sabato 23 gennaio 2021

Il Governo spreca 400mila euro per celebrare i 100 anni del PCI

Manifesto comunista per confutare le verità sulle foibe
In un mondo disastrato dal Covid-19, il Governo italiano ha trovato lo spazio, e soprattutto i soldi, per celebrare l'anniversario della nascita del Partito Comunista Italiano.
Legittimo parlarne, meno legittimo gettare nel cesso 400 mila euro che, in questo momento, potrebbero trovare sicuramente migliore destinazione che quella di mandare in sollucchero gli epigoni di una fra le più controverse presenze politiche della storia italiana e mondiale.
Del resto, l'emendamento arriva dai 'moderati' di Leu (Vasco Errani e... compagni), quelli che "la falce e il martello sono dentro di noi" e "avanti popolo, alla riscossa, bandiera rossa, trionferà".
Nel dettaglio (fonte Corriere.it), l’emendamento prevede uno stanziamento per l’organizzazione e «lo svolgimento di iniziative» previste per il centesimo anniversario del Partito Comunista italiano, fondato a Livorno il 21 gennaio del 1921. Nell'emendamento viene chiesta una voce di spesa che ammonta a 200mila euro per gli anni 2020 e 2021.
Facciamo un paragone se, per dire, uno stanziamento fosse stato richiesto da Casapound, e immaginiamo quale sarebbe stata la risposta dei 'benpensanti' e fautori del 'pensiero unico'. Che poi sono gli stessi che, tuttora, organizzano incontri e conferenze diffondendo notizie false sulla realtà delle foibe e sulla morte di decine di migliaia di italiani. Il comunismo non va dimenticato. Mai. Non faccio parte di quella 'razza' di pensanti. Il comunismo va ricordato. certamente non va celebrato.