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| Mario Roggero nella foto tratta da "La Verità" |
La solidarietà della stragrande maggioranza degli italiani è scattata immediata, a parte i soliti 'troll' che affollano i 'social', sguinzagliati dai movimenti della 'finta Sinistra' che si finge moralmente indignata, mentre ovviamente continua i propri sonni profondi sui continui omicidi, stupri e violenze commessi da maghrebini, africani e immigrati d'ogni razza e specie.
Una raccolta di firme è stata raccolta dal quotidiano "Il Giornale", ma almeno sei sono state lanciate sul sito "Change.org", la più numerosa delle quali sta toccando quota 200mila sottoscrizioni.
La prima parte della petizione più seguita spiega tutto l'accaduto: "Un giorno come tanti altri, la vita di Mario Roggero è stata sconvolta per sempre. Mario, un uomo di oltre 70 anni, si è trovato faccia a faccia con l'incubo che tutti temiamo: una rapina violenta nel suo negozio. Tre uomini, a volto coperto con calze, irrompono all'improvviso. Durante quei momenti terribili, sua figlia è stata legata con delle fascette e minacciata con una pistola. Sua moglie, in condizioni altrettanto drammatiche, ha subito la minaccia di un coltello alla gola. Un sentimento primordiale di terrore e rabbia si impossessa di Mario, e quando i banditi fuggono dal negozio, decide di agire. Impugnando un'arma, Mario insegue i rapinatori. È un uomo mosso non dalla violenza, ma dalla disperazione e dalla paura per la propria famiglia e per quanto accaduto nella SUA proprietà. Tuttavia, la corte d'appello lo ha condannato a 14 anni di reclusione per eccesso di legittima difesa. Una pena severa per qualcuno che ha agito in un momento di infinita pressione e pericolo. Chiediamo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di concedere la grazia a Mario Roggero. La grazia non giustifica la violenza, ma riconosce la situazione estrema e il contesto in cui le azioni sono state prese".
Il presidente di 'tutti gli italiani', che però, evidentemente, preferisce Nicole Minetti o uno scafista qualsiasi a un padre di famiglia, fa spallucce e stoppa la richiesta di grazia sollevata dal Governo.
I media sono quasi all'unanimità schierati, come nel caso del Covid e come in quello della guerra russo-ucraina, da una sola parte, pretendendo di comminare agli italiani storielle di una supposta attinenza a forme giuridiche. La realtà la condanna di Roggero è l'ennesima dimostrazione di una cultura della giustizia drogata e resa arrogante dall'incredibile referendum che, invece di colpire la magistratura, le ha dato ancora più potere.
E, a pagare, alla fine, siamo ancora e sempre noi, i Mario Roggero che ogni giorno devono subire i soprusi di un 'mondo al contrario' destinato inevitabilmente allo sfacelo.
