Lucio Caracciolo, direttore della rivista di politica internazionale "Limes", ha parlato del blitz americano in Venezuela, in una intervista telefonica rilasciata a "SkyTG24": "Gli occhi oggi vanno puntati su chi sarà il successore di Maduro. Oggi c'è la signora Rodriguez chiamata alla presidenza provvisoria, ma è in corso da tempo una trattativa
fra il segretario di Stato americano, Rubio, ed elementi del governo. Gli americani vogliono mettere le mani sulle risorse minerarie del Venezuela anche per non farle andare alla Cina".
Sull'attuale reggenza del governo di Caracas: "La signora Delcy ha peso posizioni non chiarissime, in parte proclamando che il presidente del Venezuela è ancora Maduro, ma dall'altra cercando un qualche grado di
compromesso con gli americani, che però hanno appreso la lezione dell'Irak, ovvero devono trovare dei collaboratori locali, che sono quelli che hanno il potere non solo
politico ma anche militare, cioè la giunta prima chavista e ora madurista".
Sulle possibili giustificazioni del blitz: "Se la mettiamo sul piano del diritto internazionale, di cui ognuno fa l'uso che vuole, non ne usciamo più, in cui si autolegittima l'America ad andare in un altro Paese e
prenderne il capo accusandolo di essere un narcotrafficante e un dittatore.
Il punto è che in questo momento il potere è in mano a chi controlla le forze armate e di sicurezza, che è ancora quello madurista, chavista e antiamericano, che si
richiama a Bolivar e ha forti legami con Cuba, la Cina e la Russia. Il segnale che Trump ha voluto lanciare è che non si tollera la presenza di potenze straniere
nell'emisfero cosiddetto occidentale, dalla Groenlandia fino alla Terra del Fuoco".
Infine una nota sullo stato in cui versa il Paese sudamericano: "Il Venezuela di oggi non è quello di 50 anni fa, quando era chiamato Venezuela Saudita, oggi ha una produzione di barili minima, un milione al giorno, oggi è un Paese
diviso anche etnicamente. Possiamo dire che la quasi totalità della popolazione latina, ispanica e italiana, è all'opposizione, mentre gli indigeni sono con il governo o
comunque collegati a esso".
