Visualizzazione post con etichetta Bielorussia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bielorussia. Mostra tutti i post

sabato 2 agosto 2025

La Bielorussia rafforza militarmente il confine ucraino

L'immagine legata alla notizia pubblicata dalla TASS
Le Forze Speciali Bielorusse (SOF) stanno attualmente lavorando alla creazione di una nuova brigata di assalto aviotrasportato nella regione di Gomel, al confine con l'Ucraina, come ha dichiarato il comandante delle SOF, maggior generale Vadim Denisenko. Questo sviluppo rientra nell'ambito di un piano strategico per rafforzare il settore meridionale del Paese, considerato come l'area dagli sviluppi più tesi e imprevedibili legati al conflitto russo-ucraino.
Secondo Denisenko, un reggimento di missili terra-aria si è già unito alle SOF e la sua integrazione è ormai prossima al completamento. "Quest'anno intendiamo costituire un reggimento di artiglieria missilistica, che è già circa al 70% della sua realizzazione", ha dichiarato il comandante. Inoltre, è in corso la creazione di una brigata con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente le capacità operative delle Forze Speciali bielorusse.
Il rafforzamento della capacità di difesa nel sud del Paese è visto come una priorità strategica. La nuova brigata d'assalto aviotrasportato, che prende il nome di 37ª Brigata d'Assalto delle Guardie dell'Aviazione, è già in fase di formazione, con un battaglione già operativo. Questo rafforzamento militare avviene in un contesto geopolitico delicato, dove la Bielorussia continua a giocare un ruolo chiave nelle dinamiche della regione, in particolare per la sua vicinanza al conflitto in corso in Ucraina.
La scelta di stabilire questa nuova brigata nella regione di Gomel sottolinea l'importanza strategica della zona, che viene descritta come particolarmente vulnerabile, migliorando così la capacità di difesa bielorussa in un momento di crescente incertezza geopolitica. (fonte: TASS)

domenica 7 maggio 2023

Hockey ghiaccio, la Bielorussia strapazza il Kazakistan

Il 'poster' di presentazione del match su Youtube
La Bielorussia dell'hockey ghiaccio, esclusa da tutti i principali eventi sportivi internazionali al pari della Russia al pari delle sanzioni causate dal conflitto tra Russia e Ucraina, ha disputato un incontro amichevole con il vicino Kazakistan in occasione del Kazakistan Hockey Open, trofeo che ha vinto agevolmente grazie al 6-0 finale con cui si è imposta sui 'cugini'.
Partita a senso unico, malgrado il Kazakistan, fra pochi giorni, prenderà parte ai Mondiali gruppo A di hockey che andranno in scena in Finlandia e Lituania.
Alla fine 'shutout' per il portiere, Ivan Kulbakov, e coppa consegnata al capitano, Roman Gorbunov, per la gioia del coach dei bielorussi, un ex giocatore russo molto noto agli appassionati italiani, quel Dmitri Kvartalnov che giocò negli anni '90 con i Boston Bruins per poi venire in campionati a noi vicini, vestendo le maglie di Ambrì Piotta prima e Klagenfurt poi.





martedì 25 aprile 2023

Hockey ghiaccio, Bielorussia: il presidente Lukashenko premia il Metallurg campione

Lukashenko sullo sfondo, il Metallurg festeggia
Basta un gol al Metallurg Zhlobin per vincere la decisiva gara-7 e imporsi per la seconda volta consecutiva (e per la seconda volta di fila in gara-7) e per la terza nella sua storia l'Extraliga della Bielorussia, denominata per l'occasione President's Cup.
Avversario di turno il Neman Grodno, altra grande forza del Paese filorusso, e pertanto 'bannato' dalle grandi competizioni internazionali.
Anche in questo caso partita trasmessa in diretta sui canali di Youtube per ottenere una maggiore visibilità.
Sugli scudi il portiere Alexander Samoilov, autore di uno 'shutout' fondamentale, ma ancora più deciso il 'game-winning-gol' di Pavel Kupchikhin.
Grande entusiasmo nel palazzetto di Grodno, con larga rappresentanza ospite e coppa della vittoria consegnata direttamente dalle mani del presidente Alexander Lukashenko, grande appassionato di hockey (come il suo grande amico e alleato russo, Vladimir Putin), sceso sul ghiaccio direttamente sui pattini e autore di un lungo discorso in cui ha esaltato il senso dello sport e l'importanza di rendere omaggio anche alla squadra sconfitta.
Fuori programma poco prima della consegna del pesante trofeo: non appena le due splendide hostess presenti sul ghiaccio hanno consegnato la coppa nelle mani del presidente, uscendo dal tappetino rettangolare di sicurezza, una delle due è clamorosamente scivolata sui tacchi a spillo, incrociando le gambe e cadendo violentemente per terra. La ragazza si è subito rialzata, con tanto spavento e, forse, qualche ammaccatura, nascosta alle telecamere dalla premiazione in corso.

Le immagini dell'evento tratte dalla trasmissione su Youtube, in una si noti la caduta della hostess:









Il tabellino della partita:

L'albo d'oro del campionato bielorusso:

giovedì 25 novembre 2021

Lituania, il piccolo stato conservatore che fa arrabbiare la Cina

Gabrielius Landsbergis con Svetlana Thykanovskaya (foto da Twitter)
Davide contro Golia, una volta di più. La piccola Lituania si schiera a fianco dell'altrettanto piccola Taiwan, di cui osa sostenere le ragioni contro la potente Cina, nei confronti della quale i 'nuovi' potenti Stati Uniti di Joe Biden, mai così deboli, hanno deciso di inchinarsi su quasi tutta la linea.
Il Paese baltico, infatti, dal 1990 nuovamente indipendente, ha di recente consentito alla Repubblica Democratica cinese (così si chiama ufficialmente, con magno disdoro di quella... Popolare) di aprire un ufficio di rappresentanza a proprio nome. Non solo, sempre il governo di Vilnius ha deciso di accogliere sul proprio territorio Svetlana Thykanovskaya, leader dell'opposizione bielorussa che aveva sfidato il dittatore Alexander Lukashenko alle contestate elezioni presidenziali dello scorso anno.
Giusto per fare incazzare, oltre ai cinesi, pure i russi, che di Lukashenko sono simpatici 'amici'.
Ed è lo stesso ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, a dichiarare come la Lituania stia mostrando al mondo un modo reale per resistere alla crescente pressione della Cina, diversificando le catene di approvvigionamento e lavorando a fianco delle altre democrazie.
Durante una visita a Washington, Landsbergis ha affermato di avere parlato con alti funzionari statunitensi degli sforzi della Lituania per ridurre la dipendenza dalla Cina per le forniture e ha chiesto sforzi a lungo termine per aiutare le altre nazioni ad affrontare simili pressioni.
"Penso che la più grande lezione della Lituania sia che la coercizione economica non significhi necessariamente che un Paese debba allontanarsi da decisioni di politica estera indipendenti", ha detto Landsbergis alla France Presse, "probabilmente sarai minacciato, verrai sgridato nei titoli dei media cinesi, ma ciò nonostante, puoi resistere". Mentre le nazioni autoritarie parlano del fallimento della democrazia, "devo dire che l'unica debolezza delle democrazie è non essere in grado di aiutarsi a vicenda", ha aggiunto il ministro lituano.
La Lituania, retta da un governo conservatore, come la maggioranza delle nazioni, riconosce solo la Cina e non Taiwan, una democrazia autogovernata che Pechino considera una provincia in attesa di riunificazione. Vilnius ha permesso però a Taiwan di aprire un ufficio nella capitale a proprio nome (oltre ad aver bandito Huawei dalla sua rete 5G), portando la Cina a declassare i legami sia diplomatici che commerciali con lo Stato baltico.
Una rappresaglia che rafforza la percezione che lo strumento principale della Cina "non è la diplomazia" ma "la posizione di potere e coercizione nei confronti delle nazioni", ha osservato Landsbergis. "I Paesi sentono che c'è questa spada invisibile di Damocle appesa sopra le loro teste" se contrariano la Cina, ha concluso il ministro. (fonte: AGI)
Leggi l'articolo de "Linkiesta": "La lezione della Lituania al resto del mondo su come si trattano i regimi"

lunedì 8 novembre 2021

Polonia, ultima difesa contro l'invasione di migliaia di clandestini

Militari polacchi alla frontiera (foto Notiziario Estero)
Polonia terra di confine e di difesa
, non solo per se stessa, ma per tutta l'Europa. E, una volta tanto, l'Unione Europea non cede alle facili demagogie, ma corre in aiuto, almeno a parole, del governo di Varsavia, anche perché consapevole che, dopo la Polonia, l'intero Vecchio Continente sarebbe la meta delle orde di clandestini mediorientali pronti a sfondare il confine.
Clandestini che si stanno ammassando pericolosamente a migliaia, vere e proprie 'truppe' d'invasione, 'utili idioti' nelle mani del premier bielorusso Alexander Lukashenko, usati come rappresaglia per le sanzioni imposte dall'Europa dopo il dirottamento a Minsk di un volo di linea Atene-Vilnius con a bordo un oppositore del regime.
L'agenzia AGI riporta come il presidente polacco, Andrej Duda, abbia deciso di anticipare il suo ritorno dalla Slovenia e abbia avuto una conversazione telefonica con il suo omologo lituano, Gitanas Nauseda. Duda, fa sapere un portavoce, stabilirà ulteriori contatti con gli alleati dell'Unione Europea e della NATO. Sempre secondo quanto riporta l'AGI, i migranti, in larga parte iracheni e siriani, sarebbero giunti a Minsk (capitale della Bielorussia) in aereo dopo aver ricevuto un visto turistico bielorusso, spesso con voli diretti da Beirut, Damasco e Amman. Da lì sarebbero stati condotti al confine dagli stessi militari bielorussi fino alla frontiera di Kuznica, dove la situazione sarebbe "sempre più tesa", secondo quanto riferisce il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak.
Dure le reazioni anche della Germania. "Il regime di Minsk si comporta come un trafficante di migranti, e l'Europa prenderà posizione insieme", ha dichiarato il portavoce dell'esecutivo tedesco, Steffen Seibert.
Infine la dura posizione del premier polacco, Mateusz Morawiecki. "Il confine della Polonia non è solo una linea su una mappa, bensì è sacro", ha scritto su Facebook, che ha aggiunto come, proprio per difendere questo confine "generazioni di polacchi hanno versato il loro sangue".
Leggi l'articolo de "Il Primato Nazionale":

domenica 31 ottobre 2021

Polonia contro Unione Europea, il Parlamento dà l'ok alla costruzione del muro

L'home page 'tradotta' del sito del partito Diritto e Giustizia
La piccola coraggiosa Polonia riafferma la propria sovranità e dà il via al fondamentale muro per fermare la continua orda di migranti che da tempo tracima dal confine con la Bielorussia.
Il parlamento di Varsavia ha infatti dato il via alla costruzione della barriera, che si estenderà per oltre 100 chilometri lungo la frontiera orientale dell'Unione Europea per un costo di 353 milioni di euro.
Il presidente polacco Andrzej Duda aveva annunciato che avrebbe firmato la legge non appena fosse stata approvata dal Parlamento e ora, al filo spinato già posizionato si sostituirà un muro alto due metri e mezzo che, insieme alle centinaia di militari dispiegati lungo il confine, impedirà qualsiasi possibilità di accesso alle migliaia di sbandati senza alcuna qualifica in presunta fuga da Afghanistan, Siria e Iraq, una vera e propria invasione dell'Europa organizzata a tavolino da chi vuole sovvertire l'ordine etnico e sociale del Vecchio Continente.
Il muro sarà simile, ha specificato il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, a quello costruito dall'Ungheria al confine con la Serbia nel 2015.
In ogni caso la polizia locale sta già facendo il proprio dovere di 'pulizia', riportando alla frontiera bielorussa i clandestini entrati illegalmente nel Paese. (fonte ANSA)