo nome completo), ha cominciato ad allenare in NBA nel 1978 come 'assistant' di Billy Cunningham sulla panchina dei Philadelphia 76ers, mentre il suo lavoro come coach cominciò alla guida dei Cleveland Cavaliers nella stagione 1981-82.

domenica 3 maggio 2009

Playoff NBA, Boston schianta Chicago in gara-7


Chi meglio di loro può parlarne?