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sabato 9 maggio 2026

Alysha Newman, dal salto in alto a OnlyFans

Alysha Newman nel servizio di imagesdazur.com
Alysha Newman
, una delle figure più note dell’atletica canadese, sta vivendo una fase di trasformazione radicale: mentre la sua carriera sportiva sembra avviarsi alla conclusione, si apre per lei un nuovo palcoscenico. La saltatrice con l’asta, bronzo olimpico e volto noto del movimento canadese, ha infatti annunciato di aver ricevuto un invito a un casting in presenza per il Victoria’s Secret Fashion Show, come mostrato in un video pubblicato su TikTok.
Nel filmato, la Newman condivide lo screenshot del messaggio ricevuto dal celebre brand e una parte della video‑audizione inviata, in cui racconta il trasferimento da Toronto a Los Angeles per inseguire un brillante futuro nella moda. Una scelta che non sorprende chi la segue da anni: l’atleta ha collaborato con grandi marchi come Nike e ha costruito un’immagine pubblica che unisce estetica e comunicazione digitale.
La sua popolarità è esplosa anche grazie alla piattaforma OnlyFans, dove conta oltre 25mila abbonati e pubblica contenuti che mescolano atletismo e sensualità. La Newman era già diventata virale ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 quando, dopo aver stabilito il record canadese con un salto da 4,85 metri, aveva festeggiato con un 'twerk' che aveva incendiato i social.
Sul fronte sportivo, però, il suo futuro appare segnato. L’Athletics Integrity Unit le ha inflitto una sospensione di 20 mesi per tre controlli antidoping mancati in un anno. L’AIU ha spiegato come la Newman non fosse reperibile per visite a sorpresa lungo tutto il 2025; lei ha parlato di un periodo “disorganizzato”, segnato da profondi cambiamenti personali e professionali. La squalifica è stata ridotta rispetto ai 24 mesi standard proprio perché l’atleta ha dichiarato l’intenzione di ritirarsi.
Il nuovo percorso, dunque, sembra già tracciato: la Newman lascia alle spalle la pedana per inseguire una carriera nel mondo della moda.

Lo stralcio della pagina dell'Ottawa Sun dedicato ad Alysha Newman

venerdì 1 maggio 2026

Carolyn Espley, era lei la splendida cameriera dei Kajagoogoo in "Too Shy"

Carolyn Espley nel video "Too Shy"
Chi si ricorda di quella meravigliosa cameriera bionda che tentava di riposarsi dopo una dura serata di lavoro ascoltano il grande successo "Too Shy" firmato dai Kajagoogoo nel 1983? Sono passati ben 43 anni da quando quel video furoreggiò sulle televisioni di tutto il mondo, mandando in orbita la figura del cantante della band, Limahl, ma anche facendo emergere come figura esempio di stile e bellezza la bella Carolyn Espley, cui si ispirarono moltissime giovani dell'epoca: capelli vaporosi, sguardo delicato, nessun tatuaggio a rovinare quell'immagine cotonata, una camicia bianca e un papillon, simboli di classe ed eleganza.
La storia di Carolyn, comunque, è molto più ricca di quanto molti immaginino e non si limita certo alla mera apparizione in un video che pure è rimasto nella storia della musica.
Canadese originaria di Vancouver, classe 1965, Carolyn nel video, diretto da Simon Milne, interpreta una cameriera che pulisce un nightclub, mentre immagina ballerini di epoche diverse animare la pista da ballo, il tutto mentre i Kajagoogoo iniziano a suonare.ccesso globale.
Oltre al celebre videoclip, la Espley lavorò come modella fra Canada, Stati Uniti e Regno Unito, collaborando con agenzie e fotografi dell’epoca. La sua carriera la portò a comparire in servizi fotografici e campagne pubblicitarie soprattutto nei primi anni ’80, periodo in cui si trasferì stabilmente negli Stati Uniti.
La sua notorietà è legata anche alla vita privata: dal 1988 è sposata con Dennis Miller, noto attore e conduttore televisivo statunitense, con cui ha due figli. La coppia vive a Santa Barbara, California.
Negli anni successivi Espley si è allontanata dal mondo dello spettacolo, dedicandosi alla famiglia e a progetti personali. In rete è conosciuta anche con il nome Carolyn “Ali” Espley, talvolta associato a contenuti lifestyle e fotografia.
A distanza di oltre quarant’anni, la sua immagine nel video di "Too Shy" resta una delle più riconoscibili dell’era New-Wave: un frammento di cultura pop che continua a circolare tra fan, collezionisti e appassionati degli anni ’80.

martedì 14 aprile 2026

Il retail diventa cultura: a Milano il confronto che ridisegna il futuro della moda

Un momento della conferenza stampa (foto Bordignon)
Non più semplici luoghi di acquisto, ma spazi culturali capaci di interpretare desideri, stili di vita e nuove sensibilità globali. È questa la direzione emersa da The New Retail Culture, l’incontro internazionale ospitato in piazza Città di Lombardia e promosso da Fashion Link Milano, la piattaforma che riunisce le principali fiere del 'fashion system'.
Un appuntamento che ha riunito buyer, operatori e stakeholder per leggere con lucidità le trasformazioni in atto nel mondo della distribuzione.
Moderato da Orietta Pelizzari, l’incontro ha messo in evidenza il ruolo crescente del Lifestyle Curator Buyer, figura chiamata a costruire ecosistemi di consumo trasversali, dove moda, beauty, wellness, design e tecnologia dialogano senza confini. Una complessità resa più gestibile dall’intelligenza artificiale, oggi considerata un vero motore interpretativo: l’AI permette infatti di intercettare micro-trend e segnali deboli, trasformandoli in strumenti decisionali immediati per il buying.
I tavoli tematici hanno affrontato temi cruciali: l’evoluzione dei comportamenti lifestyle, l’ingresso di nuove categorie merceologiche, le differenze culturali tra mercati globali e l’impatto della cultura del benessere sulle scelte d’acquisto. Un format dinamico che riflette una visione più ampia: le fiere non sono più eventi isolati, ma piattaforme permanenti di osservazione e dialogo.
Fashion Link Milano conferma così il ruolo del capoluogo lombardo come hub internazionale dell’innovazione, integrando manifestazioni come MICAM, MIPEL, TheOne Milano, Milano Fashion&Jewels, Lineapelle, Simac Tanning Tech e FILO. Una sinergia che troverà piena espressione nel settembre 2026, quando le principali fiere si svolgeranno in contemporanea a Fiera Milano Rho, rafforzando l’attrattività globale del sistema moda italiano.
Un ecosistema che evolve, dunque, verso un 'retail' sempre più esperienziale, connesso e culturale, capace di accompagnare il settore lungo tutto l’anno.

Altre immagini della conferenza stampa (foto Bordignon):







giovedì 5 marzo 2026

Mad Mood Milano 2026, il trionfo del 'prêt-à-guarder'

Un momento della sfilata di Paula Pellegrini (foto Bordignon)
Anche per questa edizione di febbraio 2026, Mad Mood ha toccato la tappa di Milano per un 'format' vincente, ideato dalla vulcanica mente della salentina Marianna Miceli, Sulla passerella dell'Hotel Melià hanno sfilato, stavolta per un giorno solo, in piena Fashion Week, una serie di marchi 'fedeli alla linea' dell'ormai decennale manifestazione, come quello dello stilista kazako Aidarkhan Kaliev, mentre si sono rinnovate le presenze più recenti dell'argentina Andrea Garmendia e della bulgara Radi Lazarova. Infine hanno sfilato i vestiti di alcune liete sorprese, come l'italiana Barbara Braghin, oltre al sempre presente Istituto Cordella e altre rampanti scuole di moda italiane.
Fra le modelle in passerella due 'fedelissime' come l'italiana Jenny Di Marco e la bulgara Veronika Stefanova mentre, fra gli/le ospiti, si sono alzate dalla platea per un saluto (un po' forzato) Susanna Messaggio e Simona Tagli (con figlia al seguito).
La sensazione, però, è che ormai Mad Mood non abbia bisogno di ulteriore propellente per ritagliarsi uno spazio che è già suo di diritto nel mondo della moda italiana e internazionale. Soprattutto, Mad Mood è un modo genuino e 'facile' per avvicinarsi al mondo della fashion, a volte troppo rarefatto e distaccato dallo spettatore.
L'esperimento di Marianna, perfettamente riuscito, invita il pubblico direttamente sul 'red carpet', lo prende per mano e lo avvolge in un sogno a volte lontano, che si trasforma e diventa così vicino da poterlo toccare.
In questo senso la moda di Mad Mood, se a volte non è facilmente da 'porter', è sicuramente, con un neologismo coniato per l'occasione, sicuramente da 'guarder'.

giovedì 26 febbraio 2026

MICAM 2026: Bucolic Slumber in passerella, riconnettersi con la natura

Un momento della sfilata al MICAM (foto Bordignon)
La collezione Bucolic Slumber presentata al Micam 2026 incarna alla perfezione lo spirito del “Rinascimento Primordiale”, tema guida di questa edizione dedicata all’incontro tra innovazione e radici materiche. In un contesto fieristico rafforzato da un forte impulso tecnologico e dalla nuova Trend Guide sviluppata con Livetrend,
Bucolic Slumber emerge come la risposta a un desiderio crescente: rallentare, ritrovare stabilità e riconnettersi con una dimensione più autentica.
La collezione rilegge il mondo rurale con sensibilità contemporanea. Le forme sono morbide, accoglienti, pensate per evocare la familiarità degli oggetti vissuti. Mary Jane, stivali equestri e modelli ispirati al workwear vengono reinterpretati con suole corpose, linee arrotondate e materiali tattili come suede, pelli dalla grana marcata e lane tradizionali. Ogni dettaglio mira a restituire un senso di comfort emotivo, quasi ancestrale.
Secondo le analisi AI, che hanno incrociato milioni di dati da social, sfilate e ricerche online,
Bucolic Slumber è la macro‑tendenza che più risponde al bisogno di equilibrio in un 2026 segnato dalla tensione tra caos e rinnovamento. L’estetica 'fisherman', la lentezza rurale e i riferimenti al patrimonio artigianale guidano una linea che trasforma il vissuto in valore.
Una direzione chiara per buyer e brand, pronta a tradursi in futuri bestseller.

Altre immagini della sfilata (foto Bordignon)




giovedì 14 agosto 2025

Julie Skyhigh, ricordo della principessa belga che si dette al porno

Julie Jodar, in arte Skyhigh: l'ultimo sorriso
Bionda. E bella, anzi, bellissima. Un sogno, un angelo, forse una principessa, anche se non di sangue reale.
E lei, Julie Skyhigh, nome d'arte di Julie Jodar, dallo sguardo dolce e magnetico, ha fatto la storia, nel suo piccolo, della cinematografia pornografica feticista.
Un angelo che, purtroppo, ha spiccato il volo già da sette anni, per propria scelta, distrutta da una relazione che oggi verrebbe chiamata 'tossica'. Julie Skyhigh si è suicidata nel silenzio più assoluto il 15 giugno 2018 a soli 26 anni di età.
Corpo perfetto, alta 1,70, gambe affusolate, capelli castano-biondi, occhi azzurri, un canale Youtube perfettamente avviato, in cui Julie riusciva a sprizzare la propria sensualità anche vestita, forse soprattutto abbigliata con scarpe e stivali di vario genere, ma tutti rigorosamente ad altezze vertiginose e con tacchi super appuntiti, accompagnando la cinepresa attraverso i suoi viaggi a Parigi e Roma, dall'aeroporto all'albergo, col suo volto sbarazzino ad ammiccare un sorriso compiaciuto verso lo spettatore adoratore e 'voyeurista'.
Era nata a Bruxelles il 13 novembre 1991, cominciando la propria avventura nel mondo dell'industria pornografica con le classiche webcam. Un successo folgorante e immediato, che l'ha portata a girare un numero importante di film dal titolo inequivocabile: "Julie in der Männer-Arena" e "Gangbang: Julie Skyhigh" (2013), "Julie & Mia total zugepisst" (2014), "Jim Slip U.K. Street Sluts" (2015), "Silvias Sperma Grand Prix" (2017) fra i tanti.
Con la stessa grazia camminava elegantemente (poco) vestita per le affollate vie di una capitale europea oppure si lasciava penetrare in ogni dove da orde di uomini brutali, orchi affamati e vogliosi di affondare le proprie mani su quel corpo di porcellana.
Oggi quella carne delicata, a sette anni dalla sua scomparsa, non esiste più, oppure è orrendamente segnata dalla decadenza della 'non vita'. Il mondo, a parte i patiti del genere, non sa nemmeno chi sia stata, privato della sua bellezza, eternamente perduta, eternamente presente.

Qui sotto una carrellata di foto prese dal web...







lunedì 3 marzo 2025

Mad Mood 2025, l''opening party' nel segno dell'ulivo

Marianna Miceli al Play Club (foto Bordignon)
Anche per il 2025 Mad Mood, il 'format' legato al mondo della moda ideato da Marianna Miceli, ha preso il via nella sua unica 'due giorni', parte fattiva della Milano Fashion Week.
Primo atto il VIP Party andato in scena al Play Club di viale Monte Grappa, per una serata intitolata "Radici di Bellezza – Ti regalo un Ulivo", che ha unito simbolicamente la città Milano e il Salento in un progetto di riforestazione e rigenerazione del territorio pugliese colpito dalla xylella. Sono stati infatti donati degli ulivi da piantare a 'brand' e nomi importanti, fra cui lo stilista Alviero Martini e l'attore Alex Belli, a cui sono anche stati consegnati un 'certificato di adozione' e un bracciale speciale.
Nel corso della quale sono stati consegnate le venti parrucche che Fondazione Speranza Eterna ha deciso di donare al reparto di Oncologia Medica dell'Ospedale Humanitas di Milano. A seguire una particolare degustazione enogastronomica, tra Salento e Brasile, con i migliori prodotti pugliesi – vino, olio, formaggi – e piatti esclusivi firmati dalla 'chef' brasiliana Cleide Rocha.
Lunedì 3 marzo il via alle sfilate, suddivise in tre blocchi, al Veranda Studio di via Rutilia. Anche in questa edizione, al fianco di molti giovani stilisti italiani, ci sarà una presenza di stilisti stranieri, provenienti da Montenegro, Bulgaria e Kazakistan: un nome su tutti quello di Aydar Khan, che anche per questa edizione sfilerà nella manifestazione milanese, portando con sé il meglio proposto dall'Aspara Fashion Week.

Di seguito altre foto della serata (foto Bordignon):