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giovedì 6 gennaio 2022

Milan-Roma 3-1, partita quasi perfetta alla faccia del Covid

Olivier Giroud calcia il rigore dell'1-0 (foto sito AC Milan)
Una mattinata passata a lanciare maledizioni contro la sfortuna che, ancora una volta, ha colpito il Milan devastandone la rosa a colpi di Covid, dopo i ripetuti infortuni, una sera trascorsa con il cuore in gola davanti alla televisione con tanto di mamma al mio fianco, entrambi mani tese e pugni chiusi in un tifo senza quartiere.
Alla fine però il Milan strapazza la Roma per 3-1, esalta tutti i ragazzi della squadra, fa giocare con profitto perfino elementi che credevo già altrove (Andrea Conti) e perfino Tiémoué Bakayoko riesce a non fare brutta figura, se si eccettua il primo orribile stop, a pochi secondi dall'ingresso in campo.
Una gara potente e senza sbavature, malgrado le tantissime assenze, un primo gol arrivato grazie a un rigore forse generoso ma che, regolamento alla mano, ci sta tutto, e felicità per la rete di Olivier Giroud, mio idolo fin dai tempi dell'Arsenal, giocatore che ha bisogno della rete per ritrovare una fiducia fondamentale , per lui e per la squadra.
Il raddoppio arriva proprio per merito suo, una 'rapina' in area da attaccante d'altri tempi, un palo clamoroso da posizione angolatissima, e lì ecco pronto Junior Messias, una favola stupenda la sua e una partita di grande sostanza, a mirare l'angolino dal limite dell'area.
Mike Maignan regala un intervento 'siderale' (ciao ciao Paperumma, e chi si ricorda di te?), ma sull'angolo successivo nulla può contro una deviazione sotto rete di Tammy Abraham, lasciato imprudentemente troppo libero sugli sviluppi di un corner.
La Roma cerca il caos, Nicolò Zaniolo, Lorenzo Pellegrini e Rick Karsdorp fanno a gara d'isteria e, a inizio ripresa, Zaniolo si butta in vergognosa rischiando un giallo che lo avrebbe mandato a casa sotto la doccia prima della fine, mentre il secondo giallo arriva, sempre nel secondo tempo, per l'olandese, forse nel momento più delicato nella ricerca del pareggio romanista.
Maignan ci mette ancora una pezza bravamente ma, passato il primo quarto d'ora della ripresa, il Milan riordina le fila. L'ingresso di Rafael Leão segna la gara a favore del Diavolo, con una grandiosa azione di contropiede vincente, con un gran tiro che non lascia speranze a Rui Patricio. Il tutto dopo due clamorose traverse di Brahim Diaz e Alessandro Florenzi e prima dell'ennesima sfuriata di Leão sulla sinistra, che provoca il secondo penalty della serata, questo netto, con relativa espulsione di Gianluca Mancini (doppio giallo). Sulla palla, inevitabilmente, noblesse oblige, va Zlatan Ibrahimovic, entrato a metà ripresa. Il rigore è tirato male, bravo Rui Patricio a pararlo. Unico neo di una serata trionfale, ma un errore perdonabile al termine di una gara quasi perfetta.
Leggi anche: così all'andata, Roma-Milan 1-2
I miei TOP 3 della serata:
1. Mike Maignan; 2. Junior Messias; 3. Rafael Leão.

martedì 2 marzo 2021

Sanremo 2021, bastano cinque minuti per cambiare canale

Le 'ombre' di Fiorello e Amadeus all'inizio del Festival 
Erano tanti anni che non vedevo il Festival di Sanremo, credo fosse il 1981, quando Alice si esibì nel mirabile "Per Elisa" scritto per lei da Franco Battiato. Avevo 16 anni, mi innamorai di quella splendida figura di donna selvaggia dalla voce profonda, ultimo vagito di un festival che già allora cominciava a declinare, assieme al mio interesse per quella musica sempre più scontata.
Quest'anno ho però ceduto alla tentazione di girare il canale del televisore sul programma storicamente più 'pecoreccio' della televisione italiana, dove la musica da strapazzo viene riversata nei cervelli dei telespettatori e rivenduta come nenia di successo.
Stavolta mi sono lasciato trascinare dalla tentazione di vedere Zlatan Ibrahimovic sul palco sanremese. Me lo aspettavo protagonista fin dall'inizio, come in una qualsiasi partita di calcio. Invece il festival è cominciato, come in effetti era logico aspettarsi, con le presentazioni del suo conduttore, il dj Amadeus, affiancato, e questo non lo sapevo, dal 'compagno di merende' Fiorello.
Un inizio drammatico e pagliaccesco, con una 'cover' di "Grazie dei fior" cantata da Fiorello, vestito in maniera altrettanto ridicola. Nessuna traccia dei fiori in sala (sia quelli di Nilla Pizzi che quelli di Sanremo), così come del pubblico. Applausi registrati. Una breve lettera vergata da Amadeus che avrebbe dovuto servire a mo' di 'scusa' per giustificare il perché una tonnellata di milioni di euro sia stata riversata sulla manifestazione sanremese mentre i lavoratori dello spettacolo e gli artisti di teatro, cinema e musica sono ridotti alla fame dalle farneticanti scelte di un Governo che non ha cambiato il ritmo delle chiusure senza senso.
Se a tutto ciò aggiungiamo la consapevolezza che, ad affiancare i due di cui sopra, ci sarà presto tale Achille Lauro (io ero rimasto all'armatore e presidente del Napoli...), un tizio orribile a vedersi e che, come conseguenza, deve anche essere orribile ad ascoltarsi, ho preferito lasciare scivolare i dati del mio 'share' altrove e ritornare ad ascoltare le simpatiche (e talvolta pure dotte) dissertazioni dei giornalisti-tifosi di "Qui Studio a Voi Stadio", il programma di Telelombardia dedicato, questa sera, alla partita Juventus-Spezia.
La mia speranza è che 'Ibra' non rimanga coinvolto nella solita buffonata parastatale in cui normalmente il festival decade senza speranza e che torni presto sui palcoscenici calcistici a lui più congeniali.

lunedì 28 settembre 2020

Hauge al Milan, affare fatto

Hauge dopo il gol al Milan (foto images/Gribaudi/ImagePhoto)
Jens Petter Hauge
è un giocatore del Milan. L'attaccante norvegese del Bodø/Glimt, squadra che ha recentemente incontrato proprio i rossoneri in Europa League, realizzando un gol con lo stesso Hauge, sarà già a Milano per firmare il contratto nella giornata di martedì o mercoledì.
Il Milan copre così il clamoroso buco offensivo che si era venuto a creare a causa dell'indisponibilità dei due titolari, Zlatan Ibrahimovic, colpito da Covid-19, e Ante Rebić, infortunatosi al braccio nell'ultima gara giocata a Crotone.
Hauge è nato a Bodø, ha 20 anni ed è alto 1,80. Quest'anno, nella Eliteserien norvegese, ha realizzato, in 18 partite, 14 reti con 9 assist.