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Foto dal gruppo Facebook "Io sostengo Il Primato Nazionale" |
Se però la dittatura del pensiero imposta dal 'social' di Mark Zuckerberg non sorprende, visto che già in passato ci ha abituato a questi comportamenti 'orwelliani', vale la pena citare i titoli dei quotidiani nazionali, quelli espressi dai giornalisti 'servi' del potere, come si diceva una volta, gli autori di quel 'mainestream' mediatico asservito al giogo globalista del meticciamento culturale e cerebrale cui siamo bombardati.
Il Fatto Quotidiano, a dire la verità, è morbido e sincero: "Facebook chiude la pagina della testata sovranista Il Primato Nazionale", anche se c'è da chiedersi del perché di quel 'sovranista' aggiunto a bella posta in segno di evidente disprezzo e giustificazione dell'atto. Wired, invece, fa capire chiaramente di che pasta siano fatti i mestieranti e i titolisti che alberghino la sua redazione: "Facebook ha chiuso la pagina del quotidiano neofascista Il Primato Nazionale" (in nessuna pagina del giornale sovranista ho mai letto articoli di apologia del mondo fascista, semmai di approfondimento e di studio dello stesso). La Repubblica, con un tocco di 'classe', si fa per dire, spiazza tutti e celebra la notizia sotto l'antefatto di "Neofascismo: Facebook chiude la pagina de Il Primato Nazionale, testata di CasaPound". Più 'soft' e veritiero il titolo de La Stampa: "Facebook cancella la pagina de Il Primato Nazionale, testata vicina a CasaPound".
Il titolo più vero è però probabilmente quello con cui dà la notizia lo stesso Primato: "Ultime dal 1984: Facebook ha rimosso la pagina del Primato Nazionale".
Su Facebook rimane comunque, almeno per ora, la pagina "Io sostengo Il Primato Nazionale" cui ci si può aggiungere per dare voce al proprio desiderio di libertà e giustizia.