mercoledì 21 gennaio 2026

Hockey ghiaccio: tutta la stagione 2024-25, uscito il nuovo annuario

La copertina del libro, foto di Max Pattis
Hockey su ghiaccio
protagonista non solo agli imminenti Giochi Olimpici di Milano-Cortina, ma anche su carta (o in versione digitale, pdf).
E' uscita infatti in questi giorni la seconda edizione dell'annuario dell'hockey, a cura di Massimiliano Bordignon, giornalista di lungo corso e grande appassionato della materia.
"L'Hockey su Ghiaccio - Tutta la stagione 2024-25" è il titolo esatto del volume, 304 pagine, centinaia di foto e statistiche in una impaginazione ordinata e una grafica accattivante, che sfrutta l'impegno di quella precedente, migliorandola con l'esperienza acquisita.
Il libro ripercorre, attraverso un'attenta analisi di tabellini e classifiche, tutta l'annata sportiva dell'Ice Hockey League, il torneo cui hanno partecipato Bolzano, Val Pusteria e Asiago, regala foto mozzafiato dei playoff, per poi scendere nei meandri dell'hockey nazionale attraverso i campionati di Alps Hockey League, Italian Hockey League, compresa la Division 1.
Un lungo 'speciale' regala immagini e dietro le quinte della final-four di Coppa Italia giocata a Varese, per poi esaltarsi nell'analisi di quasi tutti i campionati europei di livello, da quello svizzero a quello tedesco, cui fa da contorno un altro 'speciale', quest'anno dedicato a Ungheria e Romania, ovvero le due nazioni che compongono l'Erste Liga, un campionato di non elevato spessore ma di grandi passioni, soprattutto sulle tribune (e qui viene, in particolare, analizzato il fenomeno Brasov).
Dopo le coppe europee e l'NHL arriva infine il momento dei Mondiali, da quello principale, disputato in Svezia e Danimarca e vinto dagli Stati Uniti, a quello di 'Serie B', giocato in Romania e che è valso la qualificazione dell'Italia tra i 'grandi' di questo sport.
Come nel volume precedente non mancano i riferimenti ai luoghi dell'hockey, un modo per dare un taglio che vada oltre il mero aspetto sportivo. La Mitteleuropa è il percorso preferito, tra montagne e paesaggi alpini, ma anche stesa fra città dai campanili gotici e dai monumenti asburgici, non senza tralasciare qualche aggiunta di mistero, proveniente dai castelli transilvanici.
Fra le novità di quest'anno le collaborazioni: hanno contribuito alla stesura dei testi alcune tra le penne più famose dell'hockey. Se la prefazione, infatti, è stata curata da Francesco Rizzo, all'interno si trovano, fra gli italiani, articoli di Pietro Nicolodi e Daniele Rielli (quest'ultimo autore del celebre documentario "Hockeytown", dedicato al club del Bolzano), Gianvito Magistà e Andrea Scheurer. Ma contributi sono arrivati anche dall'Ungheria (Noemi Pinter) e dalla Romania (Dan Catalin Buzdugan e Catalina Zorojanu). La foto di copertina, anche per quest'anno, è stata scattata dall'obiettivo storico di Max Pattis, così come anche per quest'anno, a produrre il volume è stato Luigi Caricato, con la sua casa editrice Olio Officina.
Il libro può essere acquistato sul sito di Olio Officina: nella sua versione digitale, a 30 euro, al seguente indirizzo: https://www.olioofficina.eu/libri-riviste/riviste/edizioni-digitali/lhockey-su-ghiaccio-tutta-la-stagione-2024-2025-2/
Nella sua versione cartacea, a 35 euro, a questo indirizzo: https://www.olioofficina.eu/libri-riviste/riviste/edizioni-cartacee/oof-international-magazine/lhockey-su-ghiaccio-tutta-la-stagione-2024-2025/
Il volume di quest'anno, assieme a quello dell'anno scorso, è venduto al prezzo speciale di 50 euro e può essere ordinato a questo link: https://www.olioofficina.eu/libri-riviste/riviste/edizioni-cartacee/oof-international-magazine/lhockey-su-ghiaccio-volumi-1-e-2/

L'Arsenal svela il bluff dell'Inter, tre gol e tutti a casa

Il sito dell'Arsenal dedicato alla vittoria dei Gunners
Ancora una volta l'Inter esce a mani vuote dal campo dopo avere incontrato una squadra pari grado, più o meno. E' successo nel mediocre campionato italiano, succede anche in Europa, in Champions League, con la squadra di Cristian Chivu sconfitta a San Siro per 3-1 dall'Arsenal, al momento una delle squadre più forti d'Europa.
In Serie A gli interisti sono andati incontro a ko contro Juventus, Milan e Napoli (pareggio nel ritorno), solo una vittoria striminzita (e non molto meritata) contro la Roma, ovvero le quattro squadre che li seguono in graduatoria, lasciando da parte le altre, medie e medio-piccole, contro cui i nerazzurri maramaldeggiano senza troppi problemi. A questo si aggiunge l'eliminazione dalla Supercoppa italiana nell'unica gara disputata, quella con il Bologna.
In Europa, in Champions League, dopo quattro vittorie contro formazioni dal palmares europeo analfabeta sono arrivate tre sconfitte in fila contro Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal.
Il totale stagionale parla di 7 partite perse sulle 28 disputate.
Fra le mura nazionali i ko in serie non hanno impedito ai nerazzurri di guidare la classifica, confermando l'impalpabilità della Serie A, in Europa, invece, le cose si fanno un po' diverse. Un dato inoppugnabile che l'Arsenal visto a San Siro ha messo drammaticamente a nudo.

martedì 20 gennaio 2026

Russia sempre meno isolata, aperto il volo Casablanca–San Pietroburgo

Immagine tratta dal sito di Royal Air Maroc
La Russia, malgrado l'Europa tenti disperatamente di isolarla, è sempre meno sola. Non è un dettaglio di poco conto quello fornito dall'inaugurazione, il 21 gennaio, di una nuova tratta aerea.
Royal Air Maroc aprirà, infatti, una nuova connessione strategica tra Nord Africa ed Europa orientale: il primo volo diretto Casablanca–San Pietroburgo.
Un debutto celebrato in grande stile all’aeroporto di Pulkovo, dove l’arrivo del Boeing 737-800 sarà accolto con danze tradizionali marocchine e una cerimonia ufficiale di taglio del nastro. Le attività inizieranno alle 4.30 del mattino, coinvolgendo i passeggeri in un programma dedicato, mentre l’inaugurazione formale della rotta è prevista per le 4.55.
Il collegamento sarà operativo tre volte a settimana. Da Casablanca si partirà il martedì, il venerdì e la domenica alle 23.10, con arrivo a San Pietroburgo alle 6.55 del giorno successivo. I voli di ritorno decolleranno invece da Pulkovo il lunedì, il mercoledì e il sabato alle 8.05, atterrando in Marocco alle 11.45. Un tragitto di circa sei ore che amplia l’offerta della compagnia, già presente in Russia con un servizio giornaliero verso Mosca.
L’apertura della nuova rotta risponde alla crescente domanda di collegamenti diretti tra i due Paesi, sia per motivi turistici sia per esigenze commerciali. Casablanca, principale 'hub' marocchino, rafforza così il proprio ruolo di porta d’accesso verso l’Africa occidentale, mentre San Pietroburgo ottiene un nuovo collegamento stabile con il mondo arabo e il continente africano.
Per Royal Air Maroc si tratta di un passo ulteriore nel piano di espansione internazionale, che punta a consolidare la presenza della compagnia su mercati in crescita e a diversificare le destinazioni a lungo raggio. Per la Russia, e i suoi cittadini, un ulteriore sbocco che cancella sempre più l'Europa da importanti flussi turistici che contribuiscono a isolare ulteriormente il Vecchio Continente, indesiderato boomerang di una politica ottusa.

Al gol di Füllkrug... un urlo mai sentito

La storica esultanza di Joe Jordan contro l'Inter
Il Milan supera il Lecce con un gol di testa di Niclas Füllkrug e la mente del tifoso milanista corre all'indietro verso tempi ancora più bui di quelli attuali. Se la squadra di oggi è preda delle follie manageriali di un gruppo di personaggi più propensi all'interesse personale che a quello del club e dedicati a uno sperpero senza giustificazione delle risorse del club, la situazione, all'inizio degli anni '80, era perfino peggiore, sebbene il Milan di allora fosse costituito da quell'ossatura di giocatori che gli avrebbe poi consentito di dominare il mondo.
La squadra rossonera arrivava dalla vittoria del campionato di Serie B 1980-81 e, in attesa di quello successivo, partecipava al girone eliminatorio della Coppa Italia, cui venne sorteggiata assieme agli eterni rivali dell'Inter. Era il 6 settembre 1981 e un sentimento di rivalsa, condito dalla consueta rivalità, pervase l'animo degli 'adoratori del Diavolo'. San Siro ritrovava il derby perso per un anno, e il derby ritrovava un pubblico da 'tutto esaurito' e forse più. In aggiunta, il Milan schierava il suo nuovo straniero, lo scozzese Joe Jordan, passato alla storia con il soprannome di 'squalo'. La gara terminò con un confortante 2-2, non sufficiente però per far passare il turno ai rossoneri. La rete del momentaneo 2-1 venne segnata proprio da Jordan, con un colpo di testa che mandò la palla a infilarsi nella stessa porta, e nello stesso angolino, che 45 anni dopo avrebbe spinto la 'crapa' di Füllkrug. Identica anche l'esultanza, con corsa sotto la Curva Sud, sede del tifo milanista più 'caldo', braccia tese alla sinistra della porta avversaria.
Diverso il torneo e anche il modo, oltre che l'avversario: contro l'Inter, allora fresca vincitrice dello scudetto, Jordan segnò un gol capolavoro, in area sì, ma da oltre il disco del rigore, imbeccato da una punizione calciata dalla destra appena oltre la tre-quarti. Contro il 'piccolo' Lecce, in lotta per non retrocedere, Füllkrug insacca di testa un cross, sempre dalla destra, calciato da un Alexis Saelemaekers arrivato in pratica dalla riga di fondo.
Identico il risultato: capocciata e gol. Il giorno dopo la "Gazzetta dello Sport", in un trafiletto di colore dedicato al derby, titolò "Al gol di Jordan un urlo mai sentito", sintomo della liberazione che i tifosi rossoneri avevano provato al gol del loro nuovo idolo, dopo un intero anno di umiliazioni su campi di provincia e una retrocessione arrivata a testimoniare di come il Milan, di santi in paradiso, non ne abbia mai avuti. Allo stesso modo si potrebbe declinare il medesimo titolo ergendo a protagonista il nuovo ariete del club rossonero, un Füllkrug nuovo ariete e punto di riferimento delle speranze dei tifosi milanisti.

lunedì 19 gennaio 2026

A Fano riemerge la Basilica di Vitruvio, un monumento che riscrive la storia

Immagine Getty da Elle Decor
Per secoli è stata considerata il “Sacro Graal” dell’archeologia romana: la Basilica di Vitruvio, l’unico edificio che il grande teorico dell’architettura occidentale affermò di aver progettato e seguito personalmente. Un monumento descritto nel De Architectura con “somma dignità e bellezza”, ma mai identificato con certezza, nonostante ipotesi, scavi e ricostruzioni artistiche. Oggi, finalmente, quel mistero sembra essere stato sciolto.
A Fano, città natale di Vitruvio, gli scavi in corso in piazza Andrea Costa hanno riportato alla luce cinque colonne in pietra arenaria perfettamente allineate. Le proporzioni, le distanze e l’impianto architettonico coincidono in modo sorprendente con le indicazioni tecniche contenute nel trattato vitruviano. Un riscontro diretto e rarissimo tra fonte scritta e reperto archeologico, che permette di attribuire con sicurezza l’area alla celebre basilica augustea destinata alla giustizia e agli affari pubblici.
L’annuncio è stato dato dal sindaco Luca Serfilippi, visibilmente emozionato, insieme al governatore delle Marche Francesco Acquaroli. “Questa scoperta non è solo un patrimonio fanese, ma ci proietta in una dinamica mondiale”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando il valore culturale e identitario del ritrovamento.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, collegato in videoconferenza, ha parlato di una “tessera fondamentale del mosaico dell’identità italiana”, definendo il ritrovamento “eccezionale” e destinato a entrare nei libri di scuola. Per rendere l’idea della portata, Giuli ha evocato paragoni illustri: dalla scoperta della tomba di Tutankhamon nel Novecento al Lapis Niger del Foro Romano, testimonianza dell’età regia.
La Basilica di Vitruvio era stata cercata a lungo: prima sotto il convento di Sant’Agostino, poi in un’abitazione privata dove nel 2023 erano emersi ambienti pavimentati di pregio. Ma mancava sempre l’elemento chiave: il colonnato “di ordine gigante” che avrebbe sostenuto i due piani dell’edificio. Oggi, quelle colonne sono finalmente riemerse dal sottosuolo fanese, restituendo forma a un capolavoro architettonico rimasto per duemila anni nell’ombra.
Per Fano e per l’archeologia mondiale si tratta di una svolta storica: un frammento di Roma antica che torna alla luce e che, come spesso accade, cambia il modo in cui guardiamo al nostro passato.