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| McSorley, Margiotta e Leitner (foto Bordignon) |
Merito dei presenti all'evento, a cominciare da Chris McSorley, allenatore di lungo corso alla transenna del Ginevra Servette in National League, condottiero nell'ultima stagione del Sierre in Swiss League, ora 'prestato' ad interim a Milano per aiutare in questa delicata fase di costruzione della squadra, in attesa di un general manager ufficiale. Un volto importante, una garanzia che può avere pesato non poco nella decisione dell'ICE Hockey Milano di accettare il nuovo club che, è stato detto, malgrado il cobra (o presunto tale) sulla schiena delle felpe presentate dai relatori, non avrà alcun 'nick' e si presenterà semplicemente come Milano Hockey Club.
Lo stesso McSorley ha annunciato anche il primo acquisto ufficiale della nuova Milano: si tratta di Nick Saracino, giocatore statunitense nato a St. Louis ma naturalizzato italiano, che in Italia ha militato con Asiago, Bolzano e Val Pusteria. La squadra, comunque, ha proseguito McSorley, è già fatta al completo e, garantisce, ci saranno numerosi giocatori con passaporto italiano (se poi questi siano nati all'estero o nel Belpaese non è stato specificato). "Presto seguiranno altri annunci - ha detto McSorley -, abbiamo lavorato nell’ombra, ma la squadra è praticamente fatta. Il nuovo allenatore? E' già 'on board'”.
A prendere la parola per primo è però stato il presidente della società, Christoph Leitner, principale protagonista del progetto della nuova arena, capienza prevista 3990 posti, a ridosso della Fiera di Rho. "I protagonisti non siamo noi, ma sono gli atleti - ha detto aprendo la conferenza -, i giovani per i quali questa operazione nasce e deve essere sostenibile. Ed è il motivo per cui ci siamo messi insieme ai Milano Devils, che fanno un grande lavoro di 'development'. Importante la cosiddetta 'legacy' delle Olimpiadi: vogliamo provare che questa esiste e che si può costruire veramente qualcosa di positivo. Milano ha una storia enorme, una cultura sportiva". Importante il capitolo palazzetto: "Il nostro è un progetto serio, avremo un impianto provvisorio che, comunque, sarà serio, simile a quello utilizzato per le Olimpiadi. Milano è stata anche accettata per ospitare i Mondiali femminili 2027 e queste sono le cose belle da trasmettere oggi". Lo stesso Leitner, cosa molto importante, ha fatto notare che Milano non usufruirà di deroghe e che potrà (oltre che dovrà) essere pronta per giocare in casa già ai primi di ottobre, con le trasferte ridotte alla sola fine del mese di settembre (l'ICE comincia il 18). La preparazione si svolgerà tra Madesimo e, 'worst case', Vipiteno, mentre si stanno studiando già alcune amichevoli (probabile almeno una con il Sierre).
Importante anche le tempistiche annunciate a margine della conferenza: l'impegno del gruppo a capo della società è di cinque anni per un investimento spalmato di 30 milioni di euro. Ovviamente l'apertura a nuovi sponsor è totale, e in tal senso già diversi incontri sarebbero avvenuti con importanti realtà con sede in Lombardia ma con caratura nazionale.
Marco Margiotta, CEO di House of Doge e principale finanziatore del progetto, ha spiegato le ragioni dell’investimento e gli obiettivi di lungo periodo del Milano Hockey Club, sottolineando il potenziale della città di Milano come piattaforma sportiva, economica e internazionale: “Milano è una delle città più importanti del mondo, non potevo credere che non ci fosse una squadra di hockey professionistica. Voglio rigraziare tutti, in America l'hockey è uno sport molto seguito, io sono cresciuto in una casa italiana, ho unito le due cose e creare una cosa del genere era oltre le mie aspettative, per me è importante creare un club di hockey in una città come Milano, creare un progetto sostenibile. Milano vuole partire per restare. C'è una grande spinta, ma c'è anche un lavoro da fare tutti i giorni".
Ampio spazio è stato dedicato anche allo sviluppo del vivaio. Paolo Florean, vicepresidente della squadra che, fino a pochi giorni fa si chiamava Milano Devils, ha illustrato il percorso che porterà alla creazione di una filiera completa di tutte le categorie con il nuovo nome di Milano HC Prospects: “Giocheremo con gli stessi colori della prima squadra, per creare un’identità di club fin dai più piccoli. Siamo grati a chi oggi sta dando un’opportunità concreta di crescita al movimento hockeistico milanese”. Il presidente del club (ex) rossonero, Udo Portele, ha chiosato: "Ora diamoci dentro".




