sabato 23 maggio 2026

Raise the Colours, la Gran Bretagna rialza la testa contro l'Islam ma nessuno ne parla

Un momento della manifestazione di Londra
L’Europa vive una fase di tensione crescente, segnata da un’immigrazione percepita come fuori controllo e da governi incapaci di dare risposte credibili. Arriva proprio dalla Gran Bretagna, una delle nazioni più tragicamente colpite dall'immigrazione di massa, una delle risposte più chiare, ma anche più censurate, di quersti mesi: si tratta dell'operazione "Raise the Colours", segnata dalle imponenti manifestazioni di Londra e Manchester, durante le quali centinaia di migliaia di persone (secondo le stime aeree) hanno sfilato sventolando la Union Jack o la bandiera con la Saint George's Cross (la Croce di San Giorgio) inglese, mostrando un malessere profondo: cittadini esasperati da episodi di violenza, degrado urbano e trasformazioni sociali che sentono imposte dall’alto. Il messaggio rivolto a Starmer e al sindaco Khan (un nome un programma) è stato inequivocabile: basta minimizzare, basta ignorare le paure reali della popolazione, provocate in gran parte da uno strato sociale che di britannico non ha quasi più nulla.
In questo clima si inserisce la preoccupazione per una progressiva islamizzazione di parti del continente, alimentata anche da attacchi terroristici sempre più frequenti. Il caso di Modena, con l’auto lanciata sulla folla e la volontà dichiarata di colpire italiani cristiani, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione di individui radicalizzati già presenti sul territorio europeo.
Molti osservatori denunciano una politica “progressista” che, nel tentativo di evitare tensioni sociali, finisce per non punire con sufficiente fermezza comportamenti criminali, generando la percezione di una sorta di impunità. L’Europa appare così intrappolata in una “anarchia controllata”, dove l’ordine pubblico si regge più sull’inerzia che su una reale strategia.
Il risultato è un contraccolpo politico evidente: dal 'movimento delle bandiere' in Gran Bretagna alla crescita dell’AfD in Germania, le prime risposte arrivano proprio dalle popolazioni autoctone, che chiedono di recuperare sovranità, identità e sicurezza. È il segnale di un continente che non vuole più essere spettatore passivo del proprio destino.

NHL playoff: Vegas concede il bis, Colorado ko a domicilio anche in gara-2

Il sito NHL festeggia i Golden Knights
I Vegas Golden Knights replicano la sorpresa di gara-1 e vanno a imporsi per 3-1 anche nella seconda sfida della finale della Western Conference in casa dei Colorado Avalanche. Un risultato che ribalta i favori del pronostico in attesa della terza sfida della serie, che andrà in scena lunedì notte a Las Vegas.
Gli ospiti non si fanno intimidire ed è Brandon Saad a concludere impensierendo Scott Wedgewood. Mitch Marner ancora protagonista dispensa assist ai compagni e la 'crease' dei padroni di casa viene spesso riempita dagli avanti dei Golden Knights. A metà del primo periodo si fa vedere anche Nathan MacKinnon, la cui conclusione dalla blù viene deviata da Carter Hart. Marner lanciato a rete trova sulla sua strada Wedgewood a negargli la gioia della rete, ma Vegas è viva ed è avanti nei tiri (al 15' sono 12-7). Al 16'59" passa Colorado: azione manovrata degli ospiti, gran tiro dalla linea di Brent Burns, Hart respinge e la replica immediata di Ross Colton si infila alle sue spalle (seconda rete della 'post-season' per lui). Pavel Dorofeyev ha la grande occasione per pareggiare i conti, ma Wedgewood devia con sicurezza il puck tirato dalla breve distanza ,a i secondi finali sono ancora di Colorado, alla ricerca del raddoppio.
Il periodo centrale non cambia l'inerzia della partita, Valeri Nichushkin ha sulla stecca il disco del raddoppio, ma a bloccarne l'esultanza ci pensa ancora Hart. La partita si fa dura e le penalità fioccano, fra cui un contestato 2+2 per Martin Necas che fa infuriare il pubblico di casa. Colorado regge però bene gli assalti avversari e, anzi, guadagna a sua volta una penalità a favore (Jack Eichel in panca puniti). Nazem Kadri ha l'occasione del secondo gol ma spara addosso ad Hart. Gli Avalanche entrano così nel terzo periodo in vantaggio, una situazione che finora gli era valso un 45-0-0, di cui 41-0-0 nella 'regular-season' e 4-0 nei playoff.
Succede poco fino alla rete del pareggio, firmata da Jack Eichel, un gran diagonale che sorprende Wedgewood, la sua prima rete in 11 partite e seconda dei playoff. Passano due minuti e arriva anche il raddoppio di Ivan Barbashev, tiro centrale dal basso verso l'alto. Gli Avalanche si trovano completamente spiazzati, non riescono a replicare e così, nel finale, sono obbligati alla classica scelta di togliere il 'goalie': cambio che serve a poco, perché è ancora Barbashev a infilare la rete sguarnita, firmare la propria doppietta e siglare il successo che porta i Golden Knights sul 2-0. Ora, con il doppio vantaggio nella serie, Vegas potrà godere anche del fattore campo per porre la propria candidatura alla finale di Stanley Cup.

venerdì 22 maggio 2026

NHL playoff: Montreal apre la serie a est travolgendo Carolina

L'apertura del sito NHL
I playoff NHL, cominciati con una sorpresa a ovest, concedono la replica con una sorpresa ancora più grande a est. I Carolina Hurricanes, arrivati alla finale della Eastern Conference con un percorso netto (8-0) devono cedere il passo per la prima volta ai Montreal Canadiens. Al Lenovo Center di Raleigh gli ospiti si impongono infatti con un 6-2 che non ammette repliche grazie a una devastante prima metà di primo periodo, in cui hanno prima recuperato e poi letteralmente ribaltato gli avversari.
Partenza a razzo per i padroni di casa, che insaccano la rete del vantaggio dopo appena 33 secondi con Seth Jarvis. Potrebbe essere la rete che spezza subito l'equilibrio, ma Montreal spegne subito gli entusiasmi grazie a una sbandata difensiva dei padroni di casa, che lasciano Frederik Andersen indifeso, lasciando libero Cole Caufield di infilare l'angolino alto sfruttando un grande assist di Juraj Slafkovský da dietro la gabbia. Si capisce subito che gli ospiti non sono venuti a passeggiare al Lenovo Center: gioco aggressivo, furore su ogni disco, Carolina non se l'aspettava. Sean Walker e Nick Suzuki finiscono in panca puniti e, in 4 -contro-4, Phillip Danault parte in contropiede e infila Andersen senza lasciargli scampo (splendido l'assist di Alexandre Carrier). I padroni di casa paiono lontani parenti del 'team' che non aveva lasciato scampo alle avversarie nei primi due turnio dei playoff: arriva così la terza rete dei Canadiens, quando scocca l'8'11", merito di Alexandre Texier, che sfrutta l'ennesima indecisione della difesa di casa: disco perso nel proprio terzo, Phillip Danault e Kaiden Guhle servono al bacio un cioccolatino che Texier scarta infilando Andersen dalla breve distanza. Pubblico allibito, ma non basta. Passano poco più di tre minuti e arriva anche il poker, con Ivan Demidov, lanciato in contropiede da Alex Newhook. Terza rete per il russo, decimo giocatore dei Canadiens ad avere segnato almeno 3 reti in questa 'post-season'. Carolina usufruisce subito di una penalità a favore (Carrier, bastone alto), per rientrare in partita, ma passano 27 secondi e Sebastian Aho rovina tutto prendendosi due minuti pure lui ('roughing' verso Jake Evans).
Così come il primo periodo, anche il secondo si apre con i migliori auspici per Carolina, che riapre la partita grazie alla splendida rete in 'snap shot' di Eric Robinson (che giunge otto secondi dopo un clamoroso palo di Caufield che avrebbe già potuto chiudere il match), lanciato in contropiede da William Carrier. Tutto torna in bilico? Malgrado l'iniziale pressione dei Canes, soprattutto nei primi minuti dopo il passaggio di metà gara, non proprio, perché i Canadiens si difendono con ordine e riescono a evitare inutili penalità. E, quando uno di loro va a sedersi sulla panchina dei 'cattivi' (Mike Matheson nel finale di periodo), decide di farlo in compagnia dell'avversario (Andrei Svechnikov, per reciproche scorrettezze).
Il terzo periodo comincia in 4-contro-4 e l'imperativo per i Canes di rientrare in partita, ma nei primi quattro minuti il reparto offensivo dei padroni di casa produce un solo tiro. A peggiorare le cose arriva poi la penalità per Jordan Martinook per uno sgambetto ai danni di Guhle. Il power-play che ne segue vede solo una bella conclusione di Slafkovský ma, per il resto, Carolina tiene libero con disinvoltura il proprio terzo. Il tempo però passa e a chiudere i conti ci pensa ancora Slafkovský, che supera la blù, salta come un birillo Svechnikov e infila per la quinta volta Andersen. I Canadiens si difendono con ordine, il tempo trascorre e Carolina appare impotente, con il pubblico silente in attesa di qualcosa che possa cambiare l'inerzia di un match che sembra segnato: al 52' arriva però la penalità di Guhle (una inutile 'interference' su Jackson Blake) che potrebbe riaprire le danze, ma la confusione regna sovrana sotto il cielo di Raleigh e il disco perso malamente in difesa da K'Andre Miller ne è la testimonianza. E mentre il pubblico comincia a sciamare con 5'17" ancora da giocare, Carolina tenta la carta dell'uomo di movimento in più sul ghiaccio. Montreal però non si danna più di tanto e, anzi, realizza il sesto gol in 'empty-net' grazie ancora a Slafkovský, che finalizza un bel lavoro in fase di alleggerimento di Nick Suzuki. La partita si chiude qui, con gli Hurricanes che subiscono in una partita più gol di quanti non ne avessero subiti in totale nella serie del primo turno (5 contro Ottawa) che nel secondo (ancora 5 contro Philadelphia). Per Carolina l'obbligo di pareggiare i conti domenica, quando andrà in scena gara-2.

giovedì 21 maggio 2026

NHL playoff: Vegas espugna Denver, Golden Knights avanti a ovest

L'apertura del sito NHL
Va ai Vegas Golden Knights gara-1 della finale della Western Conference contro i Colorado Avalanche. Una vittoria in trasferta e un po' a sorpresa, non tanto perché fosse ritenuta impossibile, ma per il modo e l'autorità con cui la squadra di Joe Tortorella l'ha ottenuta. Finisce 4-2 (0-0, 2-0, 2-2), con gli ospiti che si portano fino al triplo vantaggio per poi contenere il furioso ritorno dei padroni di casa e piazzare la rete a finale a porta sguarnita.
Colorado spinge subito e lo fa con due conclusioni ravvicinate di Brock Nelson e Nazem Kadri, poi in contropiede Keegan Kolesar fa venire i brividi a Scott Wedgewood. Ancora gli ospiti pericolosi con un classico 3-contro-2 concluso sotto rete da Tomas Hertl, ma è ancora attento Wedgewood a deviare. Gli Avalanche, privi di Cale Makar, sostituito da Jack Ahcan, replicano con una bella conclusione di Nelson trattenuta da Carter Hart. A metà del periodo arriva la prima penalità, con Brent Burns in panca puniti puniti per 'hooking' nei confronti di Brandon Saad. La superiorità degli ospiti però non sortisce nulla, Colorado si difende bene e subisce un solo tiro durante il 'penalty killing', peraltro non pericoloso. I 'cavalieri dorati' sembrano decisi a voler dimostrare di non essere le vittime designate dal pronostico e, a cinque minuti dalla prima sirena, doppiano gli avversari nel computo dei tiri (8-4). Nel finale di primo tempo la penalità tocca agli ospiti, a causa di una trattenuta di Ivan Barbashev ai danni di Sam Malinski. Gli Avalanche perdono tempo prezioso nel far girare il disco e solo alla fine ci prova Kadri, ma Hart blocca con sicurezza.
Nel secondo periodo è Noah Hanifin ad avere la buona occasione per portare avanti gli ospiti, ma ancora una volta Wedgewood si fa trovare pronto. Al 32'29" passano i Golden Knights: realizza Dylan Coghlan (prima rete per lui nella post-season), che finalizza da poco oltre la linea blù, in posizione centrale, un'azione impostata da Brandon Saad e Colton Sissons. Gli Avalanche accusano il colpo, Ross Colton raccoglie una penalità per eccessiva durezza su Rasmus Andersson e il raddoppio è servito poco dopo (35'02"), con Pavel Dorofeyev (10.a rete per lui nei playoff) che insacca dalla breve distanza un assist al bacio dalla destra di Mitch Marner, bravo a tagliare la difesa di casa dopo essersi allungato un disco che pareva perso. Colorado preme, cerca di concludere, ma Nathan MacKinnon non sembra in serata e, come il primo periodo, anche il secondo si chiude con una penalità per gli ospiti (Ben Hutton) e un mischione sotto la gabbia di Hart.
Nel periodo conclusivo, appena terminata la penalità di Hutton, arriva il tris ospite, con Brett Howden che, in backhand, infila Wedgewood dopo un tiro dello stesso Hutton appena rientrato, deviato dal 'goalie' di casa, ma non quanto basta per evitare la correzione sotto rete di Howden. Fra gli ospiti brutto colpo per lo stesso Howden, scivolato lungo sulla balaustra, mentre arriva anche il primo gol per Colorado, al 45'53", con Valeri Nichushkin a infilare Hart con una magia fra i gambali sotto rete dopo un passaggio di Colton. Da una magia all'altra, arriva finalmente quella di MacKinnon, che a poco più di due minuti dalla fine decide di seminare gli avversari come birilli e servire Gabriel Landeskog per la rete che vale il 2-3 e la riapertura completa del match. Gli ultimi due minuti sono in 'empty-net', MacKinnon saetta un disco che ballonzola davanti alla gabbia avversaria, ma che Hart riesce a fare suo. Jared Bednar chiama il 'timeout' per l'ultimo assalto, ma su una respinta è Nic Dowd a infilare la 'liberazione' di Jack Eichel dopo che il puck era rimbalzato sulla balaustra.
La partita termina qui, anche se Colorado prosegue senza portiere e puntando tutto su gara-2, che si giocherà ancora a Denver sabato 23 maggio.

martedì 19 maggio 2026

NHL playoff: Montreal segna, soffre, poi passa il turno all'overtime

La vittoria di Montreal dal sito NHL
I Montreal Canadiens conquistano la finale della Eastern Conference battendo i Buffalo Sabres con il punteggio di 3-2 all’overtime in una gara‑7 tesa, fisica e decisa dal guizzo di Alex Newhook dopo 11'22" del primo supplementare. Il suo tiro di polsino dal cerchio sinistro, su assist di Alexandre Carrier, supera il guanto di Ukko-Pekka Luukkonen e chiude una serie combattuta fino all’ultimo cambio.
I canadesi partono meglio e indirizzano il match già nel primo periodo. Phillip Danault apre il punteggio al 4'30", deviando di pattino il passaggio di Kaiden Guhle dopo una battaglia vinta da Josh Anderson dietro la porta. Il raddoppio arriva in power play: Nick Suzuki inventa un assist in 'backhand' dalla linea di fondo e Zachary Bolduc fulmina Luukkonen con una conclusione violenta dal basso verso l'alto.
Buffalo però non crolla. Nel secondo periodo Jordan Greenway riapre la partita deviando il tiro di Mattias Samuelsson davanti a Jakub Dobeš, autore di una prestazione da 37 parate. La rimonta si completa nel terzo periodo con il 2-2 firmato da Rasmus Dahlin: scambio rapido con Owen Power e conclusione secca sul lato corto. I padroni di casa segnano ancora, ma la rete viene annullata.
L’equilibrio regge così fino all’overtime, dove ogni possesso conta. I Sabres spingono, ma Dobeš tiene in piedi Montreal con interventi decisivi. Alla prima vera occasione pulita, i Canadiens colpiscono: Carrier trova Newhook libero sul lato sinistro, gran tiro dalla distanza e disco alle spalle di Ukko-Pekka Luukkonen.
Montreal vola così alla finale di Conference, dove incontrerà, ancora una volta senza partire con i favori del pronostico, i Carolina Hurricanes. Gara‑1 è in programma giovedì a Raleigh. Buffalo, invece, chiude una stagione comunque da grande protagonista.

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domenica 17 maggio 2026

NHL playoff: Buffalo espugna il Bell Centre e porta Montreal a gara-7

Il sito NHL presenta la vittoria di Buffalo
I Buffalo Sabres ricambiano la vittoria subita a domicilio dai Montreal Canadiens e vanno a imporsi al Bell Centre per 8-3 pareggiando la serie del secondo turno della Eastern Conference, ora sul 3-3. Tutto si deciderà quindi nella fatidica 'gara-7', di scena lunedì notte a Buffalo.
E' stata una partita quasi fotocopia di gara-5, ma al contrario, con un risultato a rincorrersi nel primo periodo, e poi gli americani bravi a prendere il largo con ben sette 'unanswered goals'.
Prima della partita è il leggendario Larry Robinson a portare la torcia che 'accende' il Bell centre.
Passano 32 secondi, Montreal non riesce a liberare, i Sabres con una manovra avvolgente da sinistra arrivano sotto la gabbia di Jakub Dobeš e con un tocco di Rasmus Dahlin (1+4 in partita) passano in vantaggio. Come in gara-5, passano pochi secondi, 68 per la precisione, e arriva subito il pareggio: è il primo gol di Arber Xhekaj nei playoff a esaltare la folla del Bell Centre, un forte tiro poco doltre la blù dopo un ingaggio vinto che Alex Lyon tocca ma non trattiene. E' di Josh Norris l'occasione migliore dei Sabres per tornare in vantaggio, ma è bravo Dobeš a bloccare il tiro dalla breve distanza. La prima penalità, per 'roughing' arriva per gli ospiti al 7'43", con Peyton Krebs che paga uno scambio di colpi che vede perdente (anche di casco) Alex Newhook: due minuti pesanti, perché portano i Canadiens al vantaggio (8'12"), grazie a un tiro secco di Ivan Demidov dal cerchio dell'ingaggio di destra. Subito dopo tocca a Phillip Danault sedersi sulla panca puniti, i Sabres sfiorano il vantaggio quindi Dobeš e Dahlin si colpiscono a bastonate e si beccano entrambi due minuti per 'slashing', lasciando inalterati i numeri dei contendenti sul ghiaccio. Ed è mentre Montreal è ancora in inferiorità numerica che i Canadiens trovano il tris, con un contropiede 'shorthanded' 2-contro-1 che vede Jake Evans infilare l'angolino alla destra di Lyon, subito sostituito da coach Lindy Ruff con Ukko-Pekka Luukkonen per scuotere i suoi prima che sia troppo tardi. All'11'47" Mike Matheson viene punito con un 2+2 che potrebbe riaprire la partita, e stavolta Buffalo non si fa sfuggire l'occasione, con Jason Zucker che, è il 13'56", smarcato davanti alla gabbia da Norris infila tra i gambali un incolpevole Dobeš. Montreal replica con un'azione tambureggiante che la vede al tiro più volte, la più clamorosa con Zachary Bolduc che sbaglia il bersaglio a gabbia sguarnita.
Il secondo periodo si apre con una fuga di Zach Benson, che però perde il disco nel momento decisivo. Poco male, perché pochi secondi dopo è lo stesso Benson a riprendere il disco rimbalzato dietro alla gabbia di Dobeš per beffarlo alle spalle. Conor Timmins, poco dopo, potrebbe addirittura firmare il poker. E' il momento di maggior pressione degli americani (18 tiri a 7 quando scossa il 25'), ma Montreal replica con una splendida conclusione di Josh Anderson deviata da Luukkonen. I Sabres vengono 'pescati' con l'uomo in più sul ghiaccio, con conseguente penalità. A metà del secondo periodo è però Alexandre Carrier a doversi sedere tra i 'cattivi' e Buffalo ne approfitta con un gran tiro dalla distanza di Jack Quinn che riporta avanti i suoi. Passano poco più di due minuti e Konsta Helenius firma la quinta rete di Buffalo, frutto di un 2-contro-1 in contropiede da parte degli ospiti. A due minuti dalla fine del periodo, nel più classico contropiede da rientro da una penalità, Alex Tuch sfiora il sesto gol per gli ospiti, con Dobeš ad aprire il guantone per deviare lo snap-shot.
Il terzo periodo scorre veloce senza che la pressione di Montreal trovi sbocchi adeguati. Anderson spreca un 2-contro-1 che grida vendetta, Buffalo controlla e sta attenta a non prendere le troppe penalità prese nei primi due periodi. Ma sono ancora i Sabres a farsi pericolosi: nel giro di pochi secondi, poco prima del 48', prima ancora Tuch impegna Dobeš, quindi Ryan McLeod colpisce la traversa. E' poi Anderson a guadagnarsi due minuti di penalità mentre cerca di ostacolare Benson al tiro. Nella superiorità che ne segue gli ospiti piazzano la sesta rete con Quinn (49'58"), grazie a un violento slap dalla sinistra che lascia impietrito il 'goalie' ceco dei Canadiens. Lo stesso Dobeš, nell'occasione, viene sostituito da Jacob Fowler. Una mossa che non paga, così come non paga togliere Fowler dalla gabbia per l'attaccante in più: Montreal viene subito punita da Tage Thompson (1+3 stanotte per lui), che sigla la settima rete per la formazione di Ruff. Nel finale i soliti 'conti' da regolare (penalità partita  per Xhekaj, Carrier, Evans, Dach, Benson e Krebs) regalano ai Sabres un power-play che Zach Metsa sfrutta per siglare la propria prima rete dei playoff  e l'ottava della partita per Buffalo. 


La partita di stanotte attraverso le foto del sito NHL:

sabato 16 maggio 2026

NHL playoff: la profondità ha fatto la differenza, così Colorado ha piegato Minnesota

Il sito di Colorado riassume la serie contro Minnesota
I Colorado Avalanche hanno vinto il secondo turno della Western Conference contro i Minnesota Wild non solo grazie alle stelle, ma soprattutto per merito della profondità. È questa la chiave che emerge dal percorso con cui la squadra di Denver ha chiuso la serie di playoff NHL, imponendosi grazie a un contributo corale che le ha permesso di reggere l’urto fisico e tattico di una tra le avversarie più ostiche della 'postseason'.
Colorado ha costruito il successo distribuendo minuti, responsabilità e produzione offensiva lungo tutto il 'roster'. Non è un dettaglio: contro Minnesota, capace di logorare gli avversari, gli Avalanche hanno risposto con linee capaci di incidere in ogni momento della partita. Il risultato è stato un equilibrio che ha obbligato i Wild a inseguire un avversario sempre fresco e sempre pericoloso.
Il 'coaching staff' ha sottolineato come le terze e quarte linee abbiano avuto un impatto determinante, sia nel limitare i punti di forza di Minnesota sia nel generare occasioni nei momenti chiave. Colorado ha trovato gol pesanti da elementi non sempre al centro dei riflettori, confermando una struttura che va oltre i suoi nomi più noti.
La serie ha mostrato anche la solidità difensiva del gruppo: cambi rapidi, coperture puntuali e un lavoro collettivo che ha permesso di proteggere il proprio slot e ridurre la qualità dei tiri concessi. Quando Minnesota ha provato ad alzare il ritmo, Colorado ha risposto con disciplina e gestione del disco, evitando quelle fasi di caos in cui i Wild solitamente prosperano.
Il risultato finale non è solo una vittoria, ma la conferma di un’identità: gli Avalanche non dipendono da un singolo uomo, ma da un sistema che valorizza ogni pedina. Ed è proprio questa profondità, più ancora del talento individuale, a proiettarli verso il prossimo turno con la consapevolezza di essere una squadra completa, matura e difficile da scardinare, forse la migliore candidata alla vittoria della Stanley Cup.


La classifica marcatori dei playoff aggiornata (fonte ESPN)

Lettonia, il governo cade… ma non per colpa dei 'soliti' russi

Il premier lettone annuncia le dimissioni (foto profilo Facebook) 
In politica, come nella vita, il destino ama l’ironia. E quello della premier della Lettonia, Evika Siliņa, sembra scritto da un autore con un debole per le trame paradossali. Per mesi il governo di Riga aveva scandito conferenze stampa, piani d’emergenza e dichiarazioni solenni sul rischio di un possibile attacco proveniente dalla Russia, dipinto come lo spettro onnipresente dietro ogni minaccia. Il principale timore, in particolare, veniva dipinto dal lancio di possibili droni targati Mosca. Poi, quando il colpo è arrivato davvero, non è arrivato da est, ma da sud-est. Precisamente dall’Ucraina.
Tre droni, tre soli droni, hanno attraversato il confine lettone come turisti distratti che sbagliano uscita dell’autostrada. Nessun danno grave, nessuna vittima, solo un gigantesco imbarazzo politico. Perché, mentre il governo conservatore filo-ucraino (la Silina è forse il premier europeo più antirusso che ci sia) continuava a ripetere che la minaccia era “una e una sola”, la realtà ha deciso di fare un cameo imprevisto.
La Siliņa, travolta dalle polemiche e da una maggioranza che si è sciolta più in fretta della neve baltica a marzo, ha rassegnato le dimissioni. Non per un attacco russo, non per un complotto del Cremlino, non per un’escalation militare. No: per tre droni ucraini finiti fuori rotta. Una sorta di “plot twist” geopolitico che nemmeno nelle serie TV più fantasiose.
Il governo cade, il Parlamento si agita, i commentatori si accapigliano. E intanto, a Kiev, si parla di errore tecnico. E non è la prima volta. Basterebbe ricordarsi dei droni finiti in Polonia: anche allora la Russia finì sul banco degli accusati di comodo, salvo poi le ammissioni, condite da scuse, arrivate dallo stesso governo di Kiev. Così la Lettonia si ritrova senza premier, con una crisi politica aperta e con la consapevolezza di aver fatto l'ennesimo assist a una Russia che, in questo 2026, pare guadagnare consensi e vittorie strategiche, oltre che sul campo di battaglia.

venerdì 15 maggio 2026

NHL playoff: Marner-Dorofeyev, il 'dinamico duo' porta Vegas in finale di Conference

Il sito NHL esalta la prova di Mitch Marner
I Vegas Golden Knights chiudono i conti in casa degli Anaheim Ducks, imponendosi per 5-1, e volano così alla finale della Western Conference (dove affronteranno i Colorado Avalanche) con una prestazione di forza, qualità e sangue freddo nei momenti decisivi.
All'Honda Center, i californiani provano a restare aggrappati alla serie, ma la serata è segnata da un protagonista assoluto: Mitch Marner, ancora una volta determinante con giocate da campione e leadership nei momenti chiave.
La gara ha avuto un copione chiaro fin dai primi minuti: Vegas più rapida, più precisa e capace di colpire nei momenti chiave, mentre Anaheim ha pagato un avvio troppo timido e qualche errore pesante.
A indirizzare subito la serata ci ha pensato Marner, autore di una giocata destinata a finire negli 'highlight' della stagione: dopo il lungo passaggio di William Karlsson, Marner ha protetto il disco, ha mandato fuori tempo Jackson LaCombe e ha infilato il 'goalie' Lukas Dostal con una magia fra i gambali. «Karl mi ha dato un gran passaggio, poi ho provato la giocata e per fortuna ha funzionato», ha raccontato il canadese, sempre più leader tecnico dei Golden Knights. Il raddoppio è arrivato in inferiorità numerica con Brett Howden, servito ancora da Marner dopo una transizione perfetta. «Quando Mitch ha il disco, cerco solo di trovare spazio davanti alla porta», ha spiegato Howden, che ha così firmato il suo terzo gol in inferiorità di questi playoff, eguagliando un record NHL. Il 3-0 di Shea Theodore in power-play ha chiuso un primo periodo dominato da Vegas, mentre Anaheim ha provato a rientrare nel secondo tempo con il 3-1 di Mikael Granlund. «Sapevamo che avremmo spinto nel secondo», ha detto Beckett Sennecke, «ma il loro portiere ha fatto grandi parate». E infatti Carter Hart, con 31 interventi, ha respinto ogni tentativo di rimonta.
Nel terzo periodo Pavel Dorofeyev ha firmato una doppietta, prima su assist di Ivan Barbashev dopo un turnover, poi con un tiro da posizione defilata che ha chiuso definitivamente i conti. Dorofeyev è ora a quota nove gol nei playoff, top-scorer in NHL.
Per Anaheim, una serata che ha riassunto i limiti della serie. «Troppi errori all’inizio, difficile recuperare contro una squadra così», ha ammesso LaCombe. L’allenatore Joel Quenneville ha parlato di “lezione utile per crescere”. Vegas, invece, arriva alla finale di Conference con un Marner in stato di grazia: 18 punti in 12 partite e un impatto totale sul gioco. «Abbiamo lavorato duro per arrivare fin qui, ora dobbiamo ricaricare le energie e farci trovare pronti», ha detto il numero 16 della franchigia del Nevada. I Golden Knights sono in fiducia, hanno trovato equilibrio tra talento e disciplina e si presentano alla sfida con Colorado con la sensazione di essere una squadra completa, capace di colpire in ogni situazione.


NHL playoff: Montreal travolgente, sei reti a Buffalo, ora 'vede' la finale a Est

La gioia di Suzuki dopo il gol (foto sito NHL)
I Montreal Canadiens ottengono un successo fondamentale in gara-5 del 2° turno della Eastern Conference in casa dei Buffalo Sabres, un 6-3 ottenuto in una partita cosiddetta 'pivotal' che consente loro di portarsi sul 3-2 nella serie. E' stato un incontro intenso, che i canadesi hanno gestito fin dall'inizio, ma che Buffalo era riuscito a tenere vivo nei primi venti minuti di gioco, per poi lentamente cedere alla distanza, complice un perfetto 2/2 nel power-play a favore degli ospiti.
Bastano due minuti esatti a Buffalo per passare in vantaggio, un gol che giunge al secondo tiro della squadra di Lindy Ruff (contro ancora nessuno dei Canadiens), una deviazione assai fortunosa sotto rete di Jason Zucker (prima rete della 'post-season' per lui) dopo un bel tiro dalla distanza di Jack Quinn. La risposta di Montreal è però quasi immediata, e arriva grazie a una grave amnesia difensiva dei Sabres: al 6'31" Cole Caufield, quarta rete dei playoff per lui, tocca sotto rete un passaggio di Nick Suzuki, con la difesa di casa totalmente fuori posizione. Buffalo 'sente' il colpo e va in panico, ancora una volta è caos nelle retrovie e i Canadiens quasi ne potrebbero approfittare, mentre i tiri salgono a un 8-2 che la dice lunga sulla partenza di Montreal. Nel momento più sofferto Buffalo ritrova il vantaggio, grazie a Josh Doan, che prosegue nella sua striscia positiva (per lui un gol e cinque assist fino a quel momento nelle cinque partite della serie con i Canadiens, ma anche un altro assist nell'ultima gara di quella con i Bruins), insaccando il disco quando l'orologio 'segna' il 7'45". Potrebbe essere una rete dal valore inestimabile, ma passano appena nove secondi e i Canadiens raggiungono nuovamente il pareggio, grazie a un altro fortunoso tocco di pattino, quello di Alexandre Texier, che devia, non si sa quanto volontariamente, una conclusione di Alexandre Carrier. La partita così è già pazza, ma decide che può esserlo ancora di più: protagonista si erge Konsta Helenius, alla sua prima rete dei playoff, che buca fra i gambali Jakub Dobeš con una conclusione non impossibile. Non certo una prestazione impeccabile per il 'goalie' ceco, fin lì con tre gol subiti a carico su quattro tiri tentati. Gli sguardi sulla panca dei Canadiens sono perplessi. Intanto sono passati 10'15" dal via, e la media è di una rete ogni due minuti di gioco. Nel resto del periodo non succedevano altri fatti clamorosi o, almeno, non così clamorosi da cambiare nuovamente il risultato, mentre si riequilibrava il saldo dei tiri, sebbene ancora a favore di Montreal, per 11-9.
Dopo quasi quattro minuti di gioco arriva la migliore occasione del periodo centrale, protagonista Tage Thompson lanciato verso la gabbia dei Canadiens, in tutti i modi cerca di disorientare Dobeš, che però non abbocca e si riscatta dalle incertezze precedenti: disco bloccato e occasione sfumata. E' il segno di una prevalenza dei Sabres che però non si concretizza. Al contrario, l'inerzia passa velocemente nelle mani, e nelle stecche, dei Canadiens: prima ci provano Joe Veleno in 'backhand' e Alexandre Texier con uno 'snap shot', poi (è il 28'01") Lane Hutson semina il panico sulla sinistra della difesa di Buffalo e serve il proprio nono assist dei playoff a Josh Anderson per il terzo pareggio ospite. Montreal potrebbe addirittura fare poker con Ivan Demidov dalla corta distanza, ma stavolta la barriera opposta dal gambale di Ukko-Pekka Luukkonen fa il suo dovere. Al 33' arriva la prima penalità della partita, con Juraj Slafkovský in panca puniti per bastone alto: Buffalo (5/16 nella serie fino a quel momento riesce a farsi pericolosa in un paio di occasioni, ma nulla di più. Al 36'15" arriva il primo vantaggio degli ospiti, causa un vero e proprio infortunio del 'goalie' di casa Luukkonen, che non trattiene un disco scagliato da Demidov, il puck scivola sulla riga di porta ed è Jake Evans a toccarlo quanto basta per infilarlo in porta. E' il momento dei Canadiens, perché Thompson becca la prima penalità per Buffalo e, appena dieci secondi dal suo ingresso in panca, che Nick Suzuki porta i suoi sul 5-3 con un bel tocco dalla destra in diagonale: è il 37'33" e fra le due reti di Montreal sono passati appena 78 secondi. Per lui, in serata, anche due assist.
Il terzo periodo si apre con una nuova penalità ai danni dei padroni di casa, causa un cross-checking di Rasmus Dahlin su Demidov. Il power-play della squadra di Martin St. Louis non perdona anche stavolta ed è lo stesso Ivan Demidov a insaccare la sesta rete (il quarto 'unanswered goal' della serata) con un tiro a mezza altezza dalla zona centrale del terzo su cui forse Luukkonen poteva fare di più. Buffalo sfiduciata allenta la presa, o meglio, è Montreal che riesce a gestire la gara senza eccessivi patemi. A cinque minuti e mezzo dalla fine i Sabres tolgono il portiere per il sesto uomo di movimento in più sul ghiaccio, senza però ottenere risultati né speranze, almeno fino alla tripla penalità che porta in panca puniti Anderson e Hutson per i canadesi e Byram per gli americani. In 5-contro-3 non succede niente e, alla sirena finale, la fatica maggiore la fanno gli arbitri nel cercare di separare i giocatori rimasti sul ghiaccio intenti a scatenare un incontro di boxe a... squadre.


Qui sotto alcune delle home prima, durante e dopo la partita tratte dal sito NHL

giovedì 14 maggio 2026

NHL playoff: Colorado rimonta tre reti a Minnesota e trova la finale di Conference

Il sito di Minnesota sul portale NHL decreta la fine
I Colorado Avalanche rimontano in maniera clamorosa tre reti ai Minnesota Wild e si impongono per 4-3 all'overtime al termine di una gara dalle tante emozioni che li proietta alla finale della Western Conference, dove resteranno in attesa di scoprire la propria avversaria, che uscirà dalla sfida fra Vegas Golden Knights e Anaheim Ducks, ora sul 3-2 per la franchigia del Nevada.
E' il primo periodo a fare una differenza che sembra già letale: dopo solo 34 secondi è Marcus Johansson a portare in vantaggio Minnesota. Il 'salvatore della patria' dei Wild prende forma nella persona di Nick Foligno, finora una 'post-season' anonima, stavolta due reti che allargano il margine tra le due squadre, realizzate all'11'03" e al 15'56" (doppio assist per Nico Sturm). E' un primo periodo che costa caro al 'goalie' di casa, Mackenzie Blackwood, richiamato in panchina per far posto a Scott Wedgewood, scelta che si rivelerà poi azzeccata.
Il periodo centrale è quello di massima pressione da parte degli Avalanche, che stringono d'assedio la porta di Jesper Wallstedt. Parker Kelly accorcia al al 31' (assist dell'eterno Brent Burns e di Brett Kulak). Gli ospiti però si difendono con ordine e raccolgono la prima penalità con Danila Yurov dopo 36 minuti (nei 60' regolari ce ne saranno appena due a testa). Malgrado gli attacchi asfissianti alla fine è il solo Nathan McKinnon a centrare la traversa, ma non basta.
Il terzo tempo si apre su ritmi più bassi, anche a causa degli evidenti sforzi profusi dagli Avalanche nel secondo. Anzi, sono i Wild che potrebbero colpire ancora, con Vladimir Tarasenko che spreca in maniera clamorosa un contropiede 'due contro uno' e decide di servire un compagno smarcato invece di chiudere verso la gabbia avversaria: disco perso. La pressione dei padroni di casa scende con il passare del tempo ed è ancora Brock Faber ad andare vicino al poker con il disco che sbatte sulla traversa. Gli Avalanche perdono per breve tempo Cale Makar, costretto alla panca dopo l'ennesimo colpo subito. Gli ultimi cinque minuti diventano incandescenti, e al 56'27" Jack Drury firma la sua seconda rete, quella del 2-3, deviando dalla breve distanza uno slap dalla blù. Tutto riaperto, malgrado Matt Boldy per Minnesota abbia ancora l'occasione per la quarta rete. Con Wedgewood richiamato per l'uomo in più sul ghiaccio: Minnesota sembra potersi difendere con ordine, ma è l'uomo con più classe sul ghiaccio a sfoderare il colpo del campione: è MacKinnon trova un angolo impossibile con un disco scagliato dalla sinistra che infila nell'alto della gabbia la rete del pari al 58'37", un gol che consegna il primo overtime di una serie fra le più belle di questi playoff, che ha regalato 42 reti nelle cinque partite disputate.
Si apre l'overtime e non passano dieci secondi che Michael McCarron 'sbuccia' il disco che sarebbe potuto valere la vittoria dei Wild. Si ribalta il fronte ed è Colorado a stringere d'assedio il terzo ospite. Sono due minuti ad alta intensità, con entrambe le squadre che scivolano verso la porta avversaria in maniera quasi selvaggia, fino a quando Martin Necas, sull'ennesimo ribaltamento di fronte, aggira la gabbia di Minnesota e serve Brett Kulak, che con un preciso diagonale a mezza altezza sigla la propria prima rete dei playoff, lancia Colorado nella finale della Western Conference e termina la stagione, comunque ottima, dei Minnesota Wild.

mercoledì 13 maggio 2026

NHL playoff: Dorofeyev trascina Vegas: Ducks battuti 3-2 all'overtime

Il sito NHL celebra il gol di Dorofeyev
I Vegas Golden Knights si portano a una sola vittoria dalla finale di Conference grazie al 3-2 in 'overtime' sugli Anaheim Ducks in gara-5, deciso dal protagonista assoluto della serata: Pavel Dorofeyev, autore di una doppietta e del gol risolutivo al 4'10" del prolungamento.
E' stata una partita intensa, nervosa, con continui ribaltamenti di fronte.
L’avvio è complicato per i padroni di casa: al 9’ Ryan Poehling esce per un infortunio dopo un duro contatto con Brayden McNabb, che viene punito con una penalità di cinque minuti accompagnata pure da quella partita ('game misconduct'). Sul lungo power play, i Ducks colpiscono con Beckett Sennecke, al quarto match consecutivo a segno, bravo a raccogliere il 'rebound' sulla conclusione di Cutter Gauthier. La risposta dei Golden Knights arriva però già nel primo periodo, meno di quattro minuti dopo, e ancora in 'power-play': Dorofeyev recupera un disco in zona offensiva e firma l’1-1 con un polsino sotto la traversa.
Nel secondo periodo Anaheim domina nel volume di gioco e nei tiri (17-6), ma trova davanti a sé un Carter Hart in grande serata, decisivo su Mason McTavish e su più di una mischia davanti alla gabbia. La partita resta in equilibrio fino al terzo periodo, quando Tomas Hertl sfrutta un disco vagante e infila il 2-1 attraverso i gambali di Lukas Dostal. I Ducks reagiscono, colpiscono un palo con Sennecke e insistono fino al pareggio firmato da Olen Zellweger, che a 3'05" dalla sirena manda la sfida all’overtime con un tiro perfetto dalla sinistra.
Nel supplementare la qualità di Vegas fa la differenza: Jack Eichel entra nel terzo offensivo, libera il tiro dalla sinistra e Dorofeyev è il più rapido sul rimbalzo, depositando il 3-2 della gara che vale anche il 3-2 nella serie. Giovedì ad Anaheim i Golden Knights avranno il primo match-point per chiudere i conti e centrare la finale della Western Conference.

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NHL playoff: nella guerra dei power-play Buffalo batte Montreal e pareggia la serie

La gioia dopo la rete di Zach Benson nel sito NHL
I Buffalo Sabres pareggiano la serie contro i Montreal Canadiens andando a espugnare il Bell Centre per 3-2 in gara-4.
La partita è stata giocata su ritmi altissimi, folle ma costellata di errori e penalità che sono costate care alle squadre che le hanno subite. Ancora una volta era Buffalo a partire meglio, con la rete che sbloccava la gara firmata da Mattias Samuelsson al 6'32". Era il momento 'caldo' del match. Un minuto e mezzo dopo arrivava la seconda marcatura dei Sabres, con Konsta Helenius che toccava dalla breve distanza un puck che Jakub Dobeš parava sì, ma all'interno della gabbia, per una rete che veniva concessa solo dopo una lunga 'review'. A questo punto, però, interveniva il coach di Montreal, Martin St. Louis, per richiedere una ulteriore 'rewiew' per un 'goal interference'. Richiesta che sortiva l'effetto voluto: gol annullato, Bell Centre in esaltazione e inerzia della gara ribaltata. Al 10' Mike Matheson schizza la traversa, passano 20 secondi ed è Alex Newhook a cogliere il pari, dopo un clamoroso errore sotto rete di Jake Evans. I ritmi restano alti, arriva una superiorità ed è un gioco di prestigio sotto rete di Cole Caufield, a 12 secondi dalla fine del primo periodo, a far girare la testa al 'goalie' ospite, Ukko-Pekka Luukkonen, con il puck che passa sotto ai gambali del portiere finlandese di Espoo.
E' ancora un 'power-play' nel periodo centrale, a consentire a Tage Thompson di arrivare al pareggio per i Sabres. Quarta rete della 'post-season' per lui, con la gentile collaborazione di Dobeš che, in pratica, si buttava il puck dentro da solo nella propria porta. Il periodo si chiudeva con una penalità 'double minor' per Bowen Byram, colpevole di un 'high-sticking' (bastone alto) che incocciava il volto di Alexandre Texier, con un rivolo di sangue che gli usciva dalla bocca.
La superiorità dei Canadiens prosegue nel terzo periodo, ma senza esito. E' un'altro 'power-play' a risultare però letale (Evans in panca puniti), e decisivo, e lo firma Buffalo con Zach Benson, che insacca la rete che decide la gara dopo cinque minuti di gioco. Finale come sempre convulso: Helenius in contropiede colpisce il palo dopo la deviazione decisiva di Dobeš che mantiene vivi i Canadiens, quindi a 1'30" dalla fine esce lo stesso Dobeš per l'uomo di movimento in più sul ghiaccio, ma la pressione non sale e i Sabres portano a casa la vittoria che pareggia la serie sul 2-2.
Ai Canadiens la magra soddisfazione di avere vinto la battaglia dei tiri (30-22) e delle 'hits' (25-22). Male invece le statistiche dei 'èpower-play' per i canadesi: appena 1/7, contro il brillante 2/4 degli ospiti. Un dato che spiega da solo il risultato finale.


Hockey ghiaccio: nel secondo test di Varese la Gran Bretagna ribalta l'Italia

La Gran Bretagna a Varese (foto Bordignon)
La seconda amichevole di Varese si chiude con un passo falso per l’Italia, superata 5-3 da una Gran Bretagna più cinica nei momenti chiave. Dopo il successo azzurro per 2-0 nel match di domenica 10 maggio, la replica del 12 ha mostrato un copione diverso: più ritmo, più errori e un equilibrio spezzato solo nel terzo periodo.
L’Italia parte meglio e il vantaggio arriva al 17' grazie a Matt Bradley, bravo a finalizzare una transizione veloce. Nel secondo periodo gli azzurri trovano anche il raddoppio con Marco Zanetti (33'44"), ma la reazione britannica è immediata: Josh Waller accorcia al 35' e riapre il match. Prima della seconda sirena l’Italia ritrova ossigeno con il 3-1 firmato da Phil Pietroniro in power-play (38'31"), sfruttando un’azione ben costruita sul lato destro.
La partita però cambia volto nell’ultimo periodo. La Gran Bretagna alza il ritmo, approfitta di due disattenzioni in uscita dal terzo difensivo e ribalta tutto negli ultimi minuti di gara: Logan Neilson firma il 3-2 (53'55"), poi Johnny Curran trova il pareggio (55'59") con un tiro preciso dalla media distanza. L’Italia accusa il colpo e Waller completa l’opera: prima sigla il 4-3 al 56'17", poi chiude i conti con l’'empty-net' del 5-3 a 59'07".
Per gli azzurri resta un test utile in vista del Mondiale, ma restano gli interrogativi emersi relativamente alla tenuta difensiva nel terzo periodo. La Gran Bretagna, più cinica e ordinata nei momenti decisivi, porta a casa una vittoria meritata che riequilibra il doppio confronto di Varese.

I risultati delle quattro amichevoli premondiali fra Italia e Gran Bretagna:
30/04 - Gran Bretagna - Italia 4-6 (Planet Ice, Milton Keynes)
02/05 - Gran Bretagna - Italia 4-1 (Motorpoint Arena, Nottingham)
10/05 - Italia - Gran Bretagna 2-0 (Acinque Ice Arena, Varese)
12/05 - Italia - Gran Bretagna 3-5 (Acinque Ice Arena, Varese)

martedì 12 maggio 2026

Tislelizumab: nuove prospettive di cura per il tumore di esofago, stomaco e polmone

L'evento di presentazione a Terrazza Palestro (foto Bordignon)
L’approvazione da parte di AIFA di tislelizumab in tre diverse indicazioni oncologiche segna un avanzamento rilevante per tumori spesso diagnosticati in fase avanzata: carcinoma dell’esofago, dello stomaco e del polmone. L’immunoterapia, già autorizzata in Europa in nove indicazioni, diventa ora accessibile anche ai pazienti italiani, ampliando le opzioni terapeutiche in contesti clinici ad alta complessità.
Nel carcinoma a cellule squamose dell’esofago, tislelizumab è rimborsato in combinazione con chemioterapia in prima linea per i pazienti con PD‑L1 TAP ≥ 5%.
Filippo Pietrantonio, responsabile dell’Oncologia Medica Gastroenterologica alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sottolinea come «il consumo di alcol e fumo si potenziano a vicenda» e ricorda che «in troppi pazienti, pari a circa due terzi, la malattia è individuata in stadio già avanzato». Nei pazienti con PD‑L1 elevato, la combinazione ha «quasi raddoppiato la sopravvivenza globale», con 19,1 mesi rispetto ai 10 della sola chemioterapia.
Tislelizumab è approvato anche in monoterapia dopo chemio a base di platino: nello studio RATIONALE‑302 la sopravvivenza mediana è salita a 8,6 mesi contro 6,3, con una riduzione del rischio di morte del 30%.
Nel carcinoma gastrico avanzato HER2‑negativo, l’immunoterapia in combinazione con chemio rappresenta un cambio di passo. Pietrantonio ricorda che «meno del 20% dei casi è individuato in fase iniziale» e che per oltre vent’anni «non ci sono stati reali progressi». Con tislelizumab, nella popolazione PD‑L1 ≥ 5%, la sopravvivenza globale raggiunge 16,4 mesi rispetto a 12,8, con una riduzione del rischio di morte del 29%.
Nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), tislelizumab è rimborsato in monoterapia dopo chemio al platino. Federico Cappuzzo, direttore dell’Oncologia Medica 2 all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, definisce l’immunoterapia «una pietra miliare» e sottolinea che nello studio RATIONALE‑303 la sopravvivenza globale è salita a 16,9 mesi contro 11,9. Nei pazienti con mutazioni Notch1‑4, particolarmente difficili da trattare, il vantaggio è stato «ancora più rilevante».
Sul fronte del supporto ai pazienti, Silvia Novello, presidente di WALCE e Direttore dell’Oncologia Medica all’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano, ricorda che «più del 50% delle diagnosi avviene in stadio avanzato» e che «la figura dello psiconcologo non può essere considerata ancillare».
Per i pazienti con tumore gastrico, Claudia Santangelo, presidente di “Vivere Senza Stomaco, Si Può ODV”, evidenzia che «circa il 50% è malnutrito» e chiede che gli alimenti a fini medici speciali siano inclusi nei LEA.
Infine, Marco Sartori, general manager di BeOne Medicines Italia, definisce l’approvazione «un passaggio strategico fondamentale», parte di una visione che punta a «consolidare sinergie con la Comunità Scientifica, le Istituzioni e le Associazioni di Pazienti».

Altre immagini della conferenza stampa (foto Bordignon):

NHL playoff: Colorado espugna Minnesota, la serie va sul 3-1

Il sito degli Avalanche segna i numeri della sconfitta
Una sola partita nella notte dei playoff NHL e vittoria dei Colorado Avalanche, che espugnano Saint Paul per 5-2 (0-1, 1-0, 4-1) e si portano 3-1 nella serie contro i Minnesota Wild, confermando una superiorità resa dai numeri dei tiro (34-21), degli ingaggi vinti (56%) e delle 'hits' (30-28).
Il primo periodo vede prevalere gli ospiti dal punto di vista dei tiri (appena tre contro 10), ma a essere letali sono i Wild, che insaccano il gol del vantaggio in power-play, con la prima rete della 'post-season' di Danila Yurov, che chiude sotto rete un'azione Brock Faber-Vladimir Tarasenko, conclusa con un forte shot dalla blù.
Nel periodo centrale la pressione di Colorado si fa asfissiante. Minnesota colleziona due penalità e, nella seconda, Nazem Kadri, servito da Martin Necas, riprende un proprio tiro ribattuto per infilare la gabbia difesa da Jesper Wallstedt, in ogni caso fra i migliori della serata sul ghiaccio. La disparità nelle conclusioni continua e si estende a favore degli Avalanche (al 29' sono 20-4, gol compresi). Una penalità per 'too many men' contro gli ospiti vede ancora una potente conclusione di Yurov ben bloccata da Mackenzie Blackwood, ma nulla più. Negli ultimi cinque minuti del terzo centrale aumenta la pressione di Minnesota, una mischia davanti alla porta degli ospiti fa sperare i tifosi di casa e vale tre tiri in pochi secondi, quindi è Parker Kelly a guadagnare una nuova penalità contro gli ospiti per un inutile 'cross-checking' nei confronti di Kirill Kaprizov (e la porta del 'box' sbattuta con violenza da parte di Kelly spiega molte cose) ma, anche in questo caso, la superiorità si chiude senza esito. A un minuto dalla fine del secondo periodo un puck vagante colpiva il volto di Nathan MacKinnon, che si portava le mani al naso e si accasciava sul ghiaccio, perdendo copiosamente sangue e subito soccorso, si riprendeva senza mostrare particolare sofferenza (il pensiero corre immediatamente ai 'campioni' del calcio).
Nel terzo periodo Colorado passa due volte per fissare il risultato in proprio: dapprima è Ross Colton a portare avanti gli Avalanche quindi, dopo il temporaneo pareggio di Nico Sturm, è Kelly a insaccare la terza rete al 51'32": tutto nel giro di 4'36". A 1'20" dalla fine i Wild tolgono Wallstedt dai pali, inevitabile il 'timeout' dopo la liberazione vietata successiva e Hartman-Landdeskog a giocarsi il disco nell'ingaggio, con la vittoria di quest'ultimo. I Wild hanno anche il disco buono con Quinn Hughes, ma il suo tiro termina a lato. Disco sbagliato, disco recuperato dagli ospiti, che insaccano con MacKinnon la classica rete 'a porta vuota'. Resta il tempo per una mischia selvaggia presso la gabbia di Blackwood e per la quinta rete ospite, ancora in 'empty-net', siglata con un tiro lento ma inesorabile, dalla grande distanza, di Brock Nelson.
Giovedì si torna a Denver per gara-5, dove gli Avalanche potrebbero già chiudere la serie per qualificarsi alla finale della Western Conference. 

Tumore al polmone: rimborsata combinazione chemio free per i pazienti con mutazioni EGFR

Alessandra Baldini (foto Bordignon)
La rimborsabilità anche in Italia in prima linea della combinazione amivantamab (in formulazione sottocutanea) e lazertinib segna un passaggio cruciale nella cura del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato con mutazioni comuni dell’EGFR. Una svolta che interessa un tumore che colpisce oltre 45mila persone l’anno nella Penisola e che, nella sua forma NSCLC, rappresenta l’85% delle nuove diagnosi. In un paziente su cinque è presente una mutazione dell’EGFR, spesso associata a risposte meno durature alle terapie mirate tradizionali.
Silvia Novello, professore di oncologia medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e Responsabile della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Oncologia Medica all’AOU “San Luigi Gonzaga” di Orbassano, sottolinea la complessità del quadro clinico: «Il tasso di sopravvivenza a cinque anni per le forme EGFR è ancora inferiore al 20 per cento» e i pazienti con mutazioni L858R o delezione dell’esone 19 «tendono ad avere risposte meno durature agli inibitori tirosin‑chinasici». Per questo, aggiunge, «siamo in una fase in cui la chemioterapia non è più l’unica opzione» e la combinazione amivantamab‑lazertinib, somministrabile per via sottocutanea, «risulta migliorare l’esperienza del paziente».
La terapia unisce un anticorpo bispecifico diretto contro EGFR e MET a un inibitore tirosin‑chinasico di terza generazione, colpendo il tumore su due fronti e contrastando i meccanismi di resistenza. I risultati dello studio MARIPOSA confermano un beneficio significativo: riduzione del 30% del rischio di progressione o morte e segnali positivi anche sulla sopravvivenza globale. Antonio Passaro, direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, evidenzia come la combinazione «possa estendere significativamente la vita dei pazienti» e rappresenti «un passo avanti cruciale», offrendo un trattamento chemio‑free più gestibile e con impatto positivo sulla qualità di vita.
Accanto all’innovazione clinica, resta centrale il supporto ai pazienti.
Bruno Aratri, presidente di IPOP - Insieme per i Pazienti di Oncologia Polmonare, ricorda che la nuova terapia «riaccende una speranza importante» e che è fondamentale «una presa in carico globale della persona», garantendo accesso equo e una relazione solida tra medici e pazienti.
Per l’industria, questa approvazione conferma la direzione della ricerca. «La medicina di precisione per noi ha un enorme valore», afferma Alessandra Baldini, direttrice medica, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia, spiegando l’impegno dell'azienda nello sviluppo di terapie personalizzate e sempre più efficaci.

Altre immagini della conferenza stampa (foto Bordignon):