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| Un momento della serata al Bunker (foto Bordignon) |
Flür costituiva la parte più ritmica e ipnotica dei Kraftwerk: si immagini un concerto del gruppo tedesco (normalmente uno vale per tutti, quasi sempre identici a se stessi) ma, finalmente, abbastanza stravolto rispetto a quelli cui si è soliti presenziare. Almeno quattro i brani riproposti del gruppo: "Pocket Calculator", "Neon Lights", "It's More Fun to Compute" e "Numbers", in versioni mai ascoltate prima e molto più ritmiche.
Flür ha ovviamente presentato il suo ultimo album, "Times", uscito nel marzo 2025, in cui figurano collaborazioni con Boris Blank (Yello), Peter Hook (Joy Division e New Order) e Juan Atkins. Disco che ha provveduto a regalare a fine concerto a colui che indovinasse quale fosse il primo strumento che, da bambino, avesse suonato. Vittoria arrisa a chi scrive, che si è lanciato in una risposta fornita completamente a caso: l'armonica.
Nota di cronaca non secondaria, la 'location' dell'evento: si tratta del Bunker, un affascinante luogo 'postatomico' situato in quella che appare come la periferia della città torinese, in cui si è radunato per l'occasione un uditorio a metà fra gli appassionati della musica suonata dallo stesso Flür e un pubblico 'militante', decisamente orientato verso una politica di estrema sinistra sposata dallo stesso musicista tedesco che, nei video proiettati alle sue spalle, ha più volte richiamato un forte impegno verso l'uguaglianza fra i popoli e l'antinazismo.
"Musik Soldat" era la scritta con tanto di elmetto prussiano proiettato sul telo alle spalle della consolle prima dell'inizio della 'live', e un elmetto prussiano vero e proprio è stato indossato dallo stesso Flür in occasione del finale della serata, con tanto di ironica marcetta e saluto militare. Non male davvero per un uomo che porta (benissimo) i suoi 78 anni... suonati!
