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lunedì 25 maggio 2026

Il Milan subisce la migliore sconfitta della sua storia

Un'azione della partita (foto sito AC Milan)
Il Milan perde in maniera rocambolesca in casa 2-1 l'ultima partita della stagione contro il Cagliari. Una sconfitta che preclude ai rossoneri l'ingresso in una Champions League che sembrava cosa già fatta e che invece li fa rotolare nella polvere dell'Europa League.
Ma sarà vera catastrofe? Per i tifosi più improvvidi e creduloni certamente, per coloro invece che, da tempo, hanno cominciato a tifare 'contro', non la storia o il club Milan, ma questa sorta di fake' Milan costruito da una masnada di speculatori stranieri, il cui unico obiettivo è quello di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo, semplicemente no.
Speculatori per i quali il massimo risultato, non è quello di uno scudetto come quello riservato ai tifosi rossoneri dalla coppia Maldini-Massara, ma un semplice sbiadito ingresso in Champions League che faccia tutti contenti (secondo loro): i tifosi della curva ansiosi di farsi riprendere in televisione, i turisti con maglietta, sciarpa incorporata e famigliola al seguito, ma soprattutto gli esponenti di una dirigenza cancerosa, che avrebbero avuto così l'occasione di giustificare le proprie immonde campagne acquisti, gli investimenti a perdere, le vendite surreali dei giocatori migliori (immaginiamo lo 'stappo' in casa di Theo Hernandez) e i vari 'truschi' con il procuratore amico di turno.
La maggior parte dei tifosi 'da selfie' crede adesso troppo frettolosamente che, senza la Champions, la società si impegnerebbe di meno nella costruzione di una squadra vincente. Ma di quale impegno si parla? Da tre anni Gerry Cardinale e i suoi servi si sono messi d'impegno per smontare la squadra dell'ultimo scudetto, letteralmente inventata da Paolo Maldini e fra le più giovani d'Europa. Anzi, è probabile che, obbligati a risalire la china immediatamente, i dirigenti, o pseudo tali, quelli che arriveranno o che rimarranno, saranno obbligati a investire con maggiore oculatezza per fare arrivare giocatori utili a ritrovare l'agognata competizione, ma anche, come conseguenza, fare degli 'upgrade' necessari per riportare il Milan a lottare realmente per lo scudetto.
Milan fuori dal calcio che conta quindi, come è giusto che sia per ricominciare da zero. Il grande Milan, quello indimenticabile costruito da Silvio Berlusconi, partì dalla Serie B. La gioia del vero milanista di oggi è simile a quella di chi visse Milan-Cavese ieri.

mercoledì 25 febbraio 2026

Inter fuori dalla Champions grazie all'ex milanista Hauge

Hauge ha regalato un'altra gioia ai milanisti
In Italia vola, in Europa affonda. È un classico intramontabile degli ultimi anni, quasi una tradizione folkloristica: l’Inter che domina tra rigori generosi, espulsioni creative e calendari “fortunati”, e poi si scioglie appena varca i confini. Stavolta il naufragio arriva contro il Bodø/Glimt, e non c'è bisogno di aspettare maggio. Le cinque 'pere', stavolta sciolte in due gare, arrivano a febbraio, ai limiti del Carnevale Ambrosiano, feste in maschera e pagliacci in maglietta calcistica.
I norvegesi a San Siro passano 2-1 dopo il 3-1 dell’andata. Una squadra solida, organizzata, niente di trascendentale: insomma, l’esatto identikit di ciò che manda in tilt i nerazzurri quando non c’è una formazione sdraiata e partecipante alla Marotta League a rimettere le cose a posto.
La partita è un compendio di autolesionismo. Akanji regala il primo gol, Thuram sbaglia l’impossibile, Evjen chiude i conti con un destro che spegne anche le ultime illusioni. Bastoni segna il classico gol “per le statistiche”, quello che serve solo a rendere meno amara la grafica finale.
Il dopo gara è un piccolo capolavoro di autoassoluzione. Barella, sorridente come se avesse appena vinto un torneo aziendale, si aggrappa al rigore dato al Liverpool nel turno precedente: «Saremmo passati direttamente, ci hanno mandato ai playoff». Una linea difensiva impeccabile: quando si vince è merito, quando si perde è colpa degli arbitri… ma solo quelli europei, evidentemente meno sensibili al fascino nerazzurro.
Ora testa al Genoa, capitato giusto giusto dopo l’eliminazione, come prima era capitato il Lecce dopo l’andata. Coincidenze? Certo, come la mano “fortunata” di Andrea Butti, curiosamente per molti anni nello staff dirigenziale interista, nella compilazione dei calendari. Un modo perfetto per ricaricare le batterie e tornare a dominare il campionato, dove – si sa – l’aria è più leggera, i fischi più dolci e gli ostacoli molto più morbidi.
In Europa, invece, niente da fare: lì non basta. E infatti si esce. 'Regolarmente'.

mercoledì 21 gennaio 2026

L'Arsenal svela il bluff dell'Inter, tre gol e tutti a casa

Il sito dell'Arsenal dedicato alla vittoria dei Gunners
Ancora una volta l'Inter esce a mani vuote dal campo dopo avere incontrato una squadra pari grado, più o meno. E' successo nel mediocre campionato italiano, succede anche in Europa, in Champions League, con la squadra di Cristian Chivu sconfitta a San Siro per 3-1 dall'Arsenal, al momento una delle squadre più forti d'Europa.
In Serie A gli interisti sono andati incontro a ko contro Juventus, Milan e Napoli (pareggio nel ritorno), solo una vittoria striminzita (e non molto meritata) contro la Roma, ovvero le quattro squadre che li seguono in graduatoria, lasciando da parte le altre, medie e medio-piccole, contro cui i nerazzurri maramaldeggiano senza troppi problemi. A questo si aggiunge l'eliminazione dalla Supercoppa italiana nell'unica gara disputata, quella con il Bologna.
In Europa, in Champions League, dopo quattro vittorie contro formazioni dal palmares europeo analfabeta sono arrivate tre sconfitte in fila contro Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal.
Il totale stagionale parla di 7 partite perse sulle 28 disputate.
Fra le mura nazionali i ko in serie non hanno impedito ai nerazzurri di guidare la classifica, confermando l'impalpabilità della Serie A, in Europa, invece, le cose si fanno un po' diverse. Un dato inoppugnabile che l'Arsenal visto a San Siro ha messo drammaticamente a nudo.

domenica 1 giugno 2025

Inter travolta dal PSG, breve storia (triste) dello stupidario nerazzurro

Da "Mai stati in B" a "Siamo ingiocabili", sono tante le frasi, trasformate in assiomi, che riempiono la bocca del tifoso dell'Inter medio, quello da poltrona, il classico 'bauscia' che alligna nella Milano nerazzurra, quella del Naviglio più inquinato, in cui per anni si è sofferto di un eterno complesso di inferiorità nei confronti del Milan più vincente della storia, alimentato da quel tuttora senso di inspiegabile superiorità che persiste nei bizzarri cervelli di chi tifa per il Biscione, probabilmente dovuta all'estrazione borghese della base del pubblico dell'Inter.
Andiamo però con ordine, e pensiamo alle frasi classiche che potranno condire il crollo dell'Inter nella finale di Champions League, travolta per 5-0 dal Paris Saint Germain...
A cominciare, ovviamente, dal "non sono loro ad averla vinta, siamo noi che l'abbiamo regalata" che riassume in sé l'essenza dello 'stupidario' nerazzurro. E poi "entriamo nella storia" (sì, ma dalla parte sbagliata), "siamo ingiocabili" (in effetti, non hanno mai giocato), "l'anno del triplete" (giustissimo, sconfitti in campionato, Coppa Italia e Champions League, che poi sarebbe pure 'poker', visto il ko pure in Supercoppa nel derby) e, per finire,, il consueto "a testa alta" sibilato da Simone Inzaghi.
L'interista medio, ovviamente, non si dà pace. E allora salgono in cattedra i rivali, milanisti e juventini, ma anche napoletani e romanisti, l'altra Italia del calcio, quella che non accetta che una squadra di calcio possa inserire nel proprio palmarés uno scudetto di cartone, se ne vada in giro a petto in fuori, proclamando la propria onestà, quando è solo per le connivenze nei 'piani alti' e per la incredibile prescrizione che questo club non marcisca fra i Dilettanti, cui oltretutto, attraverso i soliti mezzucci all'italiana, sia stato costretto di iscriversi quando è ormai acclarato che non potrebbe nemmeno disputare un campionato Primavera. Il piatto della vendetta, comunque, se lo si gusta quando viene servito freddo, figurarsi se viene portato in tavola ancora fumante, bollente, come una ciliegina alla fine della stagione su un cumulo di panna montata. Perché, e questa è la frase che gira nel web, scritta e proferita soprattutto dai tifosi del Milan, "se è vero che noi siamo diventati come loro" (evidente il riferimento alla situazione disastrosa in cui versa il club rossonero, ridicolo come l'Inter che si dibatteva tra sconfitte e umiliazioni negli anni '90 e Duemila), è anche vero che "loro non saranno mai come noi". E qui, veramente, non servono altre spiegazioni.

Champions League: l'Inter entra nella storia, ma dalla porta sbagliata

La notte di Monaco di Baviera resterà impressa nella storia del Paris Saint-Germain… e nei brutti sogni dei tifosi interisti. La squadra di Luis Enrique ha regalato una lezione di calcio all’Inter, conquistando la prima Champions League della sua storia con un roboante 5-0. Una "manita" che, più che una vittoria, sembra un’opera d’arte del calcio moderno.
Per l’Inter, invece, è stato un ritorno poco felice in terra bavarese: se nei quarti i nerazzurri avevano domato il Bayern, stavolta hanno trovato un avversario che li ha trattati come birilli su un campo da bowling.
Dembele ha corso come se avesse il motore di un’auto da Formula 1, il giovanissimo Doué ha segnato una doppietta con la disinvoltura di chi gioca a FIFA con gli "aiuti" attivati, mentre Hakimi e Kvaratskhelia – ex conoscenze del calcio italiano – hanno aggiunto altro sale sulle ferite nerazzurre.
E Gigio Donnarumma? Per lui, una serata di tutto relax, probabilmente trascorsa a controllare la manicure mentre l’Inter cercava (senza trovarla) una via per rendersi pericolosa. Con cinque gol di scarto, il PSG entra di diritto nella storia della Champions League, superando anche i memorabili 4-0 del Milan contro la Steaua Bucarest nel 1989 e il Barcellona nel 1994.
Mentre a Parigi si festeggia il "Triplete", a Milano sponda nerazzurra ci si interroga su cosa sia andato storto. Ma forse la risposta è semplice: tutto.

giovedì 30 gennaio 2025

Milan allo sbando, a quando la contestazione vera?

Il Milan allo sbando conferma la propria pochezza tecnica, umana e sportiva, venendo umiliato dalla Dinamo Zagabria nell'ultima partita del primo turno di qualificazione della Champions League.
In terra croata finisce 2-1 ma poteva terminare molto peggio. Soprattutto a livello caratteriale la squadra milanista dimostra che, ove fosse possibile fare di peggio rispetto alle ultime drammatiche prestazioni sportive, è riuscita nell'intento di fare peggio.
Oltre all'involuzione tecnica, la squadra è parsa anche spenta atleticamente, e anche dal punto di vista della strategia, quel 'plus' che avrebbe dovuto dare il tecnico Conceiçao appena chiamato al capezzale rossonero, è mancata pure quella.
La colpa non può essere solo del giovane Gabbia, reo del clamoroso errore che ha spalancato ai croati l'autostrada del vantaggio, così come la colpa non è solo dell'inesperto Musah, che tanto ha fatto per beccarsi due ammonizioni in un tempo.
Il Milan di quest'oggi è identico al derelitto Milan dell'ultimo mese, sotto nel recupero con il Parma, privo di nerbo e privo di quel cuore che era proprio a un club che non esiste più, ormai stuprato nel suo intimo da quella specie di società che ancora in troppo pochi hanno deciso di contestare.

venerdì 17 marzo 2023

Sorteggi Champions League: Inter-Benfica, derby Milan-Napoli

I foglietti con i nomi delle squadre e le 'palline' (foto sito Uefa)
Si è svolto a Nyon, in Svizzera (sede dell'Uefa) il sorteggio dei quarti di finale di Champions League, con tre squadre italiane presenti, Milan, Inter e Napoli, e il rischio di un nuovo italiano (ma anche milanese!) alle porte.
A presentare il sorteggio il giornalista Pedro Pinto, già presentatore per la CNN, metà portoghese e metà americano, mentre a effettuare l'estrazione delle 'palline' è stato l'ex milanista olandese Patrick Kluivert.
Il responso dell'urna è stato benevolo per l'Inter, mentre l'altra sfida ha visto opposte, nel derby italiano Milan e Napoli.
Il sorteggio del campo di Inter-Benfica è stato poi invertito per evitare la sovrapposizione con il match del Milan.
Sorteggiate anche le possibili semifinali: in questo caso il derby di Milano sarebbe invece possibile, nel caso le due formazioni meneghine passino i rispettivi.

Quarti di finale Champions League (andata 11/12-4 - ritorno 18/19-4) 
1. Real Madrid-Chelsea
2. Benfica-Inter
3. Manchester City-Bayern-Monaco
4. Milan-Napoli

Semifinali Champions League
vincente 4-vincente 2
vincente 1-vincente 3

mercoledì 15 marzo 2023

Vergogna Napoli, violenza e tifosi dell'Eintracht lasciati fuori dallo stadio

L'apertura del sito del "Corriere" sugli incidenti
E' un lamento ridicolo quello di Napoli e dei napoletani nei confronti dei tifosi dell'Eintracht Francoforte, gli unici veramente danneggiati da questa doppia sfida di Champions League, e non solo per la probabile eliminazione della propria squadra.
Mentre all'andata, in gran numero, i tifosi napoletani si erano recati in terra tedesca (creando, fra l'altro, non pochi momenti di tensione), al ritorno, in maniera vergognosa, è stato negato l'accesso allo stadio "Maradona" alla colorata e chiassosa tifoseria tedesca, una delle più 'calde' della Germania.
I tedeschi, però, che 'mammolette' non sono, hanno raccolto la sfida e, a prescindere, sostenuti dagli 'amici' dell'Atalanta (con i quali sono affratellati da uno storico gemellaggio fra i più antichi d'Europa), hanno deciso di intraprendere un eroico quanto lungo viaggio fin verso il cuore della città partenopea. Trovando pronti ad accoglierli, com'era facile prevedere, il peggio della tifoseria napoletana.
Non ci voleva molto a intuire che scontri ci sarebbero stati, e infatti scontri sono avvenuti.
Sarebbe però bastato ricordare quanto avvenuto qualche anno fa (era il 2019), quando in decine di migliaia i 'fan' dell'Eintracht arrivarono a Milano senza creare alcun disordine, a parte bloccare il centro con il loro colorato corteo (e qualche escremento agli angoli delle strade dovuto all'ovvio consumo di birra).
Da sempre la tifoseria di Francoforte gira per l'Europa riempiendo gli stadi dove arriva come 'ospite'e nulla è mai successo. Doveva arrivare la partita di Napoli per fare accendere la violenza.
Sarà fin troppo facile, da parte della mediocre 'stampa igienica' italiana, addossare la colpa. Molto probabilmente, però, ancora una volta, la realtà non sarà quella che leggeremo.
Basterebbe guardare oltre il nostro naso, una volta tanto: in Germania il titolo della Bild è chiaro: "Frankfurt-Fans in Neapel angegriffen", ovvero 'attaccati'. Insomma, non sarebbero stati loro a creare i disordini, a parte i soliti cori, ma i 'simpatici' ultras napoletani. 
Nello specifico, prosegue la Bild parlando del trasporto in bus dei tifosi tedeschi, "lungo la strada c'è stato un codardo attacco su almeno uno degli autobus. Come si evince da un video apparso su Twitter mercoledì mattina, una ventina di tifosi del Napoli, alcuni dei quali mascherati, hanno sparato contro il bus in movimento due razzi e lanciato oggetti".

L'apertura dell'articolo 'online'del giornale tedesco "Bild"

mercoledì 8 dicembre 2021

Milan-Liverpool, una sconfitta digeribile nel ricordo di Mark Houghton

Zlatan Ibrahimovic impegna i 'reds' (foto sito Milan)
Il Milan esce sconfitto dalla partita con il Liverpool ed esce pure dalla Champions League e dall'Europa tutta, parterre cui è parso adeguato in almeno la metà delle circostanze nelle quali è stato chiamato in causa in quest'inizio di stagione. Certamente poco per pretendere di arrivare agli ottavi di finale, forse abbastanza per ottenere una striminzita 'retrocessione' in Europa League che, personalmente, non avrei accolto come una iattura, al contrario di molti tifosi milanisti con pochi anni di ricordi alle spalle.
L'Europa esercita in me un fascino particolare, non tanto perché sia, secondo il Codice Galliani, la 'casa del Milan', ma perché trattasi comunque di un palcoscenico affascinante e internazionale. Non è un obbligo affrontare Paris Saint Germain, Bayern Monaco e Real Madrid per sentirsi à la page. Per un tifoso la semplice idea della trasferta europea, ovunque essa sia, dovrebbe risultare meravigliosa. In Lituania oppure Ungheria, in Svezia così come in Belgio, Kazakistan, Bosnia e Scozia, il senso delle coppe europee, per me, è sempre stato questo: la scoperta di popoli e culture nuove, comperare l'almanacco del calcio danese o la sciarpa della squadra delle Fær Øer. Per questo essere uscito dalle coppe mi dispiace.
A cose fatte, certamente, come consolazione, unica, rimane quella dell'avere tolto possibili distrazioni dal percorso stagionale del Milan che, in effetti, ora potrà e dovrà solamente buttarsi sul campionato (e sulla Coppa Italia). Resta l'amarezza di avere, ancora una volta, affrontato una squadra inglese, nel momento decisivo della rispettiva competizione, con mezza formazione infortunata e ribaltata. L'anno scorso fu il Manchester United con Samuel Castillejo inventato centravanti, quest'anno il Liverpool con il vecchio Zlatan Ibrahimovic affiancato da Junior Messias. Con risultati, ovviamente, identici.
Incredibile come ancora nessuno abbia lanciato critiche e richieste di dimissioni allo staff dei preparatori rossoneri. La perdita del lavoro non la si augura a nessuno, ma non credo si stia parlando di 'poracci'. Quindi, a casa e avanti un altro.
Milan-Liverpool mi fa però tornare alla mente, sempre, la figura di Mark Houghton, tifoso dei 'reds' cui, in qualche modo, potrebbe essere dedicata una statua, a memoria e in rappresentanza di tutti i tifosi, da parte di tutti coloro che abbiano sofferto in maniera estrema per la propria squadra. Il suo fu un gesto estremo, allucinato, doloroso e incredibile, tanto più assurdo e folle se lo si rapporta al giorno e all'ora in cui lo fece: Mark decise di suicidarsi alla fine del primo tempo della finale di Coppa dei Campioni tra Milan e Liverpool, il 25 maggio 2005. Lui, tifosissimo della squadra della Merseyside, non poteva sopportare l'idea che, dopo tanti anni, il ritorno a una finale europea si spegnesse così male subito dopo 45 minuti di gioco. Il Milan, infatti, stava dominando e vinceva per 3-0. Non valeva la pena continuare a vivere per lui, disoccupato, malato da anni di depressione e colpito nel profondo dall'allora recente morte di Emlyn Hughes, leggenda del Liverpool. Si suicidò impiccandosi con la propria cintura, tra spasmi atroci, morendo probabilmente proprio mentre quel Liverpool che tanto amava capovolgeva clamorosamente il risultato come mai nella storia era successo, per vincere poi la coppa ai rigori, provocando a noi tifosi milanisti la più grande delusione sportiva della vita ma, evidentemente nulla di fronte a quanto provato da Mark, in una fine tanto più orribile quanto ironicamente drammatica.
L'ultimo pensiero di questo Milan-Liverpool va a lui e alla sua scelta assurda, per un amaro insegnamento che va ben oltre il calcio.

mercoledì 29 settembre 2021

Salvini ironico su Milan-Atletico Madrid: "Arbitro uscito da un sacchetto di patatine"

Matteo Salvini 'appoggiato' alla spalla di Vito Elia
Incursione rapidissima di Matteo Salvini durante "E' sempre derby" di Top Calcio 24. Invitato negli studi di Telelombardia per partecipare a una trasmissione politica, il leader leghista si è 'sporto' davanti alla telecamera della trasmissione sportiva per commentare la contestata sconfitta del Milan in Champions League contro l'Atletico Madrid.
Un ko in cui il peso di alcune decisioni arbitrali è parso decisivo. Sarcastico, al riguardo, Salvini: "Ieri sera ero lì - ha detto -. Una rapina del genere non me la ricordo dai tempo del Cerutti Gino (noto personaggio fittizio della 'mala' milanese, protagonista di una canzone di Giorgio Gaber, ndr)". E ancora, ironicamente: "Ma quell'arbitro lì, da che sacchetto di patatine è uscito? Non tanto per il rigore, ma per l'espulsione che ha falsato tutta la partita".

mercoledì 18 agosto 2021

Milan femminile avanti in Champions, decide una doppietta della Giacinti

Valentina Giacinti, la sua gioia sul profilo Instagram
Esordio difficile ma vincente del Milan femminile nella Champions League di categoria. Le ragazze allenate da Maurizio Ganz hanno espugnato lo storico "Letzigrund" di Zurigo con una doppietta di Valentina Giacinti nella prima partita del gironcino a quattro che qualificherà la vincnete alla fase a eliminazione diretta del torneo continentale.
Ora, nella 'finalina', le rossonere affronteranno le tedesche dell'Hoffenheim, che nell'altra semifinale hanno sconfitto 1-0 le islandesi del Valur Reykjavik.
Sulla "Gazzetta dello Sport" la cronaca della partita: "I primi storici gol del Milan nella Champions League femminile li ha segnati la giocatrice più rappresentativa, Valentina Giacinti, che al 33' ha girato in rete un assist di Thrige Andersen servita a sua volta da un altro neoacquisto, la francese ed ex Roma Thomas. Pochi minuti prima, Vero Boquete aveva colpito una traversa su punizione. Nella ripresa, il Milan aveva legittimato il vantaggio colpendo un'altra traversa, stavolta con Giacinti, ma una corta respinta difensiva di Agard ha messo Megroz nelle condizioni di calciare verso la porta di un altro volto nuovo, Laura Giuliani, e di pareggiare. Il gol qualificazione lo ha però messo a segno all'82' ancora l'attaccante della Nazionale, perfettamente servita dalla neoentrata Grimshaw: sinistro in diagonale, palla in rete e gioia incontenibile per lei e per tutto il Milan, capace di disinnescare l'assalto finale dello Zurigo".

mercoledì 28 luglio 2021

Valentina Giacinti, la monella rimane rossonera fino al 2024

Valentina Giacinti alla 'firma' (foto sito AC Milan)
Segni particolari: monella. E' lei, Valentina Giacinti, che si appresta alla sua quarta stagione con il Milan, con cui ha appena firmato il prolungamento del contratto fino al 2024. "Orgogliosa di indossare questa maglia e continuare a difendere i nostri colori", il suo 'tweet', cui ha fatto seguito un "Chi l’avrebbe mai immaginato?".
Una breve quanto scontata intervista alla televisione ufficiale rossonera, ma soprattutto la conferma di quanto, pur tra mille difficoltà, e una strada ancora lunga da percorrere, il calcio italiano e milanese abbia un punto di riferimento sicuro.
Per Valentina, sempiterno sorriso un po' furbo un po' sfrontato, numeri da capogiro: 209 reti in 269 partite di campionato, di cui 47 gol totalizzati con il Milan a fronte di 57 presenze. E, quest'anno, anche la grande avventura della Champions League.
Leggi anche: Valentina Giacinti senza veli in Spagna



sabato 15 maggio 2021

Milan femminile qualificato in Champions League

Valentina Giacinti, gioia a Sassuolo
Basta uno 0-0 al Milan femminile (in campo già con le nuove maglie a strisce irregolari) per ottenere la matematica certezza della qualificazione alla Champions League di calcio femminile, cui però dovranno sottostare, prima della fase a gironi, a una doppia sfida di playoff.
Le ragazze rossonere di capitan Valentina Giacinti hanno pareggiato sul campo del Sassuolo, diretta rivale nella corsa Champions, nei cui confronti, con una sola partita da giocare, vantano tre punti di vantaggio e il vantaggio nello scontro diretto, visto che la gara di andata era terminata 1-0 per il Milan.
Alla squadra allenata da Maurizio Ganz resta inoltre da giocare, proprio a Sassuolo, la finale della Coppa Italia contro la Roma.

sabato 1 giugno 2019

Liverpool campione d'Europa, il mio omaggio targato Beatles

Il Liverpool campione d'Europa 1977
Il Liverpool vince la Champions League, che io preferisco chiamare Coppa dei Campioni, superando per 2-0 il Tottenham Hotspur e fa propria la sua sesta 'coppa dalle grandi orecchie'.
La squadra che forse più di tutte ha caratterizzato la mia infanzia, con i trionfi di Kenny Dalglish e Ian Rush, torna sul trono d'Europa e, soprattutto, caccia quei fantasmi che rendevano il Milan la sua ultima vittima, una cosa davvero antipatica da digerire per i tifosi rossoneri.
La mia dedica, meritatissima, non può quindi che essere una canzone dei Beatles, il loro brano certamente più bello, almeno secondo me: "A Day in the Life".

mercoledì 19 settembre 2018

Trevisani e Adani, la coppia che scoppia

Riccardo Trevisani e Daniele Adani, il mondo del web 'sportivo' non parla d'altro. La telecronaca 'senza senso' ha mandato in sollucchero i tifosi dell'Inter e fatto imbestialire quelli delle altre squadre. In effetti è davvero apparsa stonata la gioia esplosa al secondo gol dei nerazzurri nella sfida di Champions League contro il Tottenham Hotspur. Già il gol del pareggio di Maurito Icardi era stato accolto con 'osanna' in maniera assai tifosa, ma comprensibile.
Al gol della vittoria i due si sono evidentemente 'abbracciati' e lasciati trasportare in una sorta di esaltazione collettiva che ha dimenticato anche il buon senso di chi dovrebbe limitarsi a fare cronaca, magari strizzando l'occhio ai tifosi, ma senza alzare il tono dei decibel a livelli 'da discoteca' o stracciandosi magliette taroccate per l'occasione.
Il web non ha perdonato e ha ironizzato, talvolta anche in maniera altrettanto scomposta, ricordando come, sempre in casa Inter, qualcuno sia riuscito a pubblicare un dvd di un'altra storica (si fa per dire...) rimonta, quella di un campionato passato contro la Sampdoria, da 0-2 a 3-2 nei minuti finali.
Sui vari 'tweet' c'è solo l'imbarazzo della scelta:
Michele Fusco - In confronto alla telecronaca di Trevisani e Adani su @SkySport , quelli di Inter Channel sono @JuventusTV .
Completamente impazziti senza senso alla PRIMA partita.

Stefano Bressi - Caro @SkySport è normale che la coppia Trevisani-Adani abbia esultato più che nell’audio tifoso?

MarcoValerio - Ma quando non sentiremo più gente come Trevisani fare le telecronache? Gente che ha stuprato il mestiere di Martellini, di Pizzul, di chi lo faceva con garbo, misura e professionalità.

Pippo Russo - L'urlo in coppia di Trevisani e Adani è da storia della Trash Tv...

Valeria Arena - Che imbarazzo, Trevisani, che imbarazzo

Tommaso Colonna - Li capisco Trevisani e Adani, non vedevano giocare la loro squadra in Champions da 6 anni #InterTottenham

Francesco Bentivegna - Non c'è nulla di male a tifare Inter e a commentare una partita della tua squadra del cuore, ma un professionista sa che entra nelle case di tanti italiani,che pagano profumatamente per vedere  una partita e che pretendono una telecronaca normale.i tifosi fateli a casa. #trevisani

AleB - #Adani e #Trevisani ammoniti dall’arbitro per essersi tolti la maglietta dopo il gol del vantaggio #Inter.
#InterTottenham #SkyUCL

stefania - Non stavo guardando l'Inter ma vedendo in tendenza Trevisani-Adani volevo capire cosa fosse successo...Ho visto il video..Mai sentito una telecronaca del genere!Ma sono impazziti? Questa era chiaramente una telecronaca di parte..Mi spiace ma si sente eh... #InterTottenham

Max Bordignon (che poi sarei io) - Al primo gol del Milan contro il Frosinone voglio che #Trevisani si spogli urlando a petto nudo uscendo dalla cabina dandosi forti colpi sulla testa con il microfono. Mi sa che ci è abituato. #imbarazzante #InterTottenham

Marco Russo - Trevisani in lacrime. Sky da disdetta immediata

Roberto De Santis - Oggi è in programma il giro per la città in pulmann scoperto. #Trevisani #Adani

Filippo Antonaci - Pare che ad #Adani e #Trevisani diano più giornate di #DouglasCosta #LaGarraCharrua #InterTottenham

Leønardø® - Trevisani-Adani al commento ed è subito voglia di streaming pirata uzbeko

@CR7 - Le urla di Trevisani assimilabili a Fantozzi che scappa nel bosco per urlare qualcosa di represso da 6 anni! @SkySport vergogna!

CF7 - hanno intravisto #trevisani nudo che si tuffava in una fontana in centro a milano #InterTottenham

Lu.ì - Trevisani e Adani sono scesi in campo ad abbracciare i compagni mi dicono.. #InterTottenham

Elena - Adani e Trevisani che hanno imbiancato le pareti comunque, anche meno.

marco nasca - Ci manca solo che Lele adani si trombi trevisani #InterTottenham

Aldo Rivalta - se la linea di Sky sulla Champions è quella aperta da Trevisani e Adani non oso pensare ai goals della Juve stasera, figurarsi se segna Ronaldo, la guarderó in streaming russo

Cris© - Ah, @SkySport... dimenticavo, per il "Fatti ammonire Samir!" urlato da Trevisani a pochi secondi dalla fine ci sarebbero anche due giornate di squalifica per condotta antisportiva. Pensavo che Alvino vi avesse insegnato qualcosa... #InterTottenham

Michele Fusco - Io credevo che Caressa/Bergomi fosse audio tifoso, ma #Trevisani/#Adani è proprio audio ULTRÀ.

Paolo Montero #5 - #Adani e #trevisani hanno subito approfittato della notizia che masturbarsi in pubblico non è reato #InterTottenham

Gio_Acm - Leggendo i vostri commenti ho capito di non essere la sola che pensava di essere su Inter channel visto l'esultanza di Trevisani e Adani. Imbarazzanti. #InterTottenham

sabato 22 maggio 2010

Inter campione d'Europa, ma io ancora non lo so

L'Inter è campione d'Europa, mentre scrivo sta festeggiando (e con lei tanti miei amici, che forse anche se lo meritano) e sta per alzare la coppa, ma io ancora non lo so. Sto guardando gara-4 della finale della Eastern Conference fra Montreal Canadiens e Philadelphia Flyers, e tanto mi basta. Non voglio sapere altro. Passando per College Street, ovvero l'anticamera di Little Italy, ho visto, in uno dei tanti 'sports' bar' colmi di italiani (ma anche di tanti tifosi del Bayern), che l'Inter vinceva 1-0. Gara finita, in ogni caso, semmai ci sia stata. Ed è giusto così, anche se non è giusto. Onore ai più forti. Spero che almeno i Canadiens riescano a sovvertire il pronostico: pareggiare la serie con Philadelphia sarebbe fondamentale, per poi andare a cercare di espugnare il Wachovia Center in gara-5.

E' arrivato anche il 'loro' momento...

Il grande giorno è arrivato. Quasi mezzo secolo di attesa può chiudersi fra poche ore allo stadio "Bernabeu" di Madrid. Adrenalina, terrore, speranze, tutto un gran mischione a fare da apripista alla sfida finale, Inter contro Bayern Monaco, a sancire chi succederà al Barcellona campione d'Europa, ma soprattutto chi porrà il sigillo a una stagione comunque fantastica, dove entrambe hanno fatto propria campionato e coppa nazionale. E grandi protagonisti saranno anche loro, i due tecnici, José Mourinho e Louis Van Gaal, con il primo che ha lavorato come allenatore in seconda... del secondo. Successe a Barcellona.
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(Nella foto la pagina del Corriere Canadese 'interamente' curata dal sottoscritto)

lunedì 10 maggio 2010

Milan, obiettivo raggiunto... ma quale obiettivo?

Il Milan conquista la Champions League. No, cosa avete capito? Non l'ha mica vinta, quelli erano altri tempi. La squadra rossonera ha ottenuto però di entrarci direttamente per la prossima annata sportiva, obiettivo 'dichiarato' della società rossonera da quando ci si è resi subito conto che questa squadra non avrebbe mai raggiunto gli altri obiettivi 'dichiarati', lo scudetto dapprima, e l'Europa poi. E, del resto, i milanisti tagliano il traguardo grazie all'insipienza altrui, perché di proprio, in questa triste domenica, ci mettono molto poco, facendosi battere dal non certo onnipotente Genoa di quest'anno, 1-0 il finale per i rossoblù.
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giovedì 29 aprile 2010

'Chapeau' all'Inter, malgrado tutto...

Insomma, non devo certo dire io, con il nom che si ritrova il mio blog, da che parte stavo ieri sera mentre (non) guardavo Barcellona-Inter. Certamente non si può non applaudire l'Inter per l'impresa del 'Camp Nou', per una finale conquistata mietendo squadre del calibro di Chelsea e Barcellona e, tutto sommato, riportando in auge un calcio che a me non piace ma grazie a cui l'Italia e le squadre italiane hanno vinto tutto, compresi quei Mondiali che ci hanno fatto scendere per le strade, interisti e non.
Quindi vedete di piantarla, milanisti, juventini, romanisti e vari, la rosicazione prosegue e proseguirà per molto tempo, ma ai più forti va dato il 'chapeu' che si meritano. Certo, la Baviera è una gran bella regione e ha una gran bella squadra, e poi c'è quel precedente, credo fosse il 1983, in cui una squadra tedesca (ma del nord), l'Amburgo, mise al tappeto la fortissima Juventus con un gol di un certo Magath al 9'. Chissà... ma non sarà quello a fare la differenza. Ormai l'Inter ha capito la lezione ed è entrata nel mondo dei 'grandi'...
E ora riviviamo le emozioni della partita attraverso gli articoli di Blogosfere...

giovedì 11 marzo 2010

Manchester United-Milan: il silenzio degli innocenti

Nessuno dica una parola. Non ne vale la pena. Solo una volta, sommessamente, avevo avuto la spocchia di dire "L'avevo detto" (scusate la ripetizione). Stavolta, altrettanto sommessamente, ripeto: "L'avevo detto". E, scusate, non voglio sentire parlare di Manchester United squadra di un altro pianeta. In un calcio deteriorato e che non conosce più le magie di Maradona e Van Basten, Falcao e Baggio, Baresi e Matthaeus, sì, questo Manchester è spaziale. Ma fino a un certo punto.
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