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martedì 24 agosto 2021

Ronaldo al Paris Saint Germain, il 'tweet' che sancisce la cessione

Il clamoroso 'tweet' di Al Thani
Ronaldo al Paris Saint Germain, ormai è quasi fatta.
Lo svela un 'tweet' galeotto di un membro della famiglia Al Thani, il fratello del proprietario del PSG stesso, che già all'inizio del mese aveva confermato il passaggio di Lionel Messi dal Barcellona ai capitolini.
Allo stesso modo Al Thani 'bro' ha dato il 'là' a quello che da giorni appariva probabile, e che ora appare inevitabile.
Contemporaneamente i 'rumours' portano il francese Kylian Mbappé in uscita dal club parigino verso il Real Madrid per una cifra oltre i 120 milioni di euro.
"Quizas? Maybe? Put-etre?" viene scritto, in modo che sia comprensibile in tutto il mondo ciò che ormai porta il PSG a diventare, se fosse possibile, una squadra completamente costruita a tavolino con una serie di figurine come mai è capitato nella storia del calcio.
La panchina di Udine, sabato, per il fuoriclasse portoghese, nascosta abilmente da Massimiliano Allegri e definita come obbligata causa un ritardo di condizione, è diventata sempre di più il sintomo dell'ennesimo trasferimento 'monstre' operato da una squadra che, ormai, avrà l'obbligo di vincere, facendo spettacolo, tutte le partite della stagione, e vincere tutti i trofei disponibili, in Francia e in Europa.

Lo stesso autore del 'tweet' su Ronaldo, quando preannunciò l'arrivo di Messi

mercoledì 4 agosto 2021

Lukaku via dall'Inter, la famosa offerta che non si può rifiutare

Romelu Lukaku (foto profilo Twitter)
Romelu Lukaku
sembrava il predestinato di una lunga storia d'amore e di forza tra quello che da tutti era stato identificato come il nuovo 'conducator' del Biscione e l'Inter, immagine del 'nuovo corso' nerazzurro dagli occhi a mandorla, nella pia illusione che anche i 'musi gialli' avessero sposato il cuore meneghino, quel 'coeur en man' che, grazie all'operosità e intelligenza lombarde, ha portato Milano in cima al mondo con le sue grandi fabbriche e, pure, con le squadre di calcio e non solo.
Invece la dirigenza asiatica ha mostrato, una volta di più, dopo gli addii, voluti o meno, di Conte, Hakimi e, per forza maggiore, Eriksen, come da quelle parti il cuore conti poco, sostituito da portafogli pieni di soldi, soprattutto in ingresso, senza guardare in faccia nessuno.
Figurarsi quanto questa gente possa capire dei valori italiani, e milanesi in particolare, a dispetto dei 'Fozza Inda' urlati con indisponente falsità via 'social'.
Così Lukaku, africano di nazionalità belga andrà al Chelsea per una cifra che sfiora i 130 milioni di euro. Senza dimenticare che, sempre relativamente all'attacco interista, anche Lautaro Martinez potrebbe fare le valige e comunque, fra le due punte dorate del Biscione, era senz'altro quella che sembrava meno legata affettivamente a squadra e tifosi milanesi.
Con l'ingresso di tali capitali la società potrà senz'altro investire in altri giocatori importanti, Zapata, Raspadori e, probabilmente, un altro 'big', ma resta da vedere come, in venti giorni, il pur bravo Giuseppe Marotta riuscirà a ottimizzare economicamente ciò che, da un punto di vista sportivo, rappresenta un autentico disastro sportivo e d'immagine.
Con l'addio di 'Big Rom' si polverizza il progetto di gloria dell'Inter, che va così verso un ridimensionamento di ambizioni e quindi anche di obiettivi, una circostanza che evidentemente ha spinto Conte, che lo sapeva, a salutare il club e i tifosi a esporre striscioni di protesta e una frase su Facebook: "Non subiremo supinamente prese in giro da parte di nessuno ed agiremo di conseguenza ed in coerenza con quanto definito a fine campionato".

sabato 4 luglio 2020

Milan, il grande equivoco Donnarumma

Una scritta premonitrice del gol subito nel derby 
Il grande equivoco su cui si imbatte ormai da tempo il 'Progetto Milan' (sempre che ne esista uno), pur attraverso il cambio dirigenziale, è quello dell'aver sbagliato completamente la valutazione di alcuni di quelli che vengono considerati punti cardine della squadra.
Date per scontate sia la pochezza della rosa in generale, soprattutto nella sua mancanza di cambi adeguati, ma anche nella presenza di alcuni giocatori che a fatica troverebbero un posto nell'undici di partenza di una 'big' della Serie A (Samuel Castillejo ne è un classico esempio), sia la scarsa esperienza della dirigenza, ecco che il vero problema sono i giocatori che dovrebbero essere la punta di diamante del 'roster', quelli in grado di fare la cosiddetta 'dfferenza'.
Primo fra tutti Gianluigi Donnarumma, uno dei portieri (e giocatori) più sopravvalutati in circolazione, grazie a una prima stagione da 'pro' da incorniciare e sulla quale ha saputo fare abilmente flanella, grazie anche ai buoni uffici di Mino Raiola.
Se da una parte le sue prestazioni spesso non convincono e tolgono, più che aggiungere, punti al Milan (il confronto con il portiere dell'Inter, Samir Handanovic, è stridente in questo senso), la sua mancata vendita, ormai unica maniera di fare fruttare le sue presunte 'doti', leva al Milan la possibilità di 'alleggerirsi' di uno stipendio inspiegabile (per non parlare del fratello, con cui assomma un totale lordo di 12 milioni di euro a stagione), ma soprattutto impedisce al club rossonero di rinforzarsi come dovrebbe per poter puntare verso qualche obiettivo che non sia la semplice Europa League.
D'altra parte è la società stessa a vedere in lui un uomo 'marchio', una maglietta che faccia 'brand' per i bimbi, unico motivo per cui il buon 'Paperumma' non sia ancora stato cacciato in una delle pochissime società che potrebbero permetterselo ma che, ovviamente, non vogliono saperne di sprecare soldi per comperarlo.
La durata dell'equivoco Donnarumma sarà il 'ponte' fra l'embrione di un Milan eternamente in fieri e un Milan in grado di muovere i propri primi passi verso il futuro, accompagnato in porta da giocatori che, comunque, non sfigurerebbero affatto, costerebbero assai di meno e potrebbero garantire respiro alle casse sempre esangui di un club che ancora non ha capito come gestire al meglio il proprio mercato stagionale: già sotto contratto José Reina e Alessandro Plizzari che, al contrario di Donnarumma, sono fin troppo sottovalutati (specie il secondo), farebbero carte false per vestire il rossonero due sicuri prospetti come Alex Meret e Juan Musso. Sarebbe ideale che potesse passare dalle loro mani il nuovo corso rossonero.





martedì 26 maggio 2020

Wanda Nara milanista: messaggio subliminale, bufala o realtà

La foto 'milanista' di Wanda Nara pubblicata e poi cancellata
Le foto di Wanda Nara in 'mise' improvvisamente rossonera circolanti per il web da qualche tempo hanno allertato l'attenzione di appassionati sportivi ed esperti di calciomercato.
La supermaggiorata moglie di Mauro Icardi, ex interista e attuale giocatore del Paris Saint Germain (ma ancora di proprietà del club nerazzurro), ha infatti inserito una foto su Twitter, subito cancellata (ma ripresa da Telelombardia), in cui, con la scritta a margine 'recuerdos', veniva ripresa assieme alla sorella e ai figli a San Siro, rigorosamente vestiti con la maglietta del Milan. E' evidente il riferimento al periodo in cui la Nara, allora moglie di Maxi Lopez (era il 2012), seguiva le partite del Milan. Potrebbe questo essere un 'avviso di chiamata' per la più antica società di Milano o, semplicemente, una foto ricordo utile a gettare fumo negli occhi di altre società interessate all'acquisto del bomber?
In passato, del resto, ospite di un programma Mediaset, sempre assieme a Maxi Lopez, la stessa showgirl esaltava la scelta di approdare al club rossonero da parte dell'allora marito, in quanto, asseriva, avendo già giocato nel Barcellona, avrebbe così militato nelle due più forti squadre di Spagna e Italia, e in quelle che lei preferiva maggiormente.
Quanto poi l'attuale consorte di Icardi, e sua procuratrice, ami smuovere le acque utilizzando in modo perfino sboccato la propria immagine (e anche quella della sua famiglia) è noto.
Il sito calcionews24 cerca di riassumere alcuni degli ultimi 'look' della 'wandona' di Boulogne Sur Mer, cittadina alle porte di Buenos Aires, rigorosamente rossoneri.
La modella argentina ha infatti spesso 'cromatizzato' i propri messaggi sportivi, associando i colori indossati a quelli della squadra nella quale militi il marito (di turno) o nella quale questo ambirebbe a militare.
"Certo è che gli stivali Casadei rosso porpora - scrive il sito - indossati in occasione di una recente allegra serata, qualche giorno fa, accompagnati da un abito nero aderente (il tutto documentato da tanto di foto su Instagram), hanno suscitato le illazioni (e chissà, magari pure le fantasie) dei tifosi del Milan e le battute di quelli nerazzurri".
Personalmente ho cercato, e trovato, altre foto 'rossonere' della Nara, senza conferma, a dire la verità, che appartengano a un periodo temporalmente recente dell'esibizionista Wanda.
Tanto basta, ovviamente, a fomentare un gioco mediatico che, sinceramente, di sportivo ha davvero poco, utile soprattutto per alimentare chiacchiere da bar o arricchire le collezioni di 'cosce lunghe' esposte nei retro dei garage milanesi.



martedì 7 agosto 2018

Higuain e Caldara, le foto della presentazione in Duomo

Caldara e Higuain sull'Arengario (foto Bordignon)
Una giornata calda e assolata ha accolto l'entusiasmo di Milano per l'arrivo di Gonzalo Higuain e Mattia Caldara al Milan, dopo che l'ormai dimenticabile capitano Leonardo Bonucci ha deciso di riscoprire 'casa' alla corte della Juventus.
Per l'occasione, fissata per le ore 16.30 di venerdì 3 agosto in Piazza del Duomo, si è radunato un piccolo gruppo di tifosi più uno stuolo di curiosi e turisti. Numeri comunque lontani dal 'migliaio' sostenuto dalla stampa 'amica' (da qualche si è addirittura letto di duemila persone) che, invece, non sono andati oltre le 300 persone stipate sotto il terrazzo dell'Arengario davanti alla favolosa cattedrale milanese.
Successivamente, lo stesso gruppo, con lo scorrere del tempo dimezzatosi, si è letteralmente 'scagliato' in piazza Diaz ad attendere l'uscita di Caldara, trasportato quasi in stile 'stage-diving' verso l'auto che lo attendeva, mentre Higuain rimaneva sull'Arengario per completare le interviste, non prima di avere gettato, assieme al suo nuovo compagno di club, alcune magliette da gioco verso i tifosi festanti.

Ecco, di seguito, alcune delle foto scattate durante la presentazione (foto Bordignon).










giovedì 15 giugno 2017

Donnarumma, dal bacio allo sputo, addio Milan

La conferenza stampa di Fassone
Gianluigi Donnarumma dice basta alla sua avventura con il Milan. Non sarà lui la bandiera della squadra rossonera.
Ad annunciare la rottura delle trattative è stato lo stesso amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, che con il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, ha convocato una frettolosa ma efficace conferenza stampa.
Donnarumma lascia il Milan quindi, resta da capire quando e per andare dove: il suo rapporto con il club rossonero terminerà il 30 giugno 2018, ma è improbabile che il giocatore rimanga in questa stagione in maglia rossonera, alla mercé delle inevitabili critiche dei tifosi e delle reazioni che ogni suo errore provocherebbe. Real Madrid e Paris Saint Germain sono le squadre che più di altre parrebbero interessate a Donnarumma. A prenderne il porto, invece, si fanno comunque nomi importanti: Neto, Pepe Reina, Wojciech Szczęsny ma anche Mattia Perin, sono tutti nomi che possono sollleticare il palato del tifoso.
Il silenzio del portiere del resto non aiuta a fare chiarezza sui motivi che abbiano portato a questo passo un ragazzo cresciuto nel Milan e che il Milan ha avuto il merito di portare alla notorietà, un giocatore che si è sempre dichiarato milanista e che la maglia aveva baciato con un gesto spesso abusato ma che lui pareva avere sposato con convinzione. Basta la presenza di Mino Raiola a giustificarlo? E' facile accusare il procuratore, personaggio discutibile di un calcio che però di Raiola vive, ma la decisione, lo ha fatto capire anche Fassone durante la conferenza stampa, è tutta di Donnarumma. Dal bacio allo sputo, insomma, il passo è stato breve.

domenica 9 agosto 2009

Ma cosa aveva da ridere Berlusconi a Milanello?

Ripropongo qui, sul mio blog, un articolo da me scritto per Calciomercato.com e che ha sollevato non poche polemiche, almeno a giudicare dai commenti che mi sono arrivati dai tifosi, milanisti e non. Qui, tra amici, lo 'riposto', confidando che certe vette di acrimonia verranno lasciate da parte...

Scusate terrestri, io, marziano, torno adesso dopo qualche mese sul vostro pianeta, e c’è qualcosa che non capisco. Mi rivolgo in particolare ai tifosi milanisti.
Ho visto il Vostro Presidente gongolare e annunciare trionfante che Pirlo rimarrà in rossonero e che arriverà anche un attaccante importante.
Intanto mi chiedo cosa ci faccia un ex dirigente sulla vostra panchina, ma poi mi sorge un altro dubbio: dov’è Kakà? “E’ andato via”. Ok. Ma chi l’ha sostituito? “Nessuno”.
Ah. Quindi la squadra dei Tre Palloni d’Oro adesso ne ha Due. “No. Uno”.
Perché? “Shevchenko se n’è andato, o meglio l’han cacciato”.
Poverino.
E chi viene al suo posto? Adebayor ha detto che il Milan è come Naomi Campbell. “E’ andato al Manchester City”…
Peccato. La stessa squadra che ha preso Kakà per più di 100 milioni di euro. “No, Kakà è andato al Real Madrid per 67” .
Ah. Però Drogba ha sempre detto di trovarsi bene con Ancelotti. “Infatti, però lui è rimasto al Chelsea, e Ancelotti l’ha seguito”.
Beh, rimane Eto’o… “E’ all’Inter”.
Ok, bene. Comunque Berlusconi ha detto di puntare sulla linea giovane.
Per fortuna che avete Paloschi. “E’ rimasto al Parma, anzi, ora il Parma ne possiede mezzo cartellino”.
Ok, allora pensate in maniera diversa: un’idea potrebbe essere Luis Fabiano, anche se oltre a voi non l’ha cercato nessuno. “Costa troppo”.
Ma chi rimane? C’è una riserva del Real Madrid, non gioca mai, ma c’ha un bel faccino, ricorda un po’ Tomasson e ha lo stesso passaporto di Van Basten (ma anche di Bogarde). Nella foto di squadra potrebbe fare la sua figura. “E’ lui il nuovo attaccante, si chiama Huntelaar”. Che colpo! Quello che doveva arrivare in prestito! “E’ costato 15 milioni di euro”.
Ah. Dietro però se non erro è arrivato un francese: Cissokho. “No. Aveva mal di denti”. Peccato. Quindi non gioca più. “No, gioca. Al Lione”.
Ah. E Pirlo? Ho sentito che è incedibile. “Hanno offerto troppo poco”.
Ma allora perché il Vostro Presidente era felice? Non ha comperato nessuno. “Era felice per quello”...