venerdì 31 marzo 2023

La Russa distrugge con una frase il falso mito dei partigiani

I soldati del "Bozen" trucidati dai partigiani
E' un piacere vedere il retaggio della Sinistra comunista, cresciuta nel mito del 'partigianesimo', dibattersi come un verme ferito dalle parole di Ignazio La Russa, personaggio esteticamente non gradevolissimo e dalla voce gracchiante, che spesso diventa macchietta di se stesso, ma che questa volta meriterebbe i famosi '90 minuti di applausi' di fantozziana memoria al termine della infausta visione della "Corazzata Kotemkin".
La brutalizzazione dell'ormai stantia e marcia propaganda filopartigiana alla "Bella Ciao" è un autentico atto di coraggio, con cui La Russa ha sgretolato decenni di propaganda 'sinistrorsa'.
Lo abbiamo sempre saputo quanto le 'palle' raccontate dall'ANPI, associazione la cui esistenza è a tutt'oggi immotivata, fossero rigonfie di finta esaltazione patriottica, come e forse di più della stessa melassa che i fascisti servivano al 'popolo bue' durante il Ventennio.
Gli 'invitti' partigiani erano spesso criminali, fuggiaschi codardi che preferivano riparare sui monti lasciando a chi rimaneva il compito di vedersela con gli occupanti.
L' azione dei partigiani a Via Rasella (che portò alla strage delle Fosse Ardeatine, ndr) è stata "tra le meno gloriose della Resistenza", una pagina "tutt'altro che nobile". "Furono uccisi" i componenti "di una banda musicale di semi-pensionati e non nazisti delle SS, sapendo benissimo il rischio di rappresaglia su cittadini romani, antifascisti e non". Queste le parole di La Russa, intervenuto a "Terraverso", il podcast del quotidiano "Libero".
Parole vergate nell'oro di una verità inconfutabile, a parte una piccola imprecisione: i soldati del "Bozen" non erano 'semi-pensionati' ma, alcontrario, militari assai giovani e, va segnalato, tutti italiani. Italiani se, per lo meno, si voglia considerare tale, come in effetti è, chi sia nato in Alto Adige. Alla fine i morti furono 33, più due passanti, due civili italiani che la storiografia italico-comunista ha deciso opportunamente di dimenticare.
I ragazzi del "Bozen", marchiati come SS, erano in realtà un 'reparto militare della Ordnungspolizei (polizia d'ordine) creato in Alto Adige nell'autunno 1943, durante l'occupazione tedesca della regione nel contesto della Operationszone Alpenvorland. La truppa era formata da coscritti altoatesini mentre gli ufficiali e i sottufficiali provenivano dalla Germania' (fonte Wikipedia, notoriamente orientata verso simpatie di Centrosinistra).
E ancora da Wikipedia veniamo a conoscenza di una posizione fortemente critica datata 1979, niente meno che di Marco Pannella: 'Uno dei primi personaggi pubblici a criticare l'azione gappista e a esprimere vicinanza ai caduti fu Marco Pannella, leader del Partito Radicale, che sempre nel 1979 affermò: «Ricordare che erano sud-tirolesi i ragazzi di via Rasella è fare insulto alla Resistenza? [...] vorrei poter portare fiori sulle tombe di quei 40 ragazzi, il cui nome non è scritto da nessuna parte, se non nella nostra convinzione che non si trattava di cose (come qualcuno sembra credere) ma di persone, di uomini che avevano delle madri, delle mogli, dei figli, che erano capaci di pensare, di sentire, di baciare»'.
E scorrendo i nomi e i luoghi di nascita dei soldati tedeschi possiamo osservare la loro giovane età e i paesi di provenienza, con cognomi ben noti a chi si occupi di sport invernali. Per esempio, il soldato Johann Fischnaller, dalla Val Pusteria, ci riporta alla mente il cognome di un famosissimo slittinista italiano, il soldato Mathias Oberrauch da Bolzano porta lo stesso cognome di un famoso giocatore di hockey ghiaccio, più volte nazionale italiano. E così via.
Del resto, la cosiddetta 'resistenza' gappista, braccio armato di quella jugoslava comunista dei 'titini', si è spesso macchiata di orribili fatti di sangue, dalle foibe in cui torturarono e uccisero migliaia di cittadini italiani, all'eccidio di Porzus, fino a un altro attentato, quello di Viale Abruzzi a Milano, che portò a un altro famoso rastrellamento, quello di Piazzale Loreto.
Ancora da Wikipedia: 'L'8 agosto 1944 elementi ignoti compirono un attentato con due ordigni esplosivi contro un camion tedesco (targato WM 111092) parcheggiato in viale Abruzzi a Milano. In quell'attentato non rimase ucciso alcun soldato tedesco (l'autista Heinz Kuhn, che dormiva nella cabina di guida, riportò soltanto lievi ferite) ma provocò la morte di sei cittadini milanesi e il ferimento di altri undici'. Il soldato Kuhn altri non era che il famoso "Carlùn", che portava viveri e vettovaglie ai cittadini milanesi bisognosi, certamente lontano da qualsiasi ferocia nazifascista (anche se, per onor di verità, relativamente a questo attentato alcune fonti postulano uno dei primi casi di 'false flag', tutto da dimostrare in ogni caso).

mercoledì 29 marzo 2023

Vinitaly: 55.a edizione, business e internazionalizzazione

Sopra e sotto: immagini del Vinitaly 2017 (foto Bordignon)
Quattro giorni per tornare la capitale mondiale del vino. E' Verona, che ha presentato il suo Vinitaly, che vedrà svolgere la sua 55.a edizione dal 2 al 5 aprile, con oltre quattromila aziende provenienti da tutta Italia e da oltre trenta nazioni, con un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.
L’edizione 2023 del salone internazionale dei vini e dei distillati, è stata presentata a Roma da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere SpA, e Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere SpA. Alla conferenza stampa è intervenuto anche Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, che proprio in queste ore ha dato il là all'importante disegno di legge contro i cibi sintetici, a difesa del prodotto italiano.
"Sarà un Vinitaly di servizio e sempre più funzionale alle esigenze delle aziende che operano sui mercati – ha spiegato il presidente di Veronafiere SpA, Federico Bricolo –. Una evoluzione prevista dal piano industriale con l’obiettivo di potenziare ulteriormente l’identità e la centralità della manifestazione, oggi riconosciuta quale brand in grado di trainare la promozione del vino italiano a livello internazionale. Il risultato della campagna straordinaria di incoming realizzata quest’anno ci proietta verso il Vinitaly del futuro, leva per la competitività e la crescita di questo settore strategico del made in Italy".
Tra le 68 rotte di destinazione del vino italiano che convergeranno a Verona emergono, oltre alle consolidate piazze di Stati Uniti e Canada (complessivamente oltre 200 'top client' della domanda), i 17 Paesi dell’Asia, guidati da Cina (130 'top buyer'), Giappone, Corea del Sud ma anche Hong Kong e Singapore, i 12 dal Centro e Sud America, con Brasile e Argentina in testa, nove stati africani e una mappa europea a quota 26.
In contemporanea, sugli oltre 100mila mq netti di superficie espositiva tra padiglioni fissi e tensostrutture al completo, anche gli altri due saloni professionali - Enolitech con Vinitaly Design e Sol&Agrifood con B/Open e Xcellent Beers - che portano il totale espositivo in quartiere a più di 4.400 aziende.
A fare da prologo al 55° Salone internazionale del vino e dei distillati, Vinitaly OperaWine, la super degustazione con i 130 produttori portabandiera selezionati da Wine Spectator in calendario sabato 1° aprile alle Ex Gallerie Mercatali, di fronte al quartiere fieristico.
Confermate anche le principali aree tematiche: Vinitaly Bio; International wine hall; Vinitaly Mixology; Micro Mega Wines a cura del 'wine writer' Ian D’agata con focus sulle produzioni di nicchia e a tiratura limitata; Taste and Buy, il 'matching' con operatori selezionati dalla rete fieristica in collaborazione con i Consorzi di tutela; Tasting Express con le più importanti riviste internazionali di settore.


martedì 28 marzo 2023

Stop ai cibi sintetici: fa festa la buona tavola italiana, 'rosica' la Sinistra globalista

Brasato con la polenta, non ci sarà il rischio di mangiarne uno finto
Fra le tante brutte notizie di questi ultimi tempi, eccone finalmente una che deve far sorridere, e applaudire, tutti gli italiani, e non solo.
In controtendenza con la massificazione globale, il Governo italiano ha formulato un chiaro stop alla produzione e alla commercializzazione di cibi sintetici o 'in provetta', con tanto di multe fino a 60mila euro.
Cibi che, per la prima volta, non potevano che avere ottenuto il proprio 'placet' negli Stati Uniti, la patria del McDonald's, grazie alla Food and Drug Administration.
Così, dopo l'altrettanto salutare stretta sulle farine di grilli, il divieto arriva con lo schema di disegno di legge approvato in Consiglio dei ministri.
Plaude alla stretta Coldiretti, che aveva già raccolto 500mila le firme contro gli alimenti nati in laboratorio.
"Non garantiscono qualità e benessere e non garantiscono la tutela della cultura e della tradizione enogastronomica italiana, a cui è legata parte della nostra tradizione", ha commentato il ministro dell'Agricoltura e sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.
"E' una legge significativa - ha precisato da parte sua il ministro della Salute Orazio Schillaci - che si basa sul principio di precauzione perché oggi non ci sono studi scientifici sugli effetti dei cibi sintetici".
Esulta anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: "Non potevamo che festeggiare con i nostri agricoltori - ha detto - un provvedimento che pone l'Italia all'avanguardia sul tema della difesa dell'eccellenza e della difesa dei consumatori, della certezza di ciò che si consuma e, dico di più, anche del tentativo di evitare il rischio che alcune scelte domani possano tradursi in discriminazione tra chi può avere di più e chi può avere di meno".
Eppure, in questo 'giulebbe',c'è qualcuno che, pur di restare all'opposizione, mastica amaro. E chi, se non la Sinistra 'rosicona' e filoglobalista? Basti leggere l'apertura de "La Repubblica", il quotidiano 'servo' del Centrosinistra e dei poteri forti della globalizzazione: "Dietro c'è sempre lui, il cognato d'Italia e ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. L'esponente di Fratelli d'Italia che ha come grande riferimento la Coldiretti, la potente associazione di categoria dei produttori agricoli italiani, dopo l'obbligo di etichettatura per le farine che hanno origine da insetti, oggi in Consiglio dei ministri ha portato una proposta di legge per bloccare la produzione e il commercio in Italia di cibi e mangimi sintetici, come la carne: cioè costruiti da cellule animali in laboratorio. In America e in diversi paesi dell'Ue la ricerca è a buon punto, in Italia di fatto rischia di bloccarsi".
Capito? Rischia di bloccarsi. C'è di che preoccuparsi, insomma. Gli italiani potrebbero perdere il 'privilegio' di mangiare carne sintetica o panini ai vermi che, evidentemente, dovrebbero, secondo la Sinistra, costituire l'alimentazione base dell'italiano medio. Ovviamente di quello povero e impossibilitato a comprare la 'carne vera', perché è più facile rispondere alla povertà dando la merda da mangiare alla gente piuttosto che realizzare serie politiche di riequilibrio sociale.

Fai Informazione, "L'Urlo" balza al 6° posto assoluto

La classifica di FAI Informazione del 28 marzo
Un altro post autocelebrativo che realizzo senza clamore, ma giusto per ricordarmi e mai dimenticare che ho fatto qualche altro piccolo passo in avanti nella 'superclassifica' del sito "Fai Informazione".
Da inizio marzo, quando mi trovavo all'8° posto generale, oggi, 28 marzo, sono balzato al 6° posto assoluto.
Un piacere per me, per i tanti voti ottenuti dai post pubblicati, e per questo sito, "L'Urlo", che pur senza guaiti o donnine nude (non sempre, piace anche a me pubblicare articoli stuzzicanti), cerco di portare avanti da qualche anno esprimendo sempre quello che penso, a costo di un 'ban' permanente su Twitter e sospensioni a più riprese su Facebook. Continuate a seguirmi.

Un trans il massacratore della scuola di Nashville

Audrey Elizabeth Hale, il 'trans' assassino
E' stato identificato l'assassino che ha seminato morte e panico presso la Covenant Presbyterian Church School di Nashville, una scuola elementare del Tennessee.
Si tratta di un trans, un uomo diventato donna, il cui nome era Audrey Elizabeth Hale, in precedenza studente presso la stessa struttura scolastica.
Mentre FoxNews ha messo in evidenza il 'genere' della 'neo donna' nel titolo, CNN ha evitato accuratamente di darne notizia, almeno nell'apertura del proprio sito.
Il capo della polizia di Nashville, John Drake, ha affermato che la Dale avesse già organizzato in precedenza il delitto, scrivendo addirittura un 'manifesto' d'addio. Avrebbe inoltre espresso il proprio risentimento e odio per avere dovuto frequentare, in passato, proprio una scuola cristiana. 
Presso la sua abitazione sono state anche ritrovate almeno tre mappe con le descrizioni della sua scuola e della sorveglianza.
Il trans, che durante la sparatoria ha ucciso sei persone, tre ragazzini e tre adulti (fra cui il preside dell'istituto), aveva con sé due fucili a ripetizione e una pistola, e si è reso protagonista anche di un conflitto a fuoco con la polizia, prima di venire abbattuto.

Addio a Gianni Minà, una breve considerazione

Gianni Minà
Gianni Minà
era un giornalista, non so quanto grande, ma sicuramente un giornalista.
Oggi, più che cattivi giornalisti ci sono dei 'non giornalisti', semplici esecutori di 'veline preordinate', mani non pensanti di una sottocultura dell'informazione che erutta (o 'rutta') a getto continuo una valanga di informazioni che si perdono nell'etere delle onde tv e internet.
Minà, invece, sciorinava amore, passione e personalità, a costo, talvolta, di apparire un po' pedante e di venire trasformato in 'macchietta'.
La sua vera colpa, purtroppo, è stata quella di non essere riuscito a fare tendenza né a creare una scuola di epigoni. Imperdonabile.

Doping: accuse alla pattinatrice russa, l'allenatrice non ci sta

Elena Tutberidze e Kamila Valieva
Dura replica di Eteri Tutberidze, allenatrice di Kamila Valieva, pattinatrice russa trovata positiva alla trimetazidina, e di tante altre giovani campionesse russe.
In una intervista al giornale francese "L'Equipe" ha affermato: "I miei atleti sono sempre stati puliti".
La Tutberidze, 49 anni, famosa allenatrice russa, da alcuni mesi allena anche l'italiano Daniel Grassl. In merito alla violazione al Codice mondiale antidoping da parte della Valieva, ha spiegato: "Con tutta la nostra squadra abbiamo cercato di capire, abbiamo guardato le telecamere del campionato russo in cui sono avvenuti i controlli e ci chiediamo perché ci sia voluto così tanto tempo fra il controllo e l'annuncio del risultato".
La positività della Valieva era stata comunicata durante le Olimpiadi di Pechino 2022, un mese e mezzo dopo il controllo, effettuato il 25 dicembre 2021 durante i Campionati di San Pietroburgo.
La Tutberidze ha aggiunto che, se l'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) dovesse vincere l'appello al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna e, quindi, confermare la squalifica di quattro anni, per Kamila (16 anni), "sarebbe la fine della sua carriera".
L'allenatrice ha anche affermato che si aspetta le scuse dal presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, a seguito delle critiche mosse durante i Giochi olimpici. Bach aveva detto quanto fosse stato 'agghiacciante vedere come sia stata accolta (la Valieva, ndr) con tremenda freddezza dal suo entourage più stretto".
La Tutberidze, pochi mesifa, era stata premiata dallo stesso presidente russo, Vladimir Putin, con l'importante premio dell'Ordine di Alexander Nevsky. (fonte: AGI)

domenica 26 marzo 2023

Conte, addio consensuale al Tottenham Hotspur

La notizia, data come "breaking news", dal sito BBC
Antonio Conte
ha rescisso consensualmente il contratto che lo legava al Tottenham Hotspur.
L'allenatore leccese lascia così la squadra londinese al secondo anno di collaborazione, esattamente com'era successo, nella sua carriera, con Bari, Inter e Chelsea.
Il Tottenham occupa al momento la quarta posizione della Premier League inglese, con nove sconfitte in 28 partite di campionato disputate.
Conte in carriera vanta nel proprio palmarés, fra i titoli più importanti, quattro titoli italiani (tre con la Juventus e uno con l'Inter), un campionato inglese (con il Chelsea) e una Coppa d'Inghilterra (ancora con il Chelsea).
Tra le possibili future destinazioni del manager le voci parlano di Paris Saint Germain, che pare però avrebbe già incontrato in maniera ufficiosa, il tecnico del Bologna, Thiago Motta, Real Madrid, che probabilmente saluterà Carlo Ancelotti, destinato alla panchina del Brasile, o una panchina italiana con, fra le papabili, quella della Roma.

Donald Trump, la campagna presidenziale parte da Waco

Un momento del discorso di Donald Trump a Waco
"Grande folla in Texas, a più tardi!": lo ha scritto sul suo social Truth l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, poco prima del primo comizio importante della sua campagna presidenziale, in corso di svolgimento a Waco, in Texas, dove sono attese circa 15mila persone. La scelta di tempo e luogo ha suscitato critiche e timori: in questi giorni infatti ricorre il 30° anniversario dell'assedio di Waco, controversa operazione dell'Fbi per espugnare il ranch della setta religiosa dei 'davidiani'.
L'assedio, deciso dopo un conflitto a fuoco durante un tentativo di perquisizione, durò 50 giorni e si concluse il 19 aprile 1993 con l'incendio del 'ranch', in cui persero la vita 86 persone, fra cui 24 cittadini del Regno Unito, più di 20 bambini, due donne in stato di gravidanza, quattro agenti e il leader della setta David Koresh.
Seguirono forti polemiche per le modalità usate nell'attacco, durante il quale furono impiegati anche tank e unità della Delta Force, l'unità antiterrorismo americana.
Molti americani, identificati come estremisti di Destra, vedono il 'raid' come un esempio degli abusi da parte del governo. Media e opinionisti ritengono che si tratti, infatti, di una scelta fortemente simbolica di Trump, per mobilitare la parte più radicale della sua base e suggerire un accostamento con la sua situazione di perseguitato dall'FBI e dalla giustizia, alla vigilia della decisione del 'gran giurì' sul caso della pornostar Stormy Daniels, una delle varie inchieste che lo minacciano.
L'organizzazione della campagna del tycoon ha replicato che il luogo (la città ha comunque oltre 120mila abitanti) è stato scelto solo perché offre l'infrastruttura per ospitare un grande evento ed è facilmente raggiungibile da più città dell'area. (fonte: ANSA)

Visp, il negozio regno dell'hockey... senza maglie da hockey!

La vetrina del "Pele's Skills Center"
Come ho già scritto nel mio precedente 'post' dedicato a Visp, questa minuscola cittadina del Canton Vallese (poco più di 7mila abitanti), prende vita, un po' come Ambrì, solo durante le partite della sua squadra di hockey ghiaccio.
Fondata nel 1939, la squadra del Visp ha avuto il suo periodo di maggior fulgore negli anni '60, quando ottenne due storici trionfi, uno in campionato e uno in Coppa Svizzera.
Città di lingua tedesca, Visp disputa i propri 'derby' con il Sierre, altra città vallesana, di poco più grande, ma di lingua francese, milita nella Swiss League (la seconda lega svizzera) e gioca le proprie gare interne alla Lonza Arena, luogo dove non sono stato (il campionato per il Visp era già terminato quando ci ho messo piede), ma che, spiegata da un 'villico', dovrebbe trovarsi, uscendo dalla stazione ferroviaria, sulla sinistra.
Dalla parte opposta, ovvero uscendo dalla stazione, cinquanta metri dritto e poi a destra (insomma, seconda a destra uscendo dalla stazione, è in Kantonstrasse 2), c'è invece uno splendido negozio specializzato in materiale da hockey, il Pele's Skills Center.
Anche se, più che per gli appassionati tifosi come, sempre a caccia di gadget, non propone nulla relativo né alla squadra del Visp né tanto meno relativamente ad altre squadre svizzere o dell'NHL. Vi si trovano invece bastoni, protezioni e caschi, tutto il 'necessaire' per scendere bardati sul ghiaccio pronti per giocare la partita.
All'interno del negozio c'è una bella sorpresa: un piccolo mezzo campo da hockey dove potersi esercitare e dove fare qualche sperimentazione tattica, oltre a una porta con una finta base di ghiaccio dove poter fare 'riscaldare' i più piccoli.
Veramente un posto splendido, in cui varrebbe la pena farci un salto solo per questo, mentre per i 'malati' del gadget come il sottoscritto, l'unica pare sia aspettare l'apertura dell'ufficio del club, praticamente solo durante i giorni delle partite. ma di questo non ho certezza.

Altre immagini del negozio, scattate con il mio cellulare:

sabato 25 marzo 2023

Visp, dove fare un'ottima colazione all'italiana

"Blick", cappuccino e brioche da "Tiziano's"
Visp
è una ridente cittadina svizzera del Vallese. In realtà non proprio ridente. Anzi, un tantino triste, sebbene sia amabilmente circondata da uno stuolo di montagne delle quali alcune perfino ricoperte da una neve brillante e sbarazzina, mai così invitante per chi arrivi da una Milano ormai abbonata a un altrettanto triste 'bel tempo', dove la siccità e il sole stanno trasformando la Pianura Padana in una sorta di Sahel industrializzato.
Fra i non trascurabili problemi insorti nell'animo del turista, Visp propone quello della colazione del mattino, cui l'italico viandante è da sempre abbonato al binomio brioche (o cornetto o come lo vogliate chiamare) + cappuccino (con o senza cacao).
Trovare un bar che proponga questo inestimabile quanto fondamentale 'incipit' quotidiano non è semplice: da turista raffazzonato quale sono, mi permetto di consigliare Tiziano's, bar affiancato all'Hotel Baxter, praticamente di fronte alla stazione (bahnhof) delle ferrovie.
Cappuccino con brioche, senza farcitura di marmellata ma con abbondante quantità di burro, perfino una candelina romantica sul tavolo e il quotidiano "Blick" pronto alla lettura, et voilà, il gioco, e la colazione, sono fatti.
Leggi anche: Viaggio a Trento, relax, gusto e piacere a poche ore da Milano

Qui sotto altre immagini, da me scattate con il cellulare, presso "Tiziano's"

venerdì 24 marzo 2023

Ungheria: no all'arresto di Putin, no alle armi all'Ucraina

L'articolo di "Russia Today" sulla posizione ungherese
Una volta di più l'Occidente, e l'Europa in particolare, dimostra la propria mancanza di unità nei confronti della politica e degli atteggiamenti da tenere nei confronti della Russia.
Se pericolose crepe trasversali sussistono in tutti i Paesi filo Nato, una volta di più arriva dall'Ungheria il 'niet' a una delibera del mondo occidentale, come attestato anche da un articolo di Russia Today.
Il capo dell'ufficio del primo ministro ungherese, Gergely Guiyash, ha affermato infatti che Budapest non invierà armi e munizioni all'Ucraina. "Ovviamente, ci sono paesi dell'UE che invieranno parte di queste munizioni alla guerra - ha detto -, ma l'Ungheria non lo farà". Guyash anche ha affermato che l'Ungheria è coinvolta nell'armamento dei paesi della NATO, che "i soldati ungheresi vengono inviati al confine orientale solo per scopi di difesa".
In precedenza, Gouyash ha affermato che la NATO non sarebbe in grado di prendere alcuna decisione sulle relazioni con l'Ucraina senza tenere conto della posizione dell'Ungheria.
Ma non basta: la stessa Ungheria ha avvertito la Corte Penale Internazionale che non arresterà il presidente russo, Vladimir Putin, se dovesse entrare nel Paese, al contrario di quanto promulgato dalla CPI stessa, organo riconosciuto dal governo magiaro sebbene non, guarda caso, da Russia, Ucraina e Stati Uniti. Ancora Gulyas ha dichiarato, nel corso di un 'briefing', che non ci sono motivi ragionevoli per ritenere che Putin abbia la responsabilità penale individuale di quanto sta accadendo nella guerra russo-ucraina e che lo Statuto di Roma, che ha istituito la Corte penale internazionale, non è stato integrato nell’ordinamento giuridico ungherese.

mercoledì 22 marzo 2023

Undici minuti schiacciato a terra: ennesimo afroamericano ucciso dalla polizia

Un'immagine di Irvo Otieno
Ancora un afroamericano diventa vittima sacrificale della polizia americana, e nonc'è bisogno di grdiare al Black Lives Matter per pretendere una seria analisi.
Irvo Otieno, 28 anni, è morto dopo essere stato immobilizzato a terra per undici minuti da sette agenti in un ospedale psichiatrico pubblico in Virginia.
La procura ha rilasciato le immagini registrate dalle telecamere interne: si vede un uomo in manette condotto nella stanza da sette poliziotti che sembrano spingerlo verso una piccola sedia ma subito dopo, in seguito a un movimento brusco di Otieno, lo spingono sul pavimento e lo immobilizzano, tenendolo fermo per undici minuti, fino a quando l'uomo non si sente male.
Le immagini successive lo mostrano sdraiato, supino, mentre il personale medico prova a rianimarlo, ma inutilmente.
La procuratrice distrettuale della contea di Dinwiddie, Ann Cabel Baskervill, ha contestato ai sette agenti e a tre impiegati dell'ospedale l'omicidio preterintenzionale. Nel pomeriggio, il 'grand jury' ha incriminato tutti e dieci, confermando le accuse della procura.
La Baskervill aveva annunciato la diffusione dei video e ha mantenuto la promessa, a fronte dell'opposizione dei legali degli imputati.
Otieno, che aveva problemi mentali, era stato ricoverato tre giorni prima. La famiglia della vittima ha spiegato che Otieno era stato privato dei medicinali di cui aveva bisogno a causa della sua malattia mentale e ha contestato la prima versione fornita dagli agenti, secondo cui avrebbero agito in quel modo nel tentativo di contenere il suo atteggiamento aggressivo. Le immagini darebbero ragione alla famiglia.
Otieno, originario del Kenya, era arrivato negli Stati Uniti nel 1998 con la famiglia, quando lui aveva appena quattro anni. Per tutti loro, ha spiegato la madre, era la realizzazione del "sogno americano".

California, le forti piogge fanno rinascere il lago scomparso

Il lago Tulare (immagine dal web)
Il lago Tulare, in California, potrebbe tornare a 'vivere' dopo 80 anni, periodo di tempo in cui era stato dichiarato secco e ormai ufficialmente prosciugato.
Merito, si fa per dire, delle piogge mostruose che in questo periodo stanno battendo senza sosta lo stato americano. E anche se la primavera è ormai arrivata nell'emisfero settentrionale, i meteorologi hanno previsto altri 10 centimetri di pioggia e fino a 120 centimetri di neve sulle montagne.
Nella Central Valley californiana, le autorità hanno emesso ordini di evacuazione per i residenti delle comunità della contea di Tulare, dove il lago, prosciugato intorno alla Seconda Guerra Mondiale, potrebbe tornare a esistere.
"Le prospettive di acqua alta sempre più gravi in quella che si preannuncia come una stagione record per il deflusso del fiume Kings hanno portato il Distretto di Sacramento del Corpo degli Ingegneri dell'Esercito degli Stati Uniti (USACE) ad annunciare l'intenzione di iniziare un raro rilascio di acqua nel vecchio letto del lago Tulare", si legge in un comunicato del King's River Conservation District (KRCD). E ancora: "I rilasci, che raggiungono i 42 metri cubi al secondo, inizieranno a portare i flussi di piena nell'ex letto del lago nella contea di Kings".
Un tempo il lago Tulare era il più grande lago d'acqua dolce degli Stati Uniti occidentali, alimentato principalmente dallo scioglimento delle nevi della Sierra Nevada, ma da quando l'area è stata sviluppata per l'agricoltura e i fiumi sono stati deviati per l'irrigazione, il lago si è ridotto e, a metà del XX secolo, è diventato terreno agricolo. Da allora si è allagato solo periodicamente, come nel 1983, quando le montagne furono coperte da una nevicata record, e il 2023 si preannuncia in grado di rivaleggiare con quei totali.

Russia, un nuovo alleato: l'Algeria

Proprio nelle ore in cui Russia e Cina stanno incontrandosi ai loro massimi vertici per creare un nuovo mondo bipolare che possa bypassare il colosso americano, un nuovo importante passo sta per essere compiuto da un Paese normalmente legato a doppio filo con l'Occidente, l'Algeria.
Il presidente algerino Abdelmajid Tebboun ha infatti dichiarato, in un'intervista ad Al Jazeera, che la sua visita in Russia è prevista per maggio.
A questo proposito scrive l'agenzia russa RIA Novosti: "La mia visita in Russia è nei tempi previsti e si svolgerà a maggio su invito del presidente della Russia (Vladimir Putin)", ha detto Tebbun.
Il rapporto tra le due nazioni era comunque già attivo: il 16 marzo, Grigory Karasin, presidente del comitato per gli affari internazionali del Consiglio della Federazione russa, ha affermato che una delegazione di senatori russi guidata dalla portavoce Valentina Matvienko ha visitato l'Algeria per rafforzare e sviluppare la cooperazione bilaterale.
La Matvienko ha ringraziato l'Algeria per la sua politica indipendente e la coerenza nelle relazioni con la Russia.

sabato 18 marzo 2023

Lance Reddick, addio all'agente Broyles di "Fringe"

Una rara 'card' di Lance Reddick in versione Broyles
Lance Reddick
si è spento a Los Angeles all'età di 60 anni.
Attore tra i più famosi dell'ultima generazione, è stato uno dei caratteristi più importanti delle serie televisive più famose degli ultimi anni.
Personaggio iconico e spesso prescelto per le proprie creazioni da J.J. Abrams, Reddick è stato coprotagonista, fra gli altri, di serie come "The Wire", "John Wick", "Lost" e "Fringe".
L'attore è morto improvvisamente per cause naturali, come viene riportato in un articolo di FoxNews.
Nativo di Baltimora, aveva ottenuto una 'nomination' ai SAG Award nel 2021 per il film di Regina King "One Night in Miami".
Reddick ha interpretato parti ricorrenti in "Intelligence", "American Horror Story", oltre a presenze in "CSI: Miami", "The Blacklist", "Quantum Break" e "Resident Evil".
Reddick ha infine preso parte al film di Roland Emmerich "White House Down", olte che in "Angel Has Fallen", "Godzilla vs. Kong", "Oldboy" e "Won't Back Down".

L'ennesima bufala della stampa occidentale: Putin deporta i bambini, anzi li mangia

L'apertura online di oggi di "La Repubblica"
Il teatrino dell'assurdo dei quotidiani italiani continua. Quando si parla di Russia poi, riesce a superare vette di idiozia raramente raggiungibili. Se ne sono lette veramente di ogni genere, con l'avallo di falsità difficilmente credibili spacciate per vere.
Di poche ore fa che dietro al furto dello striscione degli ultrà della Roma, "Fedayn", ci sarebbe il Gruppo Wagner. Che poi potrebbe essere vero in senso lato, ovvero che alcune persone, che nella vita facciano parte del battaglione di mercenari di Evgenij Prigožin, potrebbero essere rimaste coinvolte nella vicenda. Il che è ben diverso che l'accollare a un esercito internazionale, impegnato in ben altre 'sottigliezze', come la conquista di Bakhmut e la resistenza nel Donbass, o la difesa dei governi africani dalle ingerenze occidentali.
Ridicola anche l'apertura de "La Repubblica" di questo venerdì, con un articolo intitolato: "“Arrestate Putin per i bimbi rubati”: la Corte dell’Aia apre la caccia". Vladimir Putin il 'cattivo', l'Adolf Hitler del nostro secolo, sarebbe vittima di un "mandato internazionale di cattura per il presidente e la sua “commissaria per i minorenni” Lvova-Belova. L’accusa è di aver fatto deportare i figli degli ucraini".
Caspita, per Putin, presidente della 'piccola e indifesa' Russia, che proprio in queste ore incontrerà il presidente della 'piccola e indifesa Cina', ma che, per la 'stampa igienica occidentale' è asserragliato nel bunker del Cremlino e circondato da frotte di partigiani ucraini, c'è di che preoccuparsi. "La Stampa" arriva a chiedersi: "Mandato di cattura internazionale per Putin, cosa succede ora?".
Già. Cosa succederà a Putin, solo di fronte a tutto il suo popolo, isolato alle manifestazioni cui pretende di partecipare, malato di cancro e incapace di reggersi in piedi durante i comizi? O forse la verità è semplicemente un'altra? Quella che i nostri giornali non raccontano, accusando di 'complottismo' chi semplicemente la mette in dubbio o non ci crede del tutto? Forse Putin veramente deporta i bambini. O, forse, peggio, li mangia. Qualcosa di molto affine a quanto succedeva, solo fino a pochi anni fa, sempre in Russia, quando al potere c'erano i comunisti. Corsi e ricorsi della storia. Anche di quella inventata.

venerdì 17 marzo 2023

Mad Mood 2023, un trio meraviglie dal Kazakistan

Un momento della sfilata (foto Bordignon)
E' stato un trio di livello assoluto quello composto da Madam Aisu, Salta Kuan e Gulmira Khalidullaqyzy, tre stiliste 'made in Kazakistan' che hanno fatto sfilare la propria collezione al Museo dei Navigli in occasione dell'edizione 2023 di Mad Mood.
Le tre designer hanno fatto parte del secondo gruppo di sfilate della manifestazione, riuscendo nell'impresa di fondere la tradizione locale e la moda occidentale.
La collaborazione fra le tre ha prodotto una serie di capi raffinati, unendo un colore grigio di base arricchito da preziosi inserti a fantasia porpora, azzurro e violetto.
Alla fine un piatto simbolo e il premio per tutte per la partecipazione all'evento milanese, una 'prima' assoluta per le tre splendide rappresentanti, tutte già protagoniste presso l'Aspara Fashion Week di Taraz, l'evento ideato da Aidar Khan, che da anni collabora con Marianna Miceli partecipando a Mad Mood.
Leggi anche:
Mad Mood 2023, la verde speranza di Aidar Khan
Mad Mood 2023, gli angeli bianchi di Irina Naboko


Qui sotto, la collezione di Madam Aisu, Salta Kuan e Gulmira Khalidullaqyzy (foto Bordignon)







Sorteggi Champions League: Inter-Benfica, derby Milan-Napoli

I foglietti con i nomi delle squadre e le 'palline' (foto sito Uefa)
Si è svolto a Nyon, in Svizzera (sede dell'Uefa) il sorteggio dei quarti di finale di Champions League, con tre squadre italiane presenti, Milan, Inter e Napoli, e il rischio di un nuovo italiano (ma anche milanese!) alle porte.
A presentare il sorteggio il giornalista Pedro Pinto, già presentatore per la CNN, metà portoghese e metà americano, mentre a effettuare l'estrazione delle 'palline' è stato l'ex milanista olandese Patrick Kluivert.
Il responso dell'urna è stato benevolo per l'Inter, mentre l'altra sfida ha visto opposte, nel derby italiano Milan e Napoli.
Il sorteggio del campo di Inter-Benfica è stato poi invertito per evitare la sovrapposizione con il match del Milan.
Sorteggiate anche le possibili semifinali: in questo caso il derby di Milano sarebbe invece possibile, nel caso le due formazioni meneghine passino i rispettivi.

Quarti di finale Champions League (andata 11/12-4 - ritorno 18/19-4) 
1. Real Madrid-Chelsea
2. Benfica-Inter
3. Manchester City-Bayern-Monaco
4. Milan-Napoli

Semifinali Champions League
vincente 4-vincente 2
vincente 1-vincente 3

Mad Mood 2023, gli angeli bianchi di Irina Naboko

Un momento della sfilata di Irina Naboko (foto Bordignon)
Irina Naboko
è stata la seconda stilista proveniente dal Kazakistan a far scendere in passerella durante l'edizione di Mad Mood ('format' ideato dall'imprenditrice salentina Marianna Miceli che unisce moda, cultura e territorio) andata in scena in questo 'inverno 2023' presso la sede el Museo dei Navigli.
La Naboko, più volte presente all'Aspara Fashion Week di Taraz, ma anche con una lunga tradizione di presenze all'estero che l'hanno recentemente portata con successo anche alla Dubai e alla Marbella Fashion Week, proviene da Taraz come Aidar Khan, e ha deciso di puntare, per la sua collezione presentata a Milano, sul color bianco perla di abiti finemente lavorati, maniche ampie, vestiti che portano con sé le origini di un Paese lontano ma che sanno raccogliere l''input' di un mondo elegante, il tutto accompagnato da deliziosi cappellini ora intarsiati da  cordicelle mediorientali, ora a falda più larga.

Qui sotto, la collezione di Irina Naboko (foto Bordignon)