Forse non molti lo sanno, o forse quasi nessuno, almeno fra noi, comuni mortali. I vaccini anti Covid che ci vengono normalmente iniettati, in quanto in fase attuale di studio, potrebbero essere anche un placebo.
Iniettare un placebo secondo numeri precisi è, del resto, una normalissima routine, quando un vaccino viene testato, senza avere ancora dei risultati sicuri, come nel caso dei vari Astrazeneca, Moderna, Johnson & Johnson, Pfizer, Sputnik, eccetera.
Ve lo giuro, non me lo ha detto 'mio cugggino', né l'amico dell'amico, né la portinaia o il droghiere sotto casa. Me lo ha 'spiattellato' un medico di provata cultura e conoscenza accademica., lasciandomi a bocca aperta, da bravo ignorante quale sono.
Quello che non mi è chiaro, e condivido con voi questo mio dilemma, è se, a noi che dovremmo vaccinarci in questi giorni (a cui viene quasi 'intimato' di vaccinarsi), venga insomma fornito un vaccino che, inevitabilmente, è ancora in fase di sperimentazione, o se, in alcuni casi, venga iniettato un placebo. Intendo lasciare un margine di incertezza perché non voglio creare allarmismi, ma credo sia giusto che una risposta venga data e sia data in maniera esemplare.
Perché, altrimenti, passerebbe il concetto che tutti saremmo cavie umane di uno studio gigantesco su base mondiale, i cui risultati non si avranno prima di un paio d'anni.
Un'affermare che non è frutto di un delirio 'no vax', ma la semplice constatazione di un gesto che non corrisponde a quanto divulgato dalla gran parte dei media.
Primo, perché quanto ci viene iniettato non è un vaccino i cui risultati possano dare delle certezze assolute (e il continuo cambio dei cocktail vaccinali ne dovrebbe essere una plateale constatazione di chi, in corsa, stia cercando di aggiustare il... tiro), secondo perché un buon numero di persone il vaccino 'vero' non l'hanno nemmeno ricevuto, in cambio di un placebo che, come detto sopra, serve a scopi di studio, ma non di cura.
Queste righe non vogliono essere un contributo a chi voglia svilire o contrastare il legittimo sforzo vaccinale di contrasto al Covid-19. Semplicemente affermano una verità che, ancora una volta, in quest'ultimo anno e mezzo di storia umana, è stata stravolta e oscurata.
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giovedì 17 giugno 2021
Vaccini anti Covid, il dilemma dei placebo
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
