venerdì 19 agosto 2022

Angelina Jolie, presunte violenze subite da Brad Pitt: ma era una spinta...

Angelina Jolie
Storie da vip: la rete televisiva CNN ha rivelato le accuse formulate da Angelina Jolie nei confronti del marito, BradPitt, che l'avrebbe spinta contro il muro del bagno dell'aereo privato sul quale stavano viaggiando, urlandole: "Stai mandando a puttane questa famiglia!". Il tutto completamente ubriaco e dopo avere 'insultato' i figli della coppia. L'episodio risale al 2016 ed è stato rivelato dalla rete televisiva, che avrebbe ottenuto un rapporto dell'FBI sulla vicenda.
La Jolie ha aggiunto agli investigatori che due dei loro figli, i cui nomi sono stati censurati nel rapporto ma erano all'epoca minorenni, "erano fuori dalla porta a piangere e hanno chiesto 'Stai bene mamma?'". A quel punto Pitt avrebbe urlato: "No, la mamma non sta bene. Sta rovinando questa famiglia. E' pazza". Questo avrebbe suscitato la reazione di uno dei bambini che avrebbe detto: "Non è lei, sei tu, stronzo'". Insulto, si legge nel rapporto dell'FBI, che avrebbe mandato l'attore su tutte le furie. Pitt, secondo quanto raccontato dalla Jolie, gli è corso incontro "come per picchiarlo" ma lei lo avrebbe bloccato. L'attrice e regista ha anche dichiarato di aver subito lesioni alla schiena e al gomito di cui ha allegato una foto.
Ennesima inutile 'querelle' che smuoverà l'interesse del mondo rosa, animato da presunte avanzate battaglie in salsa 'femminista' contro le presunte violenze del 'maschio' (bianco e tossico, aggiungo io, per completezza di... disinformazione): sarebbe poi da capire quanto spingere una persona contro il muro sia da considerarsi 'violenza'.
In effetti Pitt non è stato né arrestato né incriminato per le violenze dopo l'inchiesta federale su queste 'presunte' violenze. (fonte: ANSA)

martedì 16 agosto 2022

Görlitz: Berlinerstrasse, la strada degli hotel fantasma

L'ingresso dell'Hotel Görlitzer Hof  (foto Bordignon)
Come ho già scritto, Görlitz, bella e ridente cittadina della Sassonia, a un tiro di sasso dalla Polonia, ha molti pregi ma, ancora non si è resa conto del proprio potenziale. Moltissime sono le case in rovina, o semplicemente chiuse, sbarrate da legni alle porte, dimenticate i cui proprietari siano deceduti. Se ne trovano nel centro e ancora di più alla periferia, pur se con edifici più che dignitosi, in certi casi perfino belli.
Uno degli esempi più clamorosi è quello della Bahnhof, la stazione ferroviaria, situata nella Südstadt, la zona meno 'centrale' di Görlitz. Al contrario di altre stazioni ferroviarie, questa è quasi sempre deserta, e gli hotel delle vicinanze hanno tutti chiuso i battenti.
In particolare i tre più vicini, situati tutti sulla Berliner Straße, la via che dalla stazione porta verso il centro: primo fra tutti, il più bello e antico, il Görlitzer Hof che però, pare, sarebbe in fase di (lenta) ristrutturazione. Meglio tardi che mai. Decisamente meno affascinante, avvicinandosi alla Bahnhof, l'Hotel Hansa, per spostarsi nella piazzola davanti all'ingresso della struttura, in cui fa bella mostra di sé l'Hotel des Handwerks (tradotto sarebbe l'albergo dei mestieri). Tutti con rigorose finestre chiuse da legna battuta a colpi di chiodi e martello.
Qualcuno parla di mille euro a metro quadro, forse meno, viste le condizioni degli immobili. Può comunque valerne la pena.
Il Comune e il Borgomastro (un tizio rumeno, a quanto pare) non mi pagano, vi assicuro. Ma è una pena vedere tanto spreco.


American Airlines taglia il 16% dei voli di novembre

Un'immagine di unareo dell'AA dal sito ufficiale
American Airlines
taglierà il 16% dei voli previsti nel prossimo mese di novembre, pari a 31mila viaggi. E' la stima di Cirium, una società di analisi dell'aviazione.
La compagnia aerea statunitense ha affermato come la mossa sia "in linea con il nostro approccio alla pianificazione della rete e degli orari durante tutto l'anno".
I dati sugli orari forniti da Cirium mostrano che i tagli maggiori sono sulle tratte fra Chicago O'Hare e Dallas-Fort Worth e tra Boston e Philadelfia.
"Gli orari preliminari vengono pubblicati con 331 giorni di anticipo e quindi gli adeguamenti vengono effettuati più ravvicinati in base al programma che intendiamo operare", ha affermato American Airlines alla CNN in una nota. "Stiamo ora caricando gli adeguamenti del programma con circa cento giorni di anticipo, il che è in linea con il modo in cui abbiamo modificato il nostro programma nel 2019 prima della pandemia".
American Airlines non è l'unica compagnia aerea nordamericana a ridurre i propri orari. La United Airlines ha recentemente tagliato il suo programma a Newark, nel New Jersey, mentre Delta ha fatto lo stesso relativamente alle rotte estive all'inizio della stagione. (fonte: AGI)

Scandalo Europa, Italia costretta a ospitare anche i 'migranti' violenti

Ogni giorno l'Italia viene invasa da clandestini criminali
Quell'Europa che tanto piace alle Sinistre e ai fautori dell'accoglienza, matrigna e non madre delle legittime aspirazioni nazionali e nazionalisti dei singoli Paesi che ne sono Stati membri, ha compiuto l'ennesima prevaricazione: la Corte di Giustizia Europea, con sede in Lussemburgo, ha sentenziato come non sia mai revocabile il programma di accoglienza per un 'migrante' (ovvero un clandestino, per essere più chiari) richiedente protezione internazionale anche se responsabile di reati e atti violenti, dato che privare un immigrato delle condizioni di accoglienza "costituisce sempre una sanzione sproporzionata, perché lesiva della dignità umana".
Il tutto riferito al caso di un senegalese 30enne espulso dal piano di accoglienza con provvedimento della prefettura di Firenze riguardo a un fatto del 2019, quando aggredì un addetto di Trenitalia in una stazione mentre cercava di salire su un treno senza biglietto.
La notizia è riportata dall'ANSA, che cita a sua volta il quotidiano "Il Tirreno" che, in parallelo alla denuncia e al procedimento penale, tuttora aperto a carico del senegalese, lo stesso immigrato impugnò l'atto della prefettura al Tar della Toscana, che gli dette ragione.
Quelli di Lussemburgo, stabilendo in pratica che un cittadino italiano valga meno di un criminale africano, ha emesso il suo parere stabilendo che revocare il piano - che comporta l'erogazione di vitto, alloggio, sussidio per le spese giornaliere e vestiario - a un migrante, pur se sia stato autore di atti violenti e gravi, costituisce in ogni caso una lesione della sua dignità (quale sia questa dignità non è dato sapere).
I giudici europei fanno riferimento alla direttiva sui migranti numero 33 del 2013 per la quale "gli Stati membri dell'Unione assicurano in qualsiasi circostanza l'accesso all'assistenza sanitaria e garantiscono un tenore di vita dignitoso per tutti i richiedenti" ed evidenziano invece che la legge italiana, col 'decreto accoglienza' del 2015, "è in contrasto con la normativa europea perché tra le sanzioni per i migranti violenti comprende, appunto, la possibilità di revoca delle condizioni materiali di accoglienza" e il migrante così colpito rimane senza alloggio, cibo, vestiti e sussidio privandolo di un "tenore di vita dignitoso".
Oltre al danno le beffe. Chi avesse la tentazione di votare a Sinistra, è avvisato di quali complicità si renderà protagonista.

lunedì 15 agosto 2022

Fuga dalla città, alla scoperta di Görlitz

Tre foto di Görlitz (foto Bordignon)
Görlitz
, città della Sassonia, in Germania, è stata uno degli obiettivi delle mie 'vacanze', chiamiamole così. Dopo un grande dolore, serviva spaziare con la mente, sebbene i ricordi continuassero a inseguirmi. Vivere tre giorni in questa ridente cittadina mi ha comunque, sebbene solo in parte, aiutato.
Una delle poche, forse l'unica, città della Germania a non essere stata bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, Görlitz (a poche decine di metri dal confine polacco) conserva intatto il fascino secolare tedesco, pur con qualche innato difetto: innanzitutto i tedeschi del Nord, senza generalizzare, non sono propriamente dei 'simpaticoni' (lontanissimi dai festaioli bavaresi, giusto per fare un esempio) e la città vive ancora della 'fiacchezza' della DDR, sembra poco sviluppata, inconsapevole della propria struggente bellezza. Ma questo è anche un pregio, perché Görlitz apppare prontissima per ricevere investimenti da parte di chi, a caccia di nuove proprietà, intenda lanciarsi in qualche nuova 'avventura' lontano dall'Italia. La sensazione è che Görlitz, nemmeno tanto piccola (ha 56mila abitanti) abbia molto da dire e possa tanto migliorare, come pare abbia fatto nell'ultima decade.
Un altro 'dramma' è rappresentato dalla presenza della api. Volete un consiglio? Quando uscite a pranzo di giorno state all'interno del ristorante, se non vorrete venire presto circondati da simpatici insetti attratti dal vostro cibo.In definitiva Görlitz è un luogo dove andare a dare una sbirciata e, magari, ritrovarsi, per cercare di vivere una bella novità o, addirittura, cominciare una nuova vita.

sabato 13 agosto 2022

Val Pusteria-Jesenice, amichevole fra pioggia, sports bar e maglie da collezionare

Il disco rotola in rete: è l'1-0 di Jensen (foto Bordignon)
E' un temporale a dare il via alla stagione dei 'lupi' della Val Pusteria. "Noi siamo i lupi, voi siete i lupi", canta l'inno della storica formazione di Brunico, alla sua seconda stagione in IceHockeyLeague, opposta, nella prima amichevole che apre la stagione 2022-23, agli sloveni dello Jesenice, formazione militante nell'Alps Hockey League, quella sorta di 'purgatorio' da cui lo stesso Val Pusteria è emerso due anni fa con ambizioni di gloria.
Dopo una giornata di sole, due ore prima dell'ingaggio iniziale è un fortunale ad annunciare le formazioni, per poi fare uscire il sole pochi istanti prima del via.
La gente non è tantissima nella splendida Intercable Arena, un gioiello unico per il movimento italiano, cui è affiancato un bar, che definirlo tale è riduttivo, visti i grandi sforzi del proprietario, Patrick Kirchler, personaggio storico dell'hockey pusterese, ma anche di tutto il movimento nazionale: tifoso, giornalista per passione collezionista di gadget da urlo tutti legati al mondo del 'disco su ghiaccio', maglie in particolare, alcune delle quali esposte con orgoglio nel suo 'sports bar' di chiara matrice americana.
Tanti i bambini presenti, orgogliosamente bardati con la maglia dei 'lupi', lupetti essi stessi, mano tesa all'ingresso dei giocatori, nella ricerca di un 'cinque' che non viene loro negato.
La partita è la classica sgambata precampionato, lo Jesenice è troppo spuntato per fare male a Jacob Smith, che comunque si produce in qualche bell'intervento, mentre dall'altra parte è noia per dieci minuti fino a quando Morten Jensen non sblocca dall'ingaggio. La gara dice poco altro e non basta il raddoppio di Filip Ahl nel terzo periodo a riscaldare i cuori dei presenti, quanto invece accenda lo stomaco il chili con carne di 'Casa Patrick', con il bar che, lentamente, si riempie di tifosi, cuore pulsante di una passione pronta a riprendere calore in vista della nuova stagione.









domenica 7 agosto 2022

Barni, il ritorno del Paes de Scuprì

Tempo di vacanze e il turista a caccia di nuove sensazioni, sempre più spesso, si rifugia nella meravigliosa atmosfera 'vintage' del passato. Accade così che, da segnare in agenda, si possa tranquillamente aggiungere un appuntamento in più, forse ignoto alla grande massa e appunto per questo ancora più stimolante.
E' il caso di Barni: il 16 agosto arriva infatti il momento del 'Paes de Scuprì', in puro dialetto lombardo, località autentica perla immersa nello scenario rilassante del Triangolo Lariano in provincia di Como.
La 29esima edizione della Giornata Pedonale è dunque la migliore occasione per una gita fuori porta, una giornata da vivere all’aperto a stretto contatto del "come una volta", fra scorci, arti e mestieri che si intrecciano a scrivere la storia di un graziosissimo borgo che offre cortili, angoli pittoreschi e tratti secolari.
Il Triangolo Lariano è una terra ricca di luoghi incantevoli dalla storia antica e dalle bellezze incontaminate, siti storici e angoli naturali che attraggono visitatori da ogni dove, un territorio ancora oggi tutto da esplorare, nell'emozione di ritrovare quei piacevoli ricordi perduti che il tempo qui non scalfisce. A due passi da Bellagio e dal Lago di Como e a un’ora da Milano, Barni è tutta da scoprire, fra calli e vicoli, curiosando per le numerose bancarelle per poi fermarsi fino a tarda sera per la consueta cena in piazza sotto le stelle e la tradizionale "Cuccagna".

Northampton Saints, presentata la nuova maglia 'home'

Maglie che passione! E' la volta dei Northampton Saints, storico club di rugby inglese, protagonista di un’esaltante stagione nella Gallagher Premiership, a presentareo la propria nuova maglia ‘Home’ per il prossimo campionato, per quanto riguarda le partite interne, che andranno in scena al Franklin’s Gardens.
Tutto nel rispetto della tradizione che vede la maglia di casa sviluppata nei tre storici colori del club: nero, verde e oro: in particolare il collo a polo, le spalle e le maniche sono neri, mentre il corpo centrale della maglia (fronte e retro) è verde con quattro bande orizzontali, distanziate fra loro e formate da due fasce nere più piccole e una più ampia oro al centro. Lo stesso disegno grafico è presente anche nella parte posteriore con tre bande orizzontali. Il 'backneck' è personalizzato con i colori e lo stemma del club. Infine, sul petto a destra, in stampa sublimatica bianca, il Macron Hero, logo del brand italiano, mentre a sinistra campeggia lo stemma dei Northampton Saints.
Il kit casalingo si completa con i pantaloncini neri con 'coulisse' bianche e lateralmente delle fasce che riprendono la grafica della maglia. I calzettoni sono verdi con due bande orizzontali nere-oro-nere e il bordo superiore in maglieria nera.
Quanto basta per rendere la maglia dei Saints un oggetto già da collezione per gli appassionati del genere.

martedì 2 agosto 2022

Le iguane terrestri tornano nascere alle Galapagos dopo due secoli

L'annuncio di Gustavo Manrique su Twitter
Le iguane terrestri sono tornate a nascere sull'isola di Santiago, nell'arcipelago delle Galapagos ecuadoriane, dopo quasi due secoli.
Lo ha annunciato su Twitter il ministro dell'Ambiente, dell'Acqua e della Transizione ecologica dell'Ecuador, Gustavo Manrique, ricordando come l'ultima registrazione realizzata di una popolazione sana di queste iguane rosa fosse stata per opera di Charles Darwin nel lontano 1835.
"Oggi - ha concluso il ministro - stiamo vivendo con entusiasmo il risveglio ecologico di un'isola che è stata gravemente danneggiata in passato".
Da parte sua il quotidiano "El Universo" di Guayaquil scrive che la direzione del Parco Nazionale delle Galapagos (DPNG), con l'obiettivo di continuare il ripristino ecologico dell'isola di Santiago, ha costantemente trasferito, dal 2019, 3.143 iguane terrestri (Conolophus subcristatus), adeguatamente identificabili, dall'isola di Seymour Norte. Tuttavia, prosegue il giornale, fino a poco tempo fa non c'era traccia della riproduzione di esse nell'habitat naturale.
Il recupero dell'equilibrio ecologico nell'isola di Santiago è iniziato nel 2002 con l'esecuzione del Progetto Isabela per l'eradicazione di capre e maiali, specie non autoctone che contribuirono alla temporanea estinzione delle iguane rosa. (fonte: ANSA)

Patrick Zaki il censore: no all'ingoio delle banane...

Il poster della serata
Ed eccolo qui, Patrick Zaki, l'ultimo della lunga lista dei moralisti da strapazzo, di quelli che pretendono di insegnarci a vivere a casa nostra, quando è proprio grazie all'Italia che non ha finito la propria esistenza nel buco di una prigione del suo Paese, l'Egitto, a furia di appelli, petizioni e manciate di solidarietà provenienti, anche correttamente, da ogni dove.
Leggo da ANSA che Zaki, censore di costumi lontano un milione di miglia dallo spirito che, evidentemente, anima chi ha un briciolo in più di simpatia rispetto a lui, avrebbe esortato a firmare una petizione 'online' organizzata per domandare la cancellazione della "Gara di mangiatrici di banane" prevista per questo martedì 2 agosto in occasione della 'Festa degli Uomini' a Monteprato di Nimis, in Friuli.
Una festa, quella 'furlana', lontana un milione di miglia dal presunto maschilismo di cui l'accusa l'egiziano ma che, grazie alla goliardia da cui è caratterizzata, è ormai alla sua ennesima replica, fra gli osanna non solo degli uomini (cui la festa è dedicata), ma anche delle donne che ne saranno 'vittime' e protagoniste.
Basta infatti andare sul sito Facebook della festa per trovare la reazione (simpatica) delle tante persone coinvolte nella 'due giorni', trailer (anzi, 'antitrailer') compreso, per capire che di goliardata si tratta, e che solo le ottuse menti di femministe ritardate o di uno Zaki di passaggio possano aver scatenato un inutile piagnisteo.
Parole 'importanti e altisonanti' (ah! ah!) quelle di Zaki: "Organizzare una 'Gara di mangiatrici di banane' - aperta a sole donne - in occasione della celebrazione della festa degli uomini è del tutto inappropriato e inaccettabile. Chiedo gentilmente a tutti di firmare la petizione qui sotto per impedire che questo evento si verifichi", ha scritto su Twitter lo studente egiziano.
E già immaginiamo la sua immaginetta ridotta a bersaglio di freccette dagli universitari del gruppo Delta di "Animal House" o un sonoro "Ma và in mona" da parte dei simpatici organizzatori della Festa degli Uomini. Peccato stasera non esserci per osservare l''ingollo'...


lunedì 1 agosto 2022

La mia lettera eterna per te, Mamma, Lucia Irene Viel

Io durante la lettura alla Basilica della Madonna di Lourdes
Ecco la lettera che ho scritto, e letto, alla cerimonia dedicata a mia madre, Lucia Irene Viel:
Innanzitutto ciao Mamma. E basta questo per cominciare a farmi piangere. Anche se le parole scritte sulla carta non potranno mai sostituire quelle pronunciate dal cuore e quei sentimenti che continuano a imperversare dentro e fuori di me, come quei temporali tanto assenti in questi giorni.
Sei stata una donna speciale, e ora sei un'anima speciale, che spero mi proteggerà e accompagnerà lungo tutto il corso della mia vita terrena, aspettandomi, assieme a Papà e a tutti coloro che ci hanno voluto bene, in una dimensione a me, per ora, ignota.
Mi hai voluto fortemente, da donna e da madre, perché io sono stato l'unico della cucciolata a resistere alla vita e a diventare grande.
Sei stata il mio punto di riferimento preciso, tenace, turbolento e spesso rompiscatole di un'esistenza che hai reso perfetta e agiata, anche grazie alle tante fatiche compiute da Papà, per una coppia tipica di quegli anni '50, pochi soldi e tanto lavoro. Eravate la gioventù dei 'poveri ma belli', dei 'soliti ignoti', tasche bucate ma piene di speranza, zero locali alla moda ma piccole case dove costruire famiglie con tanti valori. Valori che mi hai, che mi avete trasmesso, e che io serberò, ancora di più oggi, come un faro che illumini la mia strada, sempre, nei giorni più belli come in quelli più oscuri, con te, mia Mamma, Leonessa per forza e per tempra morale, a mostrarmi il cammino fino a quando non ci ritroveremo per stare insieme.
Per sempre.
Tuo figlio, con eterno amore e gratitudine, Massimiliano.
 
Un tavolo, una foto, la lettera: mia madre presso "Arrow's" durante la veglia funebre

Un sogno incredibile, una marmellata molto saporita

Una marmellata alle fragole (foto Ricetta.it)
Un sogno incredibile, stavo facendo una marmellata di fragole molto saporita
. Com'era il resto del sogno? Te lo racconterò un'altra volta. Ma quella volta non c'è stata.
E' stato uno degli ultimi racconti usciti dalla bocca fatata di mia madre, Lucia Irene Viel. Poche ore dopo lasciava questa vita per incamminarsi verso praterie oscure, i sentieri della morte da cui nessuno è tornato per raccontarci cosa ci sia quando i nostri occhi si chiudono per sempre, o siano appena socchiusi senza più essere in grado di osservare nulla, senza più aria per alimentare il nostro sangue e i nostri pensieri, senza più gioia da condividere con figli, amici, coloro che ci circondano.
Ho lasciato mia madre così, senza più espressione, quelle 'fragole infinite' e così saporite, perse nel suo sogno eterno, forse in attesa di una voce e di una luce che non mi potrà mai più spiegare, mai più raccontare, fiaba persa nell'oceano immobile della morte.

giovedì 14 luglio 2022

Soldati inglesi come killer, massacrarono civili afghani

La 'copertina' del programma sul sito della BBC
Unità delle forze speciali britanniche (SAS) attive in Afghanistan avrebbero ripetutamente ucciso detenuti e uomini disarmati in circostanze sospette: è quanto emerge da un'inchiesta della BBC.
Il tutto, trasmesso dal programma della televisione britannica "Panorama", in cui verrà dato spazio a testimonianze oculari di persone che sostengono di aver visto afghani disarmati uccisi a sangue freddo durante la guerra dai soldati britannici. Le Forze speciali, avrebbero già spiegato che si sarebbe trattato di pericolosi guerriglieri, comunque una minaccia; ma la BBC si chiede se in alcuni casi non ci si trovi di fronte a omicidi sommari. In particolare vengono esaminati episodi in cui le persone sarebbe state uccise dopo la resa.
In particolare, rapporti militari ottenuti di recente indicherebbero che una unità militare potrebbe aver ucciso illegalmente 54 persone nel corso di una spedizione di sei mesi fra il 2010 e il 2011.
Secondo la BBC, l'ex capo delle forze speciali, il generale Mark Carleton-Smith, sarebbe stato informato degli omicidi, ma non ha avrebbe trasmesso le prove alla Royal Military Police (RMP), anche dopo che la stessa aveva avviato un'indagine per omicidio.
La BBC ha analizzato una serie di resoconti operativi sull'attività delle SAS, fra cui i rapporti relativi a più di una decina di operazioni cosiddette 'uccidi o cattura' condotte da una unità nella provincia di Helmand.
In risposta, il ministero della Difesa ha dichiarato che le truppe britanniche "hanno servito con coraggio e professionalità in Afghanistan".
Il governo parla di atteggiamento "irresponsabile" e "scorretto" da parte della televisione, che sarebbe giunta a "conclusioni ingiustificate".

L'ucraina Mahuchikh sugli atleti russi: "Assassini"

L'ucraina Yaroslava Mahuchick
Ennesimo attacco nei confronti degli sportivi e atleti russi. Sebbene la giustificazione, in questo caso, derivi dall'origine dell'accusa, che arriva dall'atleta ucraina Yaroslava Mahuchikh, autrice della migliore prestazione mondiale dell'anno nel salto in alto che, a Eugene (Stati Uniti) ha apostrofato gli atleti russi con il termine "assassini", aggiungendo come non possano avere alcuno spazio in alcuna competizione internazionale (da venerdì prenderanno il via i Mondiali di atletica leggera nella città dell'Oregon).
La 20enne medaglia d'oro ai Mondiali Indoor di Belgrado, a marzo, ha ricordato in particolare il caso della rivale ed ex amica russa, la campionessa del mondo in carica e olimpionica Mariya Lasitskene, che non potrà gareggiare a Eugene: la Federazione internazionale di atletica leggera ha infatti seguito la raccomandazione del Cio di bandire gli atleti russi e bielorussi dalle proprie gare dopo l'invasione dell'Ucraina.
"Prima del 24 febbraio (data dell'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, ndr), avevamo buoni rapporti, ci siamo parlate", ha detto la Mahuchikh ai giornalisti, parlando della Lasitskene. "Ma quel giorno è cambiato tutto, perché lei non ha mai scritto ai nostri atleti. E invece ha scritto a Thomas Bach (presidente del CIO) per poter gareggiare". "Non voglio vedere assassini sulla pista. Perché questa guerra ha ucciso molti dei nostri atleti", ha aggiunto la Mahuchikh, che si è recata ai Mondiali Indoor di Belgrado a marzo, fuggendo dalla città natale di Dnepr, nell'Ucraina orientale, con la propria auto. Un'esperienza di cui ha parlato definendola di "panico totale". "Tre giorni trascorsi in macchina, sono stati i tre giorni più lunghi della mia vita".
La Mahuchikh è stata medaglia di bronzo alle ultime Olimpiadi di Tokyo e argento ai Mondiali 2019 di Doha, nelle due competizioni vinte dalla russa Lasitskene. (fonte: ANSA-AFP)

Mariya Lastiskene, a destra, quando venne premiata come atleta europea del 2019

mercoledì 13 luglio 2022

Giornata Mondiale del Rock: ma quali Måneskin, meglio i Gang of Four!

I Gang of Four in una foto della metà degli anni '80
Il 13 luglio è stata definita Giornata Mondiale del Rock, davvero una 'festa' inutile visto che, proprio il rock dovrebbe rappresentare una condizione dello spirito e dell'anima sempiternamente in conflitto e in lotta costante, fra se stessi, il proprio essere e ciò che ci circonda (nel vero della parola).
Tant'è, visto che una giornata di gloria non la si nega a nessuno, ecco che anche il rock, magari affiancato a qualche potente azienda interplanetaria, vuole dire la sua. Proprio come alcuni gruppi di 'parvenu' musicali, a caccia di impossibile rispetto. Un nome su tutti, l'avrete già capito, quello dei Måneskin, 'pupazzi' costruiti a tavolino, che di eversivo non hanno assolutamente nulla se non le pretese di accollarsi il becerume dell'appiattimento musicale dominante, saltellando sul palco strillando la lezioncina imparata a memoria, quella che più faccia comodo al potente di turno (ultima in ordine di apparizione un bel "Fuck Putin" nell'attesa di incontrare il Papa).
Chi, al contrario, il rispetto non l'ha mai preteso ma ottenuto 'sul campo' sono i Gang of Four, sottovalutatissima band di Leeds che operò a cavallo fra gli anni '70 e '80. uno dei prodotti più tipici della 'new-wave', quel movimento che, in quel periodo, divenne un luminoso esempio di intellettualismo musicale e contenuti letterari, mischiando con sapienza influenze di vario genere musicale.
Nel caso di GoF, gruppo dotato anche di un forte impegno politico, una spiazzante vena funky-disco-pop, che li rese ancora più inattesi, accompagnandoli con video iconici di un movimento che non voleva apparire estetico ma che estetico era già nelle sue corde, nei suoi contenuti in cui il 'look' diventava spiegazione di un male necessario, un 'Mal du siècle', in cui si mischiano le epigrafi sonore dell'edonismo degli ABC e della musica graffiante di Martha & the Muffins. E allora sì, gridiamo insieme evviva il rock, evviva la Gang of Four!

martedì 12 luglio 2022

Detriti spaziali, la loro caduta ha il 10% di probabilità di fare vittime

E' del 10% la probabilità che, nei prossimi 10 anni, la caduta incontrollata di detriti spaziali sulla Terra possa fare una o più vittime.
Lo indica uno studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy e guidato dall'Università canadese della British Columbia di Vancouver, basato sui dati satellitari degli ultimi 30 anni.
Gli autori dello studio evidenziano quindi l'importanza di rendere obbligatori i rientri controllati dei veicoli spaziali, per evitare di far crescere ulteriormente il rischio.
I ricercatori guidati da Michael Byers, analizzando i dati dei satelliti degli ultimi 30 anni, hanno proiettato il rischio per gli esseri umani nel prossimo decennio, concentrandosi soprattutto su pezzi di veicoli che rimangono parzialmente intatti e che rappresentano quindi una minaccia se dovessero cadere sulle terre emerse, sul mare, ma anche sugli aeroplani.
I risultati mostrano che, se non cambieranno le pratiche attuali, c'è un 10% di probabilità di causare vittime se la caduta di ogni rottame diffonde detriti letali su un'area di 10 metri quadrati.
Inoltre, il rischio è concentrato nel Sud del mondo, con i resti dei veicoli che hanno una probabilità circa tre volte maggiore di atterrare alle latitudini di Giacarta (Indonesia), Dhaka (Bangladesh) e Lagos (Nigeria), rispetto a quelle di New York, Pechino o Mosca.
Gli autori dello studio sottolineano come manchi una volontà collettiva di utilizzare la tecnologia per i sistemi di rientro guidato, a causa dei costi associati, e che siano quindi necessari accordi multilaterali che ne rendano obbligatorio l'impiego. (fonte: ANSA)

mercoledì 8 giugno 2022

Italiani filorussi: sono la maggioranza, avvisate il Copasir

La 'home page' di Ipsos
Qualcuno avvisi il Corriere della Sera e il Copasir. Gli italiani 'immischiati' con la Russia, o comunque definibili come 'filorussi' (secondo le prodi linee stilate dalle due 'giornaliste' Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini) sono oltre il 50% e, in certi casi, forse anche di più.
Un dato che non arriva dal solito losco gruppo Telegram filo No Vax di cui pare gli 'amici di Putin' sarebbero i 'succhiasangue', ma che proviene dall'Ipsos, uno dei più attenti istituti di ricerca nazionali, i cui risultati vengono utilizzati dalla televisione de La7, quella dei 'tiggì' di Enrico Mentana per intenderci.
Bene andando a spulciare i dati forniti da uno dei principali articoli pubblicati sul sito di Ipsos, scopriamo che oltre un quarto degli italiani, almeno il 25% quindi, sostiene che in qualche modo la Nato minacci la Russia; per la prima volta dall’inizio del conflitto scende sotto il 50% la quota di italiani che si schiera con l’Ucraina, mentre è raddoppiata la parte di coloro che 'stanno con Mosca' (18%, espressione usata da Ipsos). Inoltre, è in calo la percentuale di italiani che si esprime a favore delle sanzioni imposte alla Russia (47%); addirittura oltre la metà degli italiani è per la sospensione degli aiuti militari all’Ucraina, quindi almeno il 51%.
Sono oltre il 40% gli intervistati secondo cui i media italiani sarebbero troppo sbilanciati nei confronti dell’Ucraina e solo un quarto giudica oggettiva la nostra informazione (se occupiamo il 58° posto nel World Press Freedom Index, che esprime la 'libertà di stampa' di un Paese un motivo ci sarà...).
Insomma, il quadro del 12° monitoraggio Ipsos fanno trapelare il quadro di un'Italia nelle mani di milioni di potenziali 'hacker' filorussi, almeno seguendo le motivazioni addotte nel sapiente articolo del Corriere. Il Copasir avrà molto da lavorare...
Leggi anche:
L'Ambasciata russa in Italia apre un canale per le vittime di 'russofobia'
La Zakharova sputtana l'Italia, Sallusti scappa senza argomenti

La vergognosa inchiesta-campagna pubblicata dal Corriere della Sera

lunedì 6 giugno 2022

La Zakharova sputtana l'Italia, Sallusti scappa senza argomenti

Massimo Giletti intervista Maria Zakharova
Basta aprire uno squarcio sulla verità taciuta sulla guerra russo-ucraina dal 'mainstream' della propaganda occidentale che il castello di carte di tutta la costruzione filo-ucraina del conflitto se ne va allegramente a puttane, assieme ai suoi cantori, che costituiscono la stragrande maggioranza del 'paragiornalismo' italiota.
E' così successo a "Non è l'Arena", trasmissione condotta da Massimo Giletti e andata in onda su La7 (che per l'occasione trasmetteva direttamente dalla Piazza Rossa di Mosca), uno dei pochi spazi 'liberi' (o apparentemente tali) del panorama televisivo nazionale, dove ha avuto l'incredibile concessione di parlare Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov: "Se la domanda è se stiamo interrompendo il collegamento, la comunicazione con l'Europa, rispondo che in realtà siete voi a farlo - ha detto la Zakharova -, è l'intero Occidente a farlo, con gli USA a dominare. Il punto di vista europeo non esiste senza gli Stati Uniti. Questa interruzione di comunicazione è iniziata da tanto tempo con la Russia, per esempio con i mancati permessi per costruire i gasdotti".
Alla domanda se la guerra all'Ucraina sia stata fatta in forma preventiva temendo l'ingresso nella NATO, la Zakharova ha risposto che "la guerra in Donbass dura da otto anni. Chiedo ai giornalisti italiani: dove siete stati in questi anni, 13mila persone sono state assassinate in Donbass ma non hanno preoccupato nessuno, e ora parlate di guerra, dovete vergognarvi. Ho l'impressione che abbiate scoperto la Russia e l'Ucraina nel febbraio del 2022".
E ancora: "Noi non vogliamo la cortina di ferro, non ci sarà da parte nostra, è l'Unione Europea che si sta costruendo attorno una cortina di ferro. Pensate di essere gli unici a contare e di poter insegnare le cose agli altri. Questo è un vicolo cieco. Se l'UE vuole la pace, basta con le armi a Kiev e le sanzioni".
"Lei non è mai stato in Donbass, non sta capendo cosa succede lì, non sa a quali bombardamenti è stato sottoposto dal regime di Kiev, lei non capisce cosa significano le persone morte", ha attaccato la Zakharova rispondendo a Giletti, che le chiedeva a che condizioni Mosca fosse disposta a terminare le ostilità. "I bambini parlano in questo modo!", ha tuonato la portavoce di Lavrov in un passaggio della lunga intervista di una cinquantina di minuti, in cui era collegata via Skype da quello che sembrava un ambiente domestico. "Andiamo insieme in Siria, ad Aleppo", ha proposto in modo sarcastico la Zakharova quando Giletti le ha ricordato le azioni delle Forze russe in quel Paese, a sostegno del regime di Bashar al-Assad.
All'intervista è seguito il colpo di scena dell'abbandono in studio del direttore di "Libero", Alessandro Sallusti, tra i maggiori fautori della guerra alla Russia, evidentemente a corto di argomenti e idee, che ha preferito a un concetto compiuto lasciarsi andare a una volgarità in perfetto stile 'bar' (che poi è il livello medio degli articoli scritti dal suo giornale): "Pensavo fossi andato a Mosca per parlare al popolo russo - ha strillato Sallusti -. Mi trovo davanti a un asservimento totale di fronte alla peggiore propaganda che ci possa essere. Il Cremlino è un palazzo di merda, lì il comunismo ha fatto i più grossi crimini (ma cosa c'entra il comunismo?, ndr). Rinuncio al compenso pattuito ma non ci sto a fare la foglia di fico a quei due coglioni che hai lì di fianco, me ne vado", riferendosi agli ospiti russi accanto a Giletti, tra cui il conduttore Vladimir Soloviev.
Poco dopo un malore ha colpito Giletti, che è uscito dall'inquadratura in modo improvviso, lasciando la conduzione a Myrta Merlino dallo studio a Roma, salvo poi riapparire dopo la pubblicità raccontando di un mancamento forse dovuto al "freddo o a un calo di zuccheri". (fonti: ANSA/AGI)

giovedì 2 giugno 2022

Playboy Germania 50 anni, alle stampe un numero speciale con 50 'stelle'

Una delle foto dell'edizione speciale di "Playboy"
L'edizione tedesca di Playboy, il mensile più 'cool' della storia dell'editoria legato alla bellezza femminile, compie mezzo secolo di vita.
Per celebrare l'importante genetliaco è stata così data alle stampe un'edizione speciale dal titolo "Die 50 schönsten Stars aus dem deutschen Playboy" (trad. "Le 50 stelle più belle del Playboy tedesco").
Da Carmen Electra a Heather Renée Sweet, poi trasformatasi nella 'finta' tedesca Dita Von Teese, compresi alcuni dei più importanti nomi della storia dello spettacolo: Kim Basinger, Bo Derek, Cindy Crawford, Ursula Andress, La Toya Jackson, Pamela Anderson, Brigitte Nielsen e Kim Kardashian.
Tutte 'donne alfa' a loro modo, grandi protagoniste di un numero da collezione, disponibile anche sui collegamenti 'pirata' di Telegram, dove non c'è spazio per la pornografia, ma per un raffinato erotismo, quello sempre più inafferrabile e introvabile nella società 'nuda' del mondo contemporaneo.