giovedì 5 marzo 2026

Mad Mood Milano 2026, il trionfo del 'prêt-à-guarder'

Un momento della sfilata di Paula Pellegrini (foto Bordignon)
Anche per questa edizione di febbraio 2026, Mad Mood ha toccato la tappa di Milano per un 'format' vincente, ideato dalla vulcanica mente della salentina Marianna Miceli, Sulla passerella dell'Hotel Melià hanno sfilato, stavolta per un giorno solo, in piena Fashion Week, una serie di marchi 'fedeli alla linea' dell'ormai decennale manifestazione, come quello dello stilista kazako Aidarkhan Kaliev, mentre si sono rinnovate le presenze più recenti dell'argentina Andrea Garmendia e della bulgara Radi Lazarova. Infine hanno sfilato i vestiti di alcune liete sorprese, come l'italiana Barbara Braghin, oltre al sempre presente Istituto Cordella e altre rampanti scuole di moda italiane.
Fra le modelle in passerella due 'fedelissime' come l'italiana Jenny Di Marco e la bulgara Veronika Stefanova mentre, fra gli/le ospiti, si sono alzate dalla platea per un saluto (un po' forzato) Susanna Messaggio e Simona Tagli (con figlia al seguito).
La sensazione, però, è che ormai Mad Mood non abbia bisogno di ulteriore propellente per ritagliarsi uno spazio che è già suo di diritto nel mondo della moda italiana e internazionale. Soprattutto, Mad Mood è un modo genuino e 'facile' per avvicinarsi al mondo della fashion, a volte troppo rarefatto e distaccato dallo spettatore.
L'esperimento di Marianna, perfettamente riuscito, invita il pubblico direttamente sul 'red carpet', lo prende per mano e lo avvolge in un sogno a volte lontano, che si trasforma e diventa così vicino da poterlo toccare.
In questo senso la moda di Mad Mood, se a volte non è facilmente da 'porter', è sicuramente, con un neologismo coniato per l'occasione, sicuramente da 'guarder'.