Visualizzazione post con etichetta new-wave. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta new-wave. Mostra tutti i post

venerdì 1 maggio 2026

Carolyn Espley, era lei la splendida cameriera dei Kajagoogoo in "Too Shy"

Carolyn Espley nel video "Too Shy"
Chi si ricorda di quella meravigliosa cameriera bionda che tentava di riposarsi dopo una dura serata di lavoro ascoltano il grande successo "Too Shy" firmato dai Kajagoogoo nel 1983? Sono passati ben 43 anni da quando quel video furoreggiò sulle televisioni di tutto il mondo, mandando in orbita la figura del cantante della band, Limahl, ma anche facendo emergere come figura esempio di stile e bellezza la bella Carolyn Espley, cui si ispirarono moltissime giovani dell'epoca: capelli vaporosi, sguardo delicato, nessun tatuaggio a rovinare quell'immagine cotonata, una camicia bianca e un papillon, simboli di classe ed eleganza.
La storia di Carolyn, comunque, è molto più ricca di quanto molti immaginino e non si limita certo alla mera apparizione in un video che pure è rimasto nella storia della musica.
Canadese originaria di Vancouver, classe 1965, Carolyn nel video, diretto da Simon Milne, interpreta una cameriera che pulisce un nightclub, mentre immagina ballerini di epoche diverse animare la pista da ballo, il tutto mentre i Kajagoogoo iniziano a suonare.ccesso globale.
Oltre al celebre videoclip, la Espley lavorò come modella fra Canada, Stati Uniti e Regno Unito, collaborando con agenzie e fotografi dell’epoca. La sua carriera la portò a comparire in servizi fotografici e campagne pubblicitarie soprattutto nei primi anni ’80, periodo in cui si trasferì stabilmente negli Stati Uniti.
La sua notorietà è legata anche alla vita privata: dal 1988 è sposata con Dennis Miller, noto attore e conduttore televisivo statunitense, con cui ha due figli. La coppia vive a Santa Barbara, California.
Negli anni successivi Espley si è allontanata dal mondo dello spettacolo, dedicandosi alla famiglia e a progetti personali. In rete è conosciuta anche con il nome Carolyn “Ali” Espley, talvolta associato a contenuti lifestyle e fotografia.
A distanza di oltre quarant’anni, la sua immagine nel video di "Too Shy" resta una delle più riconoscibili dell’era New-Wave: un frammento di cultura pop che continua a circolare tra fan, collezionisti e appassionati degli anni ’80.

domenica 30 aprile 2023

Frozen Autumn in concerto, fra new-wave, dark ladies e look alternativi

Look alternativo allo Slaughter Club (foto Bordignon) 
Un tunnel spazio-temporale mi avvolge mentre mi avvicino allo Slaughter Club, delizioso piccolo sito post-industriale dimenticato in un angolo di Paderno Dugnano.
Rivedo la pelle nera, gli stivali, le borchie, i ciuffi e i capelli finalmente pettinati come si deve, nelle fogge più strane, proprio come 'ai miei tempi', quando i capelli ancora li avevo.
Un tuffo nei meravigliosi anni '80, anche se in pochi fra i presenti li abbiano veramente vissuti, quando essere 'alternativo' non rappresentava una posa politica né comportava presunti diritti personali da accampare, quando studiare il proprio essere per renderlo diverso dal mondo circostante era un'esigenza, una proposta, creando una nuova personalità sviluppata attraverso la musica che ognuno preferiva ascoltare e nella quale poi costruiva la propria cultura, anzi 'sottocultura' (intesa, almeno per noi, in senso assolutamente positivo).
Erano gli anni del 'look', sicuramente più propositivi di quelli monotoni, piatti e intruppati del giorno d'oggi, quando i punti di riferimento arrivavano dalla cultura europea o, in certi casi, addirittura mitteleuropea.
Bisogna ringraziare Soraya Maggio che, in questo club alle porte di Milano, ha radunato un folto gruppo di amici e appassionati in occasione del concerto di un gruppo italiano, The Frozen Autumn.
Personalmente sono rimasto più avvinto nell'osservare il pubblico che nell'ascoltare la musica di Diego Merletto e Arianna "Froxeanne", un po' troppo lontana dai miei canoni di purista della 'new-wave' anni '80.
E il pubblico ha risposto: bambine molto cattive con l'abito nero (e colletto bianco) di Mercoledì Addams, aviatori anni '30 in tenuta militare, monelle con tanto di collare con anello o addirittura di spuntoni (entrambi pronti per la catena), dark-ladies vestite con profluvi di calze a rete autoreggenti rigorosamente smagliate, tubini e gonne di pelle cortissime, erotismo ridondante ma mai fine a se stesso, il tutto rigorosamente a ritmo di musica.
Subito dopo The Frozen Autumn sono tornato a respirare 'aria di casa', con la dj session, che ha proposto, fra gli altri, Alien Sex Fiend e Bauhaus.
Soddisfatto ho preso l'uscita, non senza molestare più di qualcuna delle splendide 'dark lady', chiedendo loro la possibilità di una foto, vergognosamente eseguita con il cellulare a disposizione e non con la mia macchina fotografica.
Letteralmente 'uccidendomi', una ragazza ha risposto: "La foto non è mai merito della macchina, ma di chi fa lo scatto".
Scusandomi per il risultato, posto tutto qui sotto, alla fine di questo articolo oscuro nato in una notte 'dark'.

Le altre immagini della serata, 'da cellulare Bordignon':



sabato 23 maggio 2020

Toyah, ecco il 'live in salotto' durante il coronavirus

Uno dei momenti del concerto 'casalingo' di Toyah
Mattinata trascorsa ad ascoltare, in parte, il concerto casalingo di Toyah, al secolo Toyah Willcox (Toyah è veramente il suo nome... di battesimo, se mai questo ci sia stato). che, in questi tempi di coronavirus, la cantante inglese ha offerto a tutti i propri fan con un 'live' molto particolare: "Live in Your Living Room" è stato infatti il titolo del collegamento avvenuto sui social, con i vari componenti della band che, ognuno da casa propria, hanno costruito un concerto in cui la cantante ha raggruppato alcune delle sue storiche hit, colonna sonora (forse di nicchia) di alcuni dei momenti più belli del post-punk e della new-wave nei primi anni '80.
Fra una canzone e l'altra, domande e risposte, sempre sui social, con gli ascoltatori e gli altri membri della band.
Ormai splendida donna di 62 anni compiuti la settimana scorsa, la Willcox non si è risparmiata, come del resto ha sempre fatto nella sua stravagante carriera di icona estetica e variopinta, punto di riferimento per gli amanti dell'alternativo a ogni costo, senza però dimenticare la qualità della musica e la bellezza di una fra le voci più caratterizzanti dell'ultimo mezzo secolo.
Leggi anche: Esecuzione 'da casa' per il Coro di Petrozavodsk

La 'locandina' del concerto e, sotto, alcune foto di Toyah in versione punk


martedì 5 maggio 2020

Addio a Dave Greenfield, tastiera e anima degli Stranglers

Gli Stranglers fra gli anni '70 e '80. Greenfield ha i baffi
Addio a Dave Greenfield, ucciso dal Coronavirus. Non mi interessa dove o in che modo. So solo che, da una notizia dolorosamente vista di sfuggita sul web, se n'è andato ieri, o forse l'altro ieri, a seconda dell'ora in cui terminerò questo post.
Un suono inconfondibile il suo, notturno come gli Stranglers, il gruppo inglese anticonformista di cui è stato una delle quatro anime 'cattive', assieme a Hugh Cornwell, Jean-Jeacques Burnel e Jet Black, quattro 'tipacci' che seppero magistralmente transitare dal punk alla prima new-wave, solo apparentemente grezzi ma in realtà carichi di virtuosismi, specialmente attraverso le tastiere suonate da Greenfield, che per molti ricordavano quei Doors che Dave giurava di non conoscere nemmeno.
Qui, per ricordarlo, vi propongo tre brani: il primo è "The Raven", tratto dall'album omonimo del 1979, giusto per fare capire quanto gli Stranglers avessero già intrapreso una strada musicale che si discostava dal 'rumore' provocatorio del punk per associarsi a venature più articolate ma comunque graffianti; il secondo è del 1981, l'album successivo, "The Gospel According to the Meninblack", dove l'uso dei sintetizzatori è decisamente più presente, secondo l'uso dell'epoca, come si sente in "Waitingfor the Meninblack", peraltro in versione solo musicale; la terza canzone è tratta dal fortunatissimo disco "Feline" ed esprime a partire dal titolo ("Midnight Summer Dream") un viaggio nel vaporoso sogno di una new-wave evoluta e sempre più addolcita verso un gusto ai limiti del barocco.
Buon viaggio Dave, quando finisco di lavorare da queste parti prenderò un biglietto per il tuo prossimo concerto.







martedì 27 giugno 2017

Dale Bozzio, voglio ricordarti come in quei video trasgressivi

Dale Bozzio, una delle più affascinanti icone del rock alternativo americano degli anni '80, meglio nota  come new-wave, front-girl dello storico gruppo dei Missing Persons, madre di tutte le donne esibizioniste dell'ultimo quarantennio, prime fra tutte Lady Gaga, che gli deve molto, forse tutto, quanto meno dal punto di vista estetico, visto che da quello musicale la band californiana vince 20 a zero.
Una carriera lunga e luminosa, che l'ha vista collaborare anche con Frank Zappa. Ma questo post non è scritto per celebrarne le gesta, ma viene buttato di getto dopo averla vista in un recente video su Youtube. A 62 anni, persa la luminosità nella voce che ne caratterizzava i tipici gridolini, ora la (ex) bella Dale è in concerto viene 'sorretta' dalla cattiva acustica e dai provvidenziali video che, alle sue spalle, la ritraggono ancora bella e trasgressiva, nei primi anni '80. Non conosco la sua storia personale, ma immagino che, visto il tipo, qualche piccola trasgressione se la sia concessa.
La cattiveria, l'arroganza, la splendida tracontante sensualità che la caratterizzavano ora lasciano spazio a uno sgraziato invano rincorrere verso una figura che non c'è più.

lunedì 11 gennaio 2010

Consigli per 'rinnovare' il proprio look da Martin Fry

Vi chiederete 'Ma guarda che camicia ha preso il Bordi per Capodanno!'. E, in effetti, lontano da Milano, ho deciso di dare una 'rimodernatina' (si fa per dire) al mio look, giusto per tornare indietro ai miei mitici anni '80, quelli per intenderci della new-wave più spinta: Ultravox, Cure, Simple Minds, Visage, ABC (foto in alto a destra), Human League, Heaven 17, Devo, Gary Numan, John Foxx, Siouxsie & The Banshees (foto in basso a sinistra), Soft Cell e chi più ne ha più ne metta... Musica da vedere, ma anche da ascoltare, in grado di avvlgere tutti i sensi di cui è fortunatamente composto il nostro animo... così, per essere 'a la page' tornando indietro di... un quarto di secolo (ops...) raccomando a me e a voi di seguire questi semplici accorgimenti dettati da 'master' Martin Fry, leader degli ABC... come potrete capire, dei suoi tre consigli, io ne posso al massimo seguire solo due...

Da ascoltare attentamente e mettere in pratica...

domenica 26 aprile 2009

Kirlian Camera tra sogni gotici ed elettrodark romantico: dolce Elena, ora dammi la mano...

Non è semplice parlare di Kirlian Camera perché sono molte le sensazioni assorbite nelle due ore del concerto tenutosi venerdì sera al Midian di Cremona, un tugurio spettrale dove il dark di campagna si mischia alle aspirazioni macabre degli appassionati del genere, fra teschi, candele, piccole bare ripiene di ossa finte e tavoli di legno a forma sempre di cassa da morto, per un’atmosfera eccessivamente kitsch fortunatamente nascosta dalla luce fioca e rossa del locale, questa sì, inquietante e tenebrosa. Come la voce di Elena Alice Fossi, dolcissima anima persa del gruppo, nato dalle corde di Angelo Bergamini quando la vocalist era ancora bambina (o probabilmente doveva ancora nascere), in quel 1980 di cui venerdì sera si respirava tutta l’essenza, attraverso il sound, l’atmosfera, il look, il sorriso velato degli astanti, piccole marionette vestite di tutto punto per la festa della sera, immagini dark proiettate su di un palco con un centinaio di persone, per una serata da ritagliare e inserire tra le gemme del proprio cuore, perché fatta di sangue, versato e bevuto, sognata e raccolta nell’immagine sensuale di Elena e del sogno rappresentato nelle due ore di concerto del Midian.

Ma cosa è Kirlian Camera? Io non posso spiegarvelo, perché ognuno lo interpreterebbe a modo suo. E’ new-wave allo stato puro, indecifrabile, talvolta un po’ saccente, un sound che mischia elettronica, pop aggressivo e dark, ritrovando sonorità ‘bianche’ che parevano ancorate proprio a quegli anni, da dove i Kirlian Camera provengono, e che offrono come punti di riferimento ‘mostri sacri’ come gli Ultravox e John Foxx, per i quali la stessa Elena nel backstage ci ha confessato tutta la sua passione (ma dubito che li abbia visti al Palalido di Milano nel 1982, più o meno, come fece il sottoscritto…).

Tensioni romantiche
, fantasie nostalgiche, melodie struggenti, che la voce della Fossi e le magie di Bergamini hanno reso palpabili, e poco cambia se qualcuno in tutto ciò, invece di ricordare “Hymn” degli Ultravox (riproposto nel ‘live’ cremonese assieme a quasi tutti i pezzi che hanno fatto la storia dei KC) abbia preferito ricordare i non pochi equivoci generati da alcune ‘uscite’ del gruppo stesso, che non ha mai cercato di mitigare una certa vicinanza a echi estetici di carattere nazifascista. La stessa apparizione dei ‘nostri’ sul palco, tutti in fila in abiti e passamontagna neri, con tanto di croce rossa sulla fronte e mani giunte, ha lasciato ampio spazio alla fantasia dei presenti.

Elena gioca con la s
ua immagine, gioca con il suo corpo, vestale della notte ma anche ragazza semplice che ama divertirsi sul palco senza mostrare, e questo potrebbe apparire strano guardandola, alcun atteggiamento da diva. E’ gentile (nel senso più arcaico del termine), osserva, ammicca, sorride e ringrazia il pubblico per ogni ovazione emessa alla fine delle canzoni. E ognuno dei presenti ha elaborato, a modo suo, il messaggio preferito dalla musica dei KC, proprio come si faceva negli anni ’80, ognuno con la sua testa, ognuno per sé, lontano dagli altri, perché non serve essere massificati quando abbiamo il nostro cervello da sollecitare: e così qualcuno è stato schiavo di una potente signora della notte, qualcun altro è diventato padrone di una bambolina cattiva, oppure complice di una ragazza che, a fine concerto, ha saputo palesarsi per ciò che è, una dolcissima ‘fanciulla’ della porta accanto. “Hai visto John Foxx quando è venuto recentemente a Milano?”, le ho chiesto alla fine del concerto. “No, in realtà esco pochissimo, e nelle discoteche vado più che altro quando mi capita di suonarci”. Mi inchino, dolce Elena, raccolgo la tua mano guantata e la sfioro con le labbra senza toccarla. E’ stato un piacere.

I Kirlian Camera dal vivo, in questo caso al Gothic Festival di Waregem del 2007


(le foto del post sono state scattate da Massimiliano Bordignon, cioè io!, e sono tutte relative al concerto di Cremona di venerdì 24 aprile)