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| Il Friborgo campione (immagine da TeleTicino) |
Un trionfo che è stato il coronamento di una stagione straordinaria, ma anche il finale perfetto per Julien Sprunger, capitano simbolo, 40 anni, 24 stagioni con la stessa maglia. Lui c’era nel 2013, quando il titolo sfumò contro il Berna, e ha sfiorato per pochissimo il leggendario duo russo protagonista degli anni '90.
La partita è stata l’ennesima battaglia di una serie equilibratissima: sette gare, quattro overtime. Il Friborgo è partito fortissimo, avanti 2-0 con Borgström (2'55") e Reber (13'42"). Il Davos ha reagito con Dahlbeck e poi, nel terzo periodo, ha trovato il 2-2 con Zadina in power-play. A due minuti dalla sirena, una traversa ha salvato Reto Berra (goalie anche lui grande protagonista della post-season, che l'anno prossimo passerà al Kloten), preludio a un overtime teso e vibrante. Lì, la penalità di Andersson per ritardo del gioco (un tiraccio sopra al plexiglass che rimarrà a lungo negli incubi del giocatore svedese) ha aperto la porta al gol decisivo di Wallmark.
La festa è esplosa ovunque: 10.000 tifosi dentro la BCF Arena davanti al maxischermo, 15.000 all’esterno. Un’intera città in delirio per un trionfo atteso da generazioni.
Il Gottéron ha sovvertito ogni pronostico. Il Davos aveva dominato la regular season con 117 punti e poi eliminato Zugo e Zurigo Lions, i campioni in carica. Il Friburgo, invece, aveva rischiato l’eliminazione già nei quarti contro il Rapperswil, salvandosi dopo che era stato sotto 3-2 nella serie. In semifinale, il Servette Ginevra veniva travolto in cinque partite.
Il titolo porta molte firme: quella dell’allenatore Roger Rönnberg, vincente al primo anno in Svizzera dopo aver costruito una dinastia al Frölunda, ma spesso in contrasto con la propria squadra e i propri collaboratori a causa di un carettere duro e difficile; quella del portiere Berra, spesso decisivo; quella dei giovani cresciuti in casa e dei veterani che hanno dato identità alla squadra. E c’è anche la mano del direttore sportivo Gerd Zenhäusern, che ha assemblato un gruppo equilibrato, competitivo, capace di unire talento, esperienza e profondità.
Con la modernissima BCF Arena e un progetto tecnico finalmente maturo, il Friburgo Gottéron ha completato la sua trasformazione: da eterna incompiuta a campione di Svizzera.
