domenica 21 maggio 2017

Inter, si chiude l'ennesima saga del fantahorror

Ora, non è che perché sia appena uscito l'ennesimo capitolo della saga di "Alien" che anche il "Mondo Inter" possa permettersi di partorire ovetti alieni con sorprese oltre i limiti dell'assurdo. Perché, dev'essere chiaro: la storia che vi raccontiamo è di pura fantasia, e non ha nulla di vero. E' fantasia, e ci mancherebbe altro, che la squadra che fu di Mancini che fu di De Boer che fu di Pioli che è (ma già fu) di Vecchi e tanti altri 'fu' stia scientemente buttando alle ortiche della Patagonia la qualificazione all'Europa League per poter andare a elemosinare dollari e yen o quant'altro nella tournée cinese prevista sotto l'ombrellone. E non può essere che una fantasia la serie di numeri che ha accompagnato l'Inter dal 7-1 rifilato all'Atalanta (altro risultato piuttosto fantasioso, se pensato guardando la classifica finale): in otto partite sono arrivarti due punti, frutto di due pareggi e sei sconfitte, con qualcosa come 17 reti subite. difesa bucata in ogni gara e le perle dei ko con Crotone, Genoa e Sassuolo, quest'ultimo casalingo. Insomma, un ruolino di marcia che manco il Pescara di Zeman o chi per lui.
Ma tutto ciò è pura fantasia, perché in realtà c'è un progetto, anche se nessuno capisce quale, visto che quello precedente poggiava sulle decine di milionate spese per Kondogbia (già 'punto fermo' della squadra, 40 milioni...), Joao Mario (altri 40, più bonus, ahah) e tale Gabriel Barbosa detto Gabigol (29,5 milioni a titolo 'definitivo', nel senso che 'mo ce l'hai e non te lo scolli più, ahahah). Già, Gabigol. Altro momento apicale del fantahorror nerazzurro: qui entriamo nel puro Grand Guignol, per i fan di "Alien" potremmo avvicinarci al Jean-Pierre Jeunet de "La Clonazione": quando una voce dall'oltretomba (il deserto di San Siro, per intenderci) fa risaltare l'eco di un grido, prima sussurrato, poi sempre più convinto: "Ga-bi-gol, Ga-bi-gol, Ga-bi-gol...", comprendi l'immagine che Dante (non quello che giocava nel Bayern, ma quello originale, toscano come l'olio) doveva avere in mente mentre pensava alle anime dannate trasportate da Caronte sull'altra riva dell'Acheronte. Il drappo bianco sul secondo anello, lo striscione della contestazione, ci manca solo lo sguardo della madre e la carrozzina che cade dalle scale/scaloni dei popolari (ma qui si potrebbe rimediare con un motorino di passaggio), tutto contribuisce a dare un senso epico alla giornata, come nemmeno il miglior Ridley Scott avrebbe potuto immaginare. Gli xenomorfi in campo durante Inter-Sassuolo vagheggiano sbuffando sul pallone, senza mai colpirlo, al contrario di quelli del film con gli umani, ma la sensazione finale è maestosa: ventidue anime dannate che fingono impegno, con l'aggiunta dell'immagine splatter di 'capitan' Icardi che si spatascia sul palo facendo credere di voler creare una palla-gol. Tutto questo, ovviamente, mentre "Prometheus" Sabatini, in una altrettanto fantasiosa conferenza stampa proveniente da una 'galassia lontana lontana', racconta, lui, nuovo uomo-Inter attorniato da un nugolo inconsapevole di figuranti dagli occhi a mandorla, il secondo 'nuovo progetto' del Biscione. Chiaramente all'insaputa (parrebbe, e non si sa cosa sia meglio o peggio) dei diretti interessati, ovvero giocatori e dirigenti che dovrebbe affiancare/sostituire. Il tutto a sole abbondantemente tramontato sulla Madunina, perché si sa, il primetime cinese va salvaguardato.
Intanto, sul campo il pericolo Europa League parrebbe scongiurato ma, per sicurezza, metti mai, nella prossima partita con la Lazio sarà difficile fare di peggio. O di meglio. Del resto, si sa, tutto questo è solo un mondo, e un campionato, di fantasia...

martedì 16 maggio 2017

Emanuela Botto, che fine ha fatto la sexy regina degli orafi?

Emanuela Botto, ma che fine ha fatto la sexy venditrice delle aste televisive online? E' una storia conturbante e ombrosa la sua, degna di una spy-story. E, come ogni spy- story che si rispett, anche questa ha le sue vittime. Ma chi è Emanuela Botto? Regina del soft-core televisivo, dea dell'onanismo da telecomando, i suoi generosi screenshot superscollati e le sue minigonne vertiginose hanno regalato notti insonni all'italiano medio, e anche una discreta conoscenza del mondo orafo, a cominciare dagli ormai ben noti 'tappabuchi' spesso citati dalla procace Emanuela che, esibendo le proprie forme abbondanti, lascia valicare l'immaginazione a ogni possibile interpretazione semantica.
Assieme a un'altra nota 'artista' del voyeurismo da televendita, al secolo Joanna Golabek, la Botto è stata accusata di truffa e arrestata nell’ambito di una maxi operazione dei carabinieri insieme a Giuseppe Maria D’Anna, e al figlio Ruben, negando però ogni addebito. Padovana, 41 anni, la Botto aveva anche un sito internet, intitolato "I Gioielli di Emanuela", ma ormai è inutile cliccarci, perché tanto quel "site is down", recita la scritta.
In una sorta di complesso quanto ambiguo circolo familiare, laBotto era la compagna di Ruben D’Anna, figlio di Giuseppe Maria e fratellastro della Golabek, oggi 47enne. Secondo l'accusa il gruppo comprava gioielli di scarso valore nei Paesi asiatici e poi li rivendeva in Italia attraverso le televendite, spacciandoli per ottimi affari. Fra coloro che, nel 2016, momento in cui è scoppiato il caso, sono finiti agli arresti domiciliari, c'è anche un altro volto delle stesse vendite tv, ovvero Roberto Peragine.
Ma cosa ne sarà di Emanuela Botto? Siamo certi che la sua avvenente 'imponenza scenica' riuscirà a conquistarle ancora spazio per i suoi tanti fan ormai abbandonati e condannati a passarsi l'un l'altro sul web fermo immagine a prova di urlo. Immaginiamo una prossima casta presenza in qualche talk-show, magari assieme a Barbara D'Urso, in cui si dichiarerà vittima inconsapevole dell'"ammmore" e poi chissà, forse anche un libro e una carriera come commentatrice od opinionista. L'importante sarà rivederla in tv, le nostre ditina fremono sul tasto 'stamp' per poterle scattare la prossima foto...



sabato 6 maggio 2017

Pornostar morsa da uno squalo, l'urlo straziante di Molly Cavalli

La pornostar Molly Cavalli è stata morsa da uno squalo durante uno spot pubblicitario per un sito di cam sex, Camsoda.
L'evento è stato registrato durante le riprese, e il video, peraltro abbastanza cruento, è diventato immediatamente virale.
Va subito detto che la sexy attrice sta bene, lo squalo l'ha attaccata al piede sinistro, e il morso dell'animale ha comunque richiesto circa venti punti di sutura.
Il copione, peraltro non proprio brillante, prevedeva che la pornostar, che indossava un sottilissimo costume bianco che non lasciava troppo spazio all'immaginazione, venisse fatta scendere al di sotto del livello del mare al largo della costa della Florida (stato di cui la Cavalli è originaria), chiusa all'interno di una stretta gabbia.
Intorno a lei, non meno di tre squadri e altri pesci, apparentemente non troppo feroci.
Non appena la figura bianca (e quindi anche ben visibile, quasi quanto un beluga) della Cavalli ha attraversato l'acqua, si è visto immediatamente uno degli squali puntare verso di lei, quindi la telecamera esterna ha ripreso la giovane cercare di risalire in fretta, quindi la ripresa è passata alla barca, con gli addetti della crew che aiutavano Molly a risalire in barca mentre l'acqua circostante si colorava di rosso sangue. La pornoattrice, ovviamente, crollava in un pianto dirotto e il video si interrompeva ma, secondo quanto fa sapere Camsoda, si trova apparentemente in "good spirits".



ED ECCO IL VIDEO, IN CUI, ANTICIPO, SI VEDE IL CRUENTO ATTACCO DELLO SQUALO:

sabato 21 novembre 2015

Cortei islamici in tutta Italia, fra demagogia e finto sdegno

La giornata di oggi è quella della risposta del 'grande popolo musulmano' alla violenza degli estremisti islamici.
Ovviamente c'è gran parte di ironia in questo insipit. Sarà interessante scoprire quanti effettivamente saranno gli islamici che sfileranno a Roma, e nelle altre città italiane.
Un articolo di Fausto Biloslavo, importante articolista de "Il Giornale", viene titolato "L'armata silenziosa degli islamici. In Italia 200mila stanno con l'Isis". Secondo l'istituto Ipr, il 12% dei musulmani italiani trova spiegazioni agli attentati e l'8% non risponde. Due su dieci non denuncerebbero i fiancheggiatori. Ma la sensazione è che si tratti ancora di numeri verso il ribasso.
Ovviamente, e non potrebbe essere altrimenti, la manifestazione degli islamici verrà cavalcata dalla sinistra. In realtà non lo so, ma ne sono certo. In quello che sarà un corteo meramente demagogico e di facciata, immagino già di vedere bandiere rosse e del PD, magari perfino dei verdi, di sicuro dei sindacati, della FIOM e degli studenti. Ci fosse ancora Lotta Continua, ci sarebbero pure loro.
I cadaveri in putrefazione del comunismo amano rianimarsi a forza di slogan e parole d'ordine. Anche perché, se il corteo di Roma dovesse basarsi solo sugli islamici senzienti e antiterroristi, probabilmente vedremmo sfilare solo poche centinaia di persone a essere ottimisti.
Mi immagino anche una diretta televisiva da parte di RaiTre, e forse pure di La7, ma solo dopo avere ottenuto la certezza di un numero cospicuo di manifestanti. Ci infileranno dentro di tutto pur di farla passare diventare 'la grande risposta degli islamici italiani', compresi centri sociali, movimenti antifascisti, antixenofobi, antirazzisti, antitutto, antispaghetti e forse pure antipizza.
Io di sicuro non ci sarò. Alle sirene musulmane non credo, come non credo alle manifestazioni. Che vengano a fingere tristezza più di una settimana dopo la strage di Parigi, cercando di rispondere così alle accuse di ignorare il dramma francese, mi sembra quanto meno sospetto. Fra l'altro la manifestazione di Milano (e quindi mi immagino anche le altre) viene definita da ANSA 'contro terrorismo, guerre e islamofobia organizzata da Coordinamento associazioni islamiche di Milano, Monza e Brianza, Partecipazione e Spiritualità Musulmana e Giovani Musulmani d'Italia'. Insomma, c'è di mezzo anche l'islamofobia, quella brutta malattia di cui saremmo vittime noi, cattivoni occidentali, che dopo essere stati costretti a vedere le periferie delle nostre città trasformate in cloache a cielo aperto e zone di guerra, anche grazie alla presenza di sbandati e immigrati d'ogni specie, abbiamo anche la colpa di lamentarci. Imperdonabili.
Personalmente, se proprio dovessi scegliere oggi di andare a sostenere una qualsiasi causa, mi recherei all'incontro "Spiritualità senza confini", organizzato dall'Unione Buddhista Italiana. Perché, come circolava in un post girato su Facebook, è proprio vero che 'i buddisti non rompono il cazzo a nessuno'.

mercoledì 18 novembre 2015

Jonah Lomu, il 'nero' che non faceva paura

Addio a Jonah Lomu. Un addio breve, perché ci sono da fare tante cose, ma a lui un po' di tempo spetta di diritto. Se non altro per ringraziarlo dei momenti belli che mi ha regalato. Uno dei pochi sportivi in grado di farmi rimanere a bocca aperta.
Planato dall'altra parte del mondo sui nostri teleschermi in un momento in cui il rugby era già importante, ma non così 'planetario' come ora.
Lomu, un 'All Black', scuro anche nella sua pelle aborigena, un 'uomo nero' in tutto e per tutto, ma che nelle favole avrebbe recitato la parte del buono.
Un uomo che ha esaltato la 'diversità', la differenza di melanina, la cosiddetta multiculturalità, di cui Lomu rappresentava la parte migliore.
Essere testimoni positivi di un credo e di un popolo, questo è il compito di ognuno di noi, anche quando parla e agisce per se stesso. Lomu questo ha fatto ed è anche per questo che non sarà mai dimenticato.

lunedì 16 novembre 2015

Quei bellissimi giovani francesi...

Mi ha abbondantemente stufato ascoltare il canto della Marsigliese ogni venti minuti trasmesso dalle reti televisive.
Banale, scontato, non mi commuove nemmeno più. Fa parte delle consunte manifestazioni di protesta passiva contro il terrorismo che non servono a nulla se non a chi ne prende parte, per darsi un po' di forza e mantenere un pizzico di dignità.
Ben più forte, una morsa che mi ha preso la bocca dell stomaco, è stato incontrare un gruppo di ragazzi francesi alla fermata Domodossola della M5 milanese. Giovanissimi, parlavano tra di loro con i consueti 'crat, crot, crut, jepeu, jeanjeon, balebeu, jampen' e compagnia cantante. Non conoscendo il francese, tutte le loro frasi mi parevano fare parte della stessa cantilena. Ho solo distintamente percepito un 'Jean' e diversi 'madame'.
Guardandoli da lontano, ventenni pieni di futuro, ragazzi e ragazze, mi sono sembrati bellissimi.