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| I Dem seduti, i Repubblicani applaudono... |
La scena è stata impietosa. Da un lato, i Repubblicani in piedi in un applauso compatto; dall’altro un fronte democratico immobile, incapace di reagire a un appello umano che avrebbe richiesto almeno un segno di rispetto. Le telecamere hanno fissato quell’istante, trasformandolo in un simbolo di incoerenza politica. "Ma come fate a non alzarvi?", ha sibilato il Presidente, rivolto con uno sguardo disgustato al gruppo avverso. La figura di Iryna, evocata come esempio di una tragedia evitabile, è diventata l’elemento che ha messo a nudo la fragilità comunicativa dei Dem.
Il tutto è avvenuto dopo le proteste urlate dai volti trasfigurati dall'odio di Ilhan Omar (politica somala naturalizzata statunitense) e Rashida Tlaib (prima donna di religione islamica ad essere eletta al Congresso statunitense per il distretto del Michigan), che avevano già attirato critiche per i loro attacchi verbali durante il discorso, nel momento in cui il Presidente attaccava i criminali illegali. Così, quando il gruppo democratico è rimasto seduto davanti alla madre della vittima, scoppiata in un pianto disperato, la percezione pubblica si è ribaltata: non più opposizione combattiva, ma un partito incapace di mostrare empatia nel momento più delicato della serata.
In poche ore, la narrativa si è cristallizzata: non sono state le parole di Trump a dominare il dibattito, ma l’immagine dei Dem fermi, rigidi, colti in un gesto che molti hanno letto come un autogol politico. Un episodio che ha lasciato il partito esposto e in evidente difficoltà, proprio mentre cercava di mostrarsi unito e credibile.
