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lunedì 5 gennaio 2026

Caracciolo a Sky TG24: "Venezuela, un Paese diviso etnicamente"

Lucio Caracciolo
, direttore della rivista di politica internazionale "Limes", ha parlato del blitz americano in Venezuela, in una intervista telefonica rilasciata a "SkyTG24": "Gli occhi oggi vanno puntati su chi sarà il successore di Maduro. Oggi c'è la signora Rodriguez chiamata alla presidenza provvisoria, ma è in corso da tempo una trattativa fra il segretario di Stato americano, Rubio, ed elementi del governo. Gli americani vogliono mettere le mani sulle risorse minerarie del Venezuela anche per non farle andare alla Cina".
Sull'attuale reggenza del governo di Caracas: "La signora Delcy ha peso posizioni non chiarissime, in parte proclamando che il presidente del Venezuela è ancora Maduro, ma dall'altra cercando un qualche grado di compromesso con gli americani, che però hanno appreso la lezione dell'Irak, ovvero devono trovare dei collaboratori locali, che sono quelli che hanno il potere non solo politico ma anche militare, cioè la giunta prima chavista e ora madurista".
Sulle possibili giustificazioni del blitz: "Se la mettiamo sul piano del diritto internazionale, di cui ognuno fa l'uso che vuole, non ne usciamo più, in cui si autolegittima l'America ad andare in un altro Paese e prenderne il capo accusandolo di essere un narcotrafficante e un dittatore. Il punto è che in questo momento il potere è in mano a chi controlla le forze armate e di sicurezza, che è ancora quello madurista, chavista e antiamericano, che si richiama a Bolivar e ha forti legami con Cuba, la Cina e la Russia. Il segnale che Trump ha voluto lanciare è che non si tollera la presenza di potenze straniere nell'emisfero cosiddetto occidentale, dalla Groenlandia fino alla Terra del Fuoco".
Infine una nota sullo stato in cui versa il Paese sudamericano: "Il Venezuela di oggi non è quello di 50 anni fa, quando era chiamato Venezuela Saudita, oggi ha una produzione di barili minima, un milione al giorno, oggi è un Paese diviso anche etnicamente. Possiamo dire che la quasi totalità della popolazione latina, ispanica e italiana, è all'opposizione, mentre gli indigeni sono con il governo o comunque collegati a esso".

Un giorno di notizie: Maduro in carcere a Brooklyn, rientrano le salme delle vittime di Crans Montana

La prima pagina del "Corriere" con la notizia su Maduro 
La scena internazionale è scossa dal clamoroso blitz degli Stati Uniti che ha portato all’arresto di Nicolás Maduro e della moglie, trasferiti in un carcere federale a Brooklyn. Washington ha riconosciuto Delcy Rodríguez come guida ad interim del Venezuela, mentre l’esercito del Paese sembra allinearsi alla nuova leadership. Il presidente Trump, però, avverte che “rischierà se non farà la cosa giusta”, lasciando presagire una fase ancora instabile. Intanto l’ombra americana si allunga anche sull’Artico: la Groenlandia, territorio danese, torna al centro delle mire strategiche di Washington.
Sul fronte orientale, l’Ucraina lancia trenta droni su Mosca, tutti abbattuti, mentre l’ex presidente russo Medvedev avverte Zelensky evocando il destino di Maduro.
Dall’estero all’Italia, dove resta forte l’eco della tragedia di Crans-Montana: identificate le sei giovani vittime italiane del rogo di Capodanno, con il rientro di cinque salme previsto per oggi. A Milano sono ancora ricoverati undici pazienti, sette in condizioni serie.
La cronaca interna racconta altre ferite. A Bari due ragazzi di 17 e 18 anni hanno perso la vita provando una moto su una strada chiusa al traffico; un terzo giovane è rimasto ferito. Sempre nel capoluogo pugliese si registra una nuova rissa tra giovanissimi in piazza Risorgimento, mentre i pronto soccorso sono messi a dura prova dall’ondata influenzale: il direttore sanitario del Policlinico invita i medici di base a un maggiore supporto.
A Catania un uomo di 59 anni è indagato dopo un video che lo ritrae mentre picchia il figlio di dieci anni, con accuse estese anche alle tre figlie.
In mezzo a tante tensioni, Turi piange il cane Bobo, randagio amato da tutti e investito da un’auto. E mentre l’Epifania porta in viaggio oltre cinque milioni di italiani, lo sport regala un sorriso ai tifosi nerazzurri: l’Inter supera 3-1 il Bologna e torna in vetta alla classifica.