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| Un momento della manifestazione di Londra |
In questo clima si inserisce la preoccupazione per una progressiva islamizzazione di parti del continente, alimentata anche da attacchi terroristici sempre più frequenti. Il caso di Modena, con l’auto lanciata sulla folla e la volontà dichiarata di colpire italiani cristiani, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione di individui radicalizzati già presenti sul territorio europeo.
Molti osservatori denunciano una politica “progressista” che, nel tentativo di evitare tensioni sociali, finisce per non punire con sufficiente fermezza comportamenti criminali, generando la percezione di una sorta di impunità. L’Europa appare così intrappolata in una “anarchia controllata”, dove l’ordine pubblico si regge più sull’inerzia che su una reale strategia.
Il risultato è un contraccolpo politico evidente: dal 'movimento delle bandiere' in Gran Bretagna alla crescita dell’AfD in Germania, le prime risposte arrivano proprio dalle popolazioni autoctone, che chiedono di recuperare sovranità, identità e sicurezza. È il segnale di un continente che non vuole più essere spettatore passivo del proprio destino.
