Da "Mai stati in B" a "Siamo ingiocabili", sono tante le frasi, trasformate in assiomi, che riempiono la bocca del tifoso dell'Inter medio, quello da poltrona, il classico 'bauscia' che alligna nella Milano nerazzurra, quella del Naviglio più inquinato, in cui per anni si è sofferto di un eterno complesso di inferiorità nei confronti del Milan più vincente della storia, alimentato da quel tuttora senso di inspiegabile superiorità che persiste nei bizzarri cervelli di chi tifa per il Biscione, probabilmente dovuta all'estrazione borghese della base del pubblico dell'Inter.
Andiamo però con ordine, e pensiamo alle frasi classiche che potranno condire il crollo dell'Inter nella finale di Champions League, travolta per 5-0 dal Paris Saint Germain...
A cominciare, ovviamente, dal "non sono loro ad averla vinta, siamo noi che l'abbiamo regalata" che riassume in sé l'essenza dello 'stupidario' nerazzurro. E poi "entriamo nella storia" (sì, ma dalla parte sbagliata), "siamo ingiocabili" (in effetti, non hanno mai giocato), "l'anno del triplete" (giustissimo, sconfitti in campionato, Coppa Italia e Champions League, che poi sarebbe pure 'poker', visto il ko pure in Supercoppa nel derby) e, per finire,, il consueto "a testa alta" sibilato da Simone Inzaghi.
L'interista medio, ovviamente, non si dà pace. E allora salgono in cattedra i rivali, milanisti e juventini, ma anche napoletani e romanisti, l'altra Italia del calcio, quella che non accetta che una squadra di calcio possa inserire nel proprio palmarés uno scudetto di cartone, se ne vada in giro a petto in fuori, proclamando la propria onestà, quando è solo per le connivenze nei 'piani alti' e per la incredibile prescrizione che questo club non marcisca fra i Dilettanti, cui oltretutto, attraverso i soliti mezzucci all'italiana, sia stato costretto di iscriversi quando è ormai acclarato che non potrebbe nemmeno disputare un campionato Primavera. Il piatto della vendetta, comunque, se lo si gusta quando viene servito freddo, figurarsi se viene portato in tavola ancora fumante, bollente, come una ciliegina alla fine della stagione su un cumulo di panna montata. Perché, e questa è la frase che gira nel web, scritta e proferita soprattutto dai tifosi del Milan, "se è vero che noi siamo diventati come loro" (evidente il riferimento alla situazione disastrosa in cui versa il club rossonero, ridicolo come l'Inter che si dibatteva tra sconfitte e umiliazioni negli anni '90 e Duemila), è anche vero che "loro non saranno mai come noi". E qui, veramente, non servono altre spiegazioni.
domenica 1 giugno 2025
Inter travolta dal PSG, breve storia (triste) dello stupidario nerazzurro
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
