sabato 18 luglio 2026

E' uscito "Isola 4.20", il nuovo romanzo di Rino Ceci

Nel suo nuovo libro "Isola 4.20", Rino Ceci costruisce un thriller mediterraneo che intreccia la luce di Peschici con le ombre della criminalità organizzata. Al centro della storia c’è Francesca, giovane ricercatrice pugliese che ha lasciato la sua terra per inseguire un futuro lontano, portando con sé ambizioni, sacrifici e un legame familiare che non l’ha mai abbandonata.
Quando una tragedia improvvisa spezza quell’equilibrio fragile, Francesca è costretta a tornare a casa. Il dolore non ha spiegazioni, e proprio l’assenza di risposte diventa la scintilla che la spinge a indagare. La sua ricerca della verità la trascina in un mondo dove la bellezza del mare e delle isole convive con un degrado morale feroce, fatto di traffici, silenzi e vite sacrificate al profitto. Ogni passo rivela un nuovo inganno, ogni incontro apre una crepa nella realtà che credeva di conoscere.
Ceci, autore nato a Gravina in Puglia e da anni attivo nel mondo del teatro, dove ha collaborato con personaggi come Enrico Beruschi e Roberto Brivio, costruisce un romanzo che unisce suspense, sentimento e crescita personale. La sua esperienza di scrittura teatrale emerge nella capacità di dare ritmo alle scene e profondità ai personaggi, mentre l’ambientazione mediterranea diventa un vero protagonista: un luogo che cura e ferisce, che accoglie e tradisce.
"Isola 4.20" è un giallo che parla di perdita, ossessione e rinascita. Un viaggio emotivo e investigativo che mostra come, quando tutto ciò che ami viene distrutto, la verità possa diventare l’unico approdo possibile.
Un libro che merita attenzione e che promette compagnia e una lettura intelligente in queste afose giornate estive.

Mario Roggero, nascono ovunque le petizioni per concedergli la grazia

Mario Roggero nella foto tratta da "La Verità"
Sono oltre 200mila le firme raccolte su Change per chiedere la 'grazia' per Mario Roggero, l'uomo condannato a 14 anni e nove mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo. Una condanna di una durezza assurda, insensata, specie per una persona che ha 72 anni e che pertanto suona come un ergastolo sotto falso nome.
La solidarietà della stragrande maggioranza degli italiani è scattata immediata, a parte i soliti 'troll' che affollano i 'social', sguinzagliati dai movimenti della 'finta Sinistra' che si finge moralmente indignata, mentre ovviamente continua i propri sonni profondi sui continui omicidi, stupri e violenze commessi da maghrebini, africani e immigrati d'ogni razza e specie.
Una raccolta di firme è stata raccolta dal quotidiano "Il Giornale", ma almeno sei sono state lanciate sul sito "Change.org", la più numerosa delle quali sta toccando quota 200mila sottoscrizioni.
La prima parte della petizione più seguita spiega tutto l'accaduto: "Un giorno come tanti altri, la vita di Mario Roggero è stata sconvolta per sempre. Mario, un uomo di oltre 70 anni, si è trovato faccia a faccia con l'incubo che tutti temiamo: una rapina violenta nel suo negozio. Tre uomini, a volto coperto con calze, irrompono all'improvviso. Durante quei momenti terribili, sua figlia è stata legata con delle fascette e minacciata con una pistola. Sua moglie, in condizioni altrettanto drammatiche, ha subito la minaccia di un coltello alla gola. Un sentimento primordiale di terrore e rabbia si impossessa di Mario, e quando i banditi fuggono dal negozio, decide di agire. Impugnando un'arma, Mario insegue i rapinatori. È un uomo mosso non dalla violenza, ma dalla disperazione e dalla paura per la propria famiglia e per quanto accaduto nella SUA proprietà. Tuttavia, la corte d'appello lo ha condannato a 14 anni di reclusione per eccesso di legittima difesa. Una pena severa per qualcuno che ha agito in un momento di infinita pressione e pericolo. Chiediamo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di concedere la grazia a Mario Roggero. La grazia non giustifica la violenza, ma riconosce la situazione estrema e il contesto in cui le azioni sono state prese".
Il presidente di 'tutti gli italiani', che però, evidentemente, preferisce Nicole Minetti o uno scafista qualsiasi a un padre di famiglia, fa spallucce e stoppa la richiesta di grazia sollevata dal Governo.
I media sono quasi all'unanimità schierati, come nel caso del Covid e come in quello della guerra russo-ucraina, da una sola parte, pretendendo di comminare agli italiani storielle di una supposta attinenza a forme giuridiche. La realtà la condanna di Roggero è l'ennesima dimostrazione di una cultura della giustizia drogata e resa arrogante dall'incredibile referendum che, invece di colpire la magistratura, le ha dato ancora più potere.
E, a pagare, alla fine, siamo ancora e sempre noi, i Mario Roggero che ogni giorno devono subire i soprusi di un 'mondo al contrario' destinato inevitabilmente allo sfacelo.

lunedì 13 luglio 2026

Ritrovo Devils, Scudier: "Ci vorranno anni per tornare a vedere l'hockey dei miei tempi"

Maurizio 'Niki' Scudier
Fra i grandi protagonisti del Ritrovo Devils 2026 al Celtic Soul di Rozzano, la grande festa dei Devils Milano, la squadra che, nei primi degli anni '90 del secolo scorso, dominò il mondo dell'hockey ghiaccio italiano, anche Maurizio 'Niki' Scudier, bolzanino doc ma milanese e lombardo trapiantato. Proprio vestendo le maglie dei Devils, ma anche del Varese e dei Milano Vipers, Scudier è diventato milanese d'adozione, ricevendo anch'egli una targa ricordo dai tifosi rossoneri dei Diavoli.
Un evento che forse non ti aspettavi...
"Assolutamente no, è stata una cosa inaspettata, superbellissima, complimenti ai ragazzi che hanno organizzato tutto, verranno fuori ricordi incredibili".
Com'è stata quest'esperienza in rossonero?
"Indimenticabile. Poi, oltre alla bravura dei ragazzi, c'era dietro, lo sanno tutti, la Mediolanum Sport, quindi super super professionali. Probabilmente penso che sarà difficile o ci vorranno anni per vedere i livelli di quei tempi, e quindi sono emozionato, è stato un onore e un piacere lasciare qualche ricordino diciamo indelebile in questa storia.
La domanda classica che si fa in questi casi è quale sia il giocatore con cui ti sia trovato meglio in linea e quello dal quale hai 'rubato' qualcosa...
"L'elenco è lungo. Logicamente sono passato da Jari Kurri, Mark Napier, Morrison, Craig Leavie, Murray Eaves, ma anche a Bolzano ho giocato con Pavelich, Nilsson. Ho avuto la fortuna di nascere in un periodo dove l'hockey era veramente come il calcio in queste zone. Sicuramente mi dimentico altri trenta, quaranta ragazzi, però... e da tutti cerchi di prendere qualcosina per migliorarti ogni anno, ogni mese. Logicamente poi l'altezza è quella e quindi si fa quello che si può...".
Ci 'ascoltano' anche da Bolzano, che è la tua città natale. Cosa vuoi dire agli amici di Bolzano?
"Io sono nato e cresciuto lì. Ho tantissimi amici, una squadra per dieci anni incredibile. Anche a Bolzano ragazzi storici. Non cambierei nulla di tutto quello che ho fatto da quando ero bambino ad adesso. Pensavo di vedere qualcuno anche di loro, ci saranno altre occasioni. Sono stati degli anni e un passaggio fondamentale per arrivare ad oggi".
Nasce un nuovo Milano dell'hockey adesso che parteciperà all'Ice Hockey League. Pensi che siano maturi i tempi per un ritorno dell'hockey ad alti livelli a Milano?
"Io mi auguro di sì con tutto il cuore. Il problema è sempre il settore giovanile che, purtroppo, mancando quello, manca il futuro delle società. Speriamo che con un progetto a lungo lungo termine, che nel giro di 10, 15 anni si riescano a vedere i livelli di una volta".

domenica 12 luglio 2026

WhatsApp Business Summit: a Milano l’IA al centro della nuova relazione tra aziende e clienti

Foto di Andrea Piacquadio per Pexels
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione del rapporto tra aziende e clienti è stato al centro del WhatsApp Business Summit di Milano, primo evento italiano dedicato alle evoluzioni di WhatsApp Business e alle opportunità del business messaging.
L’incontro, organizzato da Meta con la partecipazione di partner tecnologici, esperti e imprese, ha offerto una panoramica sulle nuove modalità con cui le aziende possono costruire interazioni più immediate, personalizzate e scalabili.
Luca Colombo, Country Director di Meta per l’Italia, ha sottolineato come la messaggistica stia vivendo una fase di profonda ridefinizione: "L'intelligenza artificiale sta ridefinendo il modo in cui le aziende costruiscono la relazione con i propri clienti, e la messaggistica è l'ambito in cui questo cambiamento si manifesta con maggiore evidenza: si sta trasformando da semplice canale di comunicazione a strumento per instaurare relazioni significative con i clienti su larga scala." Colombo ha ricordato che "ogni giorno, gli utenti intrattengono oltre un miliardo di conversazioni attive con le aziende sulle nostre piattaforme di messaggistica. Con il business messaging basato sull'intelligenza artificiale su WhatsApp, imprese di ogni dimensione possono offrire un servizio sempre attivo e personalizzato, gestendo volumi di interazione che fino a poco tempo fa richiedevano strutture e risorse proprie delle grandi organizzazioni."
Al Summit è stato approfondito il recente lancio di Meta Business Agent, l’agente IA progettato per supportare le imprese in ogni fase dell’interazione con i clienti, garantendo risposte rapide, pertinenti e coerenti con il tono del brand. Oltre un milione di aziende utilizza già questo strumento su WhatsApp e Messenger, confermandone il ruolo crescente nella gestione delle conversazioni e nella qualificazione dei contatti.
Meta Business Agent permette alle imprese di essere operative 24 ore su 24, offrendo assistenza nella gestione delle richieste, nella raccomandazione di prodotti, nella prenotazione di appuntamenti e nella creazione di esperienze personalizzate. Configurabile in pochi minuti, contribuisce a liberare tempo e risorse interne, rendendo la messaggistica un canale sempre più strategico. L’accesso iniziale è gratuito, mentre nei prossimi mesi saranno disponibili abbonamenti dedicati alle diverse tipologie di aziende.
Meta ha inoltre annunciato nuove funzionalità per facilitare la scoperta delle aziende direttamente su WhatsApp: gli utenti potranno trovarle digitando il nome nella barra di ricerca o condividendone il contatto nelle conversazioni. Un passo che punta a rendere la piattaforma un ambiente ancora più integrato tra persone e brand.
Per le organizzazioni più strutturate, Meta ha presentato la Meta Business Agent Platform, infrastruttura pensata per creare e implementare agenti IA su larga scala, collegandoli ai sistemi aziendali esistenti e garantendo controlli avanzati, misurazioni e personalizzazioni. La piattaforma è integrata con WhatsApp, Messenger e Instagram, offrendo alle aziende un ecosistema completo per gestire interazioni ad alto volume.
Il Summit ha confermato come l’intelligenza artificiale e la messaggistica stiano diventando elementi centrali nella strategia delle imprese: strumenti capaci di rendere la relazione con i clienti più fluida, immediata e rilevante, aprendo la strada a un nuovo paradigma di comunicazione digitale.

giovedì 9 luglio 2026

“Cringe”, “prime” e il nuovo dizionario dei giovani cileni

L'articolo di "La Tercera"
Il linguaggio giovanile cileno sta cambiando rapidamente, sospinto dalla forza dei social e da una globalizzazione culturale che non conosce confini. Termini storicamente radicati nel vocabolario locale – da “bacán” a “qué plancha” – stanno lasciando spazio a un nuovo repertorio di parole ibride, spesso importate dall’inglese e rese virali da TikTok, Instagram, YouTube, serie e videogiochi. È un fenomeno che, come sottolinea il quotidiano "La Tercera" in un articolo di Antonio Albuquerque, non riguarda solo la comunicazione: racconta un modo diverso di percepire il mondo e di relazionarsi.
Espressioni come “qué cringe”, “estoy en mi prime”, “slay”, “random” o “period” sono ormai parte del linguaggio quotidiano di adolescenti e giovani. La miscela tra spagnolo e inglese è naturale, fluida, e riflette – spiega la specialista Michelle Varela Soza – come “oggi l’inglese non si percepisca più come qualcosa di lontano o esclusivo, ma come parte dell’ambiente digitale e dell’identità culturale dei ragazzi”. Un cambiamento che attraversa classi sociali e contesti diversi, unificando riferimenti e codici.
Secondo la Varela, questa evoluzione non è una semplice moda linguistica, ma un segnale della trasformazione profonda portata dalle piattaforme digitali. Comprendere questi modismi, aggiunge, può diventare un ponte generazionale: “Molti genitori ascoltano queste parole senza capirle. Conoscerle può essere un’opportunità per avvicinarsi ai figli, per comprendere meglio le loro conversazioni”. Il linguaggio, insomma, come strumento di connessione.
Il giornale elenca anche alcune equivalenze che mostrano la portata del cambiamento: “qué plancha” diventa “qué cringe”, “estoy en mi mejor momento” si trasforma in “estoy en mi prime”, mentre “se pasó” o “la rompió” cedono il passo a “slay”. E ancora: “de la nada” → “random”, “punto final” → “period”, “ánimo” → “mood”, “un poquito” → “lowkey”, “buenas vibras” → “good vibes”. La Varela aggiunge come imparare l’inglese non sia più solo una competenza accademica o professionale: “Permette di partecipare attivamente alla cultura digitale che oggi influenza gran parte delle relazioni sociali”.

mercoledì 8 luglio 2026

Tennis: dal 20 luglio al via un torneo ITF alle porte di Milano

Un momento della conferenza (foto Bordignon)
Se è vero che è il tennis lo sport principe di questi anni di povertà calcistica italiana, ecco che, dal 20 al 26 luglio, un grande menù della racchetta si prepara allo Sporting Club Milano2 di Segrate, che riporterà in città il grande tennis internazionale con la seconda edizione della TempoCasa Sporting Club Milano2 Cup.
Si tratta di una tappa del circuito ITF Men's World Tennis Tour M15, un evento a ingresso gratuito che impegna gli organizzatori per la cifra di 100mila euro, completamente coperta dagli sponsor, in particolare Tempocasa e Audi.
Presentato dal giornalista Filippo Grassia, che ha sottolineato l'importanza del tennis nel panorama sportivo italiano, il torneo verrà disputato sui campi in terra rossa del Club, e vedrà al via molti giovani talenti (alcuni attualmente in campo a Wimbledon nel torneo giovanile) si contenderanno un montepremi di 15mila dollari e punti preziosi: 15 al vincitore, 8 al finalista, con assegnazione analoga nel doppio.
Nella Gallery of Glory del club campeggia la foto del campione uscente Alexander Weis, primo nome di una tradizione che il Club vuole consolidare anno dopo anno e altoatesino come Jannik Sinner.
«Organizzare un torneo ITF significa offrire al pubblico la possibilità di vedere oggi i campioni di domani», ha sottolineato Paolo Formaglio, presidente dello Sporting Club Milano2. «Per noi è motivo di orgoglio riportare a Segrate un appuntamento internazionale che valorizza i giovani talenti».
Presente anche l'ex tennista Stefano Pescosolido, attuale responsabile del settore agonistico del club milanese, che ha ribadito l'importanza di un torneo in grado di offrire numerose e apprezzate 'facilities' ai suoi partecipanti, migliorate se possibile dopo l'esperienza del primo anno. 
La settimana di gara avrà anche una forte dimensione tecnica e sociale. La nazionale italiana maschile Under 18 sarà in ritiro al Club per preparare la Summer Cup 2026, potendo accedere al tabellone principale e agli spazi di allenamento. L’organizzazione garantirà palestra, aree dedicate alla preparazione atletica e tecnologie di screening non invasivo.
Prima della finale del 26 luglio, spazio alla solidarietà con un’esibizione di 'blind tennis' che anticipa il corso annuale dedicato a bambini non vedenti e ipovedenti, realizzato insieme all’Unione Nazionale Veterani dello Sport. Mercoledì 22 luglio debutterà inoltre la One Point Cup, torneo-esibizione da un solo punto che mette in palio 5mila euro.

Altre foto della conferenza stampa (foto Bordignon):

lunedì 6 luglio 2026

Mondiali: Norvegia ai quarti, fiumi di gente per le strade di notte

I tifosi norvegesi riempiono Oslo (dalla tv CNBC)
La Norvegia supera 2-1 il Brasile negli ottavi di finale della Coppa del Mondo di calcio in corso di svolgimento in Centro e Nord America. Guardando la storia si tratta di una autentica impresa, sebbene le squadre in campo e i giocatori abbiano raccontato un'altra storia. Perché ciò che un tempo sarebbe sembrato fantascienza – la Norvegia che elimina il Brasile – oggi appare come la naturale conseguenza di un Mondiale capovolto, dove le gerarchie non sono più quelle di una volta e dove neppure Carlo Ancelotti, il tecnico più vincente della storia, è riuscito a invertire il destino della Seleção.
Il Brasile non vince la Coppa dal 2002 e, con questa eliminazione, vede allontanarsi a ventotto anni il ricordo dell’epoca di Ronaldo e Ronaldinho. Oggi resta solo Vinicius, simbolo di un Brasile minore, più operaio che spettacolare, capace di accendersi a tratti ma non di dominare.
La Norvegia, invece, stupisce solo chi non aveva osservato con attenzione la crescita di Haaland e compagni: una squadra solida, potente, capace finalmente di gestire i momenti decisivi. Controllano, rallentano, colpiscono. E quando arriva il finale, lo fanno con una lucidità che ricorda le grandi.
Haaland è il manifesto di questa trasformazione. Con un colpo di testa e un tiro da fuori, distrugge la Seleção e raggiunge quota sette gol, affiancando Messi e Mbappé nella corsa alla finale. Un segnale che tutto può succedere, che il Mondiale non ha più padroni. Ma la Norvegia non è solo il suo centravanti: il portiere Nyland è decisivo quanto lui, e Solbakken legge la partita con una precisione che punisce ogni errore brasiliano, compreso il rigore sbagliato e le due occasioni clamorose sprecate.
Il 2-1 finale, con il rigore di Neymar al 55’, certifica una realtà che forse riguarda anche l’Italia. Con tutte le nostre debolezze, ora è chiaro che la Norvegia era la peggior avversaria possibile. Una squadra che non perdona, che non si intimidisce, che non guarda la storia ma solo il campo. E che, paradossalmente, avremmo preferito evitare già nelle qualificazioni, magari incrociando una Germania più prevedibile.
La grande sorpresa arriva dalla Norvegia stessa dove, come da foto, a notte fonda, la gente si è riversata nelle strade, complice la chiara notte estiva scandinava, per festeggiare il trionfo sui sudamericani. 

domenica 5 luglio 2026

Ritrovo Devils, le parole di Romano: "Tornassi indietro, sceglierei sempre l'Italia"

Roberto Romano in mezzo ai suoi compagni al Celtic Soul
Fra i giocatori premiati al Ritrovo Devils 2026, l'evento che celebrato la squadra tricampione d'Italia di hockey ghiaccio dei Devils Milano, fra i premiati 'alla carriera' c'è stato anche Roberto Romano, storico portiere italo-canadese che ha vestito anche la maglia della Nazionale. "Ovviamente le cose che ricordo di più sono le amicizie che ho stretto e il successo che abbiamo ottenuto come squadra", le sue parole in un'intervista. "Nei tre anni in cui sono stato qui a Milano abbiamo vinto due scudetti, ma ancora più importante è stato il fatto di avere conosciuto degli amici incredibili, che vengo a visitare quasi ogni anno, ogni volta che torno qui, oltre alla maniera in cui Berlusconi e la Mediolanum ci hanno sempre trattato, con classe e rispetto".
Romano ha giocato e vinto anche con la maglia biancorossa del Bolzano: "Anche a Bolzano ho vissuto una grande stagione - aggiunge -, terminammo vincendo il campionato quell'anno. In particolare voglio ringraziare una persona speciale, un grande giocatore, Gino Pasqualotto, un personaggio che sarà per sempre ricordato nel mondo dell'hockey".
Romano ha giocato anche fra i 'pro' dell'NHL, vestendo la maglia dei Pittsburgh Penguins: "Nella mia vita ho giocato contro tutti i più grandi, anche contro Wayne Gretzky. Ho giocato a fianco di Mario Lomieux, ma è difficile da descrivere, come 'goalie' ci devi giocare contro per capire la sua magia. E' tutto quello che posso dire".
Emozionatissimo, Romano, ha ritirato anche una targa speciale conferitagli dai tifosi. Davanti al pubblico dei tifosi una dichiarazione toccante: “Se un giorno mi troverò di fronte a Dio e mi chiederà se, tornando indietro, dovessi preferire giocare nella lega NHL o nel campionato italiano, non avrei alcun dubbio. Sceglierei gli anni giocati in Italia”.

sabato 4 luglio 2026

Devils Milano, una giornata per ricordare il passato nel segno del futuro

Foto di gruppo... con trofeo (foto Bordignon)
Un centinaio di persone, un ristorante con tre sale riempito ai limiti, come si dice, della capienza, nove giocatori (ex) e uno storico fisioterapista, premi, proiezioni di video e l'annuncio di un progetto: si può veramente definire un successo la Reunion Devils 2026, andata in scena al Celtic Soul di Rozzano, locale di Massimiliano Durante, ex giocatore degli stessi Devils Milano, presente alla giornata assieme a un folto numero di compagni, alcuni dal nome di livello assoluto. C'era il 'goalie' italo-canadese Roberto Romano, oltre 100 partite in NHL nei Pittsburgh Penguins a fianco di Mario Lemieux, c'era Mario Brian Chitarroni, prolifico attaccante che in maglia rossonera ha giocato una sola stagione realizzando però 98 punti in 53 partite vincendo uno scudetto, e trionfando con Varese nella Federation Cup nella stagione 1995-96. Alla giornata hanno preso parte anche ex giocatori italiani di grandissima esperienza, come la storica coppia bolzanina composta dal difensore Paolo Casciaro e dall'attaccante Maurizio 'Niki' Scudier, entrambi vincitori di due scudetti e un'Alpenliga con la maglia dei Devils.
Sul palco, allestito e circondato dagli storici stendardi del tifo rossonero (ma anche da quelli biancorossi degli antesignani Diavoli Milano) a ritirare premi alla carriera sono saliti anche Ricky Tessari, Alex Cintori, Gianni Spoletti, Gianluca Ghedini e il 'padrone di casa' Massimiliano Durante. Premiato anche un emozionatissimo Roberto Morosi, punta di diamante della fisioterapia sportiva italiana, che proprio nei Devils ha cominciato la propria attività, per poi trasferire le proprie competenze fino alla nazionale di sci di fondo femminile e al Milan calcio.
Ospiti a sorpresa, anche se solo al telefono, lo storico capitano Gaetano 'Gaetes' Orlando e l'altrettanto mitico 'rivale' Tony Fiore, attaccante del Milano che tanti dispiaceri nei derby ha riservato alla tifoseria rossonera, cui è stato riservato un lungo applauso e un coro d'ovazione.
E' stata anche annunciata la fondazione dell'Associazione Rossonera Hockey Ghiaccio, una realtà che si propone di custodire la storia dell'hockey milanese nella sua evoluzione dai tempi in cui erano i Diavoli Rossoneri a incarnare questo prezioso binomio cromatico, per passare ai Devils berlusconiani e arrivare infine ai giorni nostri. unendo la comunità dei tifosi con un occhio rivolto al futuro, senza la pretesa, quasi surreale, di pretendere una squadra sul ghiaccio, ma ribadendo la dignità di un movimento che da sempre ha rappresentato una fetta importante della Milano sportiva.

venerdì 3 luglio 2026

Venezuela, stop totale all’alcol: una misura eccezionale durante il terremoto

L'articolo pubblicato dal quotidiano "El Nacional"
Il governo del Venezuela ha annunciato una decisione drastica: la proibizione della vendita e distribuzione di bevande alcoliche su tutto il territorio nazionale, una misura che entra in vigore immediatamente e che resterà attiva per diversi giorni. L’annuncio arriva in un contesto di forte tensione politica e sociale, con il Paese devastato dal terremoto e in attesa di eventi pubblici e mobilitazioni che potrebbero generare situazioni di rischio. Il divieto, spiegano le autorità, mira a garantire ordine pubblico, sicurezza e controllo in un momento considerato particolarmente sensibile.
La risoluzione, firmata dal Ministero degli Interni e della Giustizia, stabilisce che nessun esercizio commerciale, supermercato, locale notturno, ristorante o punto vendita potrà distribuire alcol, né sarà consentito il trasporto di bevande alcoliche su strade e autostrade. Le forze dell’ordine sono state incaricate di vigilare sul rispetto della norma, con possibilità di sequestri e sanzioni immediate per chi non si adegua. La misura riguarda anche eventi privati e feste, che dovranno svolgersi senza consumo di alcol.
Il provvedimento non è comunque nuovo nella storia recente del Paese: in occasione di elezioni, festività nazionali o momenti di particolare tensione, il governo ha spesso imposto restrizioni simili. Ma questa volta il divieto assume un peso diverso. Le autorità insistono sul fatto che la misura sia preventiva e necessaria per evitare incidenti, violenze o situazioni ingestibili.
La decisione ha generato reazioni contrastanti. Alcuni settori della popolazione la considerano una scelta prudente, utile a mantenere la calma in questi giorni delicati. Altri, invece, la interpretano come un segnale di nervosismo istituzionale, un tentativo di esercitare maggiore controllo sulla vita quotidiana dei cittadini, e gli imprenditori del settore alimentare e della ristorazione lamentano perdite economiche significative, soprattutto in un Paese già colpito da una crisi profonda.

Colombia calda più dell'Italia, superati i 44 gradi

Foto di Jeferson Gomes per Unsplash
Non solo l’Italia, e l’Europa, sono preda della morsa del caldo. Anche la Colombia sta vivendo settimane di temperature eccezionali, tali da riscrivere i record storici registrati dall’Ideam, l’istituto meteorologico nazionale. Il Paese, tradizionalmente caratterizzato da climi diversificati e da una relativa stabilità termica, si ritrova ora a fronteggiare picchi che sorprendono gli stessi esperti, segno evidente di un cambiamento climatico sempre più aggressivo e imprevedibile.
Secondo i dati ufficiali, tre municipi hanno superato livelli mai registrati prima. Il caso più emblematico è quello di Tamalameque, nel dipartimento di Cesar, dove la colonnina di mercurio ha raggiunto 44,2 gradi, un valore che non solo infrange il record locale, ma si avvicina ai limiti fisiologici di sopportazione umana. A seguire La Paz, sempre nel Cesar, con 42,6 gradi, e Barrancabermeja, città già nota per il suo clima torrido, che ha toccato 41,8 gradi, superando le medie storiche e confermando una tendenza preoccupante.
L’Ideam spiega che questi picchi non sono episodi isolati, ma parte di un quadro più ampio: l’intensificazione del fenomeno di El Niño, la riduzione delle precipitazioni, l’aumento della radiazione solare e la crescente vulnerabilità dei territori più esposti. A farne le spese sono soprattutto le comunità rurali, dove l’accesso all’acqua è già limitato e dove il caldo estremo mette a rischio coltivazioni, allevamenti e salute pubblica.
Il governo colombiano ha invitato la popolazione a seguire misure di autoprotezione, mentre gli esperti sottolineano la necessità di politiche strutturali: gestione delle risorse idriche, monitoraggio costante, piani di adattamento climatico e interventi urgenti nelle aree più colpite. Perché questi record, avverte l’Ideam, potrebbero non essere gli ultimi.
La Colombia scopre così, in modo drammatico, che il caldo estremo non è più un fenomeno lontano o sporadico. È una realtà che avanza, che modifica territori e abitudini, e che richiede risposte immediate. Una realtà che, come in Europa, sta ridisegnando il rapporto tra clima e vita quotidiana.

giovedì 2 luglio 2026

La Milano rossonera dell'hockey è pronta al grande ritrovo di sabato 4 luglio

La locandina dell'evento e, a fianco, una foto della curva rossonera
Ormai è tutto pronto. Al Ritrovo Devils 2026 mancano poche ore. Sono anni che l'anima rossonera di Milano non riscopriva le proprie antiche passioni hockeistiche. E, paradossalmente, lo stimolo è arrivato da quello spirito olimpico che ha risvegliato la passione per il disco su ghiaccio all'ombra della Madonnina, portando alla creazione del Milano HC, che parteciperà alla prossima Ice Hockey League, pur con colori diversi da quelli tanto amati dai tifosi dei 'Diavoli', che dominarono il movimento italiano all'inizio degli anni '90: tre scudetti, un'Alpenliga, il Torneo Crotti-Federici, il Trofeo Città di Milano, la Coppa Bossi per il 50° dell'Ambrì Piotta, due quarti posti in Coppa dei Campioni. Il palmarès dei Devils rossoneri è lunghissimo seppur maturato in pochi anni di vita, tra la fine degli anni '80 e la metà dei '90.
Fissato per le ore 12 di sabato 4 luglio presso il locale Celtic Soul (di Massimiliano Durante, ex giocatore degli stessi Devils, in via Isonso 16, Quinto de Stampi, Rozzano), l'evento sarà una totale esperienza immersiva nel mondo dell'hockey ghiaccio, cui prenderanno parte alcuni illustri nomi del mondo del 'puck' rossonero e nazionale: gli italo-canadesi Roberto Romano (storico 'goalie') e Mario Brian Chitarroni (attaccante con centinaia di punti, e minuti di penalità, sulle spalle), con trascorsi importanti in maglia azzurra, gli italiani Paolo Casciaro e Maurizio 'Niki' Scudier, per anni grandi protagonisti sul ghiaccio del PalaCandy (che poi diventò Agorà e ora in totale e colpevole stato di abbandono), altri protagonisti del disco su ghiaccio milanese come Riki Tessari, Gianni Spoletti e Gianluca Ghedini, oltre allo storico fisioterapista Roberto Morosi, diventato poi punta di diamante del reparto medico della sezione calcistica del Milan. Durante l'evento saranno consegnate targhe e premi per i giocatori, con possibilità di autografi e foto per tutti i presenti.
In sala un grande telone vedrà proiettate le immagini degli storici trionfi dei Devils, tra cui l'indimenticabile vittoria nella finale del derby-scudetto contro la Saima, mentre verrà allestito un 'mercatino' dell'hockey con libri, sciarpe, maglie, cards e altri gadget, non solamente legati al mondo Devils, ma a tutto il movimento italiano, europeo ed NHL.
Notizia nella notizia, verrà ufficialmente annunciata la creazione dell'Associazione Rossonera Hockey Ghiaccio, creata per mantenere vivi colori, storie e passioni che, prima ancora dei Devils, si espressero fra gli anni '30 e '50 nei leggendari Diavoli Rossoneri, anch'essi diretta emanazione e costola, come furono poi i 'berlusconiani' Devils, della società calcistica Milan. Una lunga fila di trionfi in Italia e all'estero, su cui si inserì poi in perfetta sintonia il mito dei nuovi 'diavoli' del PalaCandy.