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lunedì 3 febbraio 2025

Milan-Inter 1-1: il pianto di Inzaghi, gli scudetti di cartone e il fallo su Jimenez

Il fallo su Jimenez
Il risultato di 1-1 fra Milan e Inter, alla fine, è più che giusto. I rossoneri sono stati bravi a imbrigliare i nerazzurri, quasi nulli per tutto il primo tempo, e nella ripresa incapaci di superare la concentrata difesa  milanista, fino a quando la stanchezza dei rossoneri, sfibrati da una partita di Champions League allucinante a Zagabria, ha aperto varchi clamorosi che i nerazzurri dapprima non sono stati in grado di sfruttare, fermati dalla sfortuna (due pali e una traversa) e due volte da un ottimo Maignan, per poi trovare il pareggio in pieno recupero con un gol viziato da un fallo su Jimenez. Ma va bene così.
La cosa che ha veramente colpito in negativo è stata l'allucinata reazione del tecnico interista, Simone Inzaghi, a fine gara: "I ragazzi sono stati magnifici, sono andati oltre: ho parlato con loro, ho fatto i complimenti. Purtroppo non sono andati oltre gli episodi: tre gol annullati, tre pali, un rigore clamoroso non dato. L'ho già rivisto, meglio che non lo rivedo perché è peggio". Da non credere. Il tecnico dell'Inter, squadra che, nella propria storia, è spesso entrata nell'iconografia popolare per una certa predisposizione alla 'piangineria', riesce a fare un grande calderone di pali (effettivamente sfortuna), gol annullati (per altrettanti fuorigioco clamorosi e inappuntabili) e un calcio di rigore che ha visto solo lui (l'intervento 'incriminato' di Hernandez sul giocatore dell'Inter è nettamente sul pallone), mentre omette chiaramente il fallo su Jimenez da cui parte l'azione del pareggio nerazzurro.
In un campionato, peraltro, dove molto spesso, come spesso capita alle squadre più forti, l'Inter ha goduto di occhi molto attenti a proprio favore sia dalla VAR che nelle comuni decisioni arbitrali.
Il web rossonero, alla fine, non lo ha perdonato: "Per chi è abituato a contare anche gli scudetti di cartone, è giusto che contino anche i gol in fuorigioco", una raffica ad alzo zero che definisce perfettamente il 'pianto greco' dell'allenatore dell'Inter.

GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA DELLE TIFOSE DEL DERBY

domenica 2 febbraio 2025

Milan-Inter 1-1, ecco a voi le ragazze del derby...

Una tifosa del Milan (foto Bordignon)
Derby vero, dentro e fuori dal campo. Fra Milan e Inter finisce 1-1, ma anche la bellezza femminile termina in parità.
L'eterno femminino non conosce colori, anche se di colori si è ornato attorno a San Siro.
Bionde e more, bianche e nere, le ragazze del derby arrivavano un po' da ogni dove, e tante sono state le strane, spesso accompagnate da gentile consorte o fidanzato.
Scorrendo alcune delle foto scattate si riconosce, baciata dal sole, una fanciulla arrivata appositamente dalla Tunisia, maglietta rossonera e accoppiata scarpe/calze bianche da ginnastica; una coppia di londinesi di evidente origine africana, forse nigeriana; una biondissima turca in paltò grigio e sorriso smagliante; un altrettanto bionda lituana, forse un dimessa nell'abito ma meravigliosa nel sorriso; la delicatissima inviata della testata "Calcio in pillole"; una coppia di giovani polacchi supertifosi rossoneri; una coppia di sorelle quasi gemelle, anche in questo caso tifosissime milanista, sebbene senza la relativa sciarpa d'ordinanza.
Basta e avanza come perfetto aperitivo di quella che sarà una partita ben giocata e chiusa senza ne vincitori ne vinti.

Ecco altre foto scattate prima della partita attorno allo stadio di San Siro (foto Bordignon)









giovedì 19 gennaio 2023

Calhanoglu, ennesimo errore: quello del buon gusto

Chi è povero si accontenta di ciò che ha e nel mondo dei ciechi l'orbo è re. Sono due frasi classiche, scontate, ma che riassumono perfettamente la povertà intellettuale e umana di Hakan Çalhanoğlu, uno dei peggiori giocatori che abbiano mai vestito la maglia del Milan, assimilabile per incapacità, rispetto almeno alle previsioni, ai soli Patrick Kluivert e Ricardo Oliveira, cui forse si potrebbe aggiungere anche il 'mitico' Roque Junior. Se però, per il difensore brasiliano poteva valere l'attenuante della simpatia (un po' come per le donne brutte, "è un cesso, ma è simpatica"), nel caso di Çalhanoğlu l'incapacità sul campo corrisponde all'antipatia dentro e fuori dal campo.
Messo, giustamente, ai margini della squadra milanista ai tempi in cui vi giocava (parola grossa), 'Chalamerda palla persa' (come lo soprannominavo personalmente) è approdato 'a zero' (il suo reale valore) sull'altra sponda del Naviglio, cominciando a sparare proiettili carichi di livore verso il proprio ex club e gli ex compagni di squadra.
Giunto nell'Inter campione d'Italia in carica, ha osservato impotente quella da cui proveniva vincere lo scudetto, alzato proprio sul suo faccione e quello dei suoi nuovi colleghi.
Una vera iattura, oltre il limite del comico, con 'Chala' piangente e inginocchiato nel giorno del trionfo rossonero, insultato (giustamente) da quegli stessi tifosi e giocatori rossoneri che, basti leggere i giornali, aveva più volte deriso e disprezzato.
Oggi, quello stesso personaggio si permette di vantare una presunta 'rivincita' alzando il meno nobile dei trofei nazionali, una Supercoppa che certo non può pareggiare il tricolore scudettato.
Çalhanoğlu 'palla persa' ha così sbagliato l'ennesimo passaggio, quello del buon gusto.
LEGGI ANCHE: Perché tifo il Milan, ma soprattutto perché odio l'Inter

domenica 4 settembre 2022

Milan-Inter 3-2: Curva Sud spettacolare, campioni contro piangina

La coreografia della Curva Sud prima del derby
Tradizione meneghina, io campione, tu piangina
. Eccolo il doppio striscione esposto dalla Curva Sud del Milan in occasione del derby vinto per 3-2 sull'Inter, corroborato dal solito splendido disegno a pastello grande da ricoprire tutta la curva milanista.
Una coreografia che riprende e conferma la grande qualità dei 'grafici' del tifo rossonero, dal sempre rimpianto Pedro a Pacio. Ed è proprio Marco 'Pacio' Pacini, sul proprio profilo Instagram, a raccontare qualche numero della 'coreo' di questo derby: "Il calendario è stato bastardo e ci ha regalato il derby in casa alla 5ª di campionato, una trentina di 'pazzi' si è messa al lavoro fin da subito, mentre la gente era al mare, tutti i weekend compreso Ferragosto, sotto un sole devastante a temperature improponibili. 5.500mt di stoffa pitturata, 2.300 bombolette, 7.000mt di scotch, 15.000 fogli di plastica colorati, questi sono solo alcuni dei numeri del lavoro mastodontico che abbiamo realizzato per questo derby".
Se lo striscione preparato da tempo ha colto nel segno di una reale tradizione del tifo milanese, con i milanisti storicamente più dediti all'attaccamento alla squadra e gli interisti spesso a caccia di scusanti in occasione delle sconfitte, splendido è stato l''instant' striscione esposto dalla Sud in cui campeggiava un esilarante "Pippo Inzaghi figlio unico", con un evidente riferimento a Simone Inzaghi, allenatore dell'Inter e fratello dello storico attaccante (e poi tecnico) milanista.
Di fronte a una 'coreo' nerazzurra non esaltante ("Io che amo solo te") ancora una volta il Milan ha vinto il derby, prima che sul campo, sugli spalti.

Lo striscione dedicato ai fratelli Inzaghi durante la partita

Milan-Inter 3-2: Maignan l'eroe, Leao una sentenza

La festa del Milan a fine partita (foto sito AC Milan)
Il Derby della Madonnina numero 233 premia il Milan, che vince con merito per 3-2, s'impone su un'Inter che, per dieci minuti nel secondo tempo, sembra poter recuperare lo svantaggio. Ora i rossoneri si collocano temporaneamente in testa alla classifica, assieme al Napoli, in attesa del completamento della giornata.
La squadra rossonera ha vinto la stracittadina in maniera più che meritata, rifilando ai 'cugini' la seconda sconfitta in cinque gare di campionato.
San Siro trasformato in una autentica bolgia e l'Inter che, dopo avere cominciato la gara sotto tono e avere consegnato gioco e campo al Milan, passa per prima al 21' con una fuga centrale di Brozovic, che taglia come il burro la difesa milanista, servito da Correa e scatenato da Martinez.
Poteva essere un colpo da ko, invece il Milan resta in piedi e fa come se nulla fosse, continuando a caricare il 'biscione' e arrivando al pareggio al 28', con Tonali che sfrutta poco oltre la metà campo un banale errore di Çalhanoğlu (al solito principale bersaglio dei fischi e dei cori dei tifosi rossoneri), lancia uno scatenato Leao sulla fascia sinistra, che a sua volta scarica subito un diagonale che piena le dita di Handanovic. Rete, pareggio, San Siro nuovamente scatenato e Milan che ci crede, tanto che raccoglie in pochi minuti altre tre occasioni da gol, con Tonali, Hernandez e Leao.
La ripresa si apre in equilibrio, ma l'occasione buona capita dopo pochi minuti a Çalhanoğlu, che però spreca malamente un calcio di punizione da ottima posizione. Esce allora il Milan, condotto dalla premiata ditta Leao-Giroud, che in campo si trova come la coppia Fracci-Nureyev alla Scala. Al 54' è il portoghese a servire il francese che, ancora una volta, si gira sporcando il pallone quanto basta per superare per la terza volta nella storia Handanovic; al 60' Giroud ricambia il favore a Leao, che si inventa un gol che rimarrà nella storia dei derby, zigzagando sul lato sinistro dell'area, portandosi in solitaria davanti ad Handanovic per superarlo di giustezza.
Inzaghi in panchina si sveglia dal torpore, comprende che Correa non è uomo per le grandi occasioni e lo cambia per Dzeko, mentre Pioli a sua volta toglie De Ketelaere per fare posto a Diaz. I cambi stavolta premiano l'Inter, che trova subito il gol con Dzeko e, nel giro di dieci minuti, inanella una serie incredibile di occasioni, ed è allora Maignan a salire in cattedra compiendo almeno tre interventi decisivi.
La furia nerazzurra si spegne poco prima dell'80', ma c'è spazio ancora per ulteriori occasioni da entrambe le parti, grazie anche agli ulteriori ingressi di Origi e Mkhitaryan, entrambi bravi a creare gioco e palle-gol.
La squadra di Inzaghi ci prova sino alla fine, quando il triplice fischio di Chiffi (buona la sua conduzione arbitrale) sancisce una vittoria rossonera tutto sommato meritata di fronte a un'Inter troppo distratta.

Il tabellino di Milan-Inter dal sito di Livescore

martedì 1 marzo 2022

Milan-Inter 0-0, in Coppa Italia tutto rimandato al ritorno

Due protagonisti del derby: Perisic e Florenzi
Finisce 0-0 il derby fra Milan e Inter, andata della semifinale di Coppa Italia, per quello che viene definito 'il migliore dei peggiori risultati' con la regola del gol che vale doppio in trasferta. Tutto rimandato al 20 aprile quindi, con i nerazzurri che avranno il vantaggio del fattore campo, relativizzato, appunto, dal pericolo di subire una rete che avrebbe valore doppio.
Gara agonisticamente bella ma tecnicamente povera e infarcita di errori, che hanno impedito alle due squadre, in particolare al Milan, di andare in rete.
L'Inter è parsa spenta nell'anima e povera nelle idee, il che preoccupa visti i proclami di 'vendetta' della vigilia dopo l'inopinato ko nella sfida di campionato.
Alla fine il pari senza reti allunga l'astinenza dei nerazzurri con il gol, che dura ormai dal 16 febbraio e per ben quattro gare, in cui la squadra di Simone Inzaghi ha raccolto due pareggi (quello esterno con il Genoa in campionato e quello di questo derby) e due sconfitte con Sassuolo in campionato e Liverpool in Champions League.
Il Milan può recriminare per le azioni svolte e sprecate malamente per colpa di errori e imprecisioni in occasione dell'ultimo passaggio.
Non perfetto l'arbitraggio di Maurizio Mariani, che decide di scegliere un metro cosiddetto 'inglese', cosa che non giustifica alcuni evidenti errori come la cintura in area subita da Olivier Giroud da parte di Milan Škriniar in area che ha fatto gridare al rigore i milanisti, sebbene anche nel finale di primo tempo una trattenuta di Hakan Çalhanoğlu da parte di Alexis Saelemaekers abbia sollevato pure qualche dubbio.
I miei TOP 3 della serata:
1. Alessandro Florenzi; 2. Pierre Kalulu; 3. Rafael Leão.
Leggi anche:

lunedì 8 novembre 2021

Milan-Inter: interisti schiumanti rabbia, ormai è Tatamania

La parata del 'Tata' su Tuttosport
Il derby di Milano finisce 1-1, Milan e Inter chiudono in parità ma 'ai matti' ci vanno i 'bauscia', schiumanti di rabbia per una partita che volevano e dovevano vincere, convinti, forse a ragione, di avere una squadra più completa e che ha gestito la partita per una buona parte di secondo tempo, dopo avere peraltro sprecato due ottime occasioni.
Il Milan, una volta tanto, raccoglie 'quasi' il massimo, con il minimo sforzo, dimostrando di saper soffrire e mettendo in evidenza una maggiore incapacità di andare in gol da parte di una squadra, l'Inter che, davanti, ha perso la devastante potenza di Romelu Lukaku.
Da milanista trovo privi di logica gli insulti ad Hakan Cahlanoglu, soprattutto perché non ha senso insultare il NULLA. Si insulta qualcuno che ti ha ferito, qualcuno che ha lasciato un segno importante nella tua società, che ti ha sedotto e poi abbandonato. Qualcuno insulterebbe Patrick Kluivert, inutile meteora rossonera? O Ricardo Rodriguez, che pure nel Milan ha giocato, liberandoci dopo troppi anni della sua presenza per accasarsi al Torino? No di certo. Certi giocatori andrebbero ringraziati per averci liberato della loro tremebonda immagine. I fischi a Cahlanoglu sono stati un deprecabile errore di inesperienza da parte di una tifoseria che non è più abituata ad addii di ben altro calibro, come quelli che furono di Andryi Shevchenko e 'Riccardino' Kakà. Cahlanoglu non è solo un poveraccio turco passato da una parte all'altra del Naviglio per un pugno di euro, ma pure un giocatore che non merita di essere né odiato né rimpianto, essendo, appunto, il nulla.
Infine grande esaltazione per Ciprian Tătărușanu, al secolo Tatarusanu, per tutti noi ormai Tata, perché adesso è Tatamania completa, totale. Il sostituto del sostituto di Gianlugi Donnarumma, alias Dollarumma, alias Paperumma, ha fatto una grandissima parata sul rigore di Lautaro Martinez, non uno a caso. L'interista medio parlerà di 'errore' del Toro. Non è vero: raramente si è vista una parata così bella su un rigore, peraltro di così grande importanza. Il vero eroe del derby è lui. Con buona pace dei 'bauscia' e del 'coniglio' turco.

Milan-Inter sulle pagine dei giornali

La prima pagina de "La Gazzetta dello Sport"
Milan-Inter
finisce 1-1, un risultato che che soddisfa più i rossoneri rispetto ai nerazzurri, e che mantiene inalterato il distacco in classifica di 7 punti a vantaggio del Diavolo.
E' il derby dei rimpianti: per l'Inter resta l'amaro di un autogol, un rigore sbagliato e due grandi occasioni con la difesa milanista che salva sulla linea altrettante conclusioni nerazzurre, per il Milan un palo e una palla sprecata da Franck Kessié a porta vuota. Grazie a questo risultato, però, la squadra di Stefano Pioli rimane in testa alla classifica, assieme al Napoli, a quota 32 punti nelle prime 12 gare, per lui miglior risultato nell'era dei tre punti a vittoria (dal 1994-95).
Un derby emozionante con tanti colpi di scena soprattutto nel primo tempo e che vede gli attaccanti di entrambe le squadre un po' in ombra. Nella prima frazione accade di tutto: due rigori, uno realizzato e uno parato, un autogol e un salvataggio sulla linea. Finisce in parità ma sono tantissime le emozioni da raccontare, tensione in campo.
E Pioli, a fine partita, commenta infatti il risultato soddisfatto: "Il bicchiere è assolutamente mezzo pieno, è chiaro le partite giochi per vincerle, ma la partita è stata complicata e con una squadra molto forte. Abbiamo dimostrato di essere forti anche noi".
In allegato al pezzo, alcune delle pagine più significative dei giornali di oggi dedicate al derby.



domenica 7 novembre 2021

Milan-Inter, Diletta Leotta super sexy in versione 'total black'

Diletta Leotta prima del derby di stasera
Diletta Leotta
in versione 'total black' a bordo campo per DAZN prima e dopo il derby Milan-Inter, terminato 1-1.
Accompagnata da Riccardo Montolivo e Borja Valero, la presentatrice siciliana si è presentata con un completo nero: stivali, minigonna e top di velluto, con loden generosamente aperto su una ampia scollatura, climaticamente immotivata, anche se si tratterà di una delle ultime serate in cui la Leotta potrà esprimere al meglio le proprie forme.
Un look mozzafiato, che però non ha distratto i tifosi, intenti a seguire una gara non bella, ma ad alta tensione, e il cui risultato, alla fine, premia più i rossoneri che i nerazzurri, con i 'casciavitt' che mantengono sette punti di vantaggio sui 'bauscia'.