sabato 25 aprile 2026

San Marco, la festa del patrono di Venezia è il 25 aprile che piace al Nordest

La bandiera di San Marco
C'è un 25 aprile in Italia ormai fasullo e prefabbricato, in cui i cosiddetti 'fascisti rossi' se la suonano e se la cantano, autoconvincendosi di avere 'liberato' l'Italia per consegnarla alle presunte 'democrazie' occidentali (quelle che, per la cronaca, hanno preorganizzato le invasioni di disperati che, dal Terzo Mondo stanno venendo a colonizzare e meticciare le nostre terre) e ce n'è un altro, ben più storico e, in questo caso, veramente sentito, strettamente legato a una delle più antiche repubbliche italiche, quella di San Marco, la Repubblica di Venezia, di fronte alla quale la repubblichetta italiana fa ben misera figura, fra mandolini e veri propri esempi di voltagabbana.
Il 25 aprile ricorre infatti l'anniversario della morte di San Marco (68 d.C.) e, in occasione di questa ricorrenza, il Doge di Venezia, insieme alle maggiori autorità dello stato sfilava in processione per le Calli della città.
San Marco evangelista è il patrono di Venezia. Il leone sarebbe il suo simbolo in quanto il suo Vangelo inizia con la voce di san Giovanni Battista che, nel deserto, si eleva simile a un ruggito, preannunciando agli uomini la venuta del Cristo. La Repubblica di Venezia assunse il leone alato, detto leone di san Marco come proprio simbolo.
Non è storicamente provata la tradizione che indica il libro simbolo di pace quando aperto con su scritta la frase «PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEUS», o di guerra, quando era rappresentato chiuso.
Il leone poteva essere rappresentato con il libro chiuso con la zampa sinistra e con una spada nella destra. Il leone di san Marco viene rappresentato infine con due posture: andante, cioè in piedi sulle quattro zampe, oppure in moleca, cioè seduto. Tuttora è il simbolo dei veneti, che hanno come bandiera il leone alato, ripreso dalla tradizione della Serenissima.
Detto questo, appare proprio come il 25 aprile veneto possa essere considerato, questo sì, un momento di unione reale per tutte le genti del Nordest, anche per quelle che contro Venezia lottarono (Padova su tutte), ma che in Venezia riconoscono una città e un simbolo guida per tutte le realtà che non gradiscano un dominio di Roma dato troppe volte per scontato.

NHL playoff: Utah vittoria storica, Anaheim a valanga, Montreal ancora in overtime

La 'home pahe' del sito NHL dedicata ai Mammoth
E' stata una notte tumultuosa nei playoff NHL. Si giocavano tre 'pivotal game', match che potrebbero indirizzare le rispettive. Hanno dominato le squadre di casa, con tre vittorie in altrettante gare, punteggi alti e un overtime.
A Salt Lake City, gli Utah Mammoth hanno vinto la propria prima gara casalinga della storia nei playoff. Un deciso 4-2 che vale il 2-1 nella serie contro i Vegas Golden Knights. Decisivo Lawson Crouse, autore di una doppietta in meno di sei minuti nel secondo periodo, dopo le reti iniziali di Weegar e Guenther. I Golden Knights provano a reagire con Eichel e Dowd, ma la rimonta non si completa. Utah capitalizza al massimo le poche occasioni create — appena 12 tiri in porta — grazie anche ai 29 salvataggi di Vejmelka.
In Canada, invece, continua la saga degli overtime: per la terza volta consecutiva, Montreal Canadiens e Tampa Bay Lightning si sono giocate la partita oltre il sessantesimo. A risolverla è Lane Hutson, che dopo 2'09" dell’overtime firma il 3-2 con una frustata dalla destra che sorprende Vasilevskiy. Montreal sale così 2-1 nella serie, trascinata anche dai due punti di Kirby Dach e dalla solidità di Dobes. Tampa, pur sostenuta dalle reti di Point e Hagel, paga una serata complicata in transizione e troppi breakaway concessi.
Gli Anaheim Ducks, infine, hanno travolto gli Edmonton Oilers con il punteggio di 7-4 in una gara dal ritmo forsennato. Dopo un alternarsi pirotecnico di vantaggi e sorpassi, il match si decide nel terzo periodo, quando i californiani realizzano ben quattro reti, con le firme di Sennecke, Carlsson, Viel e LaCombe, l'ultima a porta vuota. Edmonton, nonostante i lampi di McDavid (gol e assist), cede sotto i colpi di un attacco che ha già prodotto 16 reti in tre partite. I Ducks, sospinti da un pubblico tornato ai playoff dopo otto anni, si portano così avanti 2-1 nella serie.

La Finlandia e il nucleare, un'idea non proprio buonissima

Foto di Tapio Haaja da Unsplash
La discussione recentemente apertasi in Finlandia sulla possibilità di autorizzare l’importazione e lo stoccaggio di armi nucleari sul proprio territorio nasce dall’idea che la presenza di ordigni atomici possa aumentare il costo di un eventuale attacco e quindi rafforzare la sicurezza nazionale.
Rotislav Ishchenko, autore presso l'edizione ucraina di Ria Novosti, osserva che, in linea teorica, il ragionamento non è infondato: il possesso di armi nucleari non garantisce l’inviolabilità, ma rende qualsiasi aggressione molto più rischiosa. L’esempio che propone è quello della Corea del Nord, capace di dissuadere gli Stati Uniti quando, durante il mandato di Donald Trump, Washington valutò un’azione militare. La semplice dichiarazione di Pyongyang di essere pronta a usare armi nucleari contro le portaerei americane e persino contro il territorio statunitense bastò a far cambiare rotta alla Casa Bianca, che scelse il negoziato. Da allora, nota l’autore, nessuno negli Stati Uniti ha più minacciato apertamente la Corea del Nord.
Tuttavia, Ishchenko sostiene che il paragone con la Finlandia regge solo in parte. Pyongyang dispone di armi nucleari proprie e dei relativi sistemi di lancio, mentre Helsinki si limiterebbe a ospitare ordigni appartenenti ad altri. Inoltre, la Corea del Nord si confronta con un avversario geograficamente distante, e un conflitto potrebbe nascere solo su iniziativa statunitense, dato che Pyongyang non ha la capacità di proiettare forze militari sulle coste americane né di lanciare un attacco intercontinentale su larga scala.
Secondo questa lettura, la deterrenza finlandese sarebbe quindi molto diversa: non basata su un arsenale nazionale, ma sulla presenza di armi altrui, con tutte le implicazioni strategiche e politiche che ne derivano. L’autore lascia intendere che la sicurezza ottenuta in questo modo potrebbe rivelarsi meno solida di quanto Helsinki auspichi.

25 aprile: ANPI, una cascata di soldi ai professionisti (morti) dell'antifascismo

L'home page dell'ANPI
Arriva il 25 aprile, e da più parti si ascoltano i soliti consunti peana legati a un antifascismo ormai privo di senso ma, soprattutto, alla presenza di associazioni che ormai, da anni, non hanno più senso di esistere. Prima fra tutte l'ANPI, la cui presenza è non solo inutile, visto come sia assai improbabile che siano ancora in vita partigiani di una guerra terminata 81 anni fa, ma il cui lascito ideologico stenta ad avere una sua logica di esistenza, al di là della solita consunta demagogia dell'antifascismo da salotto di certa Sinistra.
La cosa più grave è che, oltre alla propria mancanza di attualità, l'ANPI e tutto il ciarpame dell'antifascismo italiota pesano in maniera notevole sulle casse dello Stato italiano. Lo si può rilevare da un articolo de Il Giornale del 2023, da cui emerge che, secondo i dati relativi all’esercizio finanziario 2022 del Ministero della Difesa, le risorse destinate a enti, istituti e associazioni impegnati nella conservazione della memoria storica ammontano a circa 1,7 milioni di euro. E che una quota significativa di questi fondi riguarda proprio l’ANPI, che nello stesso anno ha ricevuto 94mila euro per attività che spaziano dalle celebrazioni della Festa della Liberazione a molti altri progetti.
Ma se l'esistenza dell'ANPI può apparrire assurda pochi potrebbero credere realmente dell'esistenza dell’Associazione dei combattenti volontari antifascisti in Spagna, che nello stesso anno ottenne 32mila euro, mentre la Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane ne ha ricevuti 60mila. Più contenuto il sostegno all’Associazione nazionale partigiani cristiani che, nel 2022, si è fermata a 42mila euro.
Il quadro economico non si limita però ai finanziamenti statali. Regioni e Comuni svolgono un ruolo rilevante nel sostenere progetti e iniziative locali. L’Emilia-Romagna rappresenta uno dei casi più significativi: nel 2022 ha stanziato circa 600mila euro per attività dedicate alla memoria del Novecento. Tra i progetti finanziati figurano video educativi sullo squadrismo, iniziative di ricostruzione storica (dubbia) e attività promosse dalle sezioni territoriali dell’ANPI, con contributi che vanno dagli oltre 34mila euro per Bologna ai 22mila per Ravenna.
Anche gli enti locali intervengono con risorse proprie: Parma ha destinato 70mila euro alle celebrazioni del Centenario delle Barricate del 1922, mentre Milano e Torino hanno sostenuto negli anni scorsi le attività dell’ANPI con contributi più contenuti.
Insomma, oltre all'inattualità di un'associazione sempre più priva di senso, la cui stessa nenia storica ("Bella ciao") è a sua volta un falso storico (venne cantata per la prima volta dopo la guerra e quindi non c'entra nulla con i partigiani), emerge l'assurdità di un vero e proprio sistema che da troppo tempo ottenebra le menti degli italiani con la complicità di un'informazione malata e gestita da chi il partigiano continua a farlo, vittima l'intelligenza e la libertà della gente comune.

venerdì 24 aprile 2026

Vannacci, caccia grossa a Milano con il “Meet & Drink dei Futuristi”

Manuela Bresciani ed Elisa Mangano (foto Bordignon)
Una Milano in cui la sicurezza non è un privilegio ma un diritto, un invito per tornare a credere nella politica come missione, dimostrare di non essere solo parole, ma forza, presenza e futuro. Sono alcuni dei moniti lanciati dal palco di un locale del centro di Milano dove si sono ritrovati tesserati ed elettori di Futuro Nazionale, nel nome di una serata dal titolo “Meet & Drink dei Futuristi”, una sorta di 'aperitivo d’incontro' dei comitati costituenti milanesi legati al progetto politico di Roberto Vannacci.
Una maniera per conoscersi ma anche contarsi, con la consapevolezza che sia necessario fare di più, molto di più, per fare crescere il movimento anche nella metropoli lombarda.
La serata, moderata dalla giornalista Manuela Bresciani e aperta dall'inno nazionale cantato da Larissa Yudina, ha visto, dopo un messaggio a distanza dello stesso Vannacci, alternarsi sul palco i referenti dei comitati milanesi di Futuro Nazionale: Elisa Mangano, Gabriel Corasanniti, Renato Maturo, Max Bastioni ed Emanuele Ajello, oltre ad altri promotori e rappresentanti dell'area bergamasca.
E' stato un evento che, nella scia della 'design week', ha visto la presenza anche di qualche volto noto della 'nightlife' milanese, fra cui Sylvie Lubamba, attrice e showgirl che fin dall'inizio si è schierata a fianco del movimento di Vannacci.

Altre immagini della serata (foto Bordignon):







NHL playoff: Ottawa e Los Angeles appoggiate al muro, Buffalo spezza l'equilibrio

L'home page del sito NHL punta sugli Avalanche
Notte di playoff NHL ad alta intensità, con tre gare che hanno probabilmente segnato l'andamento di almeno due serie e spezzato l’equilibrio di una terza, e con due vittorie in trasferta che, comunque, confermano la difficoltà e la durezza che presenta ogni partita della post-season.
I favoriti d'obbligo e vincitori del Presidents' Trophy, i Colorado Avalanche, hanno espugnato il ghiaccio dei Los Angeles Kings per 4-2, portandosi sul 3-0 nella serie. La squadra di Bednar ha colpito subito con Landeskog, prima di subire il pareggio di Moore a inizio secondo periodo. La risposta degli Avalanche è stata immediata: Makar ha riportato avanti Colorado, poi Lehkonen ha firmato il 3-1 in 'shorthanded'. I Kings hanno provato a riaprire il match con il gol in power play di Kempe, ma nel finale Nelson ha chiuso i conti a porta vuota. Una prova di maturità per Colorado, cinica nei momenti chiave e solida nonostante la pressione dei padroni di casa.
Nella penultima chiamata in casa degli Ottawa Senators, i Carolina Hurricanes hanno vinto 2-1 e anch'essi si sono portati sul 3-0 nella serie, confermando la loro superiorità. Stankoven ha sbloccato il match nel primo periodo, i Senators hanno reagito con Batherson nel secondo, trovando un pareggio che sembrava poter cambiare l’inerzia della gara. Carolina, però, ha risposto dopo appena un minuto con il gol di Blake, decisivo per la vittoria. L'infortunio di Sanderson ha poi peggiorato le cose per i Sens, molto poco incisivi rispetto al loro splendido finale di stagione 'regular'. Gli Hurricanes hanno poi gestito con ordine, limitando le occasioni di Ottawa e confermando una struttura difensiva tra le più solide della postseason.
Infine, sul ghiaccio dei Boston Bruins, i Buffalo Sabres hanno conquistato un prezioso successo esterno per 3-1, portandosi avanti 2-1 nella serie. I bostoniani erano passati in vantaggio con McAvoy, ma gli ospiti hanno ribaltato tutto nel secondo periodo con Byram e poi nel terzo con Tuch, autore del gol del sorpasso. Nel finale, Ostlund ha chiuso la partita con l’empty-net. Buffalo ha beneficiato in modo decisivo della solidità di Alex Lyon, efficace nel leggere le situazioni e nel mantenere compattezza anche nei momenti di maggiore pressione. La gestione delle penalità e la pulizia nelle uscite hanno stabilizzato la squadra, offrendo un contributo determinante all’equilibrio difensivo complessivo. Una vittoria di carattere per i Sabres, capaci di reagire dopo un avvio complicato e di imporsi grazie a una gestione più lucida dei momenti decisivi.
Se i Bruins rimangono comunque 'attaccati' alla serie, ben diversa è la situazione per Kings e Senators, appoggiati al muro di un 3-0 difficilissimo da ribaltare, in particolare nei playoff NHL. Solo quattro volte su 213 una squadra è riuscita a capovolgere la situazione sotto di tre partite. E, francamente, non sembra questo il caso per entrambe.


giovedì 23 aprile 2026

Lo sport ponte di libertà: il Panathlon Milano rafforza l'impegno nel carcere di Bollate

L'importanza dello sport (foto Cottonbro Studio da Pexels)
L’iniziativa Attivi con lo Sport verso il Futuro ha trasformato per una sera il ristorante “In Galera”, all’interno della Casa di Reclusione di Bollate, in un luogo simbolico di dialogo e responsabilità. Un contesto che amplifica il valore della libertà e del reinserimento, rendendo ancora più significativo l’annuncio della nuova convenzione tra Panathlon Club Milano e Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Lombardia.
L’accordo, firmato dal presidente del Panathlon, Filippo Grassia, e dal provveditore Maria Milano Franco d’Aragona, punta a potenziare le attività sportive negli istituti penitenziari milanesi, migliorando infrastrutture, formazione e cultura sportiva. Lo sport viene riconosciuto come strumento di equilibrio psicofisico, crescita personale e reale opportunità di reinserimento.
La serata ha visto interventi istituzionali e tecnici di rilievo: da Rocco Giorgianni di Fondazione Milan ad Alberto Di Cataldo della Città Metropolitana, fino alle testimonianze di Daniele Cassioli e Claudia Giordani, grande protagonista della primissima Valanga Rosa, che hanno ricordato come lo sport sappia “aprire varchi dove sembrano esserci solo muri”. Particolarmente incisive le parole del Sottosegretario regionale Federica Picchi, che ha definito l’attività sportiva «una componente essenziale nei percorsi di cura e reinserimento sociale».
Grassia ha auspicato il coinvolgimento degli enti aderenti nei bandi multidisciplinari di Regione Lombardia, ricordando anche i progetti già realizzati in passato: dalle palestre di San Vittore al corso per bagnini per detenuti prossimi al fine pena, fino al torneo di scacchi oggi attivo in diversi istituti italiani.
Fondazione Milan ha illustrato il proprio impegno nella riqualificazione del campo dell’Istituto Penale Minorile Beccaria e in iniziative analoghe a Napoli, Catania e Palermo, mentre il direttore di Bollate, Giorgio Leggieri, ha valorizzato l’esperienza del ristorante “In Galera” come modello concreto di integrazione e riscatto.
L'obiettivo del Panathlon Club Milano è quello di costruire un modello capace di unire istituzioni, associazioni e società civile in un percorso condiviso. La serata si è conclusa con la consegna della Pergamena d’Onore del Panathlon International, suggellando un impegno che va oltre lo sport: un investimento sulla dignità e sul futuro delle persone.

NHL playoff: Anaheim pareggia la serie, Dallas vince la maratona, Pittsburgh quasi fuori

Notte intensa nei playoff NHL, fra rimonte, colpi di scena e un doppio overtime, con gara-3 spesso in grado di diventare il cosiddetto 'pivotal game', la gara che cioè segna in maniera fondamentale l'intera serie.
Comenel caso dei Philadelphia Flyers che, in casa, hanno battuto i Pittsburgh Penguins per 5-2 portandosi sul 3-0 nella serie. Pittsburgh era partita forte con il gol di Evgeni Malkin, ma la gara è cambiata nel secondo periodo, quando una rissa fra Travis Konecny e Bryan Rust ha acceso i Flyers. Da lì, Phila ha preso il controllo: Zegras ha pareggiato in power play, poi sono arrivati i gol di Ristolainen e Seeler per il 3-1. Nel terzo periodo Karlsson ha accorciato, ma Cates e Tippett hanno chiuso i conti (il primo in power-play, il secondo con empty net), lasciando i Penguins a un passo dall’eliminazione.
Gli Anaheim Ducks hanno invece pareggiato la serie battendo in trasferta gli Edmonton Oilers con il punteggio di 6-4 in una partita ricca di ribaltamenti. Cutter Gauthier è stato il protagonista assoluto: due gol, compreso il decisivo 'wrist shot' del 5-4, e un assist. Edmonton ha tremato quando Connor McDavid è uscito per un problema alla gamba, ma il capitano è poi rientrato rassicurando tutti: «It’s fine. I just rolled up on it a little bit». Prima del gol-partita, i Ducks avevano subito la rimonta fino al 4-4 firmata dal rookie Josh Samanski, al debutto nei playoff. Poehling ha poi chiuso con l’empty-net del 6-4.
La notte si è chiusa con un thriller: i Dallas Stars hanno vinto fuori casa 4-3 in doppio overtime contro i Minnesota Wild, portandosi avanti 2-1 nella serie. Dallas era partita forte con le reti di Rantanen e Robertson, ma Minnesota ha ribaltato tutto con Johansson, Eriksson Ek e McCarron. Nel terzo periodo Duchene ha rimesso in equilibrio la sfida, prima del gol decisivo di Wyatt Johnston in power play al 12:10 del secondo overtime, dopo una gara combattuta e fisica.

A QUESTO LINK TROVI L'ANNUARIO DELLA STAGIONE 2024-25 IN ITALIANO

mercoledì 22 aprile 2026

Milano e la ricerca del Senno sulla Luna: BookCity 2026 a caccia di nuovi equilibri

Un momento della conferenza stampa (foto Bordignon)
Milano torna a interrogarsi sul senso della lettura e sul suo ruolo nella vita pubblica con la presentazione della 15.a edizione di Milano BookCity, in programma dal 23 al 29 novembre 2026. "Il senno sulla Luna" è il tema e la chiave simbolica per raccontare un presente che, secondo gli organizzatori, chiede lucidità, lentezza e pensiero critico. Un tema che diventa filo conduttore di una settimana dedicata ai libri come strumenti di orientamento, dialogo e comunità.
Presentata a Palazzo Marino, la manifestazione conferma la sua vocazione diffusa, capace di portare la cultura fuori dai luoghi canonici. «BookCity Milano si conferma un appuntamento centrale per la città, capace ogni anno di portare i libri e le idee fuori dai luoghi tradizionali e dentro la vita quotidiana dei quartieri, delle biblioteche, delle scuole e degli spazi pubblici», ha ricordato l’assessore Tommaso Sacchi, sottolineando come il tema ariostesco richiami la necessità di recuperare uno sguardo più consapevole.
«Il tema di quest'anno ci interroga direttamente» aggiunge Luca Formenton, presidente di Fondazione BookCity Milano. «Viviamo in un tempo in cui la ragione sembra fragile, in cui il senso critico fatica a farsi strada nel rumore del presente. I libri sono da sempre un antidoto a questa fragilità: un atto di resistenza intellettuale, uno spazio in cui ritrovare la lucidità che la quotidianità tende a sottrarci».
L’edizione 2026 introduce format che puntano sul confronto diretto: dialoghi ravvicinati, conversazioni informali, incontri che riuniscono autori e case editrici diverse attorno a un tema comune. Una scelta che supera la tradizionale divisione per generi per privilegiare percorsi trasversali. Accanto alle novità, restano centrali le nuove uscite editoriali e la riscoperta dei classici, insieme a un’attenzione crescente per la poesia e per le contaminazioni con altri linguaggi artistici.
«Nell’Orlando furioso il senno del protagonista è custodito in un’ampolla» spiega Marco Balzano, curatore del programma di #BCM26. «La fragilità e le passioni, ma soprattutto l’irrazionalità del suo comportamento e l’insensatezza delle ambizioni, minacciano la sua ragione insieme alla capacità di distinguere il meglio e di scegliere il bene. Il senno sulla Luna indica lo smarrimento in cui, in tempi di guerra e di mire violente, viviamo la nostra quotidianità e immaginiamo il futuro. Riflettere sulla follia di Orlando significa meditare sul bisogno di razionalità, sulla necessità di pace e sulla cura del nostro senso critico e intellettuale che non può mai del tutto essere demandato alla tecnologia».
Presente anche il 'venerando' giurista Piergaetano Marchetti, che ha chiosato: «Noi vorremmo avere un ruolo di militanza (parola un po' troppo abusata e fin troppo politica, ndr) civica, la nostra formula e la nostra presenza nelle biblioteche di quartiere ha un obiettivo ben preciso: quello della rocca contro la povertà educativa, evitare il pensiero unico, avere spirito critico, di essere fieri di essere una città che rappresenta un mondo importante in Europa. Di questi tempi credo che questa funzione sia molto importante. Vorremmo seminare a piene mani questo spirito di curiosità culturale, di informazione, di reazione, di spirito critico contro sovranismi e verità assolute che in questi tempi ci affliggono anche nella vita quotidiana». Uno scivolone finale con una poco comprensibile critica al sovranismo, ormai da troppo tempo criminalizzato e la cui critica aprioristica tende a fare parte proprio di quel pensiero unico che Marchetti dice di voler combattere. 
BookCity rafforzerà inoltre la sua dimensione territoriale: gli eventi raggiungeranno la Città Metropolitana e otto province lombarde, mentre nei quartieri milanesi si punterà a riportare contenuti culturali di qualità dove l’offerta è più discontinua. Una parte del palinsesto continuerà a nascere spontaneamente grazie alle proposte di editori, fondazioni e associazioni, mentre prosegue il percorso dedicato alle scuole, con nuovi progetti disponibili da fine aprile.

Altre immagini della conferenza stampa (foto Bordignon):









martedì 21 aprile 2026

NHL playoff: Carolina e Philadelphia raddoppiano, Dallas pareggia la serie

Questa la 'home page' di NHL.com 
L'ultima notte di playoff NHL ha offerto un mix di colpi di scena e conferme: Carolina sopravvive al doppio overtime superando Ottawa, Edmonton ritrova Draisaitl e piega Anaheim, Philadelphia allunga con autorità su Pittsburgh, mentre Dallas risponde a Minnesota e rimette la serie in parità.
Jordan Martinook ha vissuto una notte da protagonista assoluto a Raleigh, trasformando la frustrazione per un rigore fallito nel primo overtime nella gioia del gol decisivo al 13'53" del secondo supplementare. La sua rete ha consegnato ai Carolina Hurricanes il 3-2 sugli Ottawa Senators e il 2-0 nella serie, dopo che un potenziale game-winner era stato annullato per offside in un’azione concitata che aveva lasciato il pubblico col fiato sospeso.
A Edmonton, gli Oilers hanno invece dovuto sudare fino all’ultimo per piegare Anaheim 4-3. Kasperi Kapanen ha firmato una doppietta, compreso il gol-partita a meno di due minuti dalla sirena, mentre Leon Draisaitl è tornato in pista dopo l’infortunio, contribuendo con due assist. Jason Dickinson ha aggiunto altri due gol in una gara in cui gli Oilers, avanti di due reti, si sono fatti rimontare prima del game winning goal in finale di partita.
A Pittsburgh, i Flyers hanno imposto il loro ritmo con un 3-0 autoritario che vale il 2-0 nella Battle of Pennsylvania. Dan Vladar ha chiuso la porta con 27 parate, il 19enne Porter Martone ha segnato per la seconda gara consecutiva e Garnet Hathaway ha colpito in shorthanded, indirizzando una partita in cui i Penguins, pur dominanti in regular season, non sono riusciti a trovare varchi né in parità né in superiorità numerica.
Infine, a Dallas, gli Stars hanno rimesso in equilibrio la serie contro Minnesota con un 4-2 costruito su disciplina, solidità difensiva e un Jake Oettinger ritrovato. Wyatt Johnston ha fatto doppietta, Jason Robertson ha firmato il gol del 3-1 e Matt Duchene ha completato l’opera in power play, mentre il penalty killing texano ha neutralizzato tutte le opportunità dei Wild, incapaci di replicare l’efficacia di Gara 1.

lunedì 20 aprile 2026

Il monito dell'influencer russa: "Putin tutela il proprio popolo, i politici europei sono burattini"

Svetlana Ostrovskaya risponde alle provocazioni
Lei è una influencer russa residente in Italia. Svetlana Ostrovskaya inizialmente potrebbe apparire come una fra le tante youtuber di origine straniera che cercano di gettare un ponte fra culture diverse, creando esempi sociali utili per fare conoscere la storia e la società russa. In realtà Svetlana, italiano fluente con un marcato accento veneto, bella e già fidanzata, spesso in trasferta all'estero e, in particolare, a Dubai, nei propri 'reels' svolge un duplice ruolo: da un lato cerca di raccogliere adepti per investire nei propri progetti economici, più o meno legati al mondo del 'trading', dall'altro perora con passione la causa della Russia, difendendo a spada tratta il governo di Vladimir Putin e rispondendo alle varie provocazioni che le provengono dal web.
Una delle ultime arriva nei confronti di un messaggio (reale o inventato non è dato sapere, comunque credibile) arrivatole in questi termini: "Peccato che la tua bella bella Mosca è governata da un dittatore criminale".
La risposta di Svetlana è dura e tagliente, e non lascia spazio a repliche: "Innanzitutto vorrei rassicurare che in Russia non abbiamo la dittatura e soprattutto non abbiamo un criminale, abbiamo un presidente che tutela gli interessi del proprio popolo e del proprio Paese".
Non solo difesa, ma anche un duro attacco nei confronti delle istituzioni italiane ed europee: "Lo so che sembra una cosa assurda, perché in Europa non c'è questa cosa, soprattutto in Italia siamo governati da dei burattini, da dei pagliacci che rappresentano l'Europa e fanno i porci comodi dell'Europa e gonfiamo le tasche solo dell'Unione Europea, però in Russia c'è rigidità, rigore nelle regole e le cose funzionano, il Paese va avanti, progredisce perché ci sono delle regole che le persone rispettano. Questa non è dittatura, è semplicemente buon senso e amore per la propria Patria, cosa che in Italia manca".
La chiosa finale è spiazzante: "Quindi sì. preferisco avere un dittatore criminale nel mio Paese, che fa funzionare le cose e mette in primo luogo il proprio Paese e non c'è corruzione, difende la propria Patria e non si svende agli altri Paesi, quindi viva la Russia, viva il mio Paese, io amo il mio Paese, mi dispiace che in Italia non ci sia un leader forte, che protegge la propria gente, il proprio Paese. Questo mi dispiace tanto e soprattutto mi dispiace ancora di più per le persone italiane che non amano la propria Patria".

NHL playoff: Montreal colpaccio a Tampa, Colorado a fatica su Los Angeles

L'apertura del sito di TSN.ca
Se la prima giornata dei playoff NHL aveva regalato emozioni, la seconda fa ancora di meglio, a cominciare dall'importantissimo successo esterno dei Montreal Canadiens sul ghiaccio dei Tampa Bay Lightning favoriti della vigilia, un 4-3 giunto con il primo 'overtime' di questa post-season, e che ha visto protagonista Juraj Slafkovský. Lo slovacco classe 2004 ha infatti firmato una 'hat-trick' decisiva per il risultato finale, firmando anche la rete decisiva nei prolungamenti. Da notare come tutte le reti realizzate da Slafkovský siano arrivate in superiorità numerica. La partita è stata una continua rincorsa tra le due formazioni, con Montreal prima a condurre e poi raggiunta e superata da Tampa, per poi a sua volta superare la squadra della Florida e venirne raggiunta nel terzo periodo, grazie a una doppietta di Brandon Hagel.
A Denver, invece, i Colorado Avalanche hanno aperto la serie contro i Los Angeles Kings imponendosi, non senza sofferenza, con il punteggio di 2-1. I padroni di casa hanno cercato di imporre il proprio ritmo grazie alla profondità del roster e alla capacità di controllare il puck nei momenti cruciali, ma i californiani non si sono mai scomposti, restando agganciati alla partita. La squadra di casa ha comunque mostrato la consueta capacità di colpire quando il ritmo si alza, confermando perché sia una delle contender più credibili della Western Conference. Convulso il finale: sotto di due reti, realizzate da Artturi Lehkonen e Logan O'Connor, LA riapriva la partita dopo avere tolto il portiere, in sei contro quattro (Colorado soffriva di una penalità), grazie ad Artemi Panarin, ma una penalità per bastone alto comminata a Joel Armia vanificava gli ultimi due minuti dei losangelini, che solo nei secondi finali hanno potuto nuovamente togliere il proprio 'goalie' dalla gabbia per l'uomo di movimento in più.

Elezioni in Bulgaria: Radev verso una vittoria travolgente, Sofia si sposta verso Mosca

Le proiezioni del voto secondo il quotidiano "24 часа"
Le prime proiezioni e i dati diffusi dai media della Bulgaria e internazionali delineano un quadro inequivocabile: Rumen Radev è avviato a una vittoria netta, un risultato che conferma la sua centralità nella politica di Sofia e apre un nuovo capitolo nei rapporti tra Bulgaria, Unione Europea e Russia. Il presidente uscente — euroscettico, critico verso Bruxelles e da anni favorevole a un dialogo privilegiato con Mosca — appare destinato a consolidare il proprio potere in modo significativo.
La campagna elettorale è stata segnata da tensioni, accuse di interferenze e timori di provocazioni, come sottolineato anche dalla russa Pravda, che ha evidenziato il rischio di destabilizzazioni esterne nelle ore del voto da parte della politica occidentale. Nulla però sembra avere scalfito la spinta verso Radev, sostenuto da un elettorato stanco delle crisi politiche ricorrenti e attratto dalla promessa di una Bulgaria più autonoma nelle scelte strategiche.
Il presidente uscente ha costruito il suo successo su una narrativa di sovranità nazionale, critica verso le politiche energetiche e migratorie dell’UE e favorevole a un riavvicinamento con la Russia. Una posizione che, in un Paese storicamente legato a Mosca, continua a trovare terreno fertile. La sua probabile riconferma rappresenta dunque un segnale forte per Bruxelles: all’interno dell’Unione Europea si consolida un governo apertamente scettico verso l’integrazione e incline a mantenere rapporti privilegiati con il Cremlino.
Le prime analisi parlano di un risultato che potrebbe ridisegnare gli equilibri regionali. Con Radev rafforzato, la Bulgaria potrebbe assumere un ruolo più assertivo nei dossier energetici, rallentare alcune iniziative comunitarie e allinearsi maggiormente alle posizioni di Budapest e Bratislava, creando un asse critico verso la linea dominante dell’UE.

NBA playoff: Boston travolgente, New York e Cleveland in scioltezza

Foto tratta dal Boston Globe
La Eastern Conference dei playoff NBA 2026 si è aperta con tre gare significative. Cleveland, New York e Boston hanno inaugurato la postseason con tre vittorie nette, che già potrebbero indirizzare le rispettive serie.
I Cleveland Cavaliers hanno dato il via al programma battendo i Toronto Raptors per 126-113, una partita che ha messo subito in evidenza la forza del loro backcourt. Donovan Mitchell ha guidato la squadra con 32 punti, mentre James Harden — al debutto nei playoff con la maglia dei Cavs — ha aggiunto 22 punti e 10 assist. Dopo un primo tempo ad alto ritmo da parte dei Raptors, Cleveland ha cambiato marcia nella ripresa, limitando la transizione avversaria e controllando il ritmo. L’assenza di Immanuel Quickley ha pesato enormemente su Toronto, che in Gara 2 dovrà trovare nuove soluzioni offensive.
Subito dopo è toccato ai New York Knicks, che hanno superato gli Atlanta Hawks con il punteggio di 113-102 grazie a una difesa soffocante nel secondo tempo. Jalen Brunson ha chiuso con 28 punti, ma la chiave è stata la versatilità di OG Anunoby e Josh Hart, capaci di limitare le principali opzioni offensive di Atlanta. Karl-Anthony Towns, dopo un avvio silenzioso, ha inciso con 25 punti e una presenza costante su entrambi i lati del campo. Gli Hawks, arrivati ai playoff con una delle migliori efficienze offensive post All-Star break, si sono scontrati con una struttura difensiva che ha tolto loro ritmo e fiducia.
La domenica ha invece visto la prova di forza più impressionante: il 123-91 con cui i Boston Celtics hanno travolto i Philadelphia 76ers. Senza Joel Embiid, ancora fuori dopo l’appendicectomia, Philadelphia aveva bisogno di una serata perfetta al tiro e di un Maxey dominante. Non è arrivato né l’uno né l’altro. I Sixers hanno chiuso con un misero 4/23 da tre, mentre Jayson Tatum e Jaylen Brown hanno combinato 51 punti, guidando un dominio totale in ogni fase del gioco. Per Boston si tratta della vittoria più larga in un opener di playoff nella storia della franchigia.
Tre gare, tre messaggi chiari: Cleveland ha un backcourt che può spostare gli equilibri, New York ha una struttura solida e profonda, Boston — con Embiid fuori — sembra avere un vantaggio enorme. L’Est è appena iniziato, ma le prime indicazioni parlano forte.