mercoledì 28 giugno 2017

Il bello di una sfilata? Ma il pubblico, clairement!

Cosa c'è di più bello di andare a vedere una sfilata di moda? Ma che diamine, osservare tutto quello che si muove attorno a una sfilata di moda! Chi pensa che siano le modelle le grandi protagoniste della giornata in passerella, si sbaglia di grosso. Personalmente la mia attenzione viene quasi completamente catturata dalle splendide fanciulle che fanno da contorno all'evento. Stiliste, giornaliste, blogger (già, ci sono anche quelle, le 'fashion blogger'...). Le 'mise' più interessanti sono proprio quelle del pubblico, il vero show è ai lati del catwalk.
Così, durante l'ultimo giorno dell'ultima  edizione del White a Milano, ho voluto realizzare qualche 'scatto' delle girls che maggiormente mi hanno colpito nel prima e nel dopo la sfilata svoltasi alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini. Quasi mai volgari, spesso in grado di esaltare proprio quella femminilità che invano cerchiamo in quelle modelle tutte uguali che sfilano una dopo l'altra. A voi il piacere di condividerle con me... (foto Massimiliano Bordignon)



I tuoi graffi sulla mia anima

I miei occhi nei tuoi, un impensato e insensato ballo notturno alla flebile luce di un tex-mex dove i confini si perdono ai lati delle tue pupille... scivolo nel tuo sguardo facendomi accompagnare in un vicolo cieco di sensazioni vertiginose. Perdo l'equilibrio, cado nel vortice, vengo masticato dalle tue unghie, i graffi su di me restano profondi proprio perché inattesi. E' stato bello essere ferito senza potersi difendere, il dolore esalta l'emozione di un cuore appena conosciuto. Mi hai fatto male ed è per questo che porterò a lungo il tuo segno nella mia anima...

Tatuaggi? Ma forse anche no grazie!

Cos'è quel tatuaggio? "Un tribunale", mi risponde lui, generalmente con una voce accompagnata da un'eco che sa molto di vuoto pneumatico fra i non molti neuroni presenti nel suo cervello. Ah però, interessante. E tribale in che senso? "Eh, cioè, tribale, era uno dei tatuaggi degli antichi maori". Ah capisco, certo. Ma come mai ti sei ispirato agli antichi maori? "Eh, perché è tribale". Sì, tutto chiaro, ma dico, c'è un motivo per cui... guardo l'immagine lattiginosa dei suoi occhi persi nel vuoto e capisco che non c'è un motivo, non esiste un motivo per cui lui, e la gente come lui, decida di farsi un tatuaggio. Non sei un portuale dei camalli, non sei un sicario della Mara Salvatrucha, non sei un punk di Brixton. O forse invece lo sei e mi hanno raccontato male di quando ti hanno visto fare le vacanze alla pensione "Quiete" a Rivabella di Rimini, mentre ti scofanavi un cocomero in canottiera? Forse per coprire una parte di sé, quella che potrebbe più facilmente rivelare il nulla residente al proprio interno. Per questo dico un fiero NO ai tatuaggi, che in massima parte sono senza senso, e anzi, coprono il dolce candore e la sensualità che una pelle liscia e candida sanno regalare. Tristesse...

martedì 27 giugno 2017

Dale Bozzio, voglio ricordarti come in quei video trasgressivi

Dale Bozzio, una delle più affascinanti icone del rock alternativo americano degli anni '80, meglio nota  come new-wave, front-girl dello storico gruppo dei Missing Persons, madre di tutte le donne esibizioniste dell'ultimo quarantennio, prime fra tutte Lady Gaga, che gli deve molto, forse tutto, quanto meno dal punto di vista estetico, visto che da quello musicale la band californiana vince 20 a zero.
Una carriera lunga e luminosa, che l'ha vista collaborare anche con Frank Zappa. Ma questo post non è scritto per celebrarne le gesta, ma viene buttato di getto dopo averla vista in un recente video su Youtube. A 62 anni, persa la luminosità nella voce che ne caratterizzava i tipici gridolini, ora la (ex) bella Dale è in concerto viene 'sorretta' dalla cattiva acustica e dai provvidenziali video che, alle sue spalle, la ritraggono ancora bella e trasgressiva, nei primi anni '80. Non conosco la sua storia personale, ma immagino che, visto il tipo, qualche piccola trasgressione se la sia concessa.
La cattiveria, l'arroganza, la splendida tracontante sensualità che la caratterizzavano ora lasciano spazio a uno sgraziato invano rincorrere verso una figura che non c'è più.

mercoledì 21 giugno 2017

Milano Fashion Week, IJO Design tra food e fashion

Dal Salento a Milano la griffe di Annalisa Surace espone la sua ultima collezione in un locale pugliese del centro cittadino, il "Pulia", nell'ambito della Milano Fashion Week. La Surace, che a Milano era accompagnat dal suo braccio destro, Carmen Bastone, si era già presentata in una delle scorse edizioni del White, la grande esposizione della moda emergente che trova spazio nei saloni di via Tortona.
Food&Fashion Show è stato il nome della serata milanese, in cui l'aspetto gastronomico è stato curato da Tonia Notarangelo, e all'interno della quale la Surace ha presentato le proprie creazioni dal design artigianale di lusso di “IJO’ Design” e “Le Sciccose Salentine”.
Il brand IJO’, nato nel 2001, ha come caratteristica quella di fondere moda e artigianato secondo valori economici e ambientali sostenibili, con tessuti che uniscono fibre nobili e certificate, antiche tecniche di lavorazione e accessori dalle forme semplici e geometriche. E anche le Sciccose Salentine sono un prodotto interamente fatto a mano che segue la tradizione artigiana del made in Italy di alta qualità. (foto Bordignon)