Un piccolo post per ricordare persone dimenticate, piccole gemme distribuite nella storia dell'uomo, soli coraggiosi di anime curiose. Freya Stark, cittadina britannica di origini italiane e inglesi, nata a Parigi nel 1893 e morta ad Asolo nel 1993, cento anni dopo.
Donna affascinante, moderna nella ricerca estetica e nella scelta degli abiti, ma anche estremamente semplice durante i suoi viaggi. Secondo Wikipedia "è famosa per le sue esplorazioni in Medio Oriente, le sue opere letterarie e il suo lavoro di cartografia. Non solo fu una delle prime donne occidentali a viaggiare nel Deserto Arabico, ma esplorò anche aree in cui pochi europei, e soprattutto donne sole, erano stati.
Fu nominata Dama dell'Ordine dell'Impero Britannico (DBE - Dame Commander of the Order of the British Empire)". Imparò l'arabo e il persiano e scrisse oltre due dozzine di libri basati sui suoi viaggi, pubblicati quasi tutti a Londra da John Murray. Un bacio per te, dolce Freya.
mercoledì 16 agosto 2017
Freya Stark, fascino antico di un'esploratrice moderna
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Freya Stark
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.

