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venerdì 22 ottobre 2021

Incinque Jewels, primo premio a Vasiliki Merianou

La splendida location (foto ufficio stampa)
Seconda edizione per il Premio Incinque Jewels, diretto, curato e ideato dall’architetto Monica Cecchini e promosso dall’Associazione Incinque Open Art Monti, e andato in scena per la prima volta durante la prima edizione della Roma Jewelry Week nell’inedita location Auditorium di Mecenate.
La parola 'Gioia' è stata il tema dell’edizione 2021 e ha invitato i cosiddetti 'creativi' a progettare un’opera che tentasse di recuperare i gesti e gli animi di convivialità per una rigenerazione sociale.
E' stato Alberto Milani, presidente della Camera di Commercio Italo-americana a New York, a premiare Claudia Civitarese, giovane diplomata allo IED Roma, che ha presentato il bracciale Rinascita che racconta il rapporto della designer con l’acqua attraverso quattro fasi: la vista dall’alto, l’impatto, l’immersione e l’uscita dall’acqua. La creazione sarà protagonista di un progetto speciale e da Roma approderà sulla nuova piattaforma americana di gioielli Jedora.
Un premio alla carriera è stato conferito a Davide Maule, autore orafo italiano, per essersi contraddistinto con la sua attività artistica nel panorama dell’alta gioielleria.
La giuria ha assegnato il primo premio alla jewelry designer greca Vasiliki Merianou, mente creativa di Lokta Art. L’intera commissione ha apprezzato la sua collana Nido in giornale riciclato, vero nido d’api e polvere dorata che racconta la capacità di adattamento dell’uomo e della natura alle circostanze della vita. L’autrice si è aggiudicata una mostra personale presso la Galleria Incinque Open Art Monti di Roma.
Secondo premio per Francesco Ridolfi, premiato grazie al suo anello La città nel cielo ispirato a una storia fantasy. Terzo premio a pari merito per gli artisti orafi romani Glauco Cambi ed Epifanio.

Qui sotto alcune delle opere presentate (foto ufficio stampa)



lunedì 10 maggio 2021

Roma Jewelry Week, al via il bando della prima edizione

Una creazione di Glauco Cambi
Apre ufficialmente il bando per la prima edizione di Roma Jewelry Week.
L’evento si propone di valorizzare il gioiello contemporaneo, d’autore, d’artista e realtà orafe storiche con l’intento di offrire al pubblico un alto valore culturale che esalti il grande patrimonio della città, mettendo in connessione le realtà più interessanti del settore. Protagonisti sono i 'jewelry designer' e l’eccellenza degli orafi romani, atelier del gioiello, gallerie, accademie e associazioni con sede a Roma.
L’esposizione è aperta, su selezione, anche a designer provenienti da altre città italiane e dall’estero.
La tre giorni romana è ideata dall’architetto Monica Cecchini, mentre la selezione delle realtà coinvolte si avvale della curatela dell’artista orafo Emanuele Leonardi e della storica e critica del gioiello Bianca Cappello.

martedì 16 maggio 2017

Emanuela Botto, che fine ha fatto la sexy regina degli orafi?

Emanuela Botto, ma che fine ha fatto la sexy venditrice delle aste televisive online? E' una storia conturbante e ombrosa la sua, degna di una spy-story. E, come ogni spy- story che si rispett, anche questa ha le sue vittime. Ma chi è Emanuela Botto? Regina del soft-core televisivo, dea dell'onanismo da telecomando, i suoi generosi screenshot superscollati e le sue minigonne vertiginose hanno regalato notti insonni all'italiano medio, e anche una discreta conoscenza del mondo orafo, a cominciare dagli ormai ben noti 'tappabuchi' spesso citati dalla procace Emanuela che, esibendo le proprie forme abbondanti, lascia valicare l'immaginazione a ogni possibile interpretazione semantica.
Assieme a un'altra nota 'artista' del voyeurismo da televendita, al secolo Joanna Golabek, la Botto è stata accusata di truffa e arrestata nell’ambito di una maxi operazione dei carabinieri insieme a Giuseppe Maria D’Anna, e al figlio Ruben, negando però ogni addebito. Padovana, 41 anni, la Botto aveva anche un sito internet, intitolato "I Gioielli di Emanuela", ma ormai è inutile cliccarci, perché tanto quel "site is down", recita la scritta.
In una sorta di complesso quanto ambiguo circolo familiare, laBotto era la compagna di Ruben D’Anna, figlio di Giuseppe Maria e fratellastro della Golabek, oggi 47enne. Secondo l'accusa il gruppo comprava gioielli di scarso valore nei Paesi asiatici e poi li rivendeva in Italia attraverso le televendite, spacciandoli per ottimi affari. Fra coloro che, nel 2016, momento in cui è scoppiato il caso, sono finiti agli arresti domiciliari, c'è anche un altro volto delle stesse vendite tv, ovvero Roberto Peragine.
Ma cosa ne sarà di Emanuela Botto? Siamo certi che la sua avvenente 'imponenza scenica' riuscirà a conquistarle ancora spazio per i suoi tanti fan ormai abbandonati e condannati a passarsi l'un l'altro sul web fermo immagine a prova di urlo. Immaginiamo una prossima casta presenza in qualche talk-show, magari assieme a Barbara D'Urso, in cui si dichiarerà vittima inconsapevole dell'"ammmore" e poi chissà, forse anche un libro e una carriera come commentatrice od opinionista. L'importante sarà rivederla in tv, le nostre ditina fremono sul tasto 'stamp' per poterle scattare la prossima foto...