venerdì 22 settembre 2023

La Lettonia caccia 3600 cittadini russi con permesso di soggiorno

Foto di Abo Ngalonkulu su Unsplash
Saranno circa 3.600 i cittadini russi residenti in Lettonia con regolare permesso di soggiorno permanente, che saranno costretti a lasciare il Paese baltico entro la fine di questa settimana.
L'Ufficio per la cittadinanza e gli affari migratori di Riga ha utilizzato come scusa il fatto che, al 1° settembre, queste persone non avrebbero superato, né richiesto di sostenere, l'esame di lingua lettone (livello A2) necessario per il rinnovo del documento.
I destinatari del provvedimento dovranno lasciare la Lettonia entro il 30 novembre.

Violenza sessuale di gruppo, il 30% delle vittime è minorenne

Foto di Nadine Shaabana su Unsplash
Le vittime di violenza sessuale in Italia negli ultimi 10 anni spesso sono minori.
Il dato è presente nel 'report' sulla violenza di genere curato dal Servizio analisi criminale della direzione centrale della polizia criminale.
Circa un terzo delle vittime di violenza sessuale all'interno dei confini nazionali non raggiunge la maggiore età, mentre le vittime con meno di 25 anni superano il 60% del totale, sia per quanto riguarda l'anno scorso che nei primi sette mesi di quest'anno.
Nel periodo considerato, le violenze sessuali di gruppo hanno un'incidenza costante (con una media di 106 casi l'anno), con l'eccezione del 2016 e del 2019, quando, a fronte di un incremento dei casi, diminuiscono le violenze di gruppo.
Le regioni dove è stato commesso il maggior numero di reati sono quelle del centro-nord, mentre, a eccezione della Sicilia, al sud si registrano valori più bassi.
Per quanto concerne gli autori dei crimini, per l'intero 2022 e per i primi sette mesi di quest'anno, si evince come i minorenni siano spesso vittime di autori di età compresa fra 14 e 17 anni (67%), seguiti da quelli fra i 18 ed i 24 anni (18%).

giovedì 21 settembre 2023

Indagine sul lavoro in Italia: scarse prospettive di carriera

Foto di Rock Staar su Unsplash
Sono molto interessanti i dati emersi da una ricerca promossa dall'Istituto IASSC del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca. Si tratta dell’indagine longitudinale e pluriennale “Italian Lives”, una fotografia di carriera, stipendi e livelli di stress degli italiani, una fotografia della qualità del lavoro in Italia.
Così, dai dati raccolti si ricava che il 54,4 per cento del campione ritiene scarse le prospettive di carriera. Il 56,2 per cento ritiene che il lavoro lo impegni molto fisicamente e il 59,3 per cento si sente sotto pressione per ritmi e scadenze temporali.
"Un dato confermato purtroppo da livelli ormai intollerabili di infortuni e morti", sottolinea il professor Serafino Negrelli, docente dell’Ateneo e direttore dell’Istituto IASSC. Il 60 per cento del campione concorda invece che la retribuzione sia adeguata, che il lavoro svolto abbia un adeguato riconoscimento, che gli orari di lavoro, al di là dei ritmi stressanti, si concilino abbastanza con gli impegni familiari e sociali e il 58,2 per cento degli intervistati sostiene di ricevere supporto e aiuto da colleghi e vertici.
Le donne nelle generazioni più recenti, X e Millennials studiano di più rispetto ai coetanei maschi ed entrano più tardi nel mercato del lavoro. Più nello specifico, le donne appartenenti alle ultime generazioni mostrano un’età mediana di ingresso nel mercato del lavoro che si attesta a 24 anni, tre anni in più rispetto ai coetanei uomini. Tale differenza di genere è da imputare alla persistenza di stereotipi, norme, modelli culturali e carenza di domanda di lavoro che penalizzano in primo luogo le donne meridionali. Va comunque sottolineato che nelle generazioni più recenti l’età mediana delle donne al Sud si è ridotta significativamente, segno di un profondo cambiamento culturale e di un allentamento della specializzazione dei ruoli di genere.
Anche in riferimento al fenomeno della disoccupazione si delinea un divario di genere: la durata mediana di fuoriuscita dal primo episodio di ricerca di lavoro è di un mese in più per le donne rispetto ai coetanei uomini. Il divario si attesta a due mesi per gli episodi di disoccupazione successivi al primo. La mobilità di lavoro cresce nel volgere delle coorti, segno che le traiettorie lavorative diventano più differenziate e incerte. Classe sociale e area geografica continuano ad essere importanti fattori di eterogeneità nel condizionare i tempi delle transizioni e i 'pattern' di mobilità di lavoro e di carriera.

martedì 19 settembre 2023

Intelligenza Artificiale: un convegno per tutelare la creatività

Lucia Borgonzoni al convegno (foto ufficio stampa)
Si è aperto a Roma il convegno “Intelligenza Artificiale: creatività, etica, diritto e mercato”, promosso dal Sottosegretario di Stato, Lucia Borgonzoni, alla presenza dei maggiori esperti del settore audiovisivo, artistico e musicale.
La stessa Borgonzoni ha presentato l'evento: “Con un primato di indiscutibile valore qual è quello di cui può fregiarsi nel campo della cultura e delle arti, l’Italia saprà occupare una posizione centrale nella discussione attorno alle opportunità e alle sfide lanciate dall’uso dell’intelligenza artificiale generativa nel campo delle industrie creative, che si sta consumando a livello globale ai più alti tavoli istituzionali - e ancora -. Proprio qui dove ogni giorno lavoriamo per tutelare il nostro immenso patrimonio, i più grandi esperti delle materie coinvolte nel dibattito sono stati chiamati a raccontare, ciascuno per le proprie competenze, in che modo le nuove intelligenze artificiali abbiano già permeato la quotidianità e quali orizzonti e quali prospettive potrebbero aprirsi ad un’applicazione senza disciplina né limiti prestabiliti. Spunti e riflessioni da cui partire per la definizione di strumenti e misure che riconoscano la centralità dell’uomo sulla macchina, a tutela della creatività umana e della proprietà intellettuale nonché delle opere stesse. Nei prossimi mesi l’impegno di Governo e Ministero si concentrerà proprio in questa direzione”.

Attivecomeprima, 50 anni a supporto dei malati oncologici

La 'home page' di Attivecomeprima
Sono 50 anni che Attivecomeprima fornisce un supporto globale e gratuito a malati e familiari durante le cure oncologiche. E per celebrare questo importante momento l'onlus ha deciso di realizzare una 'survey' attraverso BVADOXA in merito alla percezione che la popolazione ha relativamente alla presa in carico dei malati oncologici sia da un punto di vista medico, sia dal punto di vista del sostegno psicologico.
Dalle conclusioni emerge la necessità - da parte della popolazione generale e a prescindere dal coinvolgimento personale rispetto alla tematica oncologica - di accompagnare il malato anche al di là del percorso terapeutico strettamente correlato alla malattia. Se vi è un sostanziale apprezzamento nei confronti delle opzioni terapeutiche oggi disponibili e messe a disposizione dal Sistema Sanitario Nazionale, la domanda di salute non si esaurisce in questo particolare aspetto e, anzi, assistiamo a un paradosso per cui il progresso diagnostico e terapeutico rischia di essere vanificato da un sostanziale peggioramento della qualità della vita in termini psicologici, sociali e anche economici.
Alberto Ricciuti, presidente di Attivecomeprima, durante un recente evento celebrativo, svoltosi a Palazzo Marino alla presenza dello stesso sindaco, Giuseppe Sala, ha sottolineato: "Nata nel 1973 all’interno dello stesso mondo medico in uno dei più prestigiosi Istituti di oncologia, (Attivecomeprima, ndr) ha vissuto fin dai suoi inizi l’evoluzione e gli straordinari cambiamenti dei metodi di diagnosi e cura del cancro e dei nuovi bisogni e mutamenti sociali che li hanno accompagnati".
Si è trattato, quindi, di un tragitto lungo e parallelo a quello dell’evoluzione dell’oncologia medica. "Fin dalla sua fondazione, Attivecomeprima cammina fianco a fianco dei malati e i dei loro familiari, aiutandoli gratuitamente con un supporto psicologico, di medicina generale e psicocorporeo, per sostenere e preservare al meglio, durante e dopo le terapie del cancro, quella fisiologia del vivere che consente - al corpo e alla mente che noi siamo - di rimanere dentro al solco della nostra vita anche nei suoi momenti più drammatici, riuscendo persino a rinnovarne il senso e a trarre così dalle stesse terapie i loro migliori effetti. Un supporto di respiro ecobiopsicosociale, che Attivecomeprima considera da sempre parte integrante delle terapie oncologiche".

Hockey ghiaccio: Devils, esordio con sconfitta fra gli applausi

I complimenti a fine partita (foto Bordignon)
E' di Giacomo Nicolodi la prima rete dei neonati Devils Milano. Il figlio del noto giornalista sportivo (e grande appassionato di hockey) ha reso meno amara (e perfino raddolcito) la sconfitta, preventivata ma netta, dei rossoneri contro il Como nella sfida valida per il Memorial Emanuele Formica, terminata a favore degli ospiti con il risultato di 11-2.
Una partita dai contorni amichevoli sì, giocata fra due squadre che hanno anche stabilito un rapporto di collaborazione (i Devils saranno il farm-team dei lariani), ma che sul ghiaccio non hanno lesinato scontri e penalità (in totale 34 minuti fra le due squadre), pur tra sorrisi e pacche sulle spalle alla sirena finale.
Continua a leggere sul blog "Devils - una leggenda sul ghiaccio"

Anche su Facebook deve esistere il 'diritto di odiare'

Facebook
mi ha appena comunicato che il mio account sarà soggetto a 'restrizioni' per via di alcuni post nei quali io inciterei all'odio. Non voglio difendermi, perché hanno perfettamente ragione.
Io ritengo sia giusto e legittimo ODIARE chi invade la mia terra, ruba, rapina, spaccia e stupra la gente che ci vive, e credo sia legittimo e doveroso organizzarsi in ogni modo per respingere quest'invasione, come sarebbe stato fatto in ogni altro momento della storia, tranne in questo, in cui le legittime aspirazioni dei popoli vengono cauterizzate dal potere dominante, il 'mainstream' che ci vuole tutti uguali, tutti parte di una medesimo 'melting-pot'.
Io pretendo che le differenze vengano rispettate, si vogliano chiamare di etnia o di razza, pretendo di non essere uguale agli altri, forse migliore, magari peggiore, e che comunque NON TUTTI gli uomini abbiano gli stessi diritti.
Io lotterò sempre perché la mia GENS, nel senso stretto di famiglia, gente, popoli, abbia più forza e potere contro gli altri, i nemici e gli avversari.
Impedire all'uomo di odiare è come impedirgli di amare, è attraverso la lotta e il rinnovato impegno quotidiano che l'umanità si evolve, sempre e comunque a danno di qualcun altro.

Mattarella è impazzito e definisce i clandestini un 'grande potenziale'

Foto di Barbara Zandoval su Unsplash
Che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avesse più volte rinnegato il proprio ruolo 'super partes' ma spingesse verso le tendenze più spiccato del classico 'cattocomunismo buonista' era ben noto, come quando aveva impedito il legittimo costituirsi di governi di Centro-Destra a favore di un drammatico 'status quo', teso a legare mani e piedi l'Italia al decadente mondo dell'Unione Europea.
Un atteggiamento 'squilibrato' rinnovato in queste ore, nelle quali, in ogni modo, si sta cercando di arginare la drammatica invasione di clandestini afroasiatici all'interno dei confini nazionali ed europei. Mentre Giorgia Meloni e il Governo, con affanno, si trovano a fronteggiare una situazione favorita dalla politica dell'accoglienza finora distribuita a piene mani, il 'presidnte' se ne esce con una frase a metà fra lo 'squilibrio' politico e uno effettivamente cerebrale.
Riferendosi ai cosiddetti 'migranti' e figli di 'migranti', in pratica a coloro che costituiscono lo zoccolo duro della criminalità giovanile e delle 'baby-gang' che insanguinano il nostro Paese, Mr. President afferma come possano "costituire un grande potenziale per il Paese. Dal loro positivo inserimento può dipendere parte importante del futuro dell'Italia". In pratica un'ammissione di resa di fronte all'invasione che da anni tormenta le nostre coste. Quando è il primo rappresentante di una nazione, che dovrebbe rappresentare e difendere, ad alzare 'bandiera bianca', si capisce come ci sia un evidente errore di considerazione nei confronti di una struttura presidenziale e di una forma di governo impreparata ad affrontare i compiti che uno Stato dovrebbe assolvere nei confronti del proprio Popolo.