mercoledì 21 giugno 2017

Milano Fashion Week, IJO Design tra food e fashion

Dal Salento a Milano la griffe di Annalisa Surace espone la sua ultima collezione in un locale pugliese del centro cittadino, il "Pulia", nell'ambito della Milano Fashion Week. La Surace, che a Milano era accompagnat dal suo braccio destro, Carmen Bastone, si era già presentata in una delle scorse edizioni del White, la grande esposizione della moda emergente che trova spazio nei saloni di via Tortona.
Food&Fashion Show è stato il nome della serata milanese, in cui l'aspetto gastronomico è stato curato da Tonia Notarangelo, e all'interno della quale la Surace ha presentato le proprie creazioni dal design artigianale di lusso di “IJO’ Design” e “Le Sciccose Salentine”.
Il brand IJO’, nato nel 2001, ha come caratteristica quella di fondere moda e artigianato secondo valori economici e ambientali sostenibili, con tessuti che uniscono fibre nobili e certificate, antiche tecniche di lavorazione e accessori dalle forme semplici e geometriche. E anche le Sciccose Salentine sono un prodotto interamente fatto a mano che segue la tradizione artigiana del made in Italy di alta qualità. (foto Bordignon)

ArchitectsParty 2017, l'aperitivo si fa in studio

Porte aperte da parte degli architetti, in una serie di incontri 'a  misura d'uomo': a Milano dal 21 al 23 giugno un gruppo di importanti studi di architettura consentiranno agli appassionati di settore e agli addetti ai lavori di poter fare ingresso all'interno dei propri spazi, location creative spesso accessibili a pochi: si tratta di ArchitectsParty 2017.
Se per i semplici appassionati sarà semplicemente una nuova e interessante occasione di nuove conoscenze, per gli architetti stessi sarà fondamentale aprirsi a nuove realtà industriali e nuovi possibili investitori. Proprio recentemente, durante l'ultimo Salone del Mobile, si è notato come, a fianco delle note archistar, i cui stand brulicavano di curiosi, ottimi designer restassero solitarie raminghi a osservare le proprie creazioni sconsolati. E tutto per quella mancanza di immagine e comunicazione, fondamentale in questo settore.
Infine, ai partecipanti verrà consentito di esprimere un voto sulla serata più divertente, per assegnare infine gli ArchitectsParty Awards.

Milano Fashion Week: Poan, le inutili trasparenze

Georg Weissacher in passerella (foto Bordignon)
E' sempre interessante girare per ambienti modaioli e via cantante, non fosse altro che per la qualità 'estetica' delle fanciulle (ma non solo) presenti. Ed è che così che, invitato attraverso gli organizzatori del White, ho fatto una sbirciatina alle sfilate svoltesi durante l'ultimo giorno della Milano Fashion Week versione uomo alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini.
In passerella non solo uomini griffati Malibu 1992, Wood Wood e Poan, acronimo di People Of All Nations, marchi scesi in passerella con il supporto di Camera Nazionale della Moda Italiana (Poan è supportato da White).
Rubo dall'agenzia ANSA la descrizione della sfilata di Poan: "marchio del designer austriaco Georg Weissacher, si ispira al libro "The Phenomenon of Man", del filosofo Pierre Teilhard de Chardin. In collezione ci sono riferimenti allo scrittore ma anche alla figura di The Young Pope, serie della HBO diretta da Paolo Sorrentino. Ecco
silhouettte ricche di elementi clericali (con anche cappelli e cinture)". Personalmente l'ho trovata inspiegabile, adatta a pochissimi, intrisa di inutili trasparenze, anche maschili, assai poco eleganti e forzatamente fantasiose. Ma si sa, io sono legato al passato, e trovo che l'uomo più elegante sia sempre quello in giacca e cravatta. Possibilmente senza tatuaggi. (foto Bordignon).



Fake news, la cosa migliore che potesse capitarci

Fake news, la cosa migliore che potesse capitarci. Il concetto è stato espresso da Bobby Ghosh, direttore del giornale indiano "Hindustan Times", ospite di "The Future of Newspaper", evento conclusivo per le celebrazioni dei 150 anni del quotidiano "La Stampa", organizzato nel centro stampa del quotidiano torinese.
Ghosh ha spiegato: "Le persone adesso cercano di tornare a fonti più affidabili, cominciano a selezionare di più e per chi diffonde notizie verificate questo è un bene".
La verifica delle fonti deve rimanere il mantra dei giornalisti, come ha specificato Lionel Barber, direttore del "Financial Times": "Dico sempre ai miei giornalisti che, prima di scrivere una notizia, almeno due fonti devono coincidere".

Social media, Facebook comanda fra le aziende italiane

Aumenta sempre di più l'utilizzo dei social media da parte delle aziende italiane: Facebook resta il più utilizzato ma si diffondono rapidamente anche Instagram, che passa dal 29 al 69% in un anno, e LinkedIn, che passa dal 45 al 64%. Fra le attività prende piede soprattutto il monitoraggio dei concorrenti in ambito social, che dal 28 passa al 46%.
Cosa cercano le aziende italiane nel mondo social? Innanzitutto la possibilità di diffondere informazioni e interagire con gli utenti-clienti, senza dimenticare gli aspetti che riguardano il brand: quasi tutte le aziende analizzate, infatti, riconoscono gli strumenti social come una risorsa e sostengono che, se vengono gestiti male, possono provocare danni in termini di immagine e reputazione.
È quanto afferma la ricerca condotta dal Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio dell’Università di Milano-Bicocca (CRIET), che ha analizzato il comportamento di 274 aziende operanti in Italia, 268 delle quali attive sui social media. I risultati della ricerca sono stati divulgati nel corso del convegno “Marketing Innovation Hub – Ruolo e performance dei social media nella gestione aziendale” che si è svolto nell’auditorium “Guido Martinotti” dell’Ateneo milanese e che, giunto alla seconda edizione, rende possibile un confronto fra i dati registrati nel 2016 e quelli, recentissimi, rilevati quest’anno.
Dal confronto con l’edizione 2016, Facebook si conferma come il social network più utilizzato dalle imprese italiane, tanto che solo un’azienda su 20 dichiara di non farne uso. Al secondo posto troviamo YouTube, usato dall’81% dei rispondenti, e al terzo Twitter, che registra una diffusione del 70%. L’indagine mostra anche importanti trend di crescita per Instagram e LinkedIn.

giovedì 15 giugno 2017

Donnarumma, dal bacio allo sputo, addio Milan

La conferenza stampa di Fassone
Gianluigi Donnarumma dice basta alla sua avventura con il Milan. Non sarà lui la bandiera della squadra rossonera.
Ad annunciare la rottura delle trattative è stato lo stesso amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, che con il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, ha convocato una frettolosa ma efficace conferenza stampa.
Donnarumma lascia il Milan quindi, resta da capire quando e per andare dove: il suo rapporto con il club rossonero terminerà il 30 giugno 2018, ma è improbabile che il giocatore rimanga in questa stagione in maglia rossonera, alla mercé delle inevitabili critiche dei tifosi e delle reazioni che ogni suo errore provocherebbe. Real Madrid e Paris Saint Germain sono le squadre che più di altre parrebbero interessate a Donnarumma. A prenderne il porto, invece, si fanno comunque nomi importanti: Neto, Pepe Reina, Wojciech Szczęsny ma anche Mattia Perin, sono tutti nomi che possono sollleticare il palato del tifoso.
Il silenzio del portiere del resto non aiuta a fare chiarezza sui motivi che abbiano portato a questo passo un ragazzo cresciuto nel Milan e che il Milan ha avuto il merito di portare alla notorietà, un giocatore che si è sempre dichiarato milanista e che la maglia aveva baciato con un gesto spesso abusato ma che lui pareva avere sposato con convinzione. Basta la presenza di Mino Raiola a giustificarlo? E' facile accusare il procuratore, personaggio discutibile di un calcio che però di Raiola vive, ma la decisione, lo ha fatto capire anche Fassone durante la conferenza stampa, è tutta di Donnarumma. Dal bacio allo sputo, insomma, il passo è stato breve.